Le facciate tra funzionalità, risparmio energetico ed estetica

Vetro, ceramica, legno: sono molti i materiali impiegati nel rivestimento esterno delle facciate che connotano fortemente gli edifici, soprattutto se presentano potenzialità estetiche, come la ceramica con decorazione digitale e il vetro. Ma spesso la loro scelta unisce l’estetica, alla funzionalità, alle performance energetiche e si inserisce nel processo di transizione ecologica.

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Rivestimenti di facciata tra funzionalità, risparmio energetico ed estetica

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ll carattere di un uomo si rivela spesso nelle sue sembianze fisiche, persino nel modo di camminare e nel timbro della sua voce. Parimenti il carattere nascosto delle cose si esprime in parte nelle forme esteriori… “, scrisse Frank Lloyd Wright nell’incipit della sua opera “La Città vivente”, dove la riflessione sull’architettura organica si sviluppa proprio da un supposto e innato “senso naturale dell’estetica” che guiderebbe l’uomo nella realizzazione del suo contesto abitativo ideale.

Probabilmente non è più il concetto di architettura organica come lo intendeva Wright a guidare le opere più recenti, ma le più interessanti di queste hanno indubbiamente un legame stretto con la natura nei contenuti e un preciso orientamento estetico che si esprime principalmente nella forma e quindi nell’involucro. Lo si evince dal rigore e dalla cura con cui vengono selezionati i rivestimenti per facciate chiamati a rispondere a molteplici ruoli: quelli funzionali della protezione e dell’isolamento e quelli estetici; ruoli determinanti anche nella transizione ecologica.

Materiali per il rivestimento delle facciate

Il sistema di rivestimento per facciate più utilizzato è l’intonaco nel nostro Paese. Ma l’architettura contemporanea (a partire da quella dei grandi maestri) ci insegnano che ci sono anche altre soluzioni.

Pietra, gres e grandi lastre

I materiali più idonei per i rivestimenti per facciate hanno un alto fattore di resistenza e durevolezza per far fronte ai fenomeni termici e meteorologici. Sono molto utilizzati il gres porcellanato, la pietra naturale o sinterizzata, alcune superfici metalliche. Nella scelta si tiene ovviamente conto del contesto e della destinazione d’uso e quindi della tipologia di architettura, perché essendo parte dell’involucro, le facciate hanno anche un’importante responsabilità estetica.

Aria Retreat & SPA con lastre Lapitec in facciata
Aria Retreat & SPA (Lago di Lugano). Il complesso è realizzato con circa 2000 mq di lastre Lapitec. Il complesso, inaugurato l’anno scorso) si integra perfettamente nel contesto naturale e presenta un involucro ventilato ad alte prestazioni composto di lastre di grande formato e 12 mm di spessore. Il materiale è una miscela di minerali naturali privi di additivi chimici, inchiostri o altri derivati del petrolio.

La ceramica, materiale che ormai ha ampiamente dimostrato le propria versatilità negli ambiti di applicazione dell’architettura, presenta numerose qualità nel rivestimento delle facciate, non solo resistenza e durevolezza ma, grazie alla possibilità di ottenere lastre di grande formato, interviene nell’isolamento creando superfici continue e controllando così i ponti termici.

Chiesa armena si St. Sarkis, Carrollton, Texas con rivestimento in ceramica
Chiesa armena St. Sarkis, Carrollton, Texas – David Hotson e Stepan Terzyan. La facciata è realizzata con lastre ceramiche decorate con un disegno riprodotto ad altissima risoluzione, una croce armena o “albero della vita”. Da vicino si possono ammirare ben 1,5 milioni di piccoli motivi, tutti diversi come le vittime del massacro ai danni di questo popolo. Gli architetti hanno collaborato con lo studio di progettazione e produzione di Fiandre che grazie ad una innovativa tecnologia a raggi UV riesce a realizzare stampe personalizzate su materiali ceramici.
Domus Lascaris - Boffa, Petrone & Partners, studio di progettazione di Gruppo Building. Rivestimento di facciata Laminam
Domus Lascaris – Boffa, Petrone & Partners, studio di progettazione di Gruppo Building. In fase di ristrutturazione dell’edificio, si è scelto di sottolineare la tridimensionalità della facciata, alternando cristallo e lastre Laminam 1000×1000 mm della serie Calce Bianco, con spessore Laminam 3+. Bassa porosità e inalterabilità delle prestazioni (anche in caso di esposizione al calore, al gelo, agli shock termici e ai raggi UV) sono le peculiarità del rivestimento oltre al fattore estetico.

