Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
GreenTour 2026, incentivi per strutture ricettive: beneficiari, contributi e interventi ammessi 16/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti 20/07/2026
Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo 2026: un mare da record tra Marine Heatwaves ed El Niño 08/07/2026
Climatizzazione intelligente in estate: i consigli Airzone per gestire il caldo a intermittenza 17/07/2026
A cura di: Erika Bonelli Indice degli argomenti Toggle Cos’è El Niño e perché il 2026 preoccupaGli impatti tipici per area geograficaEnergia e infrastrutture: le implicazioni per il settoreFAQ – Domande frequenti su El Niño 2026Cos’è El Niño e quando si verifica?Qual è la probabilità di El Niño nell’estate 2026 secondo il WMO?Il cambiamento climatico aumenta la frequenza di El Niño?Quali effetti ha El Niño sulla produzione di energia rinnovabile?Dove trovare le previsioni stagionali aggiornate del WMO? L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha pubblicato il suo aggiornamento El Niño/La Niña segnalando una probabilità dell’80% di un evento El Niño nel trimestre giugno-agosto 2026, che sale al 90% o oltre per il periodo esteso fino a novembre. E’ prevista un’intensità almeno moderata, con concreta possibilità di un evento forte. Ricordiamo che El Niño è la fase calda dell’ENSO (El Niño–Southern Oscillation), il pattern climatico naturale più potente del pianeta, capace di redistribuire calore e umidità su scala globale. La sua comparsa, in un contesto già segnato dal riscaldamento climatico in atto, amplifica rischi che interessano direttamente il settore energetico, la pianificazione urbana e la gestione delle infrastrutture. Cos’è El Niño e perché il 2026 preoccupa El Niño si sviluppa quando le temperature superficiali del mare nella zona centro-orientale del Pacifico equatoriale — l’area di riferimento per il monitoraggio WMO — superano determinate soglie. Il fenomeno si verifica mediamente ogni 2-7 anni, dura circa 9-12 mesi e tende a svilupparsi tra marzo e giugno, raggiungendo il picco tra novembre e febbraio. Gli effetti sulle temperature globali risultano in genere maggiori nel secondo anno successivo all’insorgenza. Le osservazioni attuali da diverse piattaforme mostrano che le temperature superficiali si stanno già avvicinando alle soglie El Niño. La ragione strutturale è da ricercare nelle condizioni sottomarine: temperature che superano di oltre 6°C la media nelle acque profonde del Pacifico tropicale costituiscono un serbatoio di calore che continua ad alimentare il riscaldamento in superficie. Anche il Southern Oscillation Index — l’indicatore atmosferico complementare — conferma il pattern in sviluppo. Celeste Saulo, Segretaria Generale WMO, ha ricordato che l’evento El Niño 2023-24, è stato uno dei cinque più intensi mai registrati e ha contribuito ai valori di temperatura globale record del 2024. L’attuale sviluppo si inserisce in un contesto climatico già alterato, il che significa che il cambiamento climatico non aumenta la frequenza degli eventi ENSO — come precisa il WMO — ma può amplificarne gli impatti, poiché un’atmosfera e un oceano più caldi rendono disponibili maggiori quantità di energia e umidità per eventi estremi come ondate di calore e piogge intense. Gli impatti tipici per area geografica La distribuzione geografica degli effetti è uno degli elementi che distingue El Niño da altri fenomeni climatici: non agisce in modo uniforme, ma influenza precipitazioni e temperature a livello regionale. Maggiori piogge interessano generalmente parti del Sud America meridionale, gli Stati Uniti meridionali, il Corno d’Africa e l’Asia centrale. Al contrario, condizioni più secche colpiscono America Centrale, Nord del Sud America, Caraibi, Australia, Indonesia e parti dell’Asia meridionale. Per l’estate boreale, le acque calde accelerano la formazione di uragani nel Pacifico centro-orientale, mentre frenano l’attività nell’Atlantico — tanto che la NOAA ha già previsto una stagione degli uragani atlantici sotto la media per il 2026. A livello globale, le previsioni stagionali per il trimestre giugno-luglio-agosto 2026 indicano temperature sopra la media in quasi tutte le regioni del pianeta, con rischi di stress termico, impatti sulle risorse idriche e maggiore siccità nelle aree dove le precipitazioni si ridurranno. La tabella seguente sintetizza i principali dati comunicati dal WMO nell’aggiornamento del 2 giugno 2026: Indicatore Dato/Previsione WMO Probabilità El Niño (giu-ago 2026) 80% Probabilità di continuazione fino a novembre ≥ 90% Anomalia termica sottomarina (Pacifico tropicale) Oltre +6°C rispetto alla media Intensità prevista Almeno moderata, possibilmente forte Temperature giu-lug-ago 2026 Sopra la media in quasi tutto il mondo Stagione uragani atlantici 2026 Sotto la media (previsione NOAA) Ultimo evento comparabile El Niño 2023-24 (tra i 5 più intensi mai registrati) Fonte: WMO El Niño/La Niña Update, 2 giugno 2026 Energia e infrastrutture: le implicazioni per il settore Per il settore energetico e delle costruzioni, un evento El Niño di intensità moderata o forte è un segnale operativo: le ondate di calore prolungate aumentano la domanda di raffrescamento, mettono sotto pressione le reti elettriche e riducono l’efficienza