5 giugno, giornata mondiale dell’ambiente

La Giornata mondiale dell’ambiente organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, vuole incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale per la protezione dell’ambiente

5 giugno, giornata mondiale dell'ambiente

Come ogni anno dal 1972 il 5 giugno è la Giornata globale dell’ambiente, appuntamento importante promosso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che coinvolge più di 100 paesi in difesa dell’ecosistema. Si tratta di un’occasione di confronto sui temi della sostenibilità ambientale, della salvaguardia del pianeta e della diminuzione delle emissioni di CO2.

Il tema scelto dall’ONU per il 2018 è la “Lotta alla plastica monouso (“Beat Plastic Pollution – if you can’t reuse it, refuse it“), mentre il paese simbolo è l’India. 


Obiettivo di questa edizione è sensibilizzare Governi e cittadini a cercare alternative all’eccessivo utilizzo della plastica monouso, con le gravi conseguenze ambientali che ciò comporta.

Secondo le stime dell’UNEP annualmente a livello globale si usano 500 milioni di buste di plastica e 13 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani: è una vera e propria emergenza che sta distruggendo i mari e gli oceani, con conseguenze anche su ciò che noi mangiamo e beviamo: le stime dicono che il 90% di acqua in bottiglia e l’83% di acqua di rubinetto contengono particelle di plastica.

Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l’85% dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione.

Se è vero che l’uso di sacchetti di plastica non biodegradabile è in forte diminuzione, non si può non considerare che più o meno ogni minuto, nel mondo, vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica che in gran parte non viene riciclata, perché si tratta di un materiale difficile da recuperare mentre sono necessari 100 anni per la degradazione della plastica nell’ambiente.

La Giornata dell’Ambiente vuole essere un’occasione che ispiri innovatori, attivisti e leader di tutto il mondo non solo a sviluppare tecnologie per ripulire le plastiche esistenti, ma anche promuovere un dialogo che porti a nuovi modelli per la produzione di materie plastiche e il relativo consumo.

A conferma che si tratti di un tema importante e da affrontare a livello mondiale, un recente rapporto dell’Ocse sul mercato della plastica riciclata evidenzia che in tutto il mondo viene riciclato solo il 15% dei rifiuti di plastica, il 25% viene bruciato in inceneritori o termovalorizzatori e il restante 60% va in discarica, viene bruciato all’aperto (rilasciando inquinanti e gas serra) o finisce nell’ambiente. Se l’Unione europea ricicla circa 30% in media dei rifiuti di plastica, il dato degli Stati Uniti è del 10%, ancor più basso quello relativo ai paesi in via di sviluppo. Al mondo la produzione di plastica nuova è 8 volte quella della riciclata, perché ancora oggi è economicamente più conveniente produrre nuova plastica.

La Commissione europea nei giorni scorsi ha presentato un progetto di direttiva sulla riduzione dell’inquinamento per i prodotti di plastica monouso per ridurre i rifiuti marini.  

La direttiva in particolare propone nuove norme di portata unionale per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e che rappresentano il 70% dei rifiuti marini e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

Saranno dunque messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l’uso di quelli di cui non esistono valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale; i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti. 

Rispetto alle bottiglie di plastica la direttiva chiede di raccogliere entro il 2025 il 90% delle bottiglie in Pet. Legambiente commentatdo la proposta, che giudica in generale molto positiva, fa notare che mancano alcuni importanti misure, tra cui le norme sui bicchieri di plastica usa e getta e sull’eliminazione di sostanze tossiche. L’assenza di obiettivi specifici di riduzione per gli Stati membri, inoltre, rischia di essere controproducente.

La Commissione ritiene che le misure proposte aiuteranno l’Europa a compiere la transizione verso un’economia circolare, a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite e a onorare gli impegni assunti sul fronte del clima e della politica industriale.

Grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici:

  • si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente;
  • si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030;
  • si genereranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di EUR. 

La poroposta deve ora passare al vaglio Parlamento europeo e del Consiglio.

Il prossimo 5 giugno, per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente, la Commissione lancerà anche una campagna di sensibilizzazione a livello di UE per puntare i riflettori sulla scelta dei consumatori e sul ruolo che hanno i singoli cittadini nella lotta contro l’inquinamento da plastica e i rifiuti marini.

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