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Indice degli argomenti Toggle Programma Lighthouse sulle smart city in EuropaIl valore delle città intelligentiLe osservazioni della Corte dei Conti UE su Lighthouse Le smart city in Europa sono un modello cui puntare se si intende migliorare le condizioni di vita di chi abita in città. Oggi tre quarti dei 447 milioni di cittadini dell’UE vivono in aree urbane ed entro il 2050 ci vivrà l’80%. Le città sono fulcri economici, ma anche significative fonti di inquinamento. Le smart city possono aiutare ad apportare benefici ai cittadini e alle imprese in termini di decarbonizzazione e a migliorare servizi e processi tradizionali, dalla mobilità all’energia. Come segnala la stessa Corte dei Conti UE: “utilizzando le innovazioni tecnologiche, le città, anche quelle più piccole, possono migliorare il modo in cui sono gestite e contribuire al conseguimento delle priorità dell’UE del Green Deal, facendo progredire le tecnologie digitali e promuovendo un’economia a vantaggio delle persone”. La stessa istituzione UE ha posto attenzione sullo stato dell’arte del progresso delle città intelligenti o, più precisamente, ha voluto verificare se il programma Lighthouse (400 milioni di euro circa), parte del più ampio programma di finanziamenti per la ricerca Horizon 2020 ha contribuito ad aiutare le città coinvolte direttamente nei progetti, nei loro sforzi per attuare soluzioni innovative e diventare più smart. La Corte dei Conti europea ha riscontrato che il quadro di monitoraggio e di valutazione della Commissione “non è idoneo per misurare adeguatamente l’impatto complessivo conseguito dal programma Lighthouse, a causa della mancanza di piani per valutare in che misura le soluzioni intelligenti sono replicate”. Inoltre manca un metodo standard “per monitorare e riferire in merito all’impatto, con indicatori comuni di performance per tutti i progetti”. Va detto che nel documento di verifica la Corte esprime un giudizio sostanzialmente positivo. Il programma Lighthouse, strutturato in 18 progetti che hanno convolto 48 città Lighthouse, 72 città partner e 515 altri partner, è stato “generalmente ben concepito”, tuttavia fa parte “di un panorama di misure frammentato”. Ciò che emerge, tra i fattori critici è il clima di sfiducia e di disimpegno dei cittadini: in molti progetti Lighthouse si sono riscontri notevoli problemi nel loro coinvolgimento. Si aggiungono poi le incertezze geopolitiche che hanno ritardato diversi progetti e l’incapacità di riuscire ad attrarre investimenti privati. Programma Lighthouse sulle smart city in Europa È bene chiarire cosa sia il programma e i progetti Lighthouse e come sia nato. Nel periodo 2014-2020 sono state decise e avviate numerose politiche e iniziative settoriali che hanno contribuito a definire e ad attuare la strategia UE in materia di ricerca e innovazione per le smart city in Europa. Tra queste vanno segnalate: Horizon 2020, che ha fissato obiettivi generali e fornito finanziamenti per progetti urbani innovativi di research and innovation; il partenariato europeo per l’innovazione “Città e comunità intelligenti” (a cui è succeduta la Piattaforma delle città intelligenti), che ha riunito le industrie e le città dell’UE per allineare le priorità pubbliche e private di R&I; il piano strategico europeo per le tecnologie energetiche, che promuove la cooperazione tra i paesi, le imprese e i ricercatori dell’UE in materia di tecnologiche. Tramite gli inviti a presentare proposte su smart city and community sono stati sostenuti 18 “progetti Lighthouse”, indicati collettivamente nella presente relazione come “programma Lighthouse”. Questi progetti, spiega la Corte dei Conti UE: “riuniscono autorità cittadine, imprese pubbliche e private e ricercatori nell’ambito di consorzi di progetto di 22-53 partner; si adoperano per coinvolgere i cittadini nella dimostrazione di soluzioni per città intelligenti, permettendo loro di parteciparvi; sono guidati da 2-3 “città Lighthouse” o “città faro” presso le quali sono dimostrate nuove tecnologie e soluzioni, e coinvolgono almeno due “città partner” che replicano le soluzioni dimostrate alla fine del progetto”. Il finanziamento complessivo di Horizon 2020 concesso ai progetti Lighthouse ammonta a 381 milioni di euro. Il valore dei progetti sostenuti, compreso il cofinanziamento, ammonta a 446 milioni. I 18 progetti Lighthouse hanno coinvolto o ancora coinvolgono 48 città faro e 72 città partner, situate in 24 Stati membri, e 515 altri partner. Tra le città partecipanti si segnalano, per l’Italia, Bari, Firenze, Milano e Trento (città Lighthouse) e