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Indice degli argomenti Toggle Strategia europea della flessibilità per reti più solide e competitiveStorage e demand response: le leve per un sistema elettrico più resilienteBOX TECNICO – Demand Response: che cos’è e perché diventa centrale nel sistema elettrico europeo La transizione energetica europea è entrata in una nuova fase, segnata da un’accelerazione senza precedenti delle rinnovabili e da una crescente elettrificazione dei consumi. In questo contesto, SolarPower Europe ha pubblicato la nuova analisi “Flexibility: Strengthening the Grid with Battery Storage and Demand Response”, presentata durante la Flexibility Strategy Day organizzata a Bruxelles, dove istituzioni comunitarie, regolatori, operatori e industria dello storage hanno discusso le misure necessarie a costruire un sistema elettrico più resiliente La pubblicazione arriva in un momento decisivo per l’Europa, chiamata a trasformare un mercato energetico sempre più digitalizzato, decentralizzato e dominato dalla generazione variabile. Dal documento emerge con chiarezza che l’Europa deve ampliare in modo significativo la propria capacità di flessibilità per poter garantire un futuro energetico sicuro, competitivo e sostenibile. L’elettricità è destinata a diventare l’asse portante del sistema energetico europeo, si attende che la domanda cresca del 50% entro il 2030. Senza interventi mirati, le reti rischiano di non riuscire ad assorbire l’enorme quantità di energia rinnovabile immessa ogni giorno, generando congestioni, inefficienze e limitazioni alla produzione. Strategia europea della flessibilità per reti più solide e competitive Il position paper sottolinea come la rapida crescita del fotovoltaico e dell’eolico stia modificando profondamente le dinamiche del sistema elettrico europeo, rendendo necessario un approccio in cui la flessibilità diventi una componente strutturale della pianificazione e della gestione delle infrastrutture. Le reti sono esposte a livelli crescenti di congestione e, secondo i dati richiamati da SolarPower Europe, nel 2023 gli oneri legati alle limitazioni di rete hanno superato i quattro miliardi di euro. L’evoluzione dei consumi elettrici, trainata dalla mobilità elettrica, dalle pompe di calore e dai processi industriali, rende ancora più urgente un quadro regolatorio che favorisca risposte rapide e soluzioni locali. L’associazione evidenzia che la flessibilità non è un sostituto degli investimenti infrastrutturali ma un elemento che consente di ottimizzare le reti, ridurre i tempi di connessione, migliorare la gestione dei flussi e contenere i costi, rafforzando al tempo stesso la sicurezza energetica. Sistemi di accumulo e demand response sono indicati come tecnologie capaci di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, stabilizzare i prezzi e valorizzare la generazione rinnovabile nelle ore di maggiore disponibilità. Come si legge nel documento: “La flessibilità rappresenta la condizione che permette alle reti europee di accompagnare la crescita delle rinnovabili e di trasformare la variabilità in un’opportunità per il sistema.” All’interno del position paper vengono quantificati i vantaggi che la flessibilità può generare per l’Europa entro il 2030. L’analisi mostra come soluzioni basate su storage, demand response e gestione intelligente delle reti possano contribuire in modo determinante alla sostenibilità economica della transizione energetica. L’integrazione di queste tecnologie può infatti ridurre i prezzi dell’elettricità fino al 25%, diminuendo la necessità di accendere impianti termoelettrici nei momenti di picco e favorendo una gestione più efficiente dell’energia prodotta. Oltre all’impatto sui costi, la flessibilità consente di evitare importazioni di combustibili fossili per un valore stimato di 130 miliardi di euro, rafforzando l’autonomia energetica dell’Unione. L’effetto complessivo si traduce anche in una significativa riduzione delle emissioni, pari a circa 151 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno, un contributo essenziale per mantenere l’Europa sulla traiettoria climatica al 2030 e al 2050. La strategia proposta punta alla convergenza tra pianificazione anticipatoria delle reti, riforma dei processi di connessione, armonizzazione delle regole per i mercati dell’energia e dei servizi e un quadro di investimento più favorevole allo storage elettrochimico. L’obiettivo è accelerare la diffusione di soluzioni “grid-friendly” e facilitare l’integrazione di sistemi ibridi come PV+BESS, considerati oggi essenziali per incrementare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti e ridurre le limitazioni di rete. Storage e demand response: le leve per un sistema elettrico più resiliente La seconda direttrice del paper riguarda lo sviluppo coordinato dello storage e del demand response. Secondo le proiezioni riportate da SolarPower Europe, nell’Unione Europea la capacità di accumulo potrebbe crescere dagli attuali 49 GWh del 2024 fino a 400 GWh nel 2030, pur restando al di sotto dei livelli