Superbonus d’alta quota

L’intervento di riqualificazione energetica del Grande Gorraz a Pila fa rivivere una prestigiosa architettura di montagna, a 1800 metri di quota. Gabetti Lab ed Enel X insieme per rigenerare un complesso edilizio di 700 alloggi e per il rilancio della località turistica

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Riqualificazione con superbonus del complesso alpino del Grande Gorraz
Il complesso del Grande Gorraz è un esempio riuscito di architettura alpina degli anni Settanta

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Una volta conclusi i lavori sarà uno degli interventi di riqualificazione energetica più prestigiosi ottenuti con il Superbonus 110%. Ad essere rigenerata sarà infatti  un’architettura di montagna degli anni Settanta, a 1.800 metri di quota: il condominio Grande Gorraz di Pila in Valle d’Aosta, disegnato da Laurent Chappis, ideatore dello stile moderno e funzionale delle stazioni sciistiche.

Merito dell’operazione, i cui lavori sono da poco iniziati e che termineranno alla fine del prossimo anno, è di Gabetti Lab e di Enel X.

Si tratta di un intervento esteso: quattro, sui sette esistenti, gli edifici coinvolti (G1, G2, G7 e G8), per 700 unità abitative complessive. I lavori si sono concentrati sui primi due e sul G8: quest’ultimo è un edificio di 89 appartamenti, distribuiti su sei piani, che segue, sia nello sviluppo planimetrico che in elevazione, l’andamento dell’orografia originaria della valle.

La storia del Grande Gorraz

Il condominio del Grande Gorraz racconta un pezzo dell’Italia della ricostruzione. Al progetto lavorarono Fiat Engineering – che con l’architetto Guido Radic, designer delle fabbriche del boom economico, ne curò il progetto esecutivo e costruttivo – Cimolai e i migliori artigiani in circolazione all’epoca.

Riqualificazione con superbonus del complesso alpino del Grande Gorraz
L’architettura, a 1800 metri di quota, è degli anni Settanta

Progettare un intervento di queste dimensioni ha comportato l’utilizzo di tecnologie per l’epoca all’avanguardia: la ventilazione meccanica all’interno del fabbricato, i terrazzi riscaldati e i tetti giardino a quasi 1800 metri di quota sono un’eccezionalità per un’architettura pensata negli Anni ’50.

Il complesso residenziale di montagna del Grande Gorraz a Pila in Valle d’Aosta

Si è trattato dunque di un esperimento di architettura alpina che non aveva eguali per l’epoca, e questo grazie al suo legame con l’industria fordista e all’esplosione del turismo di massa.

Caratteristiche architettoniche

Gli edifici fanno parte di una delle prime realizzazioni di montagna sul versante italiano, che si rifanno all’idea francese della stazione integrata, sulla scorta degli esempi costruiti Oltralpe: La Plagne, Flaine, Avoriaz e Les Arcs.

Delle previsioni del “plan de masse” vengono realizzati i blocchi edilizi corrispondenti al complesso Grand Gorraz, costituito da edifici residenziali (G1, G2, G3, G4, G6, G7 e G8) e da una struttura alberghiera (G5). Il complesso si sviluppa in modo lineare lungo il pendio, integrando al proprio interno la strada e i parcheggi. Le parti che emergono dal suolo non superano i 12 metri.

Il complesso del Grande Gorraz comprende 700 unità abitative di differente dimensione
Il complesso comprende 700 unità abitative di differente dimensione

Gli edifici sono concepiti con un apparato distributivo a sviluppo lineare, con due o tre blocchi scala per ogni porzione, che servono un corridoio centrale dal quale si accede agli appartamenti. Le unità abitative sono di differenti tipologie (monolocali, bilocali duplex e trilocali), con le zone soggiorno e notte poste a livelli differenti e un piccolo terrazzo privato.

Il complesso è dotato di spazi di servizio a uso collettivo: aree ricreative e sportive, due piscine, ambienti di servizio, un ristorante e un centro commerciale.

La struttura del complesso del Grande Gorraz è in cemento armato con superfici rivestite di scandole in legno
La struttura è in cemento armato con superfici rivestite di scandole in legno

La struttura portante degli edifici è in cemento armato, con elementi modulari a grandi luci. Le superfici in cemento armato sono lasciate a vista e il rivestimento esterno è in scandole di legno.

