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Torino, il Green Pea di Farinetti

Aprirà alla fine dell’estate. È il Green Pea, la nuova scommessa di Oscar Farinetti: un edificio per acquisti verdi, che mette in pratica i principi dell’architettura ecologica e li mostra per spiegarli ai futuri clienti. Il progetto è di ACC di Cristiana Catino e di Negozio Blu Architetti Associati

 

a cura di Pietro Mezzi

 

Render del Green Pea di Torino

Indice degli argomenti:

Sta nascendo al Lingotto di Torino. È Green Pea, la nuova scommessa di Oscar Farinetti, che dopo la catena di Eataly prova a sfondare con un retail park dove si potrà trovare di tutto: dalle auto ai vestiti, dall’energia ai mobili. Tutti in chiave green.

 

Ma non sarà solo un nuovo modello di retail. Il pisello verde sarà un edificio di diecimila metri quadrati di superficie e cinque piani di altezza interamente eco-sostenibile. Un centro polifunzionale commerciale rispettoso dell’ambiente, riciclabile e verde.

 

Render con l’inserimento del nuovo edificio Green Pea

Render con l’inserimento del nuovo edificio

Il progetto è dello studio ACC dell’architetto Cristiana Catino e di Negozio Blu Architetti Associati, tutti torinesi.

 

L’edificio, in fase avanzata di costruzione, conta di aprire la prossima estate, il 31 agosto prossimo (emergenza Coronavirus permettendo).

 

Sarà l’unico Green Pea in Italia, mentre per l’estero i programmi del figlio di Oscar, Francesco Farinetti, prevedono aperture da Londra a Parigi, dagli Usa alla Cina al Giappone per un totale di 14 negozi ecologici di questo tipo

L’architettura green del pisello verde 

L’edificio torinese si affianca al primo centro enogastronomico di Eataly, progettato dallo stesso team nel 2007, e completa la riqualificazione dell’area ex industriale Carpano al Lingotto.

 

Obiettivo di Green Pea è garantire un alto livello di sostenibilità, ma al contempo di trasmettere i propri contenuti attraverso l’architettura. Nelle intenzioni dei Farinetti, con Green Pea si vogliono modificare le abitudini di acquisto degli italiani, così com’è accaduto per il cibo.

 

Render del Green Pea di Torino con vista da via Nizza

Render del Green Pea di Torino con vista da via Nizza

 

Ma il nuovo edificio è anche un’architettura che mette in pratica i principi dell’eco-sostenibilità e li mostra per spiegarli agli utenti.

 

L’immagine è infatti caratterizzata da un guscio permeabile di lamelle frangisole in legno (proveniente dalle foreste delle valli bellunesi distrutte dal forte vento il 30 ottobre del 2018; nda) sostenuto da una nervatura in acciaio: si tratta di una forma organica che avvolge i volumi commerciali e fa respirare l’edificio, proteggendolo dal sole.

 

Attraverso questa struttura si inserisce la vegetazione che diventa vero e proprio materiale architettonico; l’edificio appare come un organismo naturale che vibra secondo la luce e la crescita della vegetazione, rappresentando l’idea di eco-compatibilità del nuovo format alla scala dell’architettura urbana.

 

Il livello delle coperture diventa una sorta di quinta facciata dell’edificio, attrezzata come un grande tetto verde pensile, ricco di vegetazione, mentre ai piedi dell’edificio si sviluppa una piazza pedonale che crea un paesaggio tra naturale e minerale.

 

La piazza antistante l’ingresso del Green Pea di Torino

La piazza antistante l’ingresso  

 

Per la progettazione si sono adottate le più avanzate strategie ambientali attive e passive, con soluzioni architettoniche e impiantistiche rivolte all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, che hanno portato al raggiungimento, in fase di progettazione, del punteggio 3,5 del Protocollo Itaca

Tutto a energia rinnovabile 

Green Pea è una sorta di racconto dal vivo di diverse modalità di produzione di energia attraverso fonti rinnovabili: pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, pannelli solari, elementi per la captazione di energia eolica, fino ