SIAPE: il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica

Dal 3 dicembre 2020 è finalmente online il catasto energetico nazionale o Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE)

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SIAPE: il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica

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Prende finalmente avvio il catasto energetico nazionale, una banca dati realizzata e gestita da ENEA che raccoglie gli Attestati di Prestazione Energetica o APE di edifici e unità immobiliari: il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE). Istituito ufficialmente col Decreto Interministeriale 26/06/2015, il SIAPE ha lo scopo primario di restituire una immagine dettagliata dello stato dell’arte della riqualificazione energetica del parco edilizio italiano.

Già la legge 90/2013 aveva avviato la mappatura energetica del patrimonio immobiliare italiano, inserendo una postilla all’articolo 6, comma 12, per “la definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, di utilizzo obbligatorio per le regioni e le province autonome, che comprenda la gestione di un catasto degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei relativi controlli pubblici”.

L’art.8 del Dlgs 10/06/2020, n. 48, precisa meglio i compiti del catasto energetico: “Il sistema informativo consente la raccolta dei dati relativi al consumo di energia degli edifici pubblici e privati, misurato o calcolato, per i quali è stato rilasciato un attestato di prestazione energetica in conformità del presente articolo”.

Il SIAPE, in quanto sistema informativo, offre la possibilità per l’utente di effettuare analisi su molte delle informazioni contenute negli attestati di prestazione energetica inoltrati da Regioni e Province Autonome.

Le informazioni risultanti sono facilmente comprensibili ed alla portata di tutti.

Il catasto energetico nazionale

Il catasto energetico nazionale o Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) è stato istituito con il D.M.26/06/2015 e contiene al suo interno la banca dati nazionale degli APE.

Il Portale Nazionale sulla prestazione energetica degli edifici ha lo scopo di fornire ai cittadini, alle imprese e alla pubblica amministrazione le informazioni circa:

  • la prestazione energetica degli edifici;
  • le migliori pratiche per le riqualificazioni energetiche efficaci (in termini di costi);
  • gli strumenti di promozione esistenti per migliorare la prestazione energetica degli edifici, ivi compresa la sostituzione delle caldaie a combustibile fossile con alternative più sostenibili.

Al 01/04/2020, passato il termine di legge per l’inserimento degli APE dell’anno precedente, il database contiene i dati relativi a quasi 1 milione e 700 mila APE distribuiti nel periodo 2015-2020 relativi a:

  • 9 Regioni (Lazio, Liguria, Piemonte, Lombardia, Friuli, Umbria, Abruzzo, Puglia, Calabria)
  • 2 Province Autonome.

Totale APE in Italia al 1 aprile 2020

Le Regioni e le Province Autonome inoltrano al SIAPE gli attestati contenuti nei rispettivi catasti e, contestualmente, i risultati annuali derivanti dell’applicazione dei sistemi controllo degli APE di loro competenza.

Il collegamento tra catasto nazionale e catasti regionali e provinciali avviene tramite l’utilizzo di un tracciato XML unico condiviso. I dati sono in costante aggiornamento.

APE rilasciati suddivisione tra anno di costruzione e destinazione d'uso

Dai dati nazionali ad oggi presenti sul catasto energetico, si può avere un quadro del panorama edilizio italiano piuttosto affidabile, nonostante le numerose assenze (Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata, Marche, Toscana, Veneto).

La gran parte degli edifici sono di tipo residenziale (85%) e costruiti prima del 1972, antecedenti cioè alla prima legge nazionale sul contenimento del consumo energetico (Legge 373/76). Le motivazioni principali alla base degli Attestati di Prestazione Energetica, com’è lecito aspettarsi, sono dovute alla vendita e locazione immobiliare.

Una volta che il database sarà in diretta connessione con tutti i catasti delle Regioni e delle Province Autonome, saranno attivati una serie di servizi che ne agevoleranno la consultazione. Inoltre, il SIAPE potrà essere di supporto a Regioni e Province Autonome anche nello svolgimento del loro compito di verifica degli APE depositati. Il SIAPE sarà implementato, infatti, con un sistema di filtri dei dati al fine di automatizzare analisi e statistiche per la produzione di risultati coerenti e rilevanti.

