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LCA: perché è importante per la sostenibilità

La valutazione del ciclo di vita (LCA) è una metodologia che permette di misurare con rigore l’impatto ambientale di un prodotto o di un edificio, considerando tutto ciò che fa parte del sistema in ogni fase della sua esistenza. Un approccio “dalla culla alla tomba” che trasforma la sostenibilità da intenzione a dato misurabile.

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LCA: perché è importante per la sostenibilità

In un’epoca segnata dall’accelerazione della crisi climatica e dal crescente consumo di risorse naturali, il settore delle costruzioni si trova di fronte ad una fondamentale presa di responsabilità. In passato i progettisti hanno scelto di privilegiare aspetti tecnici, economici ed estetici trattando l’impatto ambientale come una variabile secondaria.

Il cambiamento climatico in atto e l’inquinamento crescente non possono più prevedere un approccio simile. Il comparto edilizio porta con sé una parte rilevante di responsabilità nell’aumento dell’inquinamento globale: è infatti uno dei principali responsabili del consumo di risorse naturali, dell’elevato fabbisogno energetico e delle emissioni di gas serra. A livello mondiale, assorbe circa il 32% dell’energia totale e genera il 34% delle emissioni complessive di CO2.

Garantire la sostenibilità di un edificio significa andare ben oltre l’efficienza energetica in fase d’uso. Vuol dire interrogarsi su dove vengono estratte le materie prime, come vengono lavorate e trasportate, quanto durano i componenti nel tempo, e cosa accade quando l’edificio raggiunge la fine della sua vita utile.

L’analisi del ciclo di vita (LCA) di un edificio è lo strumento metodologico che consente di quantificare l’impatto che hanno le costruzioni lungo tutte le fasi di vita del progetto.

Che cosa significa Life Cycle Assessment?

Il DGNB (Deutsche Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen – German Sustainable Building Council) offre una definizione esaustiva del Life Cycle Assessment.

Possiamo definire la metodologia LCA come la raccolta e la quantificazione di tutte le risorse consumate e le emissioni generate da un prodotto, un servizio, un edificio o qualsiasi altro sistema lungo l’intero ciclo di vita espresse sotto forma di indicatori ambientali significativi e comunicabili.

L’approccio “from cradle to grave su cui si fonda questa metodologia abbraccia tutti gli elementi rilevanti della catena del valore. Si fa riferimento all’estrazione delle materie prime e alle fasi di produzione e trasporto, fino al periodo d’uso dell’edificio, per concludersi con il riciclo o lo smaltimento finale dei materiali. L’LCA consente ai progettisti di analizzare le attività antropiche oltre i confini tradizionali tenendo conto di una prospettiva ecologica.

Che cosa significa Life Cycle Assessment?

Per esaminare l’impatto dell’LCA possiamo prendere come riferimento una fase specifica del ciclo di vita di un edificio, ovvero il trasporto dei materiali dal sito produttivo al cantiere. Tale fase ha un impatto considerevole in termini di inquinamento: secondo l Consiglio Spagnolo degli Ordini degli Architetti (CSCAE), il 12% delle emissioni di CO₂ nel settore edilizio è direttamente attribuibile al trasporto dei materiali, con un’incidenza che cresce sensibilmente quando questi vengono importati dall’estero. L’utilizzo dell’LCA rende quindi visibili questi dati traducendoli in numeri concreti e permettendo al progettista di fare confronti con scenari alternativi e più sostenibili.

Le fasi dell’LCA

La prima fase (definizione degli scopi e degli obiettivi) è quella fondativa dell’intero studio. In questa fase vengono stabiliti il processo o l’unità funzionale oggetto di analisi e i confini entro cui lo studio si svolge.

La seconda fase è il Life Cycle Inventory – LCI, ovvero l’analisi di inventario in cui viene ricostruito un modello analogico del processo in esame. A partire dall’inventario si sviluppa la terza fase che consiste nell’analisi degli impatti ambientali (Life Cycle Impact Assessment – LCIA), durante la quale i dati raccolti vengono elaborati e trasformati in valutazioni concrete relative ai livelli di emissioni nell’ambiente e al consumo di risorse.

Le fasi dell’LCA, Life cycle assessment

L’ultima fase è la Life Cycle Interpretation (interpretazione dei risultati). È la fase in cui l’analisi si traduce in intervento concreto: i dati vengono esaminati in modo critico per individuare le principali fonti di impatto e definire le azioni necessarie a ridurre il carico ambientale dei processi analizzati.

Qual è il ruolo dell’LCA nella costruzione sostenibile?

L’approccio che vede l’LCA come metodo chiave si sta diffondendo nel comparto delle costruzioni per la maggiore attenzione verso il tema della sostenibilità che si esplica nella scelta di materiali e processi “green”. A questo approccio si unisce una maggiore diffusione di strumenti di valutazione (ad esempio la certificazione LEED) che supportano i progettisti nel creare edifici che rispecchino i criteri di sostenibilità.

Il ruolo dell’LCA nelle costruzioni sostenibili

L’LCA in ambito edilizio permette di quantificare in modo dettagliato l’impatto che hanno materiali, componenti e processi lungo tutto il ciclo di vita del progetto. In questo modo è possibile sviluppare strategie oculate che vanno a mitigare l’impatto ambientale dell’edificio.

