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Detrazioni per l’edilizia, il Superbonus ha rallentato il settore delle costruzioni?

Pubblicata la nuova edizione dello studio realizzato da Camera dei Deputati-Cresme che valuta l’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: dal 1998 ad oggi grazie agli incentivi ci sono stati più di 21 milioni di interventi, che hanno attivato investimenti per oltre 346 miliardi di euro. Quest’anno il Rapporto tiene conto anche della crisi legata al Covid-19, dell’impatto del Superbonus 110% nel 2020 e delle prospettive per il futuro

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Studio Cresme-Camera: Dagli incentivi per la riqualificazione energetica occupazione e investimenti

Indice degli argomenti:

La Camera dei Deputati ha realizzato in collaborazione con il Cresme la nuova edizione dello Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione“, che analizza l’impatto delle detrazioni fiscali sull’economia, alla luce quest’anno della pandemia che ha colpito il mondo e considerando, con una valutazione ex-ante, l’impatto potenziale sul mercato del Superbonus 110% introdotto come misura di rilancio per contrastare la crisi economico sanitaria.

Lo Studio ricorda che gli incentivi per interventi di recupero edilizio sono stati introdotti dal 1998, mentre quelli per la riqualificazione energetica dal 2007 e, come sappiamo, sono stati oggetto di diverse proroghe e modifiche sulle aliquote, sui limiti massimi di spesa, sulle categorie di interventi agevolabili, con l’introduzione negli ultimi anni del bonus antisimico, dal 2018 del bonus verde, dal 2019 del bonus facciate e dall’anno in corso del Superbonus.

Ecobonus e detrazioni, dalle prime bozze della Legge di Bilancio dovrebbero essere prorogati per tutto il 2021, nella bozza non si fa riferimento al Superbonus 110% che dovrebbe scadere il 31 dicembre 2021, ma da molte parti politiche si conferma l’intenzione di prorogarlo, grazie anche ai programmi finanziati dal Recovery Plan.

I dati dello Studio sono aggiornati a fine 2019, mentre per quanto riguarda il 2020 viene fatta una stima a partire dalle rilevazioni che interessano il periodo gennaio-settembre. Nell’analisi sui dati si tengono in considerazione in particolare 5 fattori di valutazione di impatto, ovvero il volume degli investimenti complessivi, la loro distribuzione territoriale, la distribuzione tra recupero edilizi e riqualificazione energetica, la stima dell’impatto sull’occupazione e la stima più complessiva dell’impatto sul sistema paese.

Detrazioni fiscali, qualche dato

Dopo anni di crisi tra il 2018 e il 2019 c’è stata una ripresa nel settore delle costruzioni grazie soprattutto agli interventi di riqualificazione del patrimonio costruito; tale crescita si è naturalmente interrotta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria.

Secondo le stime del Cresme nell’anno in corso il valore della produzione nelle costruzioni calerà del 7,4%, l’impatto sarà particolarmente negativo per il settore della manutenzione straordinaria (-10,4%), a causa proprio dell’introduzione del Superbonus 110% che ha frenato molti interventi in attesa che tutti i decreti attuativi fossero pubblicati.

Si tratta di un provvedimento – si legge nel documento del Cresme –dalle dimensioni rilevanti e assai articolato e complesso che ha richiesto approfondimenti e delucidazioni e che prevede un percorso operativo che ha tempi più lunghi per essere avviato di un semplice intervento di recupero edilizio o anche di riqualificazione energetica. Così, da un lato la pandemia e dall’altro incentivi ben più importanti di quelli precedenti, hanno congiuntamente determinato che si fermassero alcune attività di recupero e riqualificazione. Va anche detto che con lo scenario che si è delineato, sia per il quadro pandemico, sia sulla base degli incentivi oggi disponibili, le attese per il 2021 e per gli anni a venire per la riqualificazione del patrimonio esistente sono caratterizzate da un ragionevole ottimismo”.

Si stima che gli unici due settori che registreranno un segno positivo siano la manutenzione ordinaria (+0,3%), e gli investimenti in opere del genio civile.

Valore della produzione delle costruzioni dal 2008 al 2020. Fonte Cresme

E’ interessante notare che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nel 2008 rappresentavano 56% del valore della produzione del mercato delle costruzioni, percentuale che nel 2019 è aumentata al 73,1%. Valore legato sia alla crisi delle nuove costruzioni che all’aumento degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Nel 2019 la manutenzione straordinaria di edifici è stata di 93,5 miliardi di euro, quella delle nuove costruzioni è stimata in 45,6 miliardi di euro.

Dal 1998 ad oggi hanno beneficiato degli incentivi 21.042.943 di interventi muovendo complessivi 346,4 miliardi di euro di investimenti.

Il Cresme ha elaborato i dati relativi al numero delle domande e degli importi dei lavori svolti nei vari anni che vanno dal 1998 alla stima del 2020, sia per quanto riguarda gli interventi di recupero edilizio che quelli di riqualificazione energetica.

Dallo Studio emerge che tra il 2008 e il 2019 le nuove costruzioni hanno perso il 51,7% del proprio mercato, di contro la manutenzione straordinaria è cresciuta del 5,5%, e la manutenzione ordinaria dell’1,4%.

