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Scuola in bioedilizia: a Cuneo al via un progetto nZEB, sostenibile e partecipato

La nuova scuola dell’infanzia di Cuneo è uno spazio caratterizzato dall’ampio uso del legno e da una progettazione condivisa con Comune, personale scolastico e da pedagogisti. E’ un edificio nzeb che unisce ecologia, sostenibilità ambientale, economica e  sociale.

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Scuola in bioedilizia: a Cuneo al via un progetto nZEB, sostenibile e partecipato
Img ©Simone Bossi

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La scuola in bioedilizia è realtà. A Cuneo, nel quartiere San Paolo, è stata da poco inaugurata la scuola dell’infanzia “Fillia”. Si tratta di un edificio scolastico che fa attenzione a parametri che hanno a che fare con ecologia, sostenibilità ambientale, economica, sociale, e frutto di una volontà partecipata.

La progettazione è stata condivisa oltre che con l’amministrazione comunale, anche col personale scolastico e l’Asl competente e ha visto anche l’attiva partecipazione di pedagogisti.

Così è nata questa scuola, prossimamente certificata CasaClima School, il cui costo complessivo è di 3 milioni di euro per quasi 1000 metri quadri di superficie lorda. L’area esterna comprende, oltre al giardino, anche giochi per l’infanzia e spazi per attività all’aperto.

L’innovazione del progetto si lega alla scelta di materiali naturali e attenti al benessere dei bambini e delle insegnanti ed è un esempio che costruire bene e in modo attento alla salute e al comfort è possibile.

La struttura della nuova materna di Cuneo

Il progetto della nuova scuola dell’infanzia di Cuneo è stato realizzato dallo studio di architettura Colucci&Partner’s di Pontedera.

È la prima scuola comunale che si costruisce in città da oltre 40 anni e sostituisce la materna preesistente. Nel nuovo edificio luce naturale e legno sono elementi prevalenti e in grado di creare un effetto di piacevole accoglienza. Sono questi i primi elementi di questa scuola in bioedilizia, il cui volume è scavato da una successione di nicchie, rivestite al loro interno in listelli di legno di larice, creando un luogo protetto e un riparo per i bambini.

A Cuneo un progetto di scuola nZEB con facciata in legno
Particolare dell’esterno in legno della scuola. Img ©Simone Bossi

L’accesso alla scuola avviene attraverso la più profonda di esse, che funge da filtro tra interno ed esterno e che accoglie i bambini, accompagnandoli all’interno dello spazio scolastico. Qui si trova l’agorà, fulcro del progetto, sia in termini spaziali che didattici. È il luogo dell’accoglienza, dell’incontro, della condivisione delle esperienze, dove si innestano i percorsi che conducono ai vari ambienti della scuola. Il blocco centrale non ha solo una funzione distributiva, ma si compone di una sequenza di spazi comuni di relazione, che possono ospitare molteplici attività ludico-ricreative, come piccoli laboratori, attività di gruppo e percorsi didattici. Sul lato Sud si trovano le quattro sezioni, caratterizzate da ampie superfici vetrate e da lucernari che garantiscono un’ottimale illuminazione e ventilazione naturale.

Le grandi vetrate, nei mesi invernali, divengono dei sistemi solari passivi, che permettono di accumulare l’energia solare e di trasferirla all’interno dell’edificio. Nei mesi più caldi, invece, il surriscaldamento degli ambienti interni è controllato mediante frangisole in alluminio che consentono una buona schermatura della facciata.

Scuola in bioedilizia: attenzione ai materiali naturali ed energia rinnovabile

È davvero possibile parlare di scuola in bioedilizia? «Sicuramente: si può parlare di un edificio realizzato con materiali che fanno riferimento alla bioarchitettura – risponde Giuseppe Colucci, architetto e CEO dello studio di architettura – A parte le fondazioni, realizzate in cemento armato, in tutto il resto della struttura, ovvero nelle partizioni orizzontali e verticali, si è impiegato legno XLAM mentre sono state inserite travi in legno lamellare nella parte centrale dell’edificio, dove è presente l’agorà a tutta altezza. Anche gli infissi sono in legno Accoya (particolarmente durevole), con triplo vetro». Come materiale isolante si è utilizzata lana di roccia protetta da lastre in fibrocemento ecologico, che riveste tutto l’edificio.