La prestazione energetica del parco immobiliare italiano

Il “Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici” del 24 settembre 2020, frutto della collaborazione dell’ENEA con il CTI (Comitato Termotecnico Italiano), fornisce una panoramica dell’implementazione della certificazione energetica del parco edilizio nazionale attraverso valutazioni approfondite delle caratteristiche costruttive e degli aspetti energetici degli immobili italiani, ricavati dagli Attestati di Prestazione Energetica (APE).

La valutazione della prestazione energetica del parco edilizio nazionale nel periodo 2016-2019 si basa sui dati presenti nel SIAPE e sui dati forniti direttamente dalle Regioni e dalle Province Autonome.

La valutazione del numero totale di attestati emessi (circa 4.500.000 APE) è stata ricavata da una base dati composta per il 91% dai dati fornite direttamente da Regioni e Province Autonome e per il 9% acquisiti dal SIAPE. Dal 2016 al 2019 sono stati emessi 4.531.659 APE, la cui distribuzione annuale è mediamente costante. La Lombardia è la Regione con più attestati emessi, seguita da Veneto e Sicilia.

Percentuale APE emessi per regione dal 2016 al 2019
Numerosità degli APE per Regione e Provincia Autonoma nel periodo 2016-2019

Il numero di attestati per classe energetica, analisi svolta su 3.818.325 APE, è distribuito nel quadriennio 2016-2019.

APE per classe energetica nel periodo 2016-2019
Numerosità degli APE per classe energetica nel periodo 2016-2019

I risultati mostrano una distribuzione costante, in particolare negli anni 2018 e 2019, rafforzando l’attendibilità dei dati presentati.

Quasi il 60% del parco immobiliare nazionale rappresentato è caratterizzato da prestazioni energetiche carenti, in classe energetica F e G. Tuttavia, si riscontra un miglioramento delle classi energetiche più alte (A4-B), la cui distribuzione annuale passa da circa il 7% nel 2016 a quasi il 10% nel 2019, a dimostrazione del consolidamento graduale delle misure nazionali per l’efficienza energetica nel settore edile, con particolare riferimento al D.M. 26/06/2015.

Distribuzione degli APE per zona climatica

Considerata l’estrema varietà climatica dell’Italia e l’influenza dei gradi giorno nel sistema di calcolo utilizzato per determinare la classe energetica degli immobili, è stata analizzata la distribuzione degli APE secondo la classe energetica e la zona climatica. Di questi il 4% sono in zona climatica C, il 24% in D, il 67% in E, il 5% in zona F.

Distribuzione degli APE per zona climatica
Distribuzione degli APE per zona climatica nel periodo 2016-2019

In tutti i casi si rileva che il numero di APE aumenta con il peggioramento della classi energetiche, alla luce del fatto che oltre il 65% del patrimonio immobiliare risale a prima del 1975 (la prima legislazione vincolante sulle caratteristiche costruttive degli edifici in termini di risparmio del fabbisogno energetico).

Oltre la metà degli immobili risultano nelle classi energetiche peggiori (F-G), con un picco nella zona climatica F, dove la sola classe energetica G ricopre poco più del 40%, probabilmente anche a causa della maggiore rigidità del clima. Tuttavia, la zona climatica F presenta la percentuale più elevata di casi nelle classi energetiche migliori (A4-B).

Distribuzione degli APE per anno di costruzione

Dalle valutazioni sull’anno di costruzione risulta che la maggior parte degli immobili censiti tramite Attestato di Prestazione Energetica o APE analizzati è stata costruita tra il 1945 e il 1972.

Distribuzione degli APE per anno di costruzione

In figura è rappresentata la distribuzione in percentuale delle classi energetiche dei casi aventi medesima epoca di costruzione. La distribuzione delle costruzioni realizzate fino al 1991 ha un andamento simile caratterizzato da un parco immobiliare prevalentemente con classi energetiche con prestazioni inferiori (60-70%), con pochi casi nelle classi energetiche migliori (A4-B).

