Diogene: la Tiny house autosufficiente di Renzo Piano



Con Diogene Renzo Piano si cimenta sul tema dell’alloggio minimo e dell’architettura temporanea. Una piccola Tiny house in legno, autonoma ed autosufficiente, che può stare ovunque.

Diogene: la Tiny house autosufficiente di Renzo Piano

Indice degli argomenti:

Anche Renzo Piano, architetto italiano e senatore a vita, archistar nota in tutto il mondo e vincitore del Premio Pritzker nel 1998, prova a dare una sua risposta al tema della temporaneità in architettura.

Diogene – dal nome dell’antico filosofo greco Diogene di Sinope, che viveva in una botte come riparo e rifugio dalla mondanità e dal lusso ritenuto superfluo -, è una piccola abitazione mobile in legno che, nella superficie di 7,5 metri quadrati, racchiude tutte le funzioni tipiche dell’abitare. Progettata non come alloggio di emergenza ma come “luogo di ritiro volontario“.

L’architetto, noto soprattutto per i suoi progetti a scala urbana, si cimenta stavolta sul tema dell’abitare alla
piccolissima scala. Che, come ci rivela, era un sogno che inseguiva fin dai tempi dell’università: “Quando ero uno studente, negli anni ’60, sognavo di costruire una casa di 2 metri per 2, come un sogno di libertà, di auto-moderazione”.

Ispirata all’archetipo della capanna primitiva, ed ai principi dell’”existenzminimum” del movimento razionalista moderno, semplice ed essenziale, Diogene nasconde un sofisticato progetto felice simbiosi di arte e tecnica, opera ingegneristica che garantisce i più alti standard di efficienza energetica e durevolezza, sia nel funzionamento che nella produzione e smaltimento.

Diogene: Renzo Piano e Vitra

Diogene sorge in Germania, a Weil am Rhein, nel Campus Vitra, accanto ad opere di illustri architetti internazionali: Herzog & De Meuron (VitraHaus, Vitra Shaudepot), Frank Gehry (Vitra Design Museum), Zaha Hadid (Stazione dei vigili del fuoco), Tadao Ando (Padiglione per conferenze), Alvaro Siza (Stabilimento industriale), Buckminster Fuller (Cupola geodetica), Jean Prouvé (stazione di servizio), SANAA (stabilimento industriale) e tanti altri.

Diogene nel campus Vitra
Diogene nel campus Vitra, antistante la VitraHaus

Il prototipo di Diogene era in fervente sviluppo già da diversi anni, ma orfano di committenza. Finché nel 2010 avvenne l’incontro con Rolf Fehlbaum il Chairman di Vitra e da qui la possibilità di definire concretamente la sperimentazione avviata in completa autonomia da Renzo Piano. Dopo tre anni di progettazione, in occasione dell’Art Basel 2013, verrà presentato un nuovo prototipo di “Diogene” nel Vitra Campus, e precisamente nell’area verde antistante la VitraHaus.

Architettura temporanea e spazio minimo

Due sono le gradi tematiche esplorate da RPBW (Renzo Piano Building Workshop) con Diogene. Da una parte esplora i confini dell’architettura mobile, temporanea e di emergenza. Dall’altra si interroga sullo spazio minimo dell’abitare. Diogene condensa in sé queste aspirazioni e, sfruttando sapientemente la tecnologia ne ricava un prodotto autonomo ed autosufficiente, in grado di alimentarsi da sé.

L’esempio che evoca storicamente un modello di abitazione essenziale dall’impatto ambientale minimo è “Le Cabanon” costruito da Le Corbusier nel 1951 a Roquebrune-Cap-Martin, in Francia. Il maestro del movimento funzionalista moderno costruisce il suo personale rifugio secondo i principi dell’existenzminimum. Il risultato è un edificio in tronchi di legno (Blockbau), di appena 18 mq, perfettamente inserito nel contesto naturale.

Progetto “Le Cabanon” costruito da Le Corbusier

Da qui, la suggestione si tramuta in sfida: Diogene riesce più che a dimezzare lo spazio abitabile: la piccola casa misura in pianta appena 2,5 x 3 metri, con un’impronta spaziale di soli 7,5 mq e un peso di 1,2 tonnellate.

Ciononostante, possiede tutti i servizi necessari all’abitare. All’interno, lo spazio è diviso in due aree: uno principale con tavolo pieghevole, divano che diventa letto all’occorrenza e, oltre una partizione, servizi igienici, doccia e cucina.

