Dagli incentivi per la riqualificazione energetica occupazione e investimenti

Pubblicata la seconda edizione dello studio realizzato da Camera dei Deputati-Cresme che valuta l’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: dal 1998 ad oggi interventi nel 62,5% delle abitazioni italiane, che hanno attivato investimenti pari a circa 322 miliardi di euro

a cura di Raffaella Capritti

Studio Cresme-Camera: Dagli incentivi per la riqualificazione energetica occupazione e investimenti

Indice degli argomenti:

La Camera dei Deputati ha realizzato in collaborazione con il Cresme la seconda edizione dello Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione“, che analizza l’impatto delle detrazioni fiscali sull’economia. 

Lo Studio ricorda che gli incentivi per interventi di recupero edilizio sono stati introdotti dal 1998, mentre quelli per la riqualificazione energetica dal 2007 e, come sappiamo, sono stati oggetto di diverse proroghe e modifiche sulle aliquote, sui limiti massimi di spesa, sulle categorie di interventi agevolabili, con l’introduzione negli ultimi anni del bonus antisimico e dal 2018 del bonus verde. 

Ecobonus e detrazioni, salvo modifiche dell’ultimo minuto, dovrebbero essere prorogati per tutto il 2020 dalla nuova Legge di Bilancio, il cui testo è stato approvato lunedì dalla Commissione Bilancio del Senato, con alcune novità tra cui l’introduzione del bonus facciata

I dati dello Studio sono aggiornati a fine 2018, mentre per quanto riguarda il 2019 viene fatta una stima a partire dalle rilevazioni che interessano il periodo gennaio-agosto. 

Detrazioni fiscali, qualche dato

E’ interessante notare che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nel 2008 rappresentavano 56% del valore della produzione del mercato delle costruzioni, percentuale che nel 2018 è aumentata al 73,6%. Valore legato sia alla crisi delle nuove costrruzioni (che ha registrato una perdita degli investimento del 47,8%) che all’aumento deghli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Interventi di riqualificazione edilizia e nuove costruzioni tra il 2008 e il 2018 in Italia

Il Cresme ha elaborato i dati relativi al numero delle domande e degli importi dei lavori svolti nei vari anni che vanno dal 1998 alla stima del 2019, sia per quanto riguarda gli interventi di recupero edilizio che quelli di riqualificazione energetica.

Dallo Studio emerge che dal 1998 al 2019 hanno usufruito dei bonus per interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica il 62,5% delle abitazioni italiane stimate dall’ISTAT (censimento 2011) in 31,2 milioni, per un totale di 19,5 milioni di interventi.

Grazie agli incentivi dal 1998 ad oggi sono stati attivati investimenti pari a 322 miliardi di euro; nel 2018 in particolare ci sono stati invetimenti per 28.487 milioni di euro, di cui 3.331 milioni di euro per la riqualificazione energetica e 25.156 milioni di euro per il recupero edilizio. Le stime per il 2019 mostrano un leggero incremento per un totale di 28.963 milioni di euro di investimenti, imputabili per 3.250 milioni di euro alla riqualificazione energetica e per 25.173 milioni al recupero edilizio.

Investimenti in interventi di riqualificazione edilizia dal 1998 al 2019

A livello territoriale si nota che gli incentivi sono maggiormente utilizzati nelle regioni del Nord-Ovest, che raccoglie il il 38% delle detrazioni per il recupero edilizio e il 42% di quelle per interventi di riqualificazione energetica. Sud e isole ricorrono ancora molto meno agli incentivi, in una parcentuale che va dal 10 al 14%. La regione con il maggior livello di detrazioni “pro-abitazione” è il Trentino-Alto Adige, seguita da Emilia Romagna e Lombardia, fanalino di coda la Calabria.

Interventi per recupero edilizio e riqualificazione nelle regioni italiane dal 2010 al 2017

Cresce il lavoro green 

Le detrazioni oltre a spingere gli investimenti e gli interventi di riqualificazione degli immobili, hanno assicurato in questi anni un incremento dell’occupazione in un settore in profonda crisi come quello delle costruzioni che, secondo i dati dell’Istat, ha perso in 11 anni circa 529.000 occupati. 

Dal 2011 al 2018 hanno trovato impiego più di 2,3 milioni di occupati diretti nel settore del recupero edilizio e della riqualificazione energetica e 1,1 milione di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati. La stima per il 2019 parla di 432.358 occupati, dei quali 288.239 diretti e 142.248 nell’indotto. 

Occupati nel settore del recupero e riqualificazione del costruito in Italia

Saldo positivo per lo Stato 

Per quanto riguarda la stima sull’impatto sulle Casse dello Stato, un’analisi approfondita, che considera l’incremento del gettito (positivo), i flussi derivanti dalle detrazioni (negativi), le maggiori entrate legate alla matrice di contabilità sociale (positive) e il minor gettito fiscale sui consumi energetici (negativo), individua un saldo positivo per lo Stato di 8,7 miliardi di euro.

 

Impatto sullo Stato degli investimenti in interventi di riqualificazione tra costi e ricavi

Allargando la platea anche a famiglie e imprese, si determina, nel periodo 1998-2019, un saldo positivo per il sistema Paese superiore ai 26,7 miliardi di euro.

IMPATTO SUL SISTEMA PAESE INVESTIMENTI EDILIZIA1998-2019

Andrebbero inoltre quantificati – ma al momento appare troppo complesso –  gli effetti su altri importanti aspetti quali per esempio la riduzione delle emissioni di CO2 prodotta dalla riduzione dei consumi energetici; la valorizzazione del patrimonio immobiliare, in termini di decoro, prestazioni funzionali e prevenzione dei rischi. 

Scarica lo Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione

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