Fotovoltaico: un’italiana alla guida del più importante evento mondiale

Alessandra Scognamiglio di ENEA sarà chair del World Conference on Photovoltaic Energy Conversion 2022. Sarà l’occasione per riscoprire il fotovoltaico anche in Italia, Paese ospitante

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Fotovoltaico: Alessandra Scognamiglio di Enea alla guida del più importante evento mondiale

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Sarà un’italiana a capo della conferenza internazionale più importante del fotovoltaico: Alessandra Scognamiglio. L’architetto e ricercatrice ENEA, specializzata in Photovoltaics design for buildings and Landscapes è stata nominata chair del World Conference on Photovoltaic Energy Conversion (WCPEC) che si terrà in Italia a settembre 2022, precisamente dal 26 al 30 settembre a Milano.

WCPEC-8 2022, giunta all’ottava edizione, è una conferenza e una mostra dedicata alla scienza e alla tecnologia del fotovoltaico, dalla ricerca di base e applicata alla produzione su larga scala e alle implementazioni, nonché agli ultimi sviluppi nella caratterizzazione del fotovoltaico e nelle attrezzature di produzione.

Come ricorda ENEA, si tratta del massimo evento nel settore fotovoltaico. Comprende le tre principali manifestazioni in questo campo, l’European Photovoltaic Solar Energy Conference (EUPVSEC), il Photovoltaic Specialist Conference (IEEE PVSC) e l’International PV Science and Engineering Conference (PVSEC).

L’appuntamento vedrà riuniti insieme scienziati, esperti tecnici, studenti, innovatori e leader dell’energia solare.

Si parlerà di tecnologia, di ricerca e di prospettive di quella che è da considerare la regina delle fonti rinnovabili: ricorda l’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA nel World Energy Outlook 2021 che in varie zone del mondo è la fonte di energia elettrica più economica e più diffusa tra le rinnovabili. Ma si toccheranno anche i problemi che deve affrontare la tecnologia e il comparto scientifico e industriale collegato. Per comprendere cosa ci dobbiamo attendere da questo importante evento abbiamo incontrato Alessandra Scognamiglio.

Alessandra Scognamiglio, ricercatrice Enea specializzata nel settore fotovoltaicoSu cosa sarà improntato il World Conference on Photovoltaic Energy Conversion 2022?

Ciò che accomuna al momento la comunità scientifica del fotovoltaico è affrontare le sfide legate a una richiesta sempre maggiore di fotovoltaico e dimostrare che questo possa essere una fonte energetica sostenibile ed affidabile anche sul lungo periodo. Questo significa affrontare temi tecnologici, ma anche relativi all’uso della risorsa suolo, a come progettare i sistemi fotovoltaici affinché oltre che grandi siano anche belli, ed espressione di una nuova cultura del paesaggio.

Alcuni temi di assoluta rilevanza avranno a che fare con la riduzione dei costi della tecnologia fotovoltaica, garantendone la sostenibilità lungo l’intera catena del valore; sulle conseguenze della necessità di incrementare di almeno 10 volte la capacità di produzione del fotovoltaico (per esempio conseguenze sulla produzione di materiali come il vetro, la plastica ecc.)

L’attenzione ad applicazioni differenziate è fondamentale in relazione alla possibilità di valorizzare la risorsa suolo mediante approcci che ne minimizzino il consumo e ne valorizzino l’uso: penso, per esempio, al fotovoltaico integrato negli edifici, agrivoltaico, fotovoltaico galleggiante, fotovoltaico integrato nei veicoli. Al fine di dimostrare che il fotovoltaico potrà essere una fonte sostenibile sul lungo periodo, a partire da mezzi di calcolo sempre più affinati, bisogna lavorare sul miglioramento di capacità di previsione della disponibilità di radiazione solare.

In merito alla tecnologia, cosa ci può dire?

A fronte di una richiesta sempre maggiore, è importante differenziare i materiali e migliorarne le prestazioni. Il silicio cristallino è sempre dominante nel mercato, e continua a essere investigata in termini di potenzialità di crescita di capacità produttiva: in altre parole, quale delle tecnologie del silicio assicura le migliori prestazioni nel senso dell’industrializzazione e della resa energetica.

