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Gli italiani amano i serramenti. Sono le prime soluzioni scelte per migliorare l’efficienza energetica della casa: secondo il rapporto annuale ENEA nel triennio 2014-2017 ne sono stati sostituiti un milione e mezzo, puntando su soluzioni performanti e innovative. È un mercato in salute e lo conferma anche il Cresme che nel report dedicato prevede nel quadriennio 2018-2021 un incremento medio annuo sia nel settore residenziale (+1,4%) che non residenziale (+1,6%). Tradotto in altri termini, significa quasi 5,55 milioni di unità, gran parte delle quali (5,34 milioni) installate nell’edilizia residenziale. Alla base di questo crescente successo c’è la qualità, una delle caratteristiche peculiari del made in Italy. Merito delle aziende che lavorano per migliorare il tasso tecnico e qualitativo di porte e finestre. Alcune di esse e le loro storie hanno trovato spazio nel volume “100 italian stories for future building” curato dalla Fondazione Symbola. Serramenti per l’edilizia del futuro dalla lunga storia È un’opera che narra sì di edilizia del futuro, ma evidenzia solide radici nel passato e attenzione al presente. Solo così si spiega il successo di aziende che hanno investito sulla qualità e sulla ricerca e sviluppo, creando prodotti in grado di contribuire a migliorare le prestazioni energetiche delle abitazioni. C’è chi persegue un intento olistico di edilizia NZEB a costi accessibili. È la storia di Aakhon, realtà milanese specializzata nella progettazione, prototipazione e produzione di prodotti tecnologicamente avanzati per l’edilizia. Ha ideato “Edilizia 0.0” dove zero sta per consumo di energia, emissioni, produzione di scarti e inefficienze. Per attuare quest’idea c’è E-Home, il sistema industrializzato per realizzare in fabbrica i componenti, assemblati poi in cantiere. In tutto questo un elemento importante è il serramento in pvc e triplovetro doppio basso emissivo. Ma prima che si arrivasse a questo livello c’è stato bisogno di una continua spinta evolutiva. Quella, per esempio, attuata da Agostini Group. Nata nel lontano 1963, ossia al tempo in cui le case avevano ancora tapparelle in legno, partì dalla produzione di avvolgibili in PVC, soluzioni inedite e d’avaguardia. Oggi la storia continua e l’innovazione pure, attraverso soluzioni quali Fibex, uno dei primi materiali compositi al mondo, ricavato dalla fibra di vetro e usato per la produzione di serramenti, scuri e persiane. La linea di prodotti basata su questa tecnologia, Fibex Inside, è in grado di assicurare isolamento termico e acustico molto elevato. Tra le storie italiane da raccontare c’è anche quella di Alpac, realtà vicentina specializzata in sistemi per la chiusura del foro finestra, che facilitano l’installazione dei serramenti. Nel 2002 ha presentato Presystem, un monoblocco termoisolante in polistirene. Si tratta di una struttura prefabbricata efficace per eliminare i ponti termici, garantire l’isolamento e aumentare la prestazione energetica dell’edificio. guardando ancora più avanti si arriva a Ingenius VMC, la prima linea di monoblocchi finestra con Ventilazione Meccanica Controllata integrata. È un sistema dotato di uno scambiatore di calore a doppio flusso che – spiega la stessa azienda – consente un continuo ricambio dell’aria indoor, senza bisogno di altri fori di aerazione e con un recupero di calore fino al 90%. Il filtro impedisce a pollini e polveri sottili di penetrare e favorisce la fuoriuscita di umidità, odori e CO2, elevando così la qualità dell’aria e la sua salubrità. Finestre e porte smart: dalla ricerca ai premi internazionali La finestra così diventa intelligente. Una conferma arriva anche da Italserramenti, azienda bresciana che ha fatto storia, passando da una piccola falegnameria alla realtà odierna, capace di proporre serramenti in legno, legno/alluminio, legno/vetro strutturale e solo vetro. Sì, proprio così: c’è anche una versione tutta vetro, Ghost la cui caratteristica è l’assenza di cornice che permette alla luce di entrare in quantità maggiore rispetto a un normale infisso. Per innovare occorre puntare su un’attenzione costante alla ricerca e sviluppo: da qui si arriva alla collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia nel progetto Elisir (Energy, Life Styled & Seismic Innovation for Regenerated Buildings). Italserramenti ha il compito di concepire una smart window, una soluzione in grado di gestire in autonomia le condizioni ambientali a seconda delle necessità di chi vi abita o risiede. Oltre alle finestre ci sono anche le porte a fare parlare bene del made in Italy: per questo Symbola segnala due realtà di assoluto livello quali la romagnola Scrigno e la lombarda Lualdi. La prima è divenuta universalmente nota con le sue porte a scomparsa, talmente famose da identificarsi con l’azienda stessa, nata nel 1989. L’altra ha una storia ancora più lunga: avviata nel 1859, ha fatto della ricerca un suo vanto. Tanto che la Comunità Europea l’ha inclusa, unica società italiana, nel progetto Eco-silentwood, avviato per creare una porta ad alta innovazione e sostenibilità, insonorizzata e resistente al fuoco. Attenzione alla ricerca e anche al design: non per niente la stessa Lualdi con la porta Edge ha ottenuto il Good Design Award, prestigioso riconoscimento del Chic. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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