Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore negli edifici sostenibili: come integrare involucro, impianti e fonti rinnovabili 04/09/2026
A cura di: Tommaso Tetro L’87% del Mediterraneo è inquinato, in particolare metalli tossici, sostanze chimiche industriali e rifiuti di plastica, un mare di micro-plastiche. E’ il bollettino messo a punto dal Wwf – in rapporto ad hoc ‘Non c’è salute in un ambiente malato’ – per celebrare la Giornata internazionale del mare che cade ogni anno l’8 luglio. L’impatto dell’inquinamento delle acque per la salute e il benessere L’inquinamento del mare ma anche delle acque dolci, dell’aria e del suolo, è un rischio per la salute degli esseri umani. Secondo il Wwf “negli ultimi due decenni i decessi causati dalle moderne forme di inquinamento, come quello atmosferico e da sostanze chimiche tossiche, sono aumentati del 66%, fino a raggiungere i 9 milioni di morti l’anno”. Numeri che rendono l’inquinamento il principale fattore di rischio ambientale per malattie e morti premature a livello mondiale. L’analisi dell’associazione intende far riflettere e rafforzare la consapevolezza sull’impatto dell’inquinamento nelle nostre vite ma anche quanto si possa e si debba fare tutti per ridurre la dispersione nell’ambiente di sostanze nocive spesso invisibili ma che restano nell’ambiente e nel nostro organismo per moltissimo tempo. Per esempio, con 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato, il Mediterraneo presenta la più alta concentrazione di micro-plastiche mai misurata nelle profondità. Una nuova indagine dell’Unione europea mette in evidenza che più di tre quarti degli europei, il 78%, ritiene che le questioni ambientali abbiano un effetto diretto sulla loro vita quotidiana e sulla loro salute. Tra gli italiani si arriva al 55%. Si superano i quattro su cinque (84%) quando si afferma che la legislazione Ue è necessaria per proteggere l’ambiente anche nel loro Paese. La plastica è una delle contaminazioni chimiche “più pervasive e persistenti” oltre a essere “uno dei contaminanti più diffusi a livello globale”. Ogni giorno ci esponiamo quindi a inquinamento da plastica non soltanto attraverso l’acqua a anche attraverso l’aria e il cibo. Il Mediterraneo ha “un triste primato, la più alta concentrazione di micro-plastiche mai misurata nelle profondità marine: 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato, superando così il limite massimo tollerabile di presenza di micro-plastiche per il benessere umano”. La plastica (che rappresenta il 75% dei rifiuti marini) trasporta sostanze chimiche. Insieme con i rifiuti di plastica è stato calcolato che, in un solo anno, siano entrate negli oceani 190 tonnellate di 20 diversi additivi chimici; circa 16mila diverse sostanze chimiche sono state ritrovate nelle plastiche tra coloranti, ritardanti di fiamma, stabilizzanti, lubrificanti, plastificanti e altre sostanze. Di queste solo su 7mila abbiamo dati certi di pericolosità; mentre il 66% delle sostanze è senza informazioni. In base alla ricerca sono gravi gli effetti che l’inquinamento chimico da micro-plastiche sta causando “ad intere popolazioni di specie selvatiche, habitat, ed ecosistemi acquatici ma anche terrestri”. Inoltre sono in aumento anche le prove scientifiche degli effetti sulla salute umana: tipo “infiammazioni, alterazioni cellulari e genotossicità che possono portare conseguenze gravi, tra cui cancro, problemi riproduttivi, di sviluppo, respiratori e digestivi, obesità, diabete”. Proprio uno studio italiano ha dimostrato per la prima volta una correlazione tra la presenza di micro-plastiche nelle placche aterosclerotiche, i depositi di grasso nelle arterie, e un maggior rischio di infarto e ictus”. Ed è stato scoperto che le micro-plastiche contribuiscono “anche alla crescita della resistenza agli antibiotici”. L’inquinamento chimico delle acque è una delle “sfide ecologiche più gravi e urgenti che siamo chiamati ad affrontare. Mari, fiumi laghi, zone umide e falde acquifere sono pesantemente colpiti soprattutto dall’inquinamento da pesticidi e nutrienti provenienti dall’agricoltura, metalli pesanti, agenti patogeni e residui chimici provenienti da fanghi e acque reflue non trattate sia industriali sia urbane”. Un esempio ne sono le sostanze fluorurate e bromurate come Pfas e Pbde, detergenti contenenti fosfati, disinfettanti e anti-microbici, tensioattivi, plastica, farmaci. Proprio i Pfas preoccupano di più anche perché sono definiti “contaminanti eterni, non si degradano mai e si accumulano nell’ambiente e negli organismi, con gravi effetti sulla salute”. Il 72% degli italiani non ha mai sentito il termine Pfas (in Europa il 71% dei cittadini) eppure il Nord Italia, in particolare Veneto, Lombardia e Piemonte, è tra i siti europei più inquinati. L’acqua è la principale strada oltre che destinazione finale dei nostri rifiuti e degli inquinanti chimici. Fino a 400 milioni di tonnellate di sostanze chimiche provenienti da impianti industriali vengono scaricate ogni anno nelle acque del mondo. L’inquinamento idrico è anche responsabile di circa 1,4 milioni di morti premature al mondo ogni anno. In base al rapporto del Wwf in Europa meno della metà (il 44%) dei corpi idrici superficiali è in buono o ottimo stato ecologico, anche dal punto di vista chimico. In Italia il 13% dei fiumi e l’11% dei laghi non raggiungono il buono stato ma il 9% e il 20% rispettivamente non sono ancora classificati. Per quanto riguarda i mari d’Europa, tra il 75 e il 96% delle aree valutate ha un problema di contaminazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
04/09/2026 El Niño si rafforza con impatti fino al 2027 A cura di: Raffaella Capritti WMO prevede un El Niño molto forte, con caldo anomalo, piogge intense e siccità in molte ...
03/09/2026 Il superamento di 1,5 °C è ormai a un passo, ma c'è ancora spazio per limitarlo A cura di: Raffaella Capritti Il report UNEP Limiting Overshoot indica il superamento di 1,5 °C come imminente, con picco fino ...
02/09/2026 Siccità, all'Italia costa 24 miliardi di euro e 330.000 posti di lavoro A cura di: Stefania Manfrin Uno studio CMCC-Politecnico stima il costo della siccità in Italia, 24 miliardi che triplicano con +2°C ...
01/09/2026 Rischio climatico in Italia: fino al 6% di PIL in meno e infrastrutture energetiche sotto pressione entro il 2050 A cura di: Erika Bonelli Rischio climatico: il report Deloitte stima impatti fino al -6% del PIL italiano al 2050. Ecco ...
31/08/2026 Comunità climatiche: la transizione energetica si attua a scala di quartiere A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto europeo, guidato dal Comune di Cesena, sperimenta un modello replicabile verso l’autosufficienza energetica: le ...
26/08/2026 Giornata Mondiale dei Laghi 2026, proteggere l'acqua dolce del pianeta A cura di: Raffaella Capritti Il 27 agosto 2026 torna la Giornata Mondiale dei Laghi, seconda edizione. Dati ONU, minacce e ...
21/08/2026 Il Politecnico di Torino punta sulle alghe brune per rispondere alla sfida della dissalazione A cura di: Laura Murgia Un idrogel ricavato da alghe brune dissala l'acqua marina sfruttando calore di scarto a bassa temperatura: ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...