La normativa di riferimento

L’applicazione dell’LCA fa riferimento ad un quadro normativo internazionale consolidato che ne definisce principi, requisiti e modalità operative. Il riferimento fondamentale è rappresentato da due standard ISO specifici.

I professionisti devono fare riferimento allo standard ISO 14040:2006 (Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Principi e quadro di riferimento) costituisce il documento di ingresso alla disciplina: fornisce una panoramica chiara della pratica, delle applicazioni e dei limiti dell’LCA.

Rientra nel quadro della normativa la ISO 14044:2006 (Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida).

Questo standard

“specifica i requisiti e fornisce linee guida per la valutazione del ciclo di vita (LCA), tra cui: la definizione dell’obiettivo e dell’ambito dell’LCA, la fase di analisi dell’inventario del ciclo di vita (LCI), la fase di valutazione dell’impatto del ciclo di vita (LCIA), la fase di interpretazione del ciclo di vita, la rendicontazione e la revisione critica dell’LCA, i limiti dell’LCA, la relazione tra le fasi dell’LCA e le condizioni per l’utilizzo di scelte di valore ed elementi opzionali”.

A questi due pilastri normativi si affiancano documenti specialistici che approfondiscono tematiche specifiche.

Come documentato dal progetto Mettiamoci in RIGA – Rafforzamento Integrato Governance Ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la ISO 14045:2012 estende l’approccio alla valutazione dell’eco-efficienza dei sistemi di prodotto. La ISO 14046:2014 introduce i principi e i requisiti per la misurazione dell’impronta idrica (Water Footprint). La ISO/TR 14047:2012 raccoglie esempi concreti di applicazione della ISO 14044 nella fase di valutazione dell’impatto, mentre la ISO/TS 14048 definisce il formato per la documentazione e la strutturazione dei dati. Per concludere, la ISO/TR 14049 offre esempi pratici relativi alla definizione dell’obiettivo, del campo di applicazione e dell’inventario dei dati.

Il Life Cycle Assessment ha dei limiti?

Il paper “Il Life Cycle Assessment (LCA) nel settore delle costruzioni e il BIM” circoscrive i limiti dell’LCA. In primo luogo parla della natura site-specific dello strumento che, svolgendo un’analisi su un determinato caso, rende complessa la trasferibilità altrove. Lo studio pone l’attenzione anche sugli impatti potenziali e non definitivi. L’approccio adottato dall’LCA non situa gli effetti nello spazio e nel tempo con la precisione che certi contesti richiederebbero. Infine occorre valutare la qualità dei dati ricavati. Un’analisi accurata dipende in larga misura dalla disponibilità, dall’accessibilità e dall’affidabilità delle informazioni raccolte, variabili che nel settore edilizio possono essere particolarmente difficili da controllare.

FAQ – LCA e sostenibilità 

Che cos’è l’LCA?

L’LCA, Life Cycle Assessment, è la valutazione del ciclo di vita di un prodotto, materiale, servizio o edificio. Analizza gli impatti ambientali generati lungo le diverse fasi: estrazione delle materie prime, produzione, trasporto, uso, manutenzione, demolizione, riciclo o smaltimento. È uno strumento utile perché consente di trasformare la sostenibilità in un dato misurabile e confrontabile.

Perché l’LCA è importante nell’edilizia sostenibile?

Nel settore delle costruzioni l’LCA permette di valutare l’impatto ambientale dell’edificio non solo durante la fase d’uso, ma lungo tutto il suo ciclo di vita. Questo approccio aiuta progettisti, imprese e committenti a scegliere materiali, tecnologie e soluzioni costruttive con minori emissioni, maggiore durabilità e migliori possibilità di riuso o riciclo a fine vita.

Quali fasi considera l’LCA di un edificio?

L’LCA di un edificio considera generalmente la produzione dei materiali, il trasporto in cantiere, la costruzione, l’uso dell’edificio, la manutenzione, la sostituzione dei componenti e la fase di fine vita. In questo modo è possibile individuare le fasi più impattanti e intervenire con strategie più efficaci, ad esempio scegliendo materiali locali, componenti durevoli o soluzioni facilmente riciclabili.

Qual è la differenza tra LCA, GWP ed EPD?

L’LCA è la metodologia complessiva di valutazione ambientale. Il GWP, Global Warming Potential, è invece uno degli indicatori utilizzati nell’LCA e misura il contributo potenziale al riscaldamento globale, espresso in CO₂ equivalente. L’EPD, Environmental Product Declaration, è una dichiarazione ambientale di prodotto basata su dati LCA, verificata da terza parte e utile per confrontare materiali e componenti.

L’LCA è obbligatoria per gli edifici?

L’LCA non è ancora obbligatoria in modo generalizzato per tutti gli edifici, ma il quadro europeo sta andando verso una maggiore integrazione del ciclo di vita nella valutazione della prestazione edilizia. La Direttiva UE 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici prevede l’indicazione del GWP di ciclo vita per gli edifici nuovi con superficie superiore a 1.000 m² dal 2028 e, dal 2030, per tutti gli edifici di nuova costruzione.

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