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A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle Cos’è l’Obiettivo SDG 7L’importanza dell’energia pulitaCome raggiungere gli obiettiviIl punto Istat sull’SDG 7 in ItaliaCosa fare per rendere pulita l’energiaFAQ – Giornata internazionale dell’energia pulitaChe cos’è la Giornata internazionale dell’energia pulita e quando si celebra?Qual è l’obiettivo principale della Giornata internazionale dell’energia pulita?Perché l’energia è centrale nella lotta al cambiamento climatico?A che punto siamo oggi con l’accesso globale all’energia?Quali sono le principali criticità legate alla cottura domestica nei Paesi in via di sviluppo?Che ruolo giocano le fonti rinnovabili nella transizione energetica globale?Cosa serve per raggiungere l’accesso universale all’energia entro il 2030? Si celebra oggi la la Giornata internazionale dell’energia pulita, istituita al termine della COP28 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una transizione equa verso fonti energetiche pulite. Questa data coincide con la fondazione, nel 2009, dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), un’organizzazione globale che supporta i paesi nella transizione energetica, fornendo dati su tecnologia, politiche e finanziamenti nel settore delle energie pulite. Cos’è l’Obiettivo SDG 7 Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata Internazionale dell’Energia Pulita nasce come richiamo esplicito a una delle grandi sfide del nostro tempo: garantire a tutti l’accesso a servizi energetici affidabili, sostenibili e moderni, riducendo al contempo l’impatto ambientale dei sistemi di produzione e consumo, in linea con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 (SDG 7). L’energia pulita è parte integrante della lotta al cambiamento climatico, svolge un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni e può aiutare le comunità che non hanno accesso a fonti di energia affidabili. Incentrata sulla promozione di fonti energetiche pulite e rinnovabili, questa ricorrenza offre una piattaforma comune per governi, imprese e cittadini di tutto il mondo per accelerare la transizione verso sistemi energetici più sostenibili ed efficienti. L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 si articola in diversi traguardi fondamentali. Entro il 2030, si mira a garantire l’accesso universale a servizi energetici convenienti, affidabili e moderni. Parallelamente, si intende aumentare considerevolmente la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico globale e raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica a livello mondiale. La cooperazione internazionale è un elemento centrale: entro il 2030, si prevede di rafforzarla per facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie per l’energia pulita, incluse le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie avanzate per i combustibili fossili. Infine, si punta a implementare infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, con un’attenzione particolare ai paesi meno sviluppati, ai piccoli stati insulari e agli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, in linea con i loro programmi di sostegno. L’importanza dell’energia pulita La transizione energetica riveste un’importanza cruciale per diverse ragioni. In primo luogo, è fondamentale per la mitigazione del cambiamento climatico, poiché l’adozione di fonti rinnovabili permette di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, contrastando il riscaldamento globale. In secondo luogo, la transizione ha un impatto significativo sullo sviluppo socioeconomico. L’accesso all’energia, infatti, è un motore di progresso che può migliorare concretamente l’istruzione, le condizioni sanitarie e le opportunità economiche, specialmente nelle comunità più vulnerabili e svantaggiate, promuovendo una crescita più equa e sostenibile. Come raggiungere gli obiettivi Nonostante i progressi compiuti verso il raggiungimento dell’SDG 7, le sfide restano rilevanti e, al ritmo attuale, rischiano di compromettere il conseguimento degli obiettivi al 2030. Secondo le stime più recenti delle agenzie ONU, entro la fine del decennio circa 645 milioni di persone potrebbero essere ancora prive di accesso all’elettricità, mentre 1,8 miliardi continuerebbero a dipendere da sistemi di cottura