Dalle acque reflue all’acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS

A Québec City un rimorchio containerizzato e completamente automatizzato trasforma le acque reflue trattate in acqua potabile di alta qualità, rimuovendo anche microinquinanti persistenti come i PFAS. Il progetto nasce dalla collaborazione tra GF e la canadese H₂O Innovation ed è il primo caso in Canada di riuso idrico spinto fino a standard di potabilità.

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Dalle acque reflue all'acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS

La pressione sulle risorse idriche cresce ovunque e il riuso dell’acqua è oggi una leva concreta per la resilienza dei territori. In questo scenario si inserisce il progetto avviato a Québec City, in Canada, dove un sistema mobile trasforma le acque reflue trattate in acqua potabile di alta qualità. A svilupparlo sono GF — gruppo svizzero attivo nelle soluzioni per il trasporto di acqua e fluidi per edilizia, industria e infrastrutture — e H₂O Innovation, azienda canadese specializzata nel settore idrico. Il risultato è il primo impianto in Canada capace di riportare le acque reflue a livelli di potabilità, eliminando anche microinquinanti persistenti come i PFAS.

Come funziona il sistema mobile che trasforma le acque reflue in acqua potabile

Il cuore del progetto è un rimorchio containerizzato, autonomo e completamente automatizzato, installato accanto a un impianto municipale di depurazione di Québec City. Il sistema intercetta una parte dell’effluente e la sottopone a un processo di affinamento in più stadi, che combina ultrafiltrazione (UF), osmosi inversa (RO) e ossidazione avanzata mediante raggi ultravioletti (UVAOP). È questa sequenza a permettere di abbattere contaminanti convenzionali e microinquinanti, PFAS compresi, riportando l’acqua a standard di potabilità.
Sul fronte della gestione dei fluidi, il sistema impiega soluzioni GF progettate per operare senza presidio continuo, tra cui la valvola a sfera Ball Valve 546 Pro e l’attuatore pneumatico PPA, scelti per garantire precisione e continuità operativa anche in condizioni remote. L’obiettivo è un funzionamento 24 ore su 24, sette giorni su sette, senza la presenza costante di operatori.
Il progetto rientra nell’iniziativa “Carrefour de l’Eau” e ha anche una finalità divulgativa: cittadini e visitatori possono osservare il rimorchio e comprendere in concreto il valore del riutilizzo dell’acqua.

Intercettiamo una piccola frazione dell’effluente per sottoporla a un processo con l’obiettivo di rendere nuovamente potabile l’acqua e, allo stesso tempo, condurre attività di ricerca sul riutilizzo idrico“, spiega Alexis Morisette, Project Manager di H₂O Innovation.

Un modello replicabile per il Nord America

Québec City tratta ogni giorno circa 400.000 m³ di acque reflue domestiche e industriali attraverso due impianti municipali. Normalmente l’acqua depurata viene restituita al fiume San Lorenzo; con questo progetto, invece, una parte dell’effluente viene recuperata e trasformata in acqua potabile. Un approccio che i promotori indicano come pionieristico per il Canada e come modello estendibile all’intero Nord America.
Se vogliamo colmare il divario idrico entro la fine di questo decennio, il riutilizzo dell’acqua nel mondo deve quadruplicare“, segnala Antoine Walter, Senior Business Development Manager di GF, che individua nell’automazione, nella connettività e nell’affidabilità le condizioni per rendere possibile un trattamento avanzato in continuo.

Riuso idrico e microinquinanti: un tema che riguarda anche l’Europa

Il caso canadese è interessante anche per l’agenda idrica europea, in particolare su 2 aspetti: il riuso dell’acqua e il controllo dei PFAS. Sul primo fronte, il Regolamento (UE) 2020/741, applicabile dal 26 giugno 2023, ha fissato per la prima volta requisiti minimi armonizzati per il riutilizzo delle acque reflue urbane affinate, seppure limitatamente all’uso irriguo in agricoltura. Sul secondo, la Direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque destinate al consumo umano ha introdotto limiti specifici per i PFAS — 0,10 µg/l per la “somma di PFAS” e 0,50 µg/l per i “PFAS totali” . La direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023 e aggiornata dal D.Lgs. 102/2025, con nuove scadenze di controllo nel corso del 2026.
In questo contesto, un impianto capace di riportare le acque reflue a standard di potabilità rimuovendo anche i microinquinanti persistenti offre un’interessante case history che va oltre i confini del Québec. Il messaggio dei promotori è che l’effluente non vada considerato uno scarto, ma una possibile fonte di approvvigionamento, in una logica di economia circolare delle risorse idriche.

La partnership tra GF e H₂O Innovation

Per H₂O Innovation la collaborazione con GF supera la semplice fornitura di componenti. “Quando GF è disposta ad aiutarci a raggiungere un obiettivo più ampio, quello di portare il riutilizzo dell’acqua al centro delle pratiche di trattamento idrico, si crea una vera partnership“, osserva Guillaume Clairet, Chief Operating Officer di H₂O Innovation, che parla di un rapporto costruito su una visione comune più che su una logica cliente-fornitore.
Sul valore del progetto insiste anche Derrick Brown, Managing Director Canada di GF: “Questo rimorchio ha un duplice obiettivo: dimostrare che è possibile trasformare le acque reflue in una risorsa preziosa invece di considerarle semplicemente come effluente, e allo stesso tempo promuovere la prossima generazione di innovazione“. Per Brown, la capacità di riciclare e riutilizzare l’acqua sarà determinante per l’industrializzazione del futuro.

Fondata nel 1802, GF conta circa 13.300 dipendenti in 46 Paesi; nel 2025 la divisione Flow Solutions ha generato un fatturato di 3 miliardi di franchi svizzeri. Con questa collaborazione, GF e H₂O Innovation propongono un modello di gestione dell’acqua orientato a efficienza, resilienza e sostenibilità.

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Tema Tecnico

Acqua, Sostenibilità e Ambiente

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