Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Raffrescare senza surriscaldare: perché il comfort estivo è diventato una questione energetica 12/08/2026
Centrica Business Solutions diventa Joulz e punta su microgrid e asset management, finanziando direttamente l’innovazione 03/08/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Le tre priorità per un rilancio sostenibile del settore1. Recupero e riciclo dei materiali da costruzione2. Canone minimo nazionale per le concessioni3. Pianificazione e tutela dei territoriDalle buone pratiche alle partnership virtuose: il caso Fassa BortoloNumeri e territori In Italia diminuiscono le cave, ma aumenta la quantità di materiale estratto. È questa la fotografia che emerge dal Rapporto Cave 2025 di Legambiente, presentato a Ecomondo e realizzato in collaborazione con Fassa Bortolo. Il documento evidenzia come il settore estrattivo, strategico per l’edilizia e le infrastrutture, sia ancora ostacolato da un quadro normativo obsoleto e da canoni di concessione troppo bassi, elementi che rallentano il percorso verso un modello di economia circolare. Oggi si contano 3.378 cave autorizzate — in calo del 20,7% rispetto al 2021 e del 51,3% rispetto alla prima rilevazione del 2008 — ma i prelievi di sabbia e ghiaia sono saliti a 34,6 milioni di metri cubi l’anno, con un incremento del 18,5%. Quasi raddoppiati anche i volumi di calcare estratto (51,6 milioni di m³, +92,5%), mentre calano le pietre ornamentali (5,5 milioni di m³, -11,3%). Numeri che raccontano un comparto ancora energivoro e poco remunerativo per la collettività: meno di 20 milioni di euro il ritorno economico annuale per le casse pubbliche derivante da sabbia e ghiaia, contro i 66 milioni che si potrebbero generare con tariffe pari al 20% del valore di mercato, come avviene nel Regno Unito. A ciò si aggiunge l’aumento delle cave dismesse, arrivate a 14.640 (+3,5% rispetto al 2021), solo in minima parte oggetto di interventi di ripristino ambientale. “È inaccettabile – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – che un settore con forti impatti ambientali ed economici sia ancora regolato da un decreto del 1927, basato su un approccio datato che trascura le ricadute sui territori, dalle polveri alla risorsa idrica, dal suolo al paesaggio. Governo e Regioni adottino una visione nuova, capace di favorire innovazione, rilancio dei distretti produttivi e nuovi green jobs nel riciclo dei materiali da costruzione”. Le tre priorità per un rilancio sostenibile del settore Secondo Legambiente, il settore estrattivo può e deve giocare un ruolo di primo piano nella transizione verso l’economia circolare, a condizione di superare le attuali criticità normative e gestionali. Il Report individua tre priorità per una riforma strutturale e condivisa: 1. Recupero e riciclo dei materiali da costruzione Occorre aumentare il recupero e riciclo dei materiali provenienti da demolizione e costruzione, trasformandoli in alternative agli aggregati naturali. L’obiettivo è ridurre il conferimento in discarica, garantire la tracciabilità dei materiali e introdurre la demolizione selettiva nelle gare pubbliche. Vanno inoltre fissati obiettivi minimi di recupero e riciclo e investite risorse nella formazione degli operatori. Questo approccio può ridurre l’impatto ambientale e aprire la strada a nuove filiere produttive e green jobs. 2. Canone minimo nazionale per le concessioni La seconda priorità è l’introduzione di un canone minimo nazionale per i materiali estratti, fissato ad almeno il 20% del valore di mercato. Tale misura consentirebbe di garantire un uso equo delle risorse, assicurando il ripristino dei siti estrattivi e incentivando l’impiego di materiali riciclati a costi competitivi. Oggi, in alcune Regioni, i canoni di concessione sono inferiori a 50 centesimi al metro cubo, e in Basilicata e Sardegna non sono previsti per alcuna tipologia di materiale. 3. Pianificazione e tutela dei territori Infine, serve rafforzare la pianificazione territoriale rendendo obbligatoria l’approvazione e l’aggiornamento dei Piani per le Attività Estrattive (PRAE), tuttora assenti in sei Regioni e una Provincia Autonoma. I PRAE devono regolamentare i prelievi, favorire l’uso di materiali riciclati, assicurare estrazioni sostenibili e controlli efficaci contro le infiltrazioni criminali. L’obiettivo è trasformare il modello estrattivo in un processo integrato di gestione e recupero, in cui il valore economico si accompagni alla tutela ambientale e paesaggistica. Dalle buone pratiche alle partnership virtuose: il caso Fassa Bortolo Il Report Cave 2025 raccoglie anche esempi concreti di gestione sostenibile e di innovazione circolare, a partire da esperienze