Climatizzatori intelligenti: inverter, WiFi e pompa di calore per consumare meno tutto l’anno 24/06/2026
Indice degli argomenti Toggle A proposito di transizione energetica in montagna, partiamo dalla produzione energetica. Il fotovoltaico può bastare?Le green communities, previste dal PNRR, quali opportunità costituiscono?La transizione energetica in montagna può contribuire a evitare lo spopolamento dei borghi? Promuovere la transizione energetica in montagna significa mettere in moto e coinvolgere un territorio che comprende oggi 4.176 Comuni totalmente o parzialmente montani sul totale dei 7.904 che si contano in Italia. Significa promuovere lo sviluppo delle rinnovabili nella maggior parte del tessuto pubblico locale nazionale e anche contribuire alla promozione delle comunità energetiche. Solo che oggi ci sono diversi punti interrogativi: il decreto MASE sulle CER, il rinnovo delle concessioni idroelettriche: quest’anno scadono (o sono già scaduti) il 17% delle concessioni; il 68% scadrà nel 2029 e dopo tale anno occorrerà rinnovare il 14%. «Sulle comunità energetiche si è detto di tutto e di più, con professionisti che corrono nei Comuni per proporre fantomatici progetti per l’avvio di CER e sindaci interessati e attratti dalle potenzialità del PNRR. Personalmente sono preoccupato e l’ho detto al ministro Gilberto Pichetto Fratin con cui ci conosciamo da anni. Serve una regolamentazione sul tema. Le comunità energetiche sono un’ottima occasione se svolgono la loro azione non solo per la produzione di energia ma anche come elemento di coesione sociale, attraverso l’azione di cooperative nate per avviare anche servizi pubblici, costruire opportunità in aree periferiche. Ma finora noto tanta fibrillazione, tante risorse spese o pronte a esserlo, ma poca “sostanza” e una cornice non chiara in termini di regolamentazione. Le CER trovano senso e un contesto se vengono accompagnate da scelte politiche oculate e dalle istituzioni regionali e locali». A dirlo è Marco Bussone, presidente di Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani), che non nasconde i dubbi sul futuro delle comunità energetiche, nei borghi montani e non solo. È un parere importante, il suo, dato che l’organizzazione nazionale che presiede raggruppa e rappresenta Comuni e comunità montane e le Unioni di Comuni montani, oltre ad associare varie amministrazioni ed enti operanti in montagna, per un bacino territoriale pari al 54% di quello nazionale e nel quale risiedono oltre 10 milioni di abitanti. A proposito di transizione energetica in montagna, partiamo dalla produzione energetica. Il fotovoltaico può bastare? “Il fotovoltaico non è sufficiente in montagna, ci spiega Marco Bussone. O meglio, occorre contemplarne la presenza in maniera complementare ad altre forme di produzione energetica, come la tecnologia di cogenerazione a biomasse. Sarebbe auspicabile avviare un percorso di sviluppo sulle abitazioni mono e bifamiliari basato sul fotovoltaico con accumulo: già questo potrebbe contribuire a creare in molti piccoli Comuni energia elettrica sufficiente per soddisfare anche i bisogni della mobilità elettrica e per creare un fattore abilitante una futura comunità energetica, che non può essere limitato alla produzione energia – ribadisco – ma legato alla attivazione di servizi per chi abita il territorio”. “Se vogliamo creare comunità attorno all’energia occorre parlare del rinnovo delle concessioni idroelettriche, ma anche del valore dei parchi eolici laddove ci sono le comunità. Occorre fare in modo che oltre ad avere comunità energetiche termiche, oltre che elettriche, con reti di teleriscaldamento adeguate e incentivate, in modo da creare una valida alternativa al metano”. Le green communities, previste dal PNRR, quali opportunità costituiscono? “Sono del parere, come ho scritto solo qualche mese fa, che le green communities siano lo strumento ideale, per i territori colpiti da incendi, da grandi calamità naturali, da fenomeni diffusi di dissesto idrogeologico – considerando geograficamente un territorio ampio, con più Comuni insieme, dunque a livello di Comunità montana piuttosto che di Unione montana di Comuni – per definire un processo di rigenerazione del territorio, non solo ambientale, ma anche sociale ed economico. Che tenga insieme le risposte alla crisi climatica, alla crisi economica e anche alla crisi pandemica”. “L’idea alla base delle “comunità verdi” unisce tanti aspetti diversi, dal turismo all’agricoltura, dall’efficienza energetica alla produzione. Essi sono in grado di promuovere il territorio per com’è e per come dovrebbe essere. In una green community le comunità energetiche possono trovare spazio, come una componente; essa non basta da sola se non c’è un sistema agricolo presidiato, un’attenta gestione dei rifiuti e altri temi che devono essere pensati in maniera differente nei territori montani rispetto alle aree urbane. Per questo occorre avere una visione di lungo periodo, pensando più in là del 2030, mettere insieme diversi aspetti oggi concepiti in maniera verticale e promuovere il lavoro sinergico di area, non di singolo Comune”. La transizione energetica in montagna può contribuire a evitare lo spopolamento dei borghi? “La transizione energetica in montagna potrebbe, ma solo se venisse tradotta in maniera concreta, non solo come slogan. Mi spiego: se si intende promuovere il rinnovo delle concessioni idroelettriche, occorre farlo coinvolgendo davvero le comunità locali anche a livello economico, comportando opportunità consistenti. Ho plaudito al Fondo Montagna 2023 e ai 200 milioni stanziati dall’Italia; ma questa cifra è minima in confronto a quello che c’è in ballo con l’idroelettrico. Se i rinnovi delle concessioni verranno pensati a vantaggio dei territori allora si apriranno opportunità importanti. Questo è il momento di fare scelte giuste e in prospettiva, ed è anche giunto il momento di lavorare in sinergia tra Comuni e con le Regioni, obbligando queste ultime a fare scelte importanti”. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
26/06/2026 Rapporto SDG 7 2026: 655 milioni di persone senza elettricità, progressi diseguali verso l'energia per tutti A cura di: Stefania Manfrin Tracking SDG 7 2026: 655 milioni senza elettricità, rinnovabili in crescita ma efficienza e fondi insufficienti ...
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...
11/06/2026 Bonus maltempo 2026: come funziona l’indennità fino a 3.000 euro, requisiti e domanda INPS A cura di: Adele di Carlo Dal sostegno al reddito alle misure straordinarie per i territori colpiti dalle alluvioni: come avere il ...
09/06/2026 El Niño 2026: il WMO lancia l'allerta. Nei prossimi mesi temperature record e clima estremo A cura di: Erika Bonelli Il WMO lancia l'allerta El Niño 2026: probabilità 80-90% per l'estate. Impatti su energie rinnovabili, consumi ...
08/06/2026 Giornata Mondiale degli Oceani 2026: aree marine protette, pesca sostenibile e il Trattato sull'Alto Mare A cura di: Stefania Manfrin L'8 giugno 2026 si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Pesca sostenibile, Trattato BBNJ, OceanEye: lo ...
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...