necessari per sostenere pienamente un sistema fondato sulle rinnovabili. L’associazione propone dunque misure per semplificare il permitting, eliminare le doppie imposizioni tariffarie, promuovere l’uso di servizi di rete avanzati come il grid-forming e assicurare che le batterie possano partecipare a tutti i mercati dell’energia e dei servizi di bilanciamento. Il documento richiede inoltre una revisione dei criteri per i capacity market, affinché domanda flessibile e accumuli siano riconosciuti alla pari di tutte le altre tecnologie. Per il demand response emerge l’esigenza di una piena armonizzazione europea, con l’adozione definitiva del Demand Response Network Code e di requisiti tecnici chiari per comunicazione, misurazione e prequalifica. La partecipazione delle utenze domestiche, resa possibile da contatori intelligenti, contratti dinamici e dispositivi connessi, può contribuire a ridurre i picchi di carico, aumentare l’autoconsumo e diminuire la dipendenza da interventi di rete costosi e lenti. Il paper sottolinea il ruolo centrale dell’industria energivora, che può diventare un attore essenziale della flessibilità integrando e-boiler, sistemi termici, batterie e soluzioni di pianificazione dinamica della produzione. Un quadro normativo che riduca la disparità fiscale tra elettricità e gas, accompagnato da strumenti finanziari europei come l’Industrial Decarbonisation Bank, appare determinante per favorire la trasformazione dei processi industriali. In tutto il documento emerge un’idea chiara: la flessibilità non è un accessorio ma un fattore che abilita sicurezza, efficienza e competitività. Senza la diffusione capillare di storage e demand response, la crescita del fotovoltaico rischia di incontrare sempre più ostacoli, dal mancato assorbimento dell’energia prodotta all’aumento dei costi della rete. Con adeguate politiche di sostegno, invece, queste tecnologie permettono di massimizzare i benefici economici e ambientali dell’elettrificazione. Catarina Augusto, Responsabile dell’Integrazione di Sistema di SolarPower Europe e autrice del documento, ha commentato: “L’Europa ha bisogno di una tabella di marcia coerente per integrare la flessibilità ovunque. Sbloccare la risposta alla domanda significa garantire a tutti i consumatori, famiglie, imprese e industria un equo accesso ai mercati energetici, in modo che possano partecipare attivamente ed essere ricompensati per la loro flessibilità. Oltre all’ampliamento dell’accumulo a batterie, questi passaggi sono essenziali per garantire la flessibilità di cui l’Europa ha bisogno. Per questo motivo chiediamo una Strategia UE per la Flessibilità, supportata da un Piano d’Azione per l’Accumulo a Batterie, in modo che i decisori politici possano agire ora per rendere il nostro sistema energetico a prova di futuro”. BOX TECNICO – Demand Response: che cos’è e perché diventa centrale nel sistema elettrico europeo La demand response, o risposta dinamica della domanda, è un insieme di soluzioni che consentono ai consumatori – domestici, commerciali e industriali – di modulare i propri consumi elettrici in funzione delle esigenze del sistema. A differenza dell’approccio tradizionale, in cui l’offerta deve inseguire la domanda, la demand response permette alla domanda di diventare flessibile, contribuendo attivamente all’equilibrio della rete. La demand response opera secondo due modalità complementari. La prima è quella implicita, basata su segnali di prezzo e contratti dinamici: gli utenti spostano i consumi verso le ore più economiche o più ricche di rinnovabili, sostenuti da sistemi di automazione domestica, pompe di calore connesse, wallbox intelligenti o elettrodomestici programmabili. La seconda è la forma esplicita, che consente a consumatori e aggregatori di partecipare ai mercati dei servizi di rete fornendo modulazione della potenza attiva, riduzione dei picchi e supporto alla stabilità del sistema, ricevendo in cambio una remunerazione. Questa risorsa è considerata strategica nella transizione energetica. La crescita della generazione variabile da solare ed eolico, insieme all’espansione della mobilità elettrica e degli usi termici elettrici, rende indispensabile una gestione più dinamica dei carichi. La demand response consente di alleggerire la rete nei momenti critici, ridurre l’avvio delle centrali termoelettriche e incrementare l’autoconsumo di energia rinnovabile. La nuova regolamentazione europea, attraverso il Demand Response Network Code, mira ad armonizzare requisiti tecnici, misurazione e accesso ai mercati, facilitando la partecipazione anche di portafogli di piccole utenze attraverso operatori specializzati e Virtual Power Plant. La capacità di modulare i consumi rappresenta quindi un tassello fondamentale per un sistema elettrico più efficiente, resiliente e integrato, in cui il consumatore diventa un attore attivo e contribuisce direttamente alla stabilità e alla sostenibilità del sistema energetico europeo. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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