italiane di demolizione selettiva e riuso dei materiali. Tra le più significative: la demolizione dell’Ospedale “Misericordia e Dolce” di Prato, con il recupero del 98% dei materiali; il progetto “Corti di Medoro” di Ferrara, dove è stato riciclato oltre il 99% dei rifiuti da costruzione; il Parco delle Cave di Brescia e quello di Marco Vito a Lecce, esempi di cave dismesse rinaturalizzate e restituite alla collettività; l’Eden Project in Cornovaglia, modello internazionale di riconversione paesaggistica. Tra le buone pratiche italiane evidenziate, un posto di rilievo è riservato alla partnership tra Legambiente e Fassa Bortolo, attiva dal 2017, nata con l’obiettivo di diffondere cultura ambientale e promuovere l’uso di materiali sostenibili in edilizia. Il progetto di recupero della cava di Villaga (VI) rappresenta un interessante esempio di pianificazione integrata e gestione responsabile delle risorse, dove l’attività estrattiva si fonde con la riqualificazione ambientale. “Per noi, attività estrattiva e recupero ambientale non sono fasi distinte, ma un unico processo integrato – spiega Lorenzo Bernardi, Direttore Ambiente, Salute e Sicurezza di Fassa Bortolo –. Solo investendo su tecnologie innovative, pianificazione e responsabilità è possibile coniugare sviluppo umano e tutela dell’ambiente. Lavorare nel rispetto del territorio non è solo una questione etica, ma un’opportunità che genera valore”. Cava Monteciuccoli, Villaga (VI) Il progetto di recupero ambientale della Cava Monteciuccoli, Villaga (VI), che vede la partecipazione di Fassa, prevede la ricomposizione morfologica in 12 anni (10 + 2 di rivegetazione) con 129.000 m³ di riporti, usando limi di lavaggio calcarei, sottoprodotti di marna e terre e rocce da scavo conformi al D.Lgs 152/2006, in due lotti con ritombamento progressivo fino a quota media 32 m e viabilità interna per evitare traffico su Via Fornace. Il versante sarà rimodellato alla pendenza naturale e rinaturalizzato con prati autoctoni berici, filari arborei e arbustivi “a campi chiusi”; lavorazioni dedicate (frangisassi, ripuntature, concimazione organica, pacciamatura EVA) e regimazione delle acque tramite scoline e convogliamenti alla cisterna garantiranno stabilità geomeccanica e integrazione paesaggistica. Numeri e territori Il Rapporto Cave censisce 1.678 Comuni italiani con almeno una cava autorizzata. Le Regioni con il maggior numero di siti estrattivi sono Lombardia, Veneto e Puglia, ciascuna con oltre 300 cave attive. Sul fronte delle cave dismesse, i valori più alti si registrano in Lombardia (oltre 3.100), Toscana (2.400), Puglia (2.000) e Piemonte (1.847). La presenza di impianti di riciclo inerti — tra 2.000 e 3.000 secondo i dati ANCE — è concentrata soprattutto nel Centro-Nord: Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Trentino e Toscana. Una rete importante ma ancora insufficiente a ridurre in modo significativo il fabbisogno di aggregati naturali rispetto a Paesi come Germania, Francia o Regno Unito. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
03/05/2020 Fassa Bortolo Fassa Bortolo è un marchio storico nel mondo dell’edilizia, leader in Italia e tra i più ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
30/07/2026 Earth Overshoot Day 2026: il 30 luglio l'umanità esaurisce le risorse della Terra A cura di: Raffaella Capritti Oggi è l’Overshoot Day, le risorse rinnovabili sono finite, dal 31 luglio inizia il sovrasfruttamento della ...
29/07/2026 Dalle acque reflue all'acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS A cura di: Stefania Manfrin GF e H2O Innovation trasformano le acque reflue in acqua potabile e rimuovono i PFAS: in ...
28/07/2026 Legambiente e i “Comuni Ricicloni”: salgono a 657 le realtà rifiuti free in Italia A cura di: Fabiana Valentini L’Italia green fotografata da Legambiente: cresce arrivando a 657 la quota dei Comuni virtuosi nel campo ...
27/07/2026 Cresce la domanda elettrica: nel 2026 le rinnovabili superano il carbone A cura di: Stefania Manfrin Domanda elettrica globale +3,6% nel 2026: le rinnovabili superano il carbone, prezzi all'ingrosso in rialzo in ...
22/07/2026 Supercondensatori al grafene: l’idea green italiana per stoccare energia A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto del Polito studia la possibilità di realizzare supercondensatori al grafene capaci di accumulare energia ...
21/07/2026 Città Osmotiche: a Roma nasce l'Osservatorio scientifico per rigenerare i territori A cura di: Laura Murgia Il metabolismo delle città ha bisogno di revisione: dal B-CAD di Roma parte la sfida di ...
03/05/2020 Fassa Bortolo Fassa Bortolo è un marchio storico nel mondo dell’edilizia, leader in Italia e tra i più ...