Torino, il Green Pea di Farinetti

Apre oggi 9 dicembre: è il Green Pea, la nuova scommessa di Oscar Farinetti: un edificio per acquisti verdi, che mette in pratica i principi dell’architettura ecologica e li mostra per spiegarli ai futuri clienti. Il progetto è di ACC di Cristiana Catino e di Negozio Blu Architetti Associati

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Progetto Green Pea Torino
©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

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Viene inaugurato oggi al Lingotto di Torino. È Green Pea, la nuova scommessa di Oscar Farinetti, che dopo la catena di Eataly prova a sfondare con un retail park dove si potrà trovare di tutto: dalle auto ai vestiti, dall’energia ai mobili. Tutti in chiave green, incentrato su un nuovo modo etico di produrre e consumare.

Ma non è solo un nuovo modello di retail. Il pisello verde è un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building), in Classe A3, di diecimila metri quadrati di superficie e cinque piani di altezza interamente eco-sostenibile, . Un centro polifunzionale commerciale rispettoso dell’ambiente, riciclabile e verde.

Progetto Green Pea a Torino
©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

Il progetto è dello studio ACC dell’architetto Cristiana Catino e di Negozio Blu Architetti Associati, tutti torinesi.

CEAS ha eseguito la progettazione strutturale preliminare, definitiva ed esecutiva, la progettazione geotecnica, la direzione dei lavori delle strutture e il coordinamento della sicurezza.

Si tratta dell’unico Green Pea in Italia, mentre per l’estero i programmi del figlio di Oscar, Francesco Farinetti, prevedono aperture da Londra a Parigi, dagli Usa alla Cina al Giappone per un totale di 14 negozi ecologici di questo tipo.

Così Oscar Farinetti racconta il senso di questo progetto: “Riteniamo che, in un modello sociale basato sui consumi, occorra indirizzare il commercio verso valori utili al benessere vero, il quale può esistere solo se in equilibrio con gli altri umani. Lo scenario non è complicato da leggere. Il problema principale consiste nella compatibilità tra le attività volte al miglioramento della vita e la salute del pianeta. Il 90% degli scienziati ci dice che il nostro modo di consumare è diventato incompatibile. Da un lato produciamo energia immettendo nell’atmosfera una quantità di CO2 eccessiva che altera il clima, da un altro lato costruiamo oggetti e produciamo cibo inquinando terra, acqua e aria, da un altro ancora non smaltiamo i rifiuti in modo corretto, infine sopprimiamo alberi”.

L’architettura green del pisello verde

L’edificio torinese si affianca al primo centro enogastronomico di Eataly, progettato dallo stesso team nel 2007, e completa la riqualificazione dell’area ex industriale Carpano al Lingotto.

Obiettivo di Green Pea è garantire un alto livello di sostenibilità, ma al contempo di trasmettere i propri contenuti attraverso l’architettura. Nelle intenzioni dei Farinetti, con Green Pea si vogliono modificare le abitudini di acquisto degli italiani, così com’è accaduto per il cibo.

Render del Green Pea di Torino con vista da via Nizza
Render del Green Pea di Torino con vista da via Nizza. ©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

Ma il nuovo edificio è anche un’architettura che mette in pratica i principi dell’eco-sostenibilità e li mostra per spiegarli agli utenti.

L’immagine è infatti caratterizzata da un guscio permeabile di lamelle frangisole in legno (proveniente dalle foreste delle valli bellunesi distrutte dal forte vento il 30 ottobre del 2018; nda) sostenuto da una nervatura in acciaio: si tratta di una forma organica che avvolge i volumi commerciali e fa respirare l’edificio, proteggendolo dal sole. Per le strutture portanti dei piani fuori terra sono state utilizzate 2.180 tonnellate di acciaio da carpenteria metallica, 100% riciclabile in un’ottica di economia circolare.

Progetto green pea a Torino, acciaio e legno
©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

Attraverso questa struttura si inserisce la vegetazione che diventa vero e proprio materiale architettonico; l’edificio appare come un organismo naturale che vibra secondo la luce e la crescita della vegetazione, rappresentando l’idea di eco-compatibilità del nuovo format alla scala dell’architettura urbana.

Il livello delle coperture diventa una sorta di quinta facciata dell’edificio, attrezzata come un grande tetto verde pensile, ricco di vegetazione, mentre ai piedi dell’edificio si sviluppa una piazza pedonale che crea un paesaggio tra naturale e minerale.

La piazza antistante l’ingresso del Green Pea di Torino
La piazza antistante l’ingresso. ©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

Per la progettazione si sono adottate le più avanzate strategie ambientali attive e passive, con soluzioni architettoniche e impiantistiche rivolte all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, che hanno portato al raggiungimento, in fase di progettazione, del punteggio 3,5 del Protocollo Itaca.