La struttura portante della galleria stradale è realizzata a solai a nervature incrociate, con orditura triangolare.

Stato di conservazione

Gli edifici che compongono il complesso si trovano oggi in uno stato di conservazione discreto: negli anni il progetto ha dimostrato di saper rispondere in maniera adeguata alle condizioni climatiche particolarmente rigide.

Le opere di manutenzione si sono infatti limitate alla sostituzione di porzioni di scandole ammalorate, al rifacimento degli strati impermeabili di coperture piane e dei giardini pensili.

Il complesso ha però bisogno di interventi organici, con il duplice scopo di ridurre sensibilmente i consumi energetici e di utilizzare tecnologie che minimizzino la manutenzione futura.

Tecniche di rilevamento

“Sono state messe in campo le tecniche più avanzate – afferma Davide Guida, coordinatore del progetto Ecosisma Bonus Gabetti Lab -. I rilievi plano-altimetrici effettuati con il laser-scanner e le analisi energetiche con la termografia hanno offerto elementi decisivi nella fase di studio, ciò al fine di ottenere un adeguato isolamento delle murature, preservando il vecchio rivestimento, utilizzando la facciata ventilata e mantenendo l’aspetto esterno aderente all’originale”.

Dal rilievo dell’esistente sono emersi alcuni elementi problematici, come l’esistenza di murature in calcestruzzo armato di 15 centimetri di spessore, rivestite solo dalle scandole in legno.

È stato anche sviluppato un modello tridimensionale della struttura a cui sono state applicate le stratigrafie e i ponti termici rilevati sul posto.

Il progetto di riqualificazione

Per mantenere il rivestimento in legno preesistente e isolare adeguatamente la struttura degli edifici, il progetto di riqualificazione ha optato per la soluzione della facciata ventilata, con un rivestimento perimetrale delle pareti che prevede l’applicazione a secco, sulla superficie esterna dell’edificio, di pannelli in lana di vetro di 18 centimetri di spessore.

Il telaio metallico che sostiene le scandole è indipendente dallo strato di isolamento termico. Le scandole sono agganciate direttamente alla struttura della facciata ventilata e possono essere sostituite anche localmente in caso di ammaloramento.

Particolare dell’attacco superiore del tetto del giardino del complesso Grande Gorraz a Pila in Valle d’Aosta
Particolare dell’attacco superiore del tetto del giardino

Per i giardini pensili l’intervento prevede la rimozione dell’impermeabilizzazione esistente e la sua sostituzione con la posa di uno strato isolante che sormonta quello impermeabile, utilizzando la tecnica del “tetto rovescio”. Le coperture prevedono la stesura di terreno vegetale, opportunamente vagliato e seminato, per ripristinare il verde originario. Analogo intervento riguarda i terrazzi: vengono eliminate le piastrelle cementizie, ripristinata l’impermeabilizzazione a cui è aggiunto un strato coibente adatto alle basse temperature.

Particolare dell’aggancio a terra setto verticale - terrazzo del complesso del Grande Gorraz a Pila in Valle d’Aosta
Particolare dell’aggancio a terra setto verticale – terrazzo

Le unità abitative che insistono sul tunnel sono isolate all’intradosso con materiali di spessore esiguo: tale soluzione permette la lettura dell’attuale geometria senza alterarla.

Il progetto prevede la sostituzione dei serramenti, mantenendo la tipologia delle aperture originarie, nonché la scansione tra zone trasparenti e superfici opache.

Quelli scelti sono infissi in legno-alluminio, dotati di triplo vetro e doppia camera: per accedere agli incentivi fiscali è infatti necessario che la trasmittanza termica dell’accoppiamento vetro-telaio sia inferiore ad 1 W/m2K (per rispettare la norma è stato necessario modificare i profili attualmente in commercio e realizzare una nuova tipologia di serramento, oggi in fase di deposito industriale; nda). Per verificare la bontà del progetto, è stato anche montato un infisso con funzione di prototipo e successivamente è stato condotto un blower door test con l’ausilio del fumo e della termocamera per verificarne il funzionamento in opera.

È stato infine utilizzato l’aerogel, un materiale impiegato nell’industria aerospaziale per limitare al minimo lo spessore dello strato coibente.