Dal 1998 ad oggi grazie agli incentivi ci sono stati più di 21 milioni di interventi, che hanno attivato investimenti per oltre 346 miliardi di euro i costi detraibili fiscalmente sono pari a 165,5 miliari e il gettito fiscale è pari a 131 miliardi.  Nel 2019 in particolare ci sono stati investimenti per 28.762 milioni di euro, tra interventi per il recupero edilizio, la riqualificazione energetica, la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione delle facciate. Nei due anni 2018/2019 sono stati portati in detrazione 12,7 miliardi di euro per il recupero edilizio e 3,2 miliardi di euro per la riqualificazione energetica. Entrambi i valori sono in aumento rispetto a quelli del biennio precedente.

Le stime per il 2020 mostrano un calo del 12,7% legato naturalmente al Covid-19, si prevedono investimenti complessivi pari a 25.105 milioni di euro, con picchi particolarmente significativi tra aprile e agosto e una ripresa da settembre.

Investimenti in rinnovo nelle costruzioni per tipologia di intervento. Fonte Cresme

A livello territoriale si nota che gli incentivi sono maggiormente utilizzati nelle regioni del Nord-Ovest, che raccoglie il il 38% delle detrazioni per il recupero edilizio e il 42% di quelle per interventi di riqualificazione energetica. Sud e isole ricorrono ancora molto meno agli incentivi, in una percentuale che va dal 10 al 14%. La regione con il maggior livello di detrazioni “pro-abitazione” è il Trentino-Alto Adige (3400 euro per abitazione), seguita da Emilia Romagna e Lombardia, fanalino di coda la Calabria (350 euro).

Interventi per recupero edilizio e riqualificazione nelle regioni italiane dal 2010 al 2018. Fonte Cresme

Cresce il lavoro green

Le detrazioni oltre a spingere gli investimenti e gli interventi di riqualificazione degli immobili, hanno assicurato in questi anni un incremento dell’occupazione in un settore in profonda crisi come quello delle costruzioni che, secondo i dati dell’Istat, ha perso in 11 anni circa 529.000 occupati.

Dal 2011 al 2020 hanno trovato impiego più di 2,5 milioni di occupati diretti nel settore del recupero edilizio e della riqualificazione energetica e 1,3 milioni di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati. Questo dato lascia invariato il numero totale di occupati del settore delle costruzioni nel periodo di riferimento, a causa dell’aumento della disoccupazione in altri segmenti. Nel primo semestre del 2020 c’è stata una ripresa con un aumento di 18.000 nuovi occupati nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre nel e secondo trimestre la crescita è stata di 20.000 unità.

IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE DEGLI INVESTIMENTI INCENTIVATI FISCALMENTE NEL PERIODO 2011-2019. Fonte Cresme

Saldo positivo per lo Stato

Per quanto riguarda la stima sull’impatto sulle Casse dello Stato, un’analisi approfondita, che considera l’incremento del gettito (positivo), i flussi derivanti dalle detrazioni (negativi), le maggiori entrate legate alla matrice di contabilità sociale (positive) e il minor gettito fiscale sui consumi energetici (negativo), individua un saldo positivo per lo Stato di quasi 27,6miliardi di euro (1,2 miliardi di euro all’anno).

Impatto investimenti grazie alle detrazioni sulle casse dello Stato. Fonte Cresme

Andrebbero inoltre quantificati – ma al momento appare troppo complesso –  gli effetti su altri importanti aspetti quali per esempio la riduzione delle emissioni di CO2 prodotta dalla riduzione dei consumi energetici; la valorizzazione del patrimonio immobiliare, in termini di decoro, prestazioni funzionali e prevenzione dei rischi.

L’impatto del Superbonus 110%

L’analisi è partita considerando le caratteristiche del patrimonio edilizio italiano e il possibile potenziale se gli incentivi fossero utilizzati da tutti coloro che lo possono fare. Se tutti i 12.420.000 edifici realizzati dopo il ’45 che compongono il nostro patrimonio immobiliare venissero riqualificati per ridurre di 2 classi il rischio sismico, il potenziale di mercato sarebbe di 1000 miliardi di euro; a livello di riqualificazioni energetiche si parlerebbe di 600 miliardi.

La prima stima elaborata sugli importi aggiuntivi legati al Superbonus 110% parla di 2.421 milioni di euro nel
2021 (secondo l’Ance l’impatto sarà di 6,4 miliardi di euro e uno studio del Consiglio nazionale degli Ingegneri parla di 3 miliardi di euro), e, nel caso di un prolungamento dei benefici a tutto il 2022, di 8.069 milioni di euro, dei quali 1.614 nel 2021 e 6.455 nel 2022.

A partire dall’analisi dello stock edilizio in Italia Cresme stima dunque un potenziale di 6 milioni di edifici e 19 milioni di abitazioni: “In base ai risultati dello studio relativo alla riduzione del rischio sismico è stato determinato l’universo potenziale dei lavori in 1.011 miliardi di euro. L’universo potenziale dei lavori in ambito di efficienza energetica, invece,
assomma a quasi 600 miliardi di euro. Nel complesso, per le due finalità dei lavori, l’universo potenziale degli interventi assomma a 1.607 miliardi di euro“.

 

Scarica lo Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione

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