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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Come l’accordo di Parigi ha trasformato la crescita del fotovoltaicoImpegni nazionali e strumenti finanziari dopo ParigiDall’OCSE ai mercati emergenti: una nuova geografia del fotovoltaicoProspettive future: verso un sistema globale più elettrificatoUna crescita che impone investimenti nelle infrastruttureIl decennio della maturità verso la stabilitàFAQ sullo sviluppo del fotovoltaico dopo l’accordo di ParigiQuali sono i principali target globali da raggiungere entro il 2030?Quali sono le criticità che possono rallentare la crescita del fotovoltaico nei prossimi anni?Quale ruolo svolgono gli impegni nazionali assunti dopo il 2015?Perché i mercati emergenti guidano la crescita globale?Come sta evolvendo la filiera industriale del fotovoltaico? Quando nel 2015 la comunità internazionale si è riunita a Parigi, in occasione della COP21, per definire un nuovo corso nelle politiche climatiche mondiali, era difficile immaginare l’impatto che quel vertice avrebbe avuto sul fotovoltaico. A distanza di 10 anni è evidente che questa tecnologia è diventata uno dei pilastri portanti del nuovo sistema energetico globale, come documentato nel Rapporto recentemente pubblicato da Ember “The year sunlight went global: how the Paris Agreement brought solar power to the world”, che analizza in dettaglio le dinamiche di crescita registrate dopo il summit, in particolare in tre delle maggiori economie emergenti del mondo – Brasile, Cina e India. Gli ultimi dieci anni raccontano: una capacità installata globale che ha superato i 2,2 TW già nel 2025, con un anticipo di circa dieci anni rispetto alle prime stime; una produzione elettrica dieci volte superiore rispetto al 2015, con un peso dell’8,8% nel mix globale nel primo semestre del 2025; una leadership spostata verso i mercati emergenti, che oggi concentrano oltre i due terzi delle nuove installazioni annuali. Il solare è la fonte di elettricità in più rapida crescita dal vertice di Parigi, con un incremento superiore del 50% rispetto al carbone. Fonte Ember Come si legge nel Rapporto: «La stagione avviata dal vertice di Parigi non ha soltanto favorito un nuovo slancio politico, ma ha innescato una rivoluzione industriale che ha reso il fotovoltaico accessibile, scalabile e competitivo su scala mondiale». Possiamo dire che dal 2015 ad oggi si è sviluppato un ecosistema più maturo, con filiere rafforzate, nuovi strumenti finanziari e Paesi che hanno riconosciuto nel fotovoltaico una leva strategica per migliorare sicurezza energetica e autonomia industriale. Come l’accordo di Parigi ha trasformato la crescita del fotovoltaico La COP21 di Parigi ha dato vita a una serie di dinamiche concrete che hanno accelerato lo sviluppo del fotovoltaico, rendendolo la tecnologia energetica con la crescita più rapida nella storia moderna. Impegni nazionali e strumenti finanziari dopo Parigi La spinta iniziale è arrivata dai nuovi piani presentati dai Paesi dopo il 2015. Oggi quasi il 90% delle strategie nazionali integra target o misure specifiche per incrementare le fonti pulite. Inoltre una percentuale significativa dei finanziamenti climatici è stata destinata a progetti solari e nuove alleanze multilaterali hanno supportato l’adozione del fotovoltaico nei mercati con minori risorse. Tra le iniziative di maggiore rilevanza internazionale il Rapporto segnala la partnership guidata da India e Francia (The International Solar Alliance), che ha lanciato programmi per facilitare gli investimenti e ridurre i rischi nei Paesi emergenti e la creazione del Global Solar Council, dedicato allo sviluppo della filiera e alla cooperazione tra aziende. Tutto questo ha favorito una rapida diffusione delle aste dedicate alle rinnovabili, oggi adottate in oltre 130 Paesi, contribuendo al consolidamento di catene di fornitura più robuste e competitive. Parallelamente, la crescita della produzione industriale su larga scala ha determinato una significativa riduzione dei costi dei moduli, accelerando ulteriormente l’adozione del fotovoltaico nei mercati a livello globale. Dall’OCSE ai mercati emergenti: una nuova geografia del fotovoltaico Se nel 2015 la maggior parte della capacità fotovoltaica era concentrata nelle economie avanzate, oggi lo scenario è ribaltato, con una crescita straordinaria nei Paesi emergenti che hanno valorizzato il fotovoltaico come strumento di