Pianta della Tiny house Diogene di Renzo Piano
Diogene, pianta (credits RPBW)
Sezione zona living della tiny house Diogene di Renzo Piano
Diogene, sezione zona living (credits RPBW)
Diogene, sezione zona servizi (credits RPBW)
Diogene, sezione zona servizi: bagno e cucina. (credits RPBW)

Diogene tocca il terreno tramite dei piedi metallici che la tengono sollevata a 35 cm dal suolo. Oltre a proteggere la struttura dall’umidità, qui sotto trovano posto le principali componenti impiantistiche della casa.
Il profilo evoca chiaramente l’archetipo della capanna primitiva primordiale forma di abitare, semplice ed essenziale. Un luogo dove il superfluo non entra. Uno spazio per vivere, ascoltare e pensare. Un rifugio volontario, appunto.

Bioclimatica e Diogene: un sistema off-grid

Renzo Piano ha immaginato la piccola tiny house, come facilmente trasportabile per essere installata ovunque. Per questo ha approfondito lo studio della bioclimatica le relative dotazioni impiantistiche e tecnologiche capaci di sfruttare nel modo migliore le risorse naturali presenti.

Un efficiente sistema offgrid: sole, vento, luce, acqua, aria sono gli elementi naturali catturati da Diogene per sfruttarne le potenzialità a beneficio dell’abitare.

Tiny house Diogene, un sistema off-grid

Da qui hanno origine un sistema solare (fotovoltaico e termico) che sfrutta l’energia del sole per generare elettricità e calore, un sistema di riciclo delle acque piovane e un impianto di condizionamento ad energia rinnovabile (pompa di calore).

La falda del tetto rivolta a sud è opaca e ospita i pannelli solari, quella a nord è trasparente e permette il passaggio della luce indiretta attraverso un grande lucernario.

Diogene: sistema di riciclo delle acque piovane

L’acqua piovana viene raccolta in copertura e convogliata verso la base dell’edificio che nasconde il vano tecnico.
Qui è posto il cuore impiantistico di Diogene oltre a batterie per il fotovoltaico e pompa di calore, un sistema di filtraggio e vasche per l’accumulo dell’acqua che per mezzo di una pompa viene spinta verso l’alto arrivando alle utenze domestiche.

Tecnologia al servizio dell’abitare

La piccola “capanna”, a discapito del nome, nasconde un sistema molto complesso di apparecchiature tecnologiche che la rendono completamente autosufficiente (off-grid). Può infatti funzionare in completa autonomia e in ogni angolo del Pianeta, adattandosi alle diverse condizioni climatiche locali.

Diogene è costruito in pannelli di legno a strati incrociati o xlam e all’esterno è interamente rivestito con pannelli in alluminio spazzolato rivettati, che servono a riflettere il calore e dargli un aspetto completamente contemporaneo. La scelta accurata dei materiali e il triplo vetro garantiscono l’isolamento termico e agevolano la ventilazione naturale.

Tecnologia costruttiva Tiny House Diogene

Pannelli fotovoltaici abbinati a solare termico – per acqua calda sanitaria – in copertura, garantiscono sufficiente energia per soddisfare tutte le esigenze domestiche. L’acqua piovana viene raccolta, convogliata nel vano tecnico posto al di sotto del pavimento dove viene filtrata e riutilizzata, eventualmente riscaldata da una caldaia sul tetto.

Tiny House Diogene, gli impianti
Il “vano tecnico” non è altro che un’intercapedine, posta al di sotto del pavimento
che contiene tutte le componenti impiantistiche principali: contenitori per la raccolta dell’acqua, filtri e pompe idrauliche, pompa di calore per l’impianto di climatizzazione e le batterie per l’accumulo dell’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici posti in copertura. Da qui, cavi e tubazioni attraversano la struttura trasportando acqua, aria, energia e calore dove serve.

Lo spazio interno

All’interno, lo spazio è diviso in due aree: uno spazio abitativo e, oltre una partizione, una doccia, servizi igienici e cucina.

Nella parete a due falde, una porta esterna sottile e solida, la cui parte superiore segue la falda del tetto, si apre nello spazio abitativo. Qui, sotto il lucernario, c’è un divano / letto estraibile. All’altra estremità, di fronte alla grande finestra, si trova un tavolo pieghevole e una sedia.

Tiny house Diogene, gli interni

Nell’altra ala della cabina, una porta altrettanto sottile ma rettangolare, con una piccola finestra, si apre nello spazio dei servizi: da un lato, la piccola cucina ha un lavandino e un frigorifero integrati; dall’altro lato, il bagno comprende il compostaggio e il piatto doccia. Le unità di stoccaggio sono state abilmente incorporate ovunque – sulle pareti, sui pavimenti e persino sotto il tetto.

Tiny House Diogene, la cucina

Insieme a Smart Student Unit (Tengbom) e Frame House (Leap Factory), Diogene entra nell’Olimpo delle Tiny house in legno moderne di nuova generazione



Tema Tecnico

Consiglia questo progetto ai tuoi amici

Commenta questo progetto

Il Progetto è inerente alle seguenti categorie

RISPARMIO ENERGETICO
Secured By miniOrange