“Quando il processo di riqualificazione è iniziato – racconta l’architetto Luca Pallù, progettista incaricato – abbiamo proposto tecnologie che potessero tutelare il fabbricato esistente e al contempo migliorarne la durabilità, mantenendo intatta la struttura e la sua memoria: la facciata ventilata, i tetti rovesci, materiali innovativi come l’aerogel e il vetro cellulare”.

Per quanto riguarda l’impiantistica, il complesso è alimentato dall’impianto di teleriscaldamento di Aosta e dalla sottostazione di Pila (e non sottoposto a intervento di efficientamento), anche se a breve dovrebbe essere convertito a metano, mentre tra qualche tempo verrà introdotta la termoregolazione impiantistica.

Per motivi connessi ai vincoli paesaggistici esistenti, non è al momento prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici.

L’intervento sulle scandole

Discorso a parte merita l’intervento sulle scandole, a partire dalla ricerca di maestranze capaci di lavorarle. La scelta alla fine si è orientata alla sostituzione delle scandole in cedro con quella in larice e alla definizione di un nuovo profilo, simile al precedente, comprensivo di gocciolatoio per il deflusso dell’acqua, in grado di evitare il ristagno di umidità.

Riqualificazione del complesso del Grande Gorraz a Pila, le scandole in cedro verranno sostituite con scandole in larice
Nel progetto di riqualificazione edilizia ed energetica le scandole in cedro verranno sostituite con scandole in larice

La CO2 non emessa

Con gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici del Gran Gorraz, rispetto alla situazione attuale, si stima di ridurre le emissioni in atmosfera della CO2 di 1.686 tonnellate all’anno.

Per l’edificio G1 il risparmio sarà infatti di 575 tonnellate (riduzione percentuale tra ante e post operam pari a oltre l’80%), meno per il G2, per il quale si prevede una riduzione di 58 tonnellate all’anno (meno 44%). Per il fabbricato G7 invece il contenimento stimato è di 703 tonnellate annue (meno 80%). Infine, con il G8 il risparmio sarà di 348 tonnellate ogni anno (meno 80%).

Planimetria del complesso del Grande Gorraz
Planimetria del complesso del Grande Gorraz

Riqualificazione energetica del Grande Gorraz – Fornitori

  • Vetro cellulare: Foamglas
  • Facciata ventilata: Riwega
  • Lana di vetro: Eurofibre
  • Guaina bituminosa: Saint Gobain e Soprema
  • Serramenti: Schüco
  • Geocomposito: Sineco International
  • EPS con grafite: Alpea
  • EPS ignifugo: Saint Gobain
  • Pannelli cemento fibrorinforzato: Aquafire
  • Tetti rovesci: Ravago Building Solutions
  • Aerogel: Aeropan Nanotech Thermal Insulation
  • Lana minerale di vetro per insufflaggio: Knauf Insulation

Laurent Chappis

Laurent Chappis (1915 – 2013) è stato un architetto e urbanista francese. Nacque ad Aix-les-Bains, in Francia, nel maggio 1915. Ha creato la stazione sciistica francese di Courchevel situata nelle Trois Vallées: in questo modo ha definito le regole su come progettare una stazione sciistica. Chappis era un appassionato di sci alpinismo che esplorava le montagne intorno a Grenoble negli anni ’30. Ha completato il suo dottorato in cattività, l’argomento era lo sviluppo di una stazione sciistica nella zona di Trois Vallées. Per le sue idee fu soprannominato l’Anarchitecte. Negli Anni ’60 fu nominato esperto delle Nazioni Unite sullo sviluppo della montagna. Insieme all’architetto Denis Pradelle, Chappis è accreditato di aver creato uno stile moderno e funzionale di architettura di montagna che rifiutava sia gli stili tradizionali della Savoia che quelli degli chalet tirolesi.

Gabetti Lab

La società nasce nel 2019 all’interno del Gruppo Gabetti per operare nel mercato della rigenerazione energetica di condomini e unità abitative. Numerose le opportunità colte dall’azienda, oggi guidata dall’amministratore delegato Alessandro De Biasio, attraverso la misura del Superbonus 110%. La mission è fare innovazione, offrire progetti e servizi, per un prodotto integrato che riguarda la riqualificazione e ristrutturazione edilizia, con cessione del credito fiscale e servizi a valore aggiunto del welfare abitativo.

Nel 2021 Gabetti Lab ha superato 1,8 miliardi di commesse acquisite.

 



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