indipendenza energetica. Fonte Ember I casi più significativi: il Brasile, con un incremento medio del 70% annuo della capacità installata dal 2015 e una quota di generazione vicina al 12% nel 2025; l’India, che ha accelerato il passo passando da 5,7 GW nel 2015 a una crescita quasi venti volte superiore in un decennio; la Cina, che ha raggiunto l’obiettivo di 1.200 GW tra eolico e solare con sei anni di anticipo, consolidandosi come leader nella produzione globale di moduli, celle e wafer. La crescita del fotovoltaico in Brasile, Cina e India avanza molto più rapidamente rispetto alla media del resto del mondo. Fonte Ember La strategia industriale del colosso asiatico è stata determinante: nel 2011 solo 4 dei principali produttori globali erano cinesi, mentre nel 2019 il numero era salito a 8. Oggi la quota nazionale nella manifattura raggiunge fino al 90% della produzione mondiale. Prospettive future: verso un sistema globale più elettrificato Guardando ai prossimi anni, il fotovoltaico avrà un ruolo sempre più centrale nella transizione energetica e nella gestione della domanda elettrica mondiale, destinata a crescere con l’elettrificazione di trasporti, industria e edilizia. Una crescita che impone investimenti nelle infrastrutture Per sostenere una diffusione su larga scala sarà necessario potenziare in modo significativo i sistemi di accumulo, così da garantire una produzione più stabile, affiancandoli a reti elettriche più forti, intelligenti e interconnesse. Sarà inoltre fondamentale rendere gli iter autorizzativi più rapidi e omogenei, oltre a sviluppare strumenti avanzati di flessibilità e gestione digitale delle risorse, elementi indispensabili per integrare quote crescenti di energia da fotovoltaico. Allo stesso tempo, si sta affermando una crescita significativa del fotovoltaico anche in contesti che fino a pochi anni fa apparivano marginali: nei Paesi a basso reddito il solare sta diventando uno strumento decisivo per ampliare l’accesso all’elettricità; negli Stati isolati o con reti deboli rappresenta una soluzione immediata e affidabile; mentre in alcune economie emergenti, come il Pakistan, si osserva un’espansione particolarmente rapida che negli ultimi due anni ha superato ogni previsione. Il decennio della maturità verso la stabilità Il passo successivo consiste nel trasformare la disponibilità crescente di impianti in un sistema elettrico più affidabile e prevedibile. Le linee di sviluppo principali per garantire che il solare diventi una fonte continua, programmabile e integrata includono accumuli sempre più integrati e competitivi, modelli energetici decentralizzati, digitalizzazione spinta dei sistemi di controllo e reti transfrontaliere più estese per ottimizzare la quota variabile di produzione. FAQ sullo sviluppo del fotovoltaico dopo l’accordo di Parigi Quali sono i principali target globali da raggiungere entro il 2030? L’obiettivo condiviso dai Paesi è triplicare la capacità da fonti pulite entro il 2030, raggiungendo circa 5.5 TW di fotovoltaico. È una condizione essenziale per sostenere elettrificazione e riduzione delle emissioni. Quali sono le criticità che possono rallentare la crescita del fotovoltaico nei prossimi anni? Le principali sfide riguardano: iter autorizzativi ancora complessi; potenziamento e digitalizzazione delle reti; necessità di accumuli per stabilizzare la produzione; disponibilità di aree idonee per grandi impianti. Quale ruolo svolgono gli impegni nazionali assunti dopo il 2015? Gli impegni hanno offerto maggiore prevedibilità a investitori e operatori, stimolando aste competitive e progetti di larga scala. Oggi la quasi totalità dei piani nazionali include misure specifiche dedicate al fotovoltaico. Perché i mercati emergenti guidano la crescita globale? Hanno bisogno di risposte rapide alla domanda elettrica in aumento, vogliono ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili e dispongono di strumenti finanziari capaci di accelerare lo sviluppo. Come sta evolvendo la filiera industriale del fotovoltaico? Negli ultimi anni il settore ha puntato su: ampliamento della capacità produttiva; miglioramento dell’efficienza dei moduli; programmi di ricerca e innovazione; formazione specializzata per tecnici e installatori. Una trasformazione che mira a garantire competitività e sicurezza degli approvvigionamenti. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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