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RhOME for denCity


  • Luogo
    Roma
  • Team progettuale
    UniversitÓ degli Studi Roma Tre e un dipartimento del Politecnico di Milano
  • Categoria di intervento
    RESIDENZE

 

Progetto pensato per le aree urbane di Roma

L’area di progetto scelta è la zona compresa tra Via di Torre del Fiscale, Via Appia Nuova e l’acquedotto Felice e solo dopo un’iniziale analisi dell’area si è potuto procedere con l’identificazione degli edifici da demolire.

La ricerca non si è limitata alla mera classificazione dei singoli edifici, ma sono stati analizzati in dettaglio i singoli lotti ed il risultato è stato l’identificazione di uno schema di sviluppo del tessuto: ogni abitante ha saturato il lotto in base alle proprie possibilità economiche.

La prima fase di sviluppo dell’edificato consiste generalmente nella costruzione del nucleo originale dell’abitazione e la collocazione dei materiali di risulta in un capannone. Ogni volta che si ha la possibilità, si procede con la costruzione di superfetazioni giustapposte all’edificio “madre”. Tutto questo permette di raggiungere la saturazione massima possibile del lotto e la conseguenza naturale è l’ impermeabilità parziale o totale del lotto.

Masterplan

L’obiettivo principale del progetto di RhOME for denCity è quello di rafforzare i punti di forza dell’area per aumentare il valore del tessuto urbano, in quest’ottica sono stati privilegiati l’acquedotto, le rovine e l’ambiente naturale.

La densificazione e la liberazione dei resti antichi della zona vicino alla Torre del Fiscale, è una parte fondamentale del progetto per preservare il paesaggio ed i parchi che ora risultano scollegati, come ad esempio il Parco di Tor Fiscale, il Parco Acquedotti e il Parco dell’Appia Antica. Per quanto riguarda la struttura urbana, dove la natura degli spazi permette un certo tipo di mobilità e fruibilità, è stato previsto un miglioramento della qualità dei servizi. Il progetto di trasformazione si è concentrato principalmente nell’ ambiente urbano frammentato, in cui i servizi di base e la gerarchia degli spazi sono allo stato attuale mancanti.

Il progetto di insediamento è stato portato avanti seguendo due principi: gli edifici di una certa qualità architettonica sono stati conservati ed integrati nel nuovo quartiere, mentre le residenze con scarsa peculiarità ed in posizione non conforme ai vincoli paesaggistici, dopo un’attenta valutazione, sono state demolite per proteggere il patrimonio culturale e storico dell’area. Gli edifici sono stati ripristinati e le loro funzioni sono state conservate, solo quando le loro attività sono state giudicate attività essenziali per il quartiere, come ad esempio le attività religiose.

L’obiettivo del progetto è quello di migliorare l’efficienza della città tramite:

  • Un equilibrio e di una integrazione tra residenze, i servizi, i luoghi di lavoro e gli spazi per il tempo libero per costruire aree urbane vissute durante il giorno ;
  • Un miglioramento della zona, il quartiere e le connessioni territoriali della città ;
  • L’applicazione dei principi espressi nella cultura urbana italiana ed europea considerando i problemi di sostenibilità ambientale.

La casa

Il prototipo di Versailles rappresenta il piano superiore del complesso proposto per Tor Fiscale. Questa scelta deriva dalla volontà di descrivere le caratteristiche architettoniche e le innovazioni tecnologiche che non apparirebbero in un piano comune o al piano terra , dove il focus è l’integrazione con l’ambiente urbano. Il prototipo eredita il suo sistema di distribuzione dall’aggregazione: l’ accesso è situato su un lato a causa del nucleo centrale di distribuzione che serve gli appartamenti su entrambi i lati.

Concetto architettonico

Lo spazio è articolato intorno al nucleo 3d che è il “centro strutturale” della casa. Questo elemento gerarchizza e caratterizza lo spazio, definendo le varie aree di cui la casa è composta: la cucina , il soggiorno e la camera da letto. Le finestre sono protette dalle logge. La presenza delle logge nei due angoli opposti assicura uno schema originale e versatile e il prototipo di versailles è solo una delle possibili configurazioni. Entrando nel particolare della competizione, le due aree principali della casa relative alla vita pubblica (soggiorno) e la vita intima (camera da letto) hanno un contatto diretto con il mondo esterno. In questo modo ognuno di questi spazi riceve il tipo di luce naturale più adatto alla propria funzione.
Una grande attenzione è stata posta anche sulla scelta dei materiali e sulle tecnologie in grado di ridurre il più possibile i consumi.

