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Img by Pixabay In tutto il mondo crescono i progetti di fotovoltaico, eolico, mobilità elettrica e altre tecnologie a basse emissioni. Ma non abbastanza per contrastare gli impatti del cambiamento climatico e raggiungere la neutralità climatica al 2050. E’ quanto emerge dal nuovo Report “World Energy Outlook” pubblicato dall’International Energy Agency, che invita i governi ad aumentare le proprie ambizioni, accelerando la strada verso la transizione energetica in vista della COP26 di Glasgow. Oltre a mostrare che le attuali decisioni politiche sono insufficienti per combattere la crisi climatica, l’analisi dell’IEA suggerisce il percorso che dovrebbe essere attuato per garantire – o almeno provare – di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C e raggiungere le emissioni nette zero entro la metà del secolo, in linea con lo scenario “Net Zero Emissions by 2050” del rapporto dell’IEA pubblicato a maggio. Se infatti fotovoltaico ed eolico stanno crescendo a livello globale, quest’anno sta aumentando in maniera significativa anche il consumo di carbone, spingendo le emissioni di anidride carbonica (CO2) verso il secondo più grande aumento annuale di sempre. Fatih Birol, il direttore esecutivo dell’AIE, ha sottolineato che “I governi devono risolvere questo problema alla COP26 dando un segnale chiaro e inequivocabile del proprio impegno ad intensificare la transizione verso l’energia pulita. I benefici sociali ed economici di questa accelerazione sono infatti enormi e i costi dell’inazione immensi”. Oltre allo Scenario Zero Emissioni Nette entro il 2050, il WEO-2021 ne esplora altri due. Il primo “Stated Policies Scenario” analizza il percorso attuato fino a oggi dai Governi e le politiche climatiche/energetiche in fase di sviluppo. In questo caso la domanda di energia entro il 2050 sarebbe soddisfatta da fonti prevalentemente pulite ma le emissioni annuali rimarrebbero intorno ai livelli odierni, con il conseguente aumento delle temperature medie globali fino ai 2,6°C sopra i livelli preindustriali nel 2100. Lo Scenario Announced Pledges traccia un percorso in cui gli impegni annunciati dai Governi verso le 0 emissioni sono completamente attuati nei tempi previsti. In questo scenario la domanda di combustibili fossili raggiunge un picco entro il 2025 e le emissioni globali di CO2 diminuiscono del 40% entro il 2050. L’aumento della temperatura media globale nel 2100 è di circa 2,1 °C. In tutti gli scenari per la prima volta cala la domanda di petrolio, anche se a un ritmo differente: da circa 100 milioni di barili al giorno di oggi a 75 milioni entro il 2050 nel caso in cui tutti gli impegni climatici annunciati oggi siano rispettati e a 25 milioni nello scenario “Emissioni nette zero entro il 2050”. Nei prossimi 5 anni è atteso invece un aumento della domanda di gas naturale e un calo di quella del carbone, soprattutto in seguito al recente annuncio della Cina di non sostenere più la costruzione di impianti a carbone all’estero. Fatih Birol spiega che “Gli impegni climatici di oggi garantirebbero una riduzione solo del 20% delle emissioni entro il 2030 rispetto a quanto necessario per mettere il mondo su un percorso verso lo zero netto entro il 2050. Raggiungere quel percorso richiede che gli investimenti in progetti di energia pulita e infrastrutture siano più che triplicati nel prossimo decennio. Circa il 70% di questa spesa aggiuntiva deve avvenire nelle economie emergenti e in via di sviluppo, dove i finanziamenti sono scarsi e il capitale rimane fino a sette volte più costoso che nelle economie avanzate”. Dopo le incertezze che hanno caratterizzato i mercati energetici in questi ultimi anni, che hanno interessato in particolare il petrolio e il gas naturale, ma anche la spesa per le transizioni energetiche pulite che è molto inferiore di ciò che sarebbe necessario, “c’è un rischio di nuove turbolenze e sono necessari nuovi investimenti in energia pulita, in tutte le tecnologie e in tutti i mercati”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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