Da qui derivano gli studi sulle diverse architetture di cella quali le celle bifacciali, o celle tandem, o le celle ad eterogiunzioni, per migliorare l’efficienza. E si aggiunge anche lo studio della riduzione dei costi per i contatti elettrici. Riguardo il miglioramento dell’efficienza delle celle si studiano celle tandem perovskite-silicio, per massimizzare la captazione dello spettro solare per portare l’efficienza di conversione del dispositivo oltre il 30%, limite della cella a singola giunzione di silicio.

Tutto questo sarà al centro del programma messo a punto dal comitato tecnico mondiale guidato dal Joint Research Center della European Commission.

Quale peso avrà il rapporto tra fotovoltaico e paesaggio, tema assai delicato oggi?

Accanto a questi temi scientifici e tecnologici emerge la necessità di un approccio centrato alle persone, all’uso che le persone vogliono fare del fotovoltaico, e alla percezione che ne hanno.

In questo senso credo che l’Italia possa essere un laboratorio vivente per sperimentare il livello di elaborazione che le persone hanno rispetto a queste tecnologie e del loro impatto nel contesto paesaggistico. Su questo farà luce l’evento Photovoltaics Forms Landcapes, ideato da ENEA, che dal 2010 lavora su questi temi. Nell’edizione 2022, organizzata anche insieme ad ETA Florence Renewable Energies e al Joint Research Center della Commissione Europea, prevederà uno speciale focus sul tema dell’agrivoltaico, di interesse per tutti i paesi partecipanti, e rispetto al quale l’Italia si propone come un laboratorio di eccezione, viste anche le risorse ad esso dedicate nel PNRR. Accanto a questo intendo organizzare un evento nazionale di carattere internazionale che sia una vetrina delle eccellenze italiane nell’ambito dell’intera catena del valore del fotovoltaico.

Di concerto con gli altri general chair regionali, intendiamo organizzare un evento che ponga attenzione allo stato del fotovoltaico post Covid-19, mettendo in luce quanto è successo in questi ultimi due anni, l’importante ruolo delle fonti rinnovabili nel garantire continuità di produzione energetica e cosa è cambiato.

Quali problemi sconta il fotovoltaico?

In Italia il fotovoltaico sconta resistenze di varia natura, prima ancora che problemi tecnici. Nonostante gli obiettivi che il nostro paese ha assunto in termini di transizione energetica, l’installazione del fotovoltaico procede lentissima, e questo per ostacoli di natura non tecnica legati soprattutto al quadro delle autorizzazioni.

Procedure chiare per tutti e semplificate per impianti di piccola taglia e per singoli cittadini che volgiano decidere sul proprio modo di consumare energia sarebbero certamente auspicabili.

Il potenziale dell'agrivoltaico in Italia

Inoltre, dal mio punto di vista, da architetto, spostandomi su un piano più generale, direi che scontiamo un ritardo nell’elaborare soluzioni adatte alle esigenze del nostro paese. L’agrivoltaico per la prima volta offre la possibilità di ripensare i moduli fotovoltaici a terra come parte di una trama del paesaggio, e non solo come oggetti tecnici. Avremmo dovuto iniziare a pensare prima agli impianti fotovoltaici come a dei sistemi, invece che a degli oggetti, alla “terra” degli impianti fotovoltaici a terra come ad uno spazio di relazione invece che come ad un concetto astratto. Adesso che abbiamo una gran fretta di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati, ci mancano visioni condivise e questo ovviamente è un problema.

L’agrivoltaico sarà un tema forte del WCPEC-8 2022?

Confermo. Col JRC – Joint Research Centre, coordinatore scientifico del programma tecnico della conferenza, abbiamo già avuto modo di dialogare sull’evento che ENEA propone già da qualche anno in collaborazione con la Commissione Europea: Photovoltaics | Forms | Landscapes. Si è consapevoli che l’implementazione delle tecnologie e il loro impiego passa anche attraverso forme non convenzionali. In questo senso si darà spazio all’agrivoltaico, tema forte e d’interesse in molti Paesi. A tale proposito si terrà un evento curato proprio dall’Agenzia nazionale.

Ci auspichiamo di poter contare su un intervento dedicato da parte del Ministero della Transizione ecologica, visto che al momento stiamo lavorando a un tavolo tecnico per la messa a punto dei criteri per l’ammissione dei sistemi agrivoltaici innovativi ai fondi PNRR.