Tuttavia, in questo periodo, la classe energetica G decresce di oltre 10 punti percentuali in favore dell’aumento dei casi nelle classi energetiche F e intermedie (C-E). Questa tendenza è più marcata per gli immobili costruiti tra il 1992 e il 2005, con un forte aumento dei casi nelle classi energetiche intermedie,  che complessivamente superano quelle peggiori, in diminuzione; in particolare la percentuale di APE in classe G risulta dimezzata rispetto al periodo precedente, effetto dell’applicazione della Legge 10/1991 .

Gli APE afferenti a casi più recenti, edificati dopo il Decreto Legislativo 192/2005, presentano una distribuzione a vantaggio delle classi energetiche a prestazioni più elevate, proprio in virtù della legislazione sempre più stringente sulle prestazioni energetiche degli edifici.

L’impatto della legislazione è ancora più evidente per gli immobili costruiti dopo l’emanazione del D.M. 26/06/2015. Il numero di casi con anno di costruzione tra il 2016 e il 2019 e con classe energetica superiore alla B raggiunge una percentuale pari a circa il 75%; i pochi casi nelle classi energetiche C-G sono in parte dovuti al fatto che i progetti degli immobili potrebbero essere antecedenti il 2015 e in parte al fatto che solo il 57,5% è dichiarato come “Nuova costruzione”.

Indice di prestazione energetica globale non rinnovabile (epgl, nren)

I risultati delle medie annuali di EPgl,nren mostrano un trend discendente dal 2016 al 2019, che conferma la diminuzione dei casi nelle classi energetiche peggiori in favore di quelle migliori.

Il settore non residenziale mostra valori medi più elevati rispetto a quello residenziale e un trend discendente più marcato, con una differenza percentuale di circa il 15% tra il 2016 e il 2019, contro il quasi 10% del settore residenziale.

Anche gli immobili di proprietà pubblica mostrano un andamento soddisfacente, con un calo netto del valore medio di EP gl,nren tra il 2016 e il 2017.

Indice di prestazione energetica globale non rinnovabile
Distribuzione dei valori medi di EPgl,nren per zona climatica per i settori residenziale e non residenziale

I risultati relativi alla zona climatica, in particolare, forniscono ulteriori informazioni che completano il quadro già mostrato. Infatti, è possibile notare a livello generale un aumento dei valori medi di EPgl,nren dalla zona climatica C alla zona climatica F, al crescere, quindi, dei gradi giorno.

Emissioni di CO2

I risultati relativi alle emissioni di CO2, sia a livello generale, che nel dettaglio, mostrano dei trend congruenti con l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile. Anche in questo caso, la decrescita dei valori medi è visibile a livello globale, ma risulta molto più accentuata nel caso del settore non residenziale, che mostra valori pari a circa il doppio di quelli del residenziale.

Distribuzione dei valori medi di emissioni di CO2 per zona climatica
Distribuzione dei valori medi di emissioni di CO2 per zona climatica per i settori residenziale e non residenziale

Le successive analisi confermano la correlazione tra emissioni di CO2 e zona climatica, con una crescita del valore medio in base alla rigidità delle temperature, e dal tipo di intervento effettuato sull’immobile, mostrando un calo netto delle emissioni di CO2 per riqualificazioni energetiche, ristrutturazioni importanti e, in particolare, nuove costruzioni.

Il quadro è rassicurante. Le analisi indicano un miglioramento qualitativo del parco immobiliare con un trend in netto calo sia del consumo energetico che delle emissioni inquinanti. Ricordiamo che in Europa gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra.

La digitalizzazione dell’edilizia (BIM), assieme alle politiche degli incentivi fiscali (superbonus, ecobonus, sismabonus), efficienza energetica, appalti verdi e comunità energetiche mirano ad accelerare il processo di decarbonizzazione dell’economia entro il 2050, principale obiettivo comunitario. Tuttavia, nonostante i risultati incoraggianti, rimane necessaria un’accelerazione del processo di riqualificazione degli edifici per avere al 2050 un parco immobiliare totalmente decarbonizzato.


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