Bassano del Grappa, Lecce, Parma, Venezia (città partner). Oltre al programma H2020, va segnalata anche l’iniziativa faro della Commissione per il periodo 2021-2027, denominata Missione europea sulle città intelligenti e a impatto climatico zero di Horizon Europe. Essa è finalizzata a sostenere cento città dell’UE a diventare climaticamente neutre entro il 2030 e a costituire modelli di riferimento “affinché tutte le città dell’UE possano seguirne l’esempio entro il 2050”. Il valore delle città intelligenti Date le città coinvolte e i finanziamenti stanziati è comprensibile pensare al programma Lighthouse quale significativo elemento di riscontro per comprendere lo stato di attuazione delle smart city in Europa. “La Corte ha riscontrato che i progetti Lighthouse completati hanno prodotto risultati positivi e hanno raggiunto la maggior parte dei valori-obiettivo attesi”, ma i problemi non sono mancati né mancano tuttora. È un peccato perché avviare e completare questi progetti significa creare le condizioni più opportune per avviare (finalmente) le smart city. Perché sia importante lo spiega la stessa istituzione UE nel documento. In una città intelligente, lo sviluppo urbano sostenibile è conseguito mediante tecnologie e servizi nuovi, efficienti e facilmente utilizzabili, in particolare nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni. “Oltre a utilizzare la tecnologia per risparmiare risorse e ridurre l’inquinamento, una città intelligente mira anche a rendere i servizi urbani più reattivi e accessibili, a rendere gli spazi pubblici più sicuri e a migliorare i trasporti, la gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, l’illuminazione stradale e il riscaldamento negli edifici”. Le città diventano smart grazie all’uso di tecnologie innovative, all’introduzione di nuovi modelli imprenditoriali, pratiche gestionali e strategie di sviluppo e all’adozione di quadri normativi e di governance che sostengano tale evoluzione. Tutto ciò è possibile solo con investimenti adeguati nella ricerca e nell’innovazione. Quali sono le tecnologie abilitanti? Si parte dalle soluzioni per produrre energia “verde” e generare efficienza energetica, per creare condizioni di resilienza ai cambiamenti climatici, per gestire la mobilità e i trasporti in maniera efficace, per garantire soluzioni innovative in vari ambiti che dalla sanità spaziano all’istruzione e alla sicurezza. Le osservazioni della Corte dei Conti UE su Lighthouse Partiamo dalle osservazioni sulle smart city in Europa coinvolte direttamente nel programma Lighthouse. Esso, pur essendo generalmente ben concepito, fa parte di un panorama di misure frammentato, inoltre “manca di indicatori quantitativi e di valori obiettivo che consentano di valutarne l’impatto”. Gli auditor della Corte dei Conti hanno rilevato, in particolare, che la Commissione non ha stabilito legami tra il programma Lighthouse e altri strumenti di finanziamento “né ha fornito alle città Lighthouse e alle città partner informazioni su tali strumenti”. Inoltre, scrive la stessa Corte UE: “all’interno della Commissione non esisteva una struttura formale di governance interservizi per il coordinamento degli strumenti di finanziamento dell’UE e di altre iniziative riguardanti le città intelligenti o lo sviluppo urbano. L’assenza di una strategia globale è particolarmente significativa, dato che i finanziamenti per la replicazione delle soluzioni non sono inclusi nella progettazione del programma Lighthouse.” I progetti faro hanno prodotto risultati concreti: se parliamo di edifici energeticamente efficienti, nelle città Lighthouse si sono raggiunti eccellenti risultati come pure in termini di ricorso a fonti rinnovabili, alla gestione energetica o alle smart grid. La replica delle soluzioni smart all’interno delle città partner è un primo, importante, fattore critico. La percezione della mancanza di finanziamenti pubblici e privati percepita rappresenta un grosso ostacolo. In particolare, le città non sono riuscite ad attrarre investimenti privati. Un altro problema, seppure in maniera più contenuta, è la mancanza di esperienza e di competenze interne, oltre che gli ostacoli normativi e la carenza di un impegno politico dedicato. A questi problemi si aggiunge la sfiducia e il disimpegno dei cittadini se non un’aperta opposizione a progetti innovativi. Questo è un problema serio: la Corte dei Conti UE evidenzia che l’opposizione dei cittadini può causare il fallimento delle soluzioni per le smart city, in Europa e non solo. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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