Fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale: calo, attese e prospettive

SOLAREDGE

I dati di fine 2025 mostrano un calo del fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale. Cosa servirà per cambiare l’inerzia? Quale ruolo potranno avere gli strumenti incentivanti? Ne parliamo con Giuliano Orzan, country manager Italy di SolarEdge

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Fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale: calo, attese e prospettive secondo Giuliano Orzan, country manager Italy di SolarEdge Technologies.

Il fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale (C&i) frena la crescita del solare in Italia. Secondo i dati elaborati da Italia Solare sui dati Gaudì di Terna il 2025 si è concluso in modo negativo e stabilendo un primato evitabile: per la prima volta dal 2020 diminuisce la nuova potenza installata.

A cosa è possibile addebitare il calo del residenziale? «La contrazione del segmento residenziale potrebbe essere riferibile a vari fattori: la naturale evoluzione del mercato dopo la fine degli incentivi straordinari (fine Superbonus, stop dello sconto in fattura | cessione del credito per i bonus edilizi); il graduale superamento del meccanismo di compensazione economica “a saldo” tipico dello Scambio Sul Posto (SSP) con relativa transizione al Ritiro Dedicato (RID), l’attuale normalizzazione dei prezzi elettrici rispetto ai picchi del 2022 che riduce il valore dell’autoconsumo e allunga i tempi di rientro sull’investimento», afferma Giuliano Orzan, country manager Italy di SolarEdge Technologies.

Fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale: lo stato dell’arte

A fine 2025 in Italia risultano connessi 2.092.088 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 43.513 MW. Si registra un -5% di nuova potenza entrata in esercizio nell’anno (6.437 MW) rispetto al 2024. Per quanto riguarda il residenziale (< 20 kW) il decremento è sensibile, mentre il C&I (20 kW ≤ P < 1 MW) rallenta dopo un triennio di forte dinamismo.

Giuliano Orzan, country manager Italy di SolarEdge Technologies.
Giuliano Orzan

Cosa ha pesato su questo andamento?

«Il quadro italiano si colloca in un contesto europeo più ampio, nel quale, secondo SolarPower Europe, il rallentamento complessivo delle installazioni negli anni 2024 – 2025 è influenzato proprio dal segmento residenziale – spiega Orzan –. Tuttavia, il fatto che i meccanismi di incentivazione evolvano non indica la fine del mercato del fotovoltaico nel lungo periodo. Con la maturazione dei mercati FV, è naturale che anche le strutture di supporto si trasformino. Anzi, questa evoluzione degli incentivi può aprire nuove opportunità per gli installatori fotovoltaici».

Attese per il 2026

Cosa ci si può attendere per il 2026, lato fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale?

«L’evoluzione dei prezzi dell’energia all’ingrosso (PUN), delle tempistiche autorizzative per le CER e di eventuali ritocchi al quadro normativo potrebbero spingere un graduale incremento delle installazioni domestiche, anche a livello europeo. Sempre secondo SolarPower Europe, a partire dal 2027 ipotizzando per tale data una maggiore stabilità fiscale, un incremento nelle attivazioni di CER e un aumento del numero di sistemi di accumulo installati. Sempre secondo l’associazione, nel 2028 potrebbe verificarsi un aumento della quota residenziale grazie a un’elettrificazione diffusa dei consumi, con l’installazione di impianti fotovoltaici in combinazione ad accumulo e pompa di calore, e a una maturità definitiva delle CER».

Per quanto riguarda il segmento C&I, nell’anno in corso «vede l’introduzione dell’iper-ammortamento e, di conseguenza, è possibile prevedere una maggiore implementazione di PPA e CER e la realizzazione di progetti agrovoltaici a consolidamento delle condizioni favorevoli attuali, relativamente al quadro di incentivi dedicato a impianti superiori ai 20kW e multi-MW. Questa tendenza positiva potrebbe diventare una costante qualora venissero risolti alcuni colli di bottiglia autorizzativi», prevede il manager SolarEdge.

Il ruolo degli incentivi

Quanto potranno stimolare la ripresa installativa del fotovoltaico residenziale, commerciale e industriale le misure incentivanti oggi attive?

«Gli obiettivi PNIEC fissati dall’Italia per il 2030 sono importanti. Gli attuali incentivi potrebbero quindi costituire uno stimolo significativo allo sviluppo del comparto, ferma restando la risoluzione di alcuni cavilli burocratici e normativi che ne rallentano la traiettoria. Questo è soprattutto vero per il C&I, dove le attuali condizioni a sostegno del segmento sono designate per aiutare a ottenere ricavi stabili, offrono contributi CAPEX elevati e “bloccano” una pipeline di progetti importante, che entrerà in esercizio entro il 2028, contribuendo in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi PNIEC».

Diverso è invece l’attuale contesto incentivante per il residenziale, «che rappresenta comunque un potenziale moderato, ma concreto». Le comunità energetiche rinnovabili, il bonus Casa o Ristrutturazioni, e altri incentivi regionali «stimolano una ripresa stabile, anche se al momento non esplosiva», segnala Orzan. «Passo dopo passo, mentre il settore lavora per superare altri vincoli – quali tempistiche di connessione alla rete, interventi di adeguamento infrastrutturale e una monetizzazione non immediata – il mercato potrà maturare, proprio come abbiamo già visto accadere in altri Paesi europei».

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