Legambiente e i “Comuni Ricicloni”: salgono a 657 le realtà rifiuti free in Italia

L’Italia green fotografata da Legambiente: cresce arrivando a 657 la quota dei Comuni virtuosi nel campo del riciclo dei rifiuti.

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Legambiente e i “Comuni Ricicloni”: salgono a 657 le realtà rifiuti free in Italia

Dare del “riciclone” ad un Comune italiano può suscitare simpatia, ma Legambiente lo utilizza per definire le realtà “rifiuti free” disseminate lungo il territorio italiano. Con la 33esima edizione dell’iniziativa “Comuni Ricicloni” presentata durante l’Ecoforum, Legambiente punta i riflettori sulle regioni e capoluoghi virtuosi impegnati nel riciclaggio dei rifiuti.

Dallo speciale 2026 arrivano ottime notizie sul fronte della gestione dei rifiuti: i Comuni etichettati come “rifiuti free” sono in crescita con una quota di 675 su 7894 amministrazioni comunali dello Stivale. Legambiente segnala dunque un incremento rispetto ai 663 comuni virtuosi censiti nel 2025, fotografando anche un’inversione di tendenza che arriva dopo la leggera flessione (-5%) registrata l’anno precedente.

Ma cosa rende speciali questi comuni “ricicloni”? La capacità di contenere la produzione dei rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento entro una soglia molto bassa (non oltre 75 kg per abitante). Il dato positivo testimonia la messa in atto e il recepimento positivo di politiche locali di raccolta indifferenziata e di riduzione degli sprechi.

Il futuro si prospetta più verde secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. Come sottolinea nella nota legata al lancio del report: “I dati in crescita dei comuni rifiuti free sono un segnale importante ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti. L’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale”.

Prosegue Zampetti: “Ma tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori. Per questo continuiamo con forza il nostro concorso nazionale, premiando le migliori pratiche di gestione e prevenzione dei rifiuti, con l’obiettivo di trasformarle in una politica unitaria e virtuosa su tutto il territorio nazionale. Fino ad oggi l’Italia ha detenuto un primato su raccolta differenziata e riciclo, serve un impegno comune per mantenerlo anche in futuro”.

Le differenze tra Nord, Centro e Sud Italia

La geografia dei riciclo riporta l’immagine di un’Italia ancora divisa, ma in grande cambiamento. Ad essere più virtuoso è il nord del Paese il quale ospita 408 comuni virtuosi, pari al 60,3% del totale nazionale. Guardando i dati a livello assoluto, anche il nord è incorso in una battuta d’arresto rispetto al 2025: Legambiente segnala infatti una flessione di 16 comuni.

Le differenze tra Nord, Centro e Sud Italia

Sud e Isole si posizionano dopo le aree del nord Italia con 221 comuni (32,8% del totale). Il dato positivo è rappresentato dalla crescita dei comuni ricicloni: Legambiente riporta un aumento di +16 comuni rispetto al 2025. Grazie a realtà come la Campania (fiore all’occhiello della classifica regionale dopo il Veneto) anche il Mezzogiorno può dirsi soddisfatto delle performance in termini di riciclaggio dei rifiuti.

La nota dolente è rappresentata dal Centro Italia: l’area chiude il 2026 con 46 comuni virtuosi (il 6,8% del totale nazionale), guadagnando anch’essa 16 unità rispetto al 2025.

Le realtà più virtuose d’Italia

Tra i capoluoghi più virtuosi domina la classifica Pordenone si conferma la città con le performance migliori in Italia: 85,1% di raccolta differenziata e appena 68,4 kg/ab/anno di secco residuo. Segue Belluno o (84,8% RD, 66,6 kg/ab/anno) e Nuoro (84,4% RD, 67 kg/ab/anno) entrambe realtà di eccellenza. Nella classifica di Legambiente rientra anche Treviso che con quasi 100.000 abitanti raggiunge comunque l’84,1% di differenziata e il valore più basso di secco residuo pro capite tra i grandi capoluoghi (60,3 kg/ab/anno).

