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A cura di: Adele di Carlo Indice degli argomenti: PD, dal contratto sociale per la bolletta di luce e gas alla Riforma fiscale verde Centrodestra: cosa prevede il programma di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia Terzo Polo, Calenda e Italia Viva Il programma del Movimento 5 Stelle: fonti rinnovabili e bonus ristrutturazioni I prossimi mesi non saranno facili per migliaia di italiani a causa del prezzo crescente del gas, con ripercussioni sulla bolletta dell’energia. I prezzi precedenti al conflitto Russia-Ucraina sono lontani e i partiti in lizza per le elezioni studiano soluzioni per frenare gli inevitabili rincari. Il prezzo del gas e le agevolazioni sulle bollette non sono l’unico aspetto su cui i partiti sono in competizione: rinnovabili, Superbonus, ritorno al nucleare e indipendenza energetica sono aspetti che troviamo all’interno dei programmi elettorali. Le posizione delle coalizioni però, non sono tutte uguali; se da una parte il Movimento 5 Stelle conferma il suo interesse verso le fonti “pulite”, il Centrodestra persegue la politica dell’indipendenza energetica e il PD progetta la “Riforma fiscale verde”. Di seguito una panoramica dei programmi elettorali in tema di fonti di energia rinnovabile e sul destino dei bonus per le ristrutturazioni edilizie, per arrivare al voto del 25 settembre con maggiore consapevolezza. PD, dal contratto sociale per la bolletta di luce e gas alla Riforma fiscale verde Per il Partito democratico il tema “ambiente” è il pilastro del lungo programma politico stipulato in vista delle prossime elezioni. Al suo interno il riferimento alla cosiddetta “Rivoluzione fiscale verde”, un complesso di norme che aiuta con agevolazioni e sgravi imprese e famiglie e taglia i sussidi alle fonti di energia più inquinanti. A differenza dei partiti di destra, come spiegheremo più avanti, il PD dice “no” all’energia nucleare, pur riconoscendo l’importanza dei rigassificatori, concordemente ad Azione di Calenda. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, il progetto è ambizioso: 85GW in più entro il 2030, 100.000 colonnine elettriche e 30.000 punti di ricarica in tutta Italia entro il 2027. Per sintetizzare, questi sono i punti principali su cui si fonda il programma elettorale del PD: riforma fiscale verde che promuove investimenti alle imprese e alle famiglie a difesa del pianeta e del clima; legge quadro sul clima e un piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico al 2050; piano nazionale per il risparmio energetico e interventi finalizzati ad aumentare drasticamente la quota di rinnovabili prodotte in Italia, anche attraverso lo sviluppo delle Comunità energetiche, con l’obiettivo d’installare 85 GW di rinnovabili in più entro il 2030; premialità fiscale per le imprese a elevato rating ESG; ridurre i sussidi dannosi per l’ambiente; la previsione di adeguate compensazioni per le famiglie e le imprese più vulnerabili, in funzione di una transizione ecologica; il monitoraggio e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti (ponti, viadotti e gallerie). Centrodestra: cosa prevede il programma di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia Il centrodestra dedica al tema energia rinnovabile 2 punti del programma elettorale. Fratelli d’Italia sotto la guida di Giorgia Meloni, Lega di Salvini e Berlusconi con Forza Italia intendono raggiungere “l’autosufficienza energetica” dall’estero in due modi: implementando il ricorso alle fonti rinnovabili; riattivando i pozzi di gas naturale e realizzandone di nuovi. La coalizione di centrodestra non esclude il ricorso all’energia nucleare come mezzo di produzione di energia pulita e sicura. Questi i punti salienti del programma elettorale: Transizione energetica sostenibile Aumento della produzione dell’energia rinnovabile Diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano per l’autosufficienza energetica Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti Promozione dell’efficientamento energetico Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo Ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione,valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro. Terzo Polo, Calenda e Italia Viva Come anticipato poc’anzi, Azione sotto la guida di Calenda è concorde con il PD per quanto riguarda i rigassificatori nel breve termine, tuttavia non esclude il ricorso al nucleare come scelta per il futuro. Con riguardo alle rinnovabili, il programma elettorale del Terzo polo prevede una incisiva semplificazione dei processi di costruzione delle fonti green. Tema molto sentito è poi quello della siccità, Azione e Italia Viva di Renzi intendono arginare il problema costruendo bacini per l’acqua piovana per recuperare l’acqua e promuovendo un piano per il recupero delle acque di depurazione. Rifiuti, nel programma sono annunciati 10 miliardi di euro per finanziare nuovi impianti di trattamento e smaltimento, col fine anche di rimodulare i criteri di calcolo della TARI, a vantaggio delle famiglie che producono meno immondizia. Il programma del Movimento 5 Stelle: fonti rinnovabili e bonus ristrutturazioni L’ambiente è da sempre al centro dei pentastellati, tanto da essere una delle stelle che forma lo stemma del Movimento. La transizione energetica si conferma al centro del programma elettorale attuale: aumentare le fonti di energia rinnovabile in Italia per ridurre la dipendenza dall’estero. Rispetto agli altri partiti, tuttavia, M5S intende chiedere la revisione dei prezzi dell’energia legati al mercato di Amsterdam, con criteri che si distaccano parzialmente da quelli europei. Ecco i tre punti principali che riassumono la politica sulle rinnovabili dei 5 stelle: prorogare e rinnovare il Superbonus 110% per le ristrutturazioni edilizie, stendendo la misura anche alle imprese che investono in energia green (recita il programma “UN NUOVO SUPERBONUS ENERGIA IMPRESE, sempre basato sulla circolazione dei crediti fiscali, per permettere alle imprese di investire a costo zero nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili”); snellimento burocratico per la costruzione di impianti di energia rinnovabile; rifiuto di implementare trivelle e inceneritori, a conferma delle posizioni del passato. 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