La scelta di organizzare la conferenza internazionale in Italia appare un paradosso: aste andate deserte, il progetto di legge regionale in Veneto n.41 per porre limitazioni all’occupazione di terreni agricoli, sindrome Nimby, solo per fare qualche esempio fanno capire che il fotovoltaico in Italia non se la passa molto bene.

WCPEC-8 2022 potrà aiutare a riportare la giusta luce sull’importanza di questa fonte rinnovabile?

La speranza è questa. Il contesto italiano è una sfida da affrontare direi unica nel panorama mondiale. È vero che l’Italia è il Paese che conta più siti Unesco al mondo e vincoli paesaggistici. Tuttavia, oltre alle sue peculiarità, sconta una forte resistenza non solo dell’opinione pubblica, ma degli stessi decisori su una più significativa presenza delle fonti rinnovabili e del fotovoltaico in particolare. Credo ci sia poca consapevolezza e conoscenza dei progressi in campo scientifico e tecnologico nel comparto solare.È quindi fondamentale mostrare ciò che si può fare, evidenziare come il fotovoltaico possa essere vincente anche rispetto a contesti complessi com’è il paesaggio, perché il fotovoltaico è in grado di offrire un ventaglio di possibili soluzioni, adatti a contesti diversi. Noi lavoriamo perché si crei una nuova cultura che non separi la progettazione e pianificazione dell’energia dallo spazio in cui si installa, ma li combini insieme, e sia in grado di creare valore.

Quali altre criticità ravvede?

Accanto alle resistenze, c’è un altro problema considerevole: lo spezzettamento delle decisioni tra svariati enti, la difficoltà di comunicazione tra di essi, oltre alle lacune riguardanti il reperimento e la gestione dei dati. Il mondo della ricerca, costituendo un grande serbatoio di conoscenze sfaccettate e multidisciplinari, può fornire un contributo in termini di visione sistemica anche per l’elaborazione di sistemi di supporto alle decisioni.

C’è poi un’altra criticità: la transizione ecologica, alla quale tutti aspiriamo, non può avere tempi brevi. La disponibilità di soluzioni tecnologiche, e di un opportuno quadro normativo sono i requisiti fondamentali, ma affinché il processo possa prendere forma, c’è bisogno di una vera e propria transizione culturale, e questo richiede un grande impegno e tempi lunghi, che sono spesso in contrasto con i tempi brevi della politica.

A proposito di fotovoltaico e ricerca: quali sono le prospettive più interessanti?

Dal punto di vista dei dispositivi, quelle che vedono l’impiego delle perovskiti sono estremamente avanzate. Ma, più che di tecnologie, è assolutamente fondamentale mettere a sistema la ricerca, perché ci sono svariate soluzioni interessanti.

Tra i temi di ricerca più importanti che verranno trattati alla Conferenza vi sono le soluzioni integrate. Penso, per esempio, al fotovoltaico nei veicoli e, più in generale, nei trasporti, il fotovoltaico galleggiante, il Building-integrated photovoltaics, e il già citato agrivoltaico.

In vista della conferenza 2022 abbiamo aggiunto un argomento rispetto a quelli già previsti nel programma tecnico: la transizione ecologica.

Per essere vincenti rispetto alle sfide che la transizione ecologica richiede, c’è  bisogno di prospettive trans-disciplinari, che la il programma scientifico della conferenza raccoglie sotto il tema “Ecological transition: design, integration, policies and societal issues”.

Quale sarà la sua “firma”, il suo contributo personale quale chair dell’evento?

Mi piacerebbe che la bellezza del fotovoltaico brillasse, che alla visione tecnica si potesse affiancare una visione poetica. Abbiamo la possibilità di mostrare quanto questa tecnologia può esprimere: la bellezza del fotovoltaico si esprime non solo a livello visivo (penso alla bellezza della pacata e rassicurante ripetizione dei moduli fotovoltaici in confronto ad una miniera di carbone), ma anche nella consapevolezza che quando guardiamo a un impianto solare dobbiamo sempre pensare che esso sta lavorando per il bene dell’umanità, in sinergia con la natura. Lavora per il nostro diritto ad un clima stabile e sicuro, e può anche essere disegnato in modo da piacere a noi, da fornire un habitat per le specie animali, e favorire la crescita di specie vegetali. Ho già pensato a interventi che il nostro Paese può contribuire a evidenziare in tal senso. Si parla spesso di quanto sia economico e necessario: è tempo di mettere in luce quanto sia bello.

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