Legambiente classifica le realtà vincitrici assolute suddividendole in comuni in tre tipologie: comuni sotto i 5000 abitanti, tra i 5000 e i 15000 e oltre i 15000 abitanti.

Nei centri più piccoli spicca la realtà di Borrello (CH) in Abruzzo e Ripacandida (PZ) in Basilicata, seguiti da Morano Calabro (CS) in Calabria e Domicella (AV) in Campania. Chiude la classifica di piccoli borghi virtuosi Mordano (BO) in Emilia-Romagna. Tra le realtà intermedie guida il gruppo Pratola Peligna (AQ) in Abruzzo e Casali del Manco (CS) in Calabria, seguiti da Cimitile (NA) in Campania, San Prospero (MO) in Emilia-Romagna e Valvasone Arzene (PN) in Friuli Venezia Giulia.

Anche le realtà comunali a maggiore densità hanno la loro personale classifica. Tra i primi cinque posti troviamo Siderno (RC) in Calabria, Bacoli (NA) in Campania e Nonantola (MO) in Emilia-Romagna aprono la lista, seguiti da Chions (PN) in Friuli Venezia Giulia e Sacrofano (RM) nel Lazio.

Spostando l’attenzione sulle regioni, il Veneto merita la “medaglia d’oro” come realtà più attenta al riciclaggio: 165 comuni rifiuti free distribuiti sul territorio, a conferma dell’ottimo lavoro svolto sul tema della gestione dei rifiuti. Seguono la Lombardia con 104 comuni virtuosi e al terzo posto si colloca la Campania che con 73 comuni rifiuti free si conferma non solo la terza regione d’Italia, ma soprattutto la prima del Meridione.

Storie di ordinaria buona gestione

Lo speciale di Legambiente dedicato ai Comuni Ricicloni riporta anche interessanti storie di “ordinaria buona gestione” che possono ispirare i cittadini a prendersi cura dell’ambiente in maniera più attenta. Un esempio è quello del “cane puliziotto”: a Castelbuono (Sicilia) il progetto Recyclyng Dog ha permesso di educare il Labrador Bee al recupero della plastica dispersa. In Friuli Venezia Giulia, invece, è la gestione integrata dell’acqua a intrecciarsi con quella dei rifiuti: il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, grazie alla Legge SalvaMare, trasforma oggi in biomassa recuperabile ciò che un tempo veniva smaltito come rifiuto speciale.

Non mancano le storie che mettono al centro le persone come quella di Carlo Monguzzi, tra gli artefici della Legge Regionale Lombardia 21/1993, che per prima introdusse in Italia il concetto di rifiuto come risorsa.

Una menzione speciale vanno anche all’innovativo progetto Re-Cig e UrbaE. Nel primo caso Legambiente racconta la storia della start-up che ha messo a punto un sistema per raccogliere e riciclare i mozziconi di sigaretta trasformandoli in una nuova materia prima chiamata ReCA®.

progetto Re-Cig e UrbaE: recupero e trasformazione mozziconi di sigarette

UrbaE è un contenitore ergonomico sviluppato da Sartori Ambiente insieme al CeRiSM, il Centro di Ricerca Sport Montagna Salute legato alle Università di Trento e Verona. Il progetto pone attenzione sullo sforzo fisico al quale vengono sottoposti gli operatori ecologici durante il lavoro. Il risultato è un prodotto capace di ridurre lo sforzo fisico e migliorare la sicurezza sul lavoro.

L’Osservatorio Appalti Verdi

Accanto alla premiazione dei Comuni Ricicloni, l’Ecoforum ha dedicato spazio alla presentazione del IX Rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi, realizzato da Legambiente e Fondazione Ecosistemi, che analizza lo stato di applicazione del Green Public Procurement (GPP) e dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle gare pubbliche del 2025.

Tra i dati emersi vediamo che, tra i 531 Comuni che hanno partecipato all’indagine, l’indice medio di performance raggiunge il 57% con un incremento di due punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. I capoluoghi di provincia registrano una performance media del 77%, mentre gli altri Comuni si mostrano fermi al 55%.


Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2024

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