Il vetro per il rivestimento

Anche il vetro rientra nel range dei materiali per facciate grazie alle sue proprietà di interazione con la luce e all’alta resistenza alla compressione (1.000 N/mm2 = 1.000 MPa). E parlare di vetro quest’anno ha un valore ancora maggiore, in quello che l’ONU ha decretato “International Year of Glass”. È proprio questo materiale, protagonista dell’economia italiana a ricordarci che la tecnologia può ampliare notevolmente il ventaglio di applicazioni della materia ad ambiti anche inediti.

Palazzo Hikari di Kengo Kuma & Associati con facciate in vetro
Hikari – Kengo Kuma & Associati – Le facciate in vetro, in questo progetto, sono sinonimo di performace in termini di risparmio energetico ed estetica. Si tratta della linea SunEwat, messa a punto dalla divisione business unit Active Glass di AGC Glass Europe, scelta dal noto studio giapponese Kengo Kuma & Associati per la realizzazione di questo complesso di Lione ad uso misto. Le vetrate generano l’energia necessaria agli appartamenti, agli uffici e ai negozi perché sono costruite su celle fotovoltaiche incorporate nel vetro stratificato. Il sistema copre 520 mq, controlla l’apporto di energia solare che entra negli appartamenti e genera 15.000 kWh di elettricità.
Gioia22 - Gregg Jones, studio Pelli Clarke Pelli Architects con facciata in vetro
Gioia22 – Gregg Jones, studio Pelli Clarke Pelli Architects (New York). Un altro esempio eccellente di faccaiate in vetro è il progetto Gioia22, la torre che sorge nel nuovo Distretto Porta Nuova – Gioia di Milano. Le facciate sono realizzate con pannellature in triplo vetro altamente performante. Grazie alla filosofia progettuale fortemente sostenibile che ha selezionato una serie di componenti green (6.000 mq di pannelli fotovoltaici, un sistema di riscaldamento e raffreddamento alimentato ad acqua di falda e una illuminazione complessiva a LED gestita da sensori di luce diurna e l’impiego di pavimentazioni flottanti Nesite, sviluppate con materiali riciclati, riciclabili e certificati), il progetto è perfettamente in linea con i requisiti europei e si candida alle certificazioni LEED e WELL.

Le caratteristiche del legno

Altro protagonista dell’economia del Paese, il legno è, anch’esso, un ottimo materiale per facciate e presenta molti vantaggi: ha una bassa conducibilità termica, grazie alla tecnologia è resistente agli agenti atmosferici e dona agli edifici una marcata personalità.

Casa Messori in legno di Rubner
Casa Messori – Rubner – In questo progetto a 10 Km da Udine, perfettamente mimetizzato nel contesto ambientale, gli inserti in legno di abete della facciata hanno una funzione estetica fondamentale e sono i principali catalizzatori del dialogo tra elementi antropici ed elementi della natura.

La carta da parati per le esterni

Sistema WallPepper®H2O-OFF per rivestimenti esterni
Il sistema WallPepper®H2O-OFF è il risultato di una ricerca tecnica che trasferisce l’espressività decorativa delle immagini anche in ambienti esterni a contatto con acqua; è composto da speciali teli tecnici in fibra di vetro ad alta densità (WallPepper®FiberGlass) e dal protettivo bicomponente poliuretanico a solvente WallSilk®SOL, trasparente e resistente all’acqua, alle piogge acide a ai raggi ultravioletti. I teli da 94 cm si posano con il sistema colla a muro e sono già tagliati a filo senza sormonto. Sono resistenti e conolidano la parete proteggendola da fessurazioni e crepe di assestamento attenuando le disomogeneità.

Bonus Facciate

E’ ormai in scadenza, ma ricordiamo che la Legge di Bilancio 2022 ha prorogato al 31 dicembre il 2022 il Bonus Facciate, incentivo per il rifacimento di tutte le parti opache dell’involucro. Può essere detratto il 60% delle spese sostenute nel 2020 e 2021, senza limite di spesa. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali.

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