Gli interni della scuola nZeb a Cuneo
Gli interni della scuola: attenzione a materiali e colori. Img ©Simone Bossi

È un edificio nZEB, provvisto di impianto fotovoltaico (che produce circa 19 kW) e solare termico in copertura, dove si è impiegato zinco-titanio, materiale di elevata qualità e durevolezza, con un’ottima resistenza alla corrosione.

A confermare l’intento “green” della scuola c’è anche la prossima certificazione CasaClima School, standard per edifici scolastici di nuova costruzione o risanati, compatibili con un’idea di sostenibilità in cui vengono considerati sia gli aspetti ecologici che quelli sociali ed economici. Oltre all’efficienza energetica, il sigillo di qualità comprende numerosi criteri che vanno dalla scelta ecologica dei materiali da costruzione, a spazi interni confortevoli fino al rispetto di elevati standard igienici e di una gestione attenta dei rifiuti.

Comfort integrato e integrale: aria, luce, acustica, calore

All’interno dell’edificio si è fatta molta attenzione al comfort e al benessere di chi questi spazi li vive: bambini e insegnanti. Anche da qui passa il concetto di scuola in bioedilizia. «Per provvedere alla qualità dell’aria indoor è stato installato un impianto VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) – spiega l’architetto Colucci –. Sempre per il comfort interno, si è posta particolare attenzione anche nella scelta dei colori per la tinteggiatura. Per questo è stato condotto uno studio specifico per l’accostamento cromatico ideale in modo che ogni sezione della scuola avesse una connotazione peculiare e si creasse un’identità connotabile per i bambini che frequentano la scuola». Per le vernici sono state scelte soluzioni prive di solventi e di sostanze tossiche volatili, rigorosamente all’acqua.

La scuola “Fillia” è l’esito felice di una gestione attenta dell’amministrazione comunale, che ha stanziato 3 milioni di euro per realizzare una scuola di qualità anche a livello di comfort, oltre che impiantistico e illuminotecnico. A quest’ultimo proposito, l’illuminazione a LED è la prescelta, ma anch’essa esito di uno studio sulla temperatura-colore dei corpi illuminanti, per un giusto equilibrio tra illuminazione naturale e artificiale.

Per il riscaldamento – a pavimento radiante – si è optato per il teleriscaldamento. Una scelta fatta dal Comune di Cuneo di cui beneficia parte della città e che prevede l’impiego di cogenerazione di energia elettrica e calore.

«Nella scuola è giusto presente, affiancato all’impianto VMC, una pompa di calore che provvede innanzitutto al calore, nel caso di guasti dell’impianto di teleriscaldamento, in più provvede anche al raffrescamento quando occorre, mantenendo un comfort ottimale anche per quanto riguarda il clima indoor», specifica ancora il CEO di Colucci&Partner’s.

Infine, l’acustica: è un elemento fondamentale specie in una scuola. Diversi studi scientifici hanno rivelato che ambienti scolastici provvisti di sistemi di fono-impedenza e assorbenza permette un migliore apprendimento. Anche in questo caso, nella nuova materna “Fillia” si è fatta particolare attenzione su questo aspetto.

Architettura e pedagogia: l’importanza del progetto condiviso e partecipato

Per la progettazione dell’edificio lo studio Coluccia si è avvalso di consulenti pedagogici. «Crediamo che architettura e pedagogia debbano andare avanti di pari passo», sottolinea Colucci, mettendo in luce come sia una caratteristica peculiare dello studio, che si affida a professionisti del settore.

Tra l’altro, Colucci&Partner’s  è uno degli studi architettonici di riferimento del progetto e associazione Scuola Senza Zaino, il cui modello mette l’accento sull’organizzazione dell’ambiente formativo, partendo dal presupposto che dall’allestimento del contesto educativo dipendono sia il modello pedagogico-didattico che si intende proporre e adottare sia il modello relazionale che sta alla base dei rapporti tra gli attori scolastici.

Altrettanto importante è la volontà di una progettazione partecipata. Oltre all’amministrazione comunale è stata chiesta una consulenza e la condivisione del progetto con la dirigente, con le vicarie e con l’Asl competente.

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