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Presentati i progetti dei 5 studi per la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi di Milano, un’opportunità di crescita sostenibile per la metropoli 5 studi di architettura internazionali hanno presentato le proprie proposte, in occasione del Salone del Mobile di Milano, per ripensare il futuro degli scali ferroviari dismessi di Farini, Porta Genova, Porta Romana, Rogoredo, Greco-Breda, Lambrate e S. Cristoforo, aree degradate e inutilizzate. Un’occasione unica per il capoluogo meneghino che prevede diverse iniziative all’interno del progetto promosso da FS Sistemi Urbani in collaborazione con il Comune di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia. Entro l’estate dovrebbe essere firmato l’accordo tra FS Italiane, Comune e Regione Lombardia per la riqualificazione dei sette scali. La riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse interessa una superficie complessiva di oltre un milione di metri quadri, si tratta di un progetto dal valore unico in termini sociali, economici e culturali, per l’occasione di ricucitura territoriale tra il centro e le periferie e la possibilità di ripensare lo sviluppo urbano in termini sostenibili. Ma si tratta anche di un importante percorso partecipato di riqualificazione che certamente darà nuovo sviluppo a Milano, città in costante crescita demografica secondo gli ultimi dati del Cresme, con 131mila nuovi abitanti tra il 2008 e il 2015 e 170mila nuovi milanesi previsti nei prossimi 10 anni. Una città che in Europa è quinta per PIL e terza per PIL procapite dopo Monaco e Parigi, leader italiana per numero di startup e presenza di multinazionali. L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran ha evidenziato che sono già più di 10mila i cittadini che hanno partecipato in questi mesi alla discussione sul futuro degli Scali, attraverso commissioni consiliari, sopralluoghi, incontri nei municipi e dibattiti pubblici. “Siamo di fronte alla sfida urbanistica più importante dei prossimi anni e ogni contributo può aiutarci nel raggiungimento del miglior accordo possibile tra Comune, Ferrovie dello Stato e Regione Lombardia per il futuro della nostra città”. Per immaginare la Milano del futuro sono stati scelti cinque team internazionali, EMBT guidato da Benedetta Tagliabue, Mecanoo (Francine Houben), studio SBA (Stefano Boeri), MAD Architects (Ma Yansong) e CZA (Cino Zucchi), che in occasione del Salone del Mobile hanno presentato i propri progetti di riqualificazione degli Scali ferroviari al Fondo Corsa allo Scalo di Porta Genova. I 5 progetti Gli scenari proposti per la riqualificazione delle aree di Farini, Porta Genova, Porta Romana, Lambrate, Greco, Rogoredo e San Cristoforo, propongono diversi percorsi per la Milano del futuro, ma hanno alcuni punti in comune, coerentemente con le richieste della delibera di iniziativa consiliare. In tutte le proposte trovano spazio le esigenze di verde pubblico, housing sociale e mobilità sostenibile, l’opportunità di valorizzare gli spazi per i giovani e per lo sport, la riqualificazione sostenibile delle aree. Il fiume verde per Milano – Studio SBA – Stefano Boeri Stefano Boeri Architetti, insieme ad un team multidisciplinare (ARUP, Quinzii Terna Architettura, MIC – Mobility in Chain e Studio Laura Gatti) ha presentato un progetto di riforestazione urbana che possa caratterizzare il territorio attraverso un “Fiume verde” che, dalle parole dell’architetto Boeri, ha l’obiettivo di “realizzare sul 90% dei sette scali un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, frutteti e giardini ad uso pubblico – legati tra loro dai corridoi verdi e ciclabili realizzati sulle fasce di rispetto dei binari ferroviari”. Il 10% sarà dedicato alla realizzazione residenze ad alta densità, spazi di studio/laboratori per i giovani (young professional housing e student hotels), ma anche servizi culturali e di assistenza al cittadino (biblioteche, ambulatori, asili), oltre che edilizia sociale e di mercato. Questo Fiume verde attraverserà Milano, ospitando al suo interno, su una superficie totale di 1 milione e 100 mila metri quadrati di parchi, colline, radure e prati, un anello per la mobilità pubblica (con la realizzazione della MM6, che farà diventare il capoluotgo lombardo la quinta citta europea per estensione della rete di trasporti pubblici ) e una infrastruttura metropolitana per l’utilizzazione a fini geotermici delle acque di falda, che genererà 400 mila MWH/anno di energia pulita. Grazie a questo intervento le stime prevedono che in un anno il Fiume Verde assorbirà 50 mila tonnellate di CO2 e produrrà 2 mila tonnellate di ossigeno, con 300 tonnellate/anno di inquinanti abbattuti. Dal punto di vista energetico, il sistema permetterà di diminuire di 30 GWH/anno il consumo energetico grazie all’opera di raffrescamento del verde sulle superfici urbane. Per ogni scalo lo studio Stefano Boeri Architetti ha immaginato uno scenario diverso. I 7 Broli – CZA – Cino Zucchi La proposta dello studio CZA parte dall’importanza dello spazio collettivo, come elemento più efficace di governo della forma urbana: il verde diventa uno strumento di disegno della città e del territorio. In Lombardia il termine «brolo» rappresenta un prato alberato, e «broletto» era in origine il prato del primo palazzo comunale; da qui il nome del progetto che vuole definire gli spazi naturali primari, chiari nella forma ma aperti a molti usi diversi. La