insicuri, inefficienti e dannosi per la salute. Sebbene l’accesso globale all’elettricità sia salito al 92% nel 2023, con 45 Paesi che hanno raggiunto la copertura universale, permangono forti divari territoriali, concentrati soprattutto nei Paesi meno sviluppati e nell’Africa subsahariana, dove i progressi faticano a tenere il passo con la crescita demografica. Il quadro si intreccia strettamente con la dimensione climatica. Oggi oltre il 75% delle emissioni globali di gas serra è ancora riconducibile alla produzione e all’uso dell’energia, rendendo evidente come la decarbonizzazione dei sistemi energetici sia una condizione imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi climatici. Allo stesso tempo, la diffusione di soluzioni energetiche moderne e sostenibili produce effetti diretti sulla qualità della vita, contribuendo a ridurre le morti premature legate all’inquinamento domestico, a rafforzare i servizi sanitari e a migliorare l’accesso all’istruzione nelle aree prive di elettricità affidabile. In questo contesto, la transizione verso fonti rinnovabili, l’accelerazione dell’elettrificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica si configurano non solo come una risposta all’emergenza climatica, ma come una leva strutturale di crescita economica, creazione di lavoro e riduzione delle disuguaglianze, coerente con una visione di sviluppo equo e inclusivo. Il punto Istat sull’SDG 7 in Italia Il Rapporto SDGs 2025 dell’Istat, dedicato al monitoraggio dell’Agenda 2030 in Italia, restituisce per l’SDG 7 – energia economica, affidabile, sostenibile e moderna – un quadro articolato, caratterizzato da segnali di miglioramento strutturale ma anche da criticità che rendono complesso il percorso verso i target al 2030. Le dodici misure statistiche analizzate mostrano infatti una dinamica complessivamente positiva nel confronto decennale, pur evidenziando rallentamenti o arretramenti su alcuni indicatori chiave nell’ultimo anno disponibile. Sul fronte delle fonti rinnovabili, il dato più rilevante riguarda la capacità netta di generazione elettrica installata, che nel 2023 cresce del 9,6% su base annua, raggiungendo 1.104,4 watt pro capite, con un incremento complessivo del 36,3% rispetto al 2013. La quota di energia rinnovabile sui consumi finali lordi si attesta al 19,6%, in lieve aumento rispetto al 2022, ma ancora distante dall’obiettivo al 2030 fissato dal PNIEC aggiornato e dal target europeo rafforzato dalla RED III, che prevede una quota del 42,5%. Nel confronto europeo, l’Italia si colloca al decimo posto, con un valore inferiore di circa cinque punti percentuali alla media UE27. L’analisi settoriale conferma come il comparto elettrico resti il motore principale della transizione, grazie soprattutto alla ripresa del fotovoltaico: nel 2023 il 36,9% dei consumi interni lordi di elettricità è coperto da rinnovabili, in forte crescita rispetto all’anno precedente. Più graduale ma costante l’avanzamento nel settore termico, che raggiunge il 21,7% dei consumi, mentre i trasporti continuano a rappresentare l’anello debole, pur segnando un miglioramento fino al 10,3% dei consumi coperti da fonti rinnovabili. Accanto allo sviluppo delle rinnovabili, il Rapporto sottolinea il ruolo strategico dell’efficienza energetica. Nel 2023 l’intensità energetica dell’economia italiana scende a 79,6 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro, il valore più basso dell’ultimo decennio, collocando l’Italia tra i Paesi più virtuosi dell’UE. In parallelo, i consumi energetici del settore residenziale calano sensibilmente, attestandosi su livelli inferiori alla media europea, segnale di un cambiamento strutturale nei modelli di consumo, seppur influenzato anche da fattori congiunturali. Più critico, invece, il capitolo sulla mobilità elettrica, dove la quota di nuove immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in scende al 7,5% nel 2024, allontanandosi dagli obiettivi fissati dal Piano per la Transizione Ecologica. Un dato che evidenzia come la transizione energetica proceda a velocità diverse tra i settori e richieda politiche mirate per evitare colli di bottiglia tecnologici, infrastrutturali e sociali. Cosa fare per rendere pulita l’energia Le azioni individuali e comunitarie svolgono un ruolo cruciale nel promuovere l’energia pulita e sostenibile. A livello