Tutto a energia rinnovabile

Green Pea è una sorta di racconto dal vivo di diverse modalità di produzione di energia attraverso fonti rinnovabili: pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, pannelli solari, elementi per la captazione di energia eolica, fino ad alcuni elementi che consentono il recupero dell’energia cinetica esercitata dal passaggio degli utenti.

Progetto Green Pea, la piscina in copertura
La piscina in copertura. ©Acc Naturale Architettura Cristiana Catino e © Negozio Blu Architetti Associati

L’edificio è quasi interamente costruito a secco, sia nelle strutture portanti, che nei tamponamenti esterni e nei tramezzi interni; una soluzione tecnica che consente l’allungamento del ciclo di vita attraverso il riciclo dei materiali e dei componenti.

La struttura, escluse limitate porzioni di irrigidimento in cemento armato, è interamente in acciaio, con colonne, travi principali e secondarie assemblate reciprocamente attraverso piastre imbullonate.
Le lamelle in legno della facciata sono di abete rosso termo-trattato, in modo da renderlo adatto a una applicazione in esterno.

Tra otium e negotium

I 5 piani della struttura si articolano in altrettanti temi: Life, Home, Fashion, Beauty e Otium Pea Club.

I diversi piani contengono spazi espositivi e di vendita: ospitano 66 store, 3 ristoranti, un museo, una spa e diverse aree ricreative. Ai primi tre livelli sono previste attività commerciali al dettaglio di diversi settori merceologici (prodotti in legno da foreste certificate, vestiti in cotone bio, lana da allevamenti certificati, plastiche riciclate, cosmetici naturali), una lavanderia e alcuni punti informativi sulle energie rinnovabili e sulla connettività. Ai piani superiori, affacciate sul verde pensile della copertura, apriranno le aree di intrattenimento con ristorante, piscina, aree relax e cocktail bar.
Il layout spaziale è basato su una immediata riconoscibilità dei percorsi, sull’uso diffuso di luce naturale e sul rapporto con il verde progettato all’esterno.

Alcune aziende Partner del progetto

Ceramica Cielo ha firmato le sale da bagno ed è presente anche in un esclusivo showroom al piano Home, interamente dedicato all’eccellenza del design eco-sostenibile. Si possono ammirare diverse collezioni, caratterizzate dalle esclusive gamme cromatiche e rappresentative della creatività made in Italy, che uniscono qualità, innovazione e design contemporaneo.

Ceramica Cielo, collezione Enjoy di Karim Rashid per i bagni del Green Pea di Torino
Enjoy di Karim Rashid

Per i bagni sono state scelte le linee I Catini di Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano, Era di Luca Cimarra, Enjoy di Karim Rashid e Smile.

Mapei ha offerto le proprie soluzioni per l’edilizia studiate per limitare il consumo energetico, realizzate localmente da impianti che utilizzano sistemi di gestione certificati, sicure per l’applicatore e l’utilizzatore finale, garantite secondo gli standard ufficiali più severi, coerentemente con gli obiettivi di Green Pea. Al piano dedicato alla casa è presente un corner Mapei con le principali linee di prodotto pensate per un’edilizia efficiente e sostenibile.

Negli spazi “Home” di Green Pea Pratic, azienda friulana dal forte spirito sostenibile e una produzione a impatto quasi zero, propone la propria innovativa idea di outdoor, che nasce dal dialogo proficuo tra natura e architettura. Non solo tende e pergole, ma spazi di autentico benessere, grazie a precise scelte tecnologiche innovative e consapevoli.

Pianca, azienda veneta specializzata nel complemento di arredo e nei sistemi per l’abitare, ha realizzato proprio nel nuovo retail, il proprio flagship torinese. Tra le molte proposte nello spazio di 150 mq si può ammirare “Calatea Green”, firmata dalla designer Cristina Celestino, primo esempio di seduta di Pianca realizzata secondo i principi dell’economia circolare. 

Sedia Calatea Green di Pianca
Calatea Green: l’imbottito è realizzato in eco-fibra di poliestere che proviene dal recupero delle bottiglie dell’acqua minerale in plastica PET, la scocca è in legno multistrato e le gambe in legno massello in Frassino certificato FSC®. I rivestimenti in tessuto utilizzano un filato di cotone prodotto con sistema Open End impiegando materiale 100% di riciclo garantito dalla certificazione GRS. @PhAndreaMartiradonna_JasmineMartiradonna

Green Pea Retail Park

  • Località: Torino, via Nizza
  • Committente: Eataly Real Estate
  • Progetto architettonico: ACC Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti Associati
  • Direzione lavori: Cristiana Catino e Carlo Grometto
  • Progetto strutture e geotecnica: Ceas
  • Progetto impianti: Studio Sapi
  • Superficie lorda pavimento: 10.500 mq
  • Superficie di vendita: 5.600 mq
  • Superficie ristorante e wellness: 4.900 mq
  • Piani: 5 fuori terra
  • Posti auto: 500
  • Inizio lavori: dicembre 2018
  • Fine lavori: novembre 2020

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Tema Tecnico

Architettura sostenibile

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