Innovazione

La prima componente innovativa dell’edificio è la tipologia. La struttura dell’edificio è concepita in modo da consentire la massima flessibilità ed in particolare la possibilità di modificare e far crescere l’alloggio a seconda delle esigenze familiare. L’ innovazione in questo senso è quella di pensare alla futura trasformazione in fase di progettazione , anticipando diverse possibili configurazioni.

Anticipando e consentendo le trasformazioni future, il design può mantenere il suo concetto di architettura e evitare trasformazioni illogiche guidate da esigenze di utilizzo. Altro tasso innovativo è la possibilità di dosare l’ingresso della luce naturale utilizzando schermi ombreggianti fotovoltaici.

La tipologia proposta è strettamente collegata alle categorie di target di utenti scelte: single, precari, giovani coppie e anziani rappresentano la nuova richiesta di soggiorno a medio termine. Hanno bisogno di un appartamento per qualche mese, o qualche anno . Oggi vi è un numero crescente di persone che non vogliono , o non possono acquistare la propria casa a causa della situazione economica, inoltre la casa potrebbe intenzionalmente rappresentare una soluzione temporanea per diverse ragioni.

Un nuovo tipo utenza richiede una risposta innovativa anche in termini architettonici.

Sostenibilità

Nel mondo di oggi , il rispetto per l’ambiente significa progettare edifici che non utilizzano una quantità indiscriminata di energia , e sono prodotti con fonti rinnovabili.
Infatti, la produzione di energia solare e l’utilizzo di sistemi ad alta efficienza non sono sufficienti a compensare i rifiuti prodotti durante l’intero ciclo di vita degli immobili moderni .
Utilizzando uno stile innovativo e metodi di costruzione avanzati, RhOME si concentra su nuovi concetti di sostenibilità ambientale per ottimizzare le risorse climatiche e i materiali locali.
Uno dei principali problemi tipici del clima di Roma è rappresentato dal caldo estivo, così si ricorre ad una serie di strategie passive come ad esempio:

● morfologia strategica della casa;
● progettazione dell’involucro edilizio;
● ombreggiamento estivo attraverso le logge;
● inerzia termica garantita da masse termiche naturali;
● ventilazione naturale ottenuta tramite aperture posizionate strategicamente per innescare una ventilazione incrociata.

Ingegneria

Il comportamento strutturale è sistemico e la sua funzionalità dipende da fattori come la coerenza interna, l’armonia tra le parti, la reattività alle tipologie consolidate, la qualità degli aspetti costruttivi, l’affidabilità dei modelli matematici di previsione, la quantificazione di sicurezza e così via.
Il sistema strutturale dell’aggregato urbano è costituito da un primo piano in cemento armato che sostiene gli ulteriori quattro piani e la copertura di un edificio in legno leggero, realizzato con la tecnologia di telaio – muro ( Platform Frame).

Il primo piano in calcestruzzo armato è formato da un nucleo centrale costituito da pareti strutturali a cui è bloccato un reticolo strutturale di travi 3D, sempre in cemento armato, che governano non solo il primo solaio ( parzialmente prefabbricato in cemento armato), ma anche il resto della costruzione. La fondazione deve permettere di non interferire con il patrimonio archeologico e rende il terreno attorno all’edificio più permeabile possibile. Le travi del reticolo strutturale del primo piano sono caratterizzate da sezioni variabili, che permettono alle sollecitazioni maggiori dovute ai carichi verticali di essere spostate nel core e soddisfano i principi dell’architettura di progetto, limitando l’altezza delle travi perimetrali e definendo una sorta di “vassoio” strutturale che contiene l’edificio

La scelta della tipologia strutturale telaio – muro ( Platform Frame) è motivata da una attenzione per la sostenibilità, leggerezza e rapidità di installazione. In realtà, il sistema Platform frame permette all’edificio di rispondere in modo adeguato ai carichi verticali e orizzontali, ma in Italia questo sistema può essere adottato solo per edifici di altezza limitata ( tre piani ). Per superare questi limiti, abbiamo scelto di utilizzare travi e colonne in aggiunta alle pareti che fungeranno da sistema di rinforzo.

 

RhOME for denCity dell’Università di RomaTre conquista dopo un testa a testa all’ultimo centesimo di punto il Solar Decathlon Europe 2014, la prestigiosa Olimpiade dell’architettura ecosostenibile nata per iniziativa del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti nel 2002.

 

Prototipo

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