riqualificazione degli spazi ferroviari dismessi deve aprire un nuovo collegamento tra la dimensione della città estesa e quella dei quartieri che devono collegare parti della città oggi separate e ospitare nuovi servizi e nuovi spazi verdi aperti di grande qualità ambientale, creando nuove reti ecologiche nella città e maggiori connessioni. La Milano del futuro è per lo studio Zucchi una metropoli in divenire, capace di cambiamento, a seconda dei desideri delle comunità locali e di necessità oggi non prevedibili. Sono previste proposte diverse nei vari scali ferroviari a seconda delle singole specificità: lo scalo Farini diventa un grande parco dai percorsi sinuosi con passerelle pedonali che scavalcano la ferrovia, Porta Romana un vasto prato in pendenza aperto verso la Fondazione Prada e una piazza-mercato tra la stazione ferroviaria e il capolinea dei bus, Lambrate un grande «crescent» verde. Milano rinasce – MAD Architects – Ma Yansong Alla base del progetto MAD Architects, Memoria e Futuro: Milano Rinasce: il tema della riqualificazione e rigenerazione urbana è sviluppato attraverso la definizione di precise linee guida che andranno a ridisegnare ogni singolo scalo considerato come un unicum, occasione per creare delle micro-città in grado di relazionarsi a tematiche specifiche. Nasce dunque la Città delle connessioni, alla cui base è lo sviluppo di una mobilità sostenibile che parte dalla piccola scala: piste ciclabili, percorsi cittadini, filari alberati e aree a traffico limitato, per arrivare a sistemi di più ampia portata, come reti di trasporto infrastrutturale ed a lunga percorrenza. Due reti di mobilità destinate a integrarsi. C’è poi la Città del verde per elevare la qualità della vita delle persone, e per promuovere un abitare più sostenibile in cui parchi, giardini, piazze, filari di alberi, corridoi ecologici, corsi d’acqua si insediano nella rigenerazione degli ex-scali diventando l’ossatura su cui si innestano le varie idee progettuali. Nasce la Città del vivere e della cultura che crea e riutilizza gli spazi pubblici, per creare nuove relazioni multiculturali, ottimizzando la densità degli spazi del vivere quotidiano e agevolando le relazioni tra le diverse entità formative ed educative esistenti. Infine nasce la Città dell’economia e delle risorse sia per potenziare l’offerta lavorativa esistente, sia per creare nuove occasioni di sperimentazione e progettualità,. Miracoli a Milano – EMBT – Benedetta Tagliabue Una proposta per trasformare Milano in una città più innovativa e organica, con l’elemento centrale dell’acqua che caratterizzerà l’intero processo di rigenerazione e riconnetterá Cittá, Natura e Storia. Ogni area sarà personalizzata, prima di tutto da un nome che ne identifichi la vocazione e affiancherà il termine “Scalo”. Farini sará quindi lo Scalo dell’Acqua: qui i tracciati del Naviglio preesistente permetteranno di disegnare nuovi canali. Porta Genova sará lo Scalo della Creativitá, perché accoglierá attività legate ai Navigli, alla Darsena ed al quartiere Tortona, attraverso lo sviluppo di nuovi spazi espositivi e nuove residenze. San Cristoforo sará lo Scalo dell’AgriCultura: qui un grande giardino botanico svolgerá un’importante funzione didattica. Lo Scalo di Greco – Breda sará un sorprendente centro attrattivo e ludico, caratterizzato esempio da installazioni luminose e passerelle pedonali a diverse quote, con spettacoli temporanei e permanenti dell’arte delle luminarie. Porta Romana diventerà lo Scalo dell’Innovazione con l’insediamento di imprese giovani e start-up, in edifici dotati di spazi flessibili, luminosi e sostenibili, realizzati vicino alle fermate della linea M3. Rogoredo sará lo Scalo dei Giovani. Qui le nuove generazioni avranno possibilità di incontro e saranno invitate ad esprimersi per creare cose nuove e positive. Lambrate, infine, sará lo Scalo del Design. La Casa del Design, edificio simbolico ed iconico, fornirá gli spazi ad iniziative cittadine, di associazioni e dell’amministrazione comunale. Scali come catalizzatori di vita sostenibile – team Mecanoo – Francine Houben L’opportunità della riqualificazione degli scali per migliorare la mobilità di Milano e come nuovi hub multimodali. Gli scali come luoghi di aggregazione, collegati tramite mezzi di trasporto pubblico e tramite una rete capillare di piste ciclabili e percorsi verdi, non solo a livello locale ma anche a scala regionale. Una vision che si sviluppa su 5 principi: 1. Ripensare gli scali come catalizzatori per una vita e mobilità sostenibile, in cui i sistemi di trasporto sostenibili garantiscano collegamenti efficienti anche su scala regionale. 2. Trasformare l’area intorno agli scali in una zona chiusa al traffico urbano, influenzando la città nel suo complesso. 3. Introdurre nuove piste ciclabili e ripensare la circle-line come luogo che collega invece di dividere. 4. Ripensare Milano come una città inclusiva, dove infrastrutture, pubblico e privato lavorano insieme per creare una città accessibile a tutti 5. Edifici multifunzionali come landmark iconici all’interno della superficie degli scali e nei terreni circostanti, trasformeranno questi hub della mobilità in luoghi dove stare, lavorare e vivere. Con l’aggiunta di parchi, passerelle verdi e acqua, gli scali diventeranno nuclei circondati da un paesaggio lussureggiante e riconoscibili lungo i percorsi. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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