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A cura di:La Redazione Indice degli argomenti: Creato un fondo specifico per le perdite e i danni Insufficiente l’ambizione climatica Si è appena conclusa la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP27 con un accordo, da più parti considerato rivoluzionario, che prevede la creazione di un fondo specifico per il finanziamento di “Loss&Damage” – ovvero le perdite delle persone e i danni alle cose – per i Paesi vulnerabili colpiti da disastri climatici. D’altra parte non sono stati fatti passi in avanti sul fronte dell’ambizione climatica, con il rischio, sempre più forte, che il rispetto dell’accordo di Parigi rimanga una chimera. I Paesi hanno infatti semplicemente confermato il proprio impegno a limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Nel Pacchetto di accordi è inoltre stata rafforzata l’azione dei Paesi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici, ed è stato potenziato il sostegno ai finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo. Creato un fondo specifico per le perdite e i danni Per la prima volta sono state definite nuove modalità di finanziamento e un fondo dedicato, per assistere i Paesi in via di sviluppo nella risposta alle perdite e ai danni. I governi hanno inoltre deciso di istituire un “comitato di transizione” per formulare raccomandazioni su come rendere operativi i nuovi accordi di finanziamento e il fondo alla COP28 del prossimo anno. La prima riunione del comitato dovrebbe tenersi entro la fine di marzo 2023. Nel complesso sono stati definiti nuovi impegni, per un totale di oltre 230 milioni di dollari, a favore del Fondo per l’adattamento che aiuteranno a sviluppare soluzioni concrete di adattamento a favore delle comunità più vulnerabili. Nei prossimi mesi si dovrà rivedere la categoria dei paesi in via di sviluppo, che oggi comprende anche Cina e Arabia Saudita. Naturalmente i paesi sviluppati dovranno anche mantenere la promessa di 100 miliardi di dollari all’anno di finanziamenti per l’adattamento, garantendo un sostegno economico sufficiente e adeguato. Insufficiente l’ambizione climatica La COP27 si è conclusa senza che sia stata definita un’azione più ambiziosa sulla riduzione delle emissioni, attraverso l’incremento delle energie rinnovabili e il sostegno a una giusta transizione. confermando quanto deciso a Glasgow lo scorso anno, il che, avvertono le associazioni ambientaliste, mette a rischio il rispetto dell’Accordo di Parigi, limitando il riscaldamento globale a 1,5°C, con conseguenze disastrose per il mondo. Il WWF sottolinea che nelle decisioni finali manca un riferimento specifico all’eliminazione dei combustibili fossili. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico presentato in Egitto, l’attuazione degli impegni attuali da parte dei governi nazionali mette il mondo sulla buona strada per un riscaldamento di 2,5°C entro la fine del secolo. Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite indica che le emissioni di gas a effetto serra devono diminuire del 45% entro il 2030 per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Ma con gli attuali impegni di decarbonizzazione si arriverebbe a un taglio di emissioni solo dello 0,3% al 2030 rispetto al 2019. Piuttosto deluso il il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres che ha sottolineato la necessità di ridurre drasticamente le emissioni, “e questo è un tema che questa COP non ha affrontato. Un fondo per i loss and damage è essenziale, ma non è una risposta alla crisi climatica. Il mondo ha ancora bisogno di un passo da gigante sull’ambizione climatica. La linea rossa che non dobbiamo superare è quella che porta il nostro pianeta oltre il limite di 1,5 gradi di temperatura”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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