dei pannelli fotovoltaici nelle ore di picco termico. Le variazioni nelle precipitazioni incidono sulla produzione idroelettrica, che in molte regioni europee contribuisce in modo rilevante al mix energetico stagionale. Le condizioni di siccità possono ridurre la disponibilità d’acqua per il raffreddamento delle centrali termoelettriche. Sul fronte del fotovoltaico, è utile distinguere: ondate di calore eccessive abbassano il rendimento dei moduli (a causa dell’aumento della resistenza elettrica), mentre la maggiore irradianza nelle ore centrali può compensare parzialmente questo effetto. La gestione diventa più complessa, non necessariamente meno produttiva, ma richiede un monitoraggio più attento. Il WMO ricorda che le previsioni stagionali avanzate e i sistemi di early warning sono strumenti di protezione economica oltre che umanitaria. Celeste Saulo ha sottolineato l’importanza di queste previsioni per governi, agenzie umanitarie e settori sensibili al clima, tra cui l’energia e la gestione idrica. “La finestra temporale tra una previsione affidabile e l’impatto effettivo è l’intervallo in cui si giocano le decisioni di pianificazione: infrastrutturale, energetica, logistica“. Il Segretario Generale ONU António Guterres ha definito l’arrivo di El Niño un avvertimento climatico urgente, invocando l’accelerazione della transizione energetica verso le fonti rinnovabili e la fine della dipendenza dai combustibili fossili: la diversificazione del mix energetico — con più rinnovabili, più storage, più flessibilità di rete — riduce la vulnerabilità sistemica ai picchi di domanda indotti da eventi climatici estremi come El Niño. FAQ – Domande frequenti su El Niño 2026 Cos’è El Niño e quando si verifica? El Niño è la fase calda dell’ENSO (El Niño–Southern Oscillation), il principale pattern climatico naturale su scala globale. Si manifesta con un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale. Si verifica mediamente ogni 2-7 anni e dura circa 9-12 mesi. Qual è la probabilità di El Niño nell’estate 2026 secondo il WMO? Secondo l’aggiornamento WMO del 2 giugno 2026, la probabilità di un evento El Niño nel trimestre giugno-agosto 2026 è dell’80%. Le probabilità che l’evento si prolunghi almeno fino a novembre raggiungono il 90% o oltre. La maggior parte dei modelli indica un’intensità almeno moderata, con possibilità di evento forte. Il cambiamento climatico aumenta la frequenza di El Niño? No. Il WMO precisa che non vi sono evidenze scientifiche che il cambiamento climatico aumenti la frequenza o l’intensità degli eventi El Niño. Tuttavia, un’atmosfera e un oceano più caldi amplificano gli impatti associati, poiché aumentano l’energia e l’umidità disponibili per eventi estremi come ondate di calore e piogge intense. Quali effetti ha El Niño sulla produzione di energia rinnovabile? Le ondate di calore prolungate riducono l’efficienza dei pannelli fotovoltaici e aumentano la domanda di raffrescamento. Le variazioni nelle precipitazioni incidono sulla produzione idroelettrica. La siccità può ridurre la disponibilità d’acqua per il raffreddamento delle centrali. In generale, un evento El Niño richiede maggiore flessibilità nella gestione del mix energetico e una pianificazione più attenta della domanda stagionale. Dove trovare le previsioni stagionali aggiornate del WMO? Il WMO pubblica aggiornamenti periodici El Niño/La Niña e il Global Seasonal Climate Update sul portale ufficiale wmo.int. I documenti sono prodotti in collaborazione con l’International Research Institute for Climate and Society (IRI) e con i principali centri meteorologici mondiali, tra cui ECMWF, NOAA e Met Office. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
22/07/2026 Supercondensatori al grafene: l’idea green italiana per stoccare energia A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto del Polito studia la possibilità di realizzare supercondensatori al grafene capaci di accumulare energia ...
21/07/2026 Città Osmotiche: a Roma nasce l'Osservatorio scientifico per rigenerare i territori A cura di: Laura Murgia Il metabolismo delle città ha bisogno di revisione: dal B-CAD di Roma parte la sfida di ...
10/07/2026 Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione A cura di: Raffaella Capritti Il Gas Market Report IEA prevede domanda globale di gas in calo dello 0,5% nel 2026, ...
08/07/2026 HEYSUN 2026, l'hub euro-mediterraneo per la transizione energetica A cura di: Erika Bonelli Dal 30 settembre al 2 ottobre a Catania torna HEYSUN 2026, la fiera della transizione energetica ...
06/07/2026 Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva A cura di: Erika Bonelli Inaugurato in Val di Non Intacture, primo data center europeo in miniera attiva: PUE sotto 1,25 ...
03/07/2026 Qualità dell'aria in Europa: nel 2025 migliora, ma persistono gli episodi critici A cura di: Raffaella Capritti Il report CAMS 2025 conferma il miglioramento della qualità dell'aria in Europa, ma persistono episodi di ...
26/06/2026 Rapporto SDG 7 2026: 655 milioni di persone senza elettricità, progressi diseguali verso l'energia per tutti A cura di: Stefania Manfrin Tracking SDG 7 2026: 655 milioni senza elettricità, rinnovabili in crescita ma efficienza e fondi insufficienti ...
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...