individuale, adottare pratiche di consumo energetico responsabile può ridurre significativamente l’impronta di carbonio. Ad esempio, utilizzare lampadine a LED, investire in elettrodomestici ad alta efficienza energetica e ridurre l’uso di riscaldamento e climatizzazione sono misure efficaci. A livello comunitario, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un’opportunità per i cittadini di unirsi nella produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili. Queste comunità permettono di installare impianti solari collettivi, riducendo i costi energetici e promuovendo la sostenibilità ambientale. In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha promosso lo sviluppo delle CER, destinando risorse significative nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). FAQ – Giornata internazionale dell’energia pulita Che cos’è la Giornata internazionale dell’energia pulita e quando si celebra? La Giornata internazionale dell’energia pulita si celebra il 26 gennaio ed è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza di una transizione energetica equa, inclusiva e sostenibile. La data coincide con l’anniversario di fondazione di International Renewable Energy Agency, sottolineando il ruolo strategico delle fonti rinnovabili nelle politiche energetiche globali. Qual è l’obiettivo principale della Giornata internazionale dell’energia pulita? L’obiettivo è richiamare l’attenzione sul fatto che l’accesso a sistemi energetici affidabili, sostenibili e a costi accessibili è una condizione essenziale per lo sviluppo economico, la riduzione delle disuguaglianze e il contrasto al cambiamento climatico. La giornata intende inoltre stimolare governi, imprese e istituzioni finanziarie ad accelerare gli investimenti in energia pulita ed efficienza energetica. Perché l’energia è centrale nella lotta al cambiamento climatico? Il settore energetico è responsabile di oltre due terzi delle emissioni globali di gas serra, principalmente a causa della combustione di combustibili fossili per la produzione di elettricità, calore e trasporti. Ridurre le emissioni passa quindi necessariamente dalla decarbonizzazione dei sistemi energetici, dall’aumento della quota di fonti rinnovabili e dal miglioramento dell’efficienza energetica. A che punto siamo oggi con l’accesso globale all’energia? Negli ultimi anni si sono registrati progressi significativi: l’accesso globale all’elettricità ha raggiunto circa il 92% della popolazione mondiale. Tuttavia, al ritmo attuale, entro il 2030 circa 645 milioni di persone potrebbero essere ancora senza elettricità e 1,8 miliardi continuerebbero a utilizzare combustibili e tecnologie inquinanti per la cottura, con forti impatti su salute, ambiente e sviluppo sociale. Quali sono le principali criticità legate alla cottura domestica nei Paesi in via di sviluppo? Circa 2,1 miliardi di persone dipendono ancora da sistemi di cottura insicuri e inquinanti, come la combustione di legna o carbone. Questa condizione è una delle principali cause di inquinamento dell’aria indoor e di morti premature, colpendo in modo particolare donne e bambini. I progressi verso soluzioni di cottura pulita risultano ancora troppo lenti, soprattutto nell’Africa subsahariana. Che ruolo giocano le fonti rinnovabili nella transizione energetica globale? Le fonti rinnovabili rappresentano uno dei pilastri della transizione. Nel settore elettrico coprono ormai circa il 30% dei consumi globali, con una crescita costante negli ultimi anni. Restano però più complessi i percorsi di decarbonizzazione in settori come i trasporti e il riscaldamento, dove sono necessari interventi tecnologici, infrastrutturali e normativi più incisivi. Cosa serve per raggiungere l’accesso universale all’energia entro il 2030? Per centrare l’obiettivo è necessario accelerare l’elettrificazione, aumentare gli investimenti in fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare politiche e quadri regolatori coerenti. Un ruolo chiave è giocato anche dalla cooperazione internazionale e dal sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo, affinché la transizione energetica possa procedere in modo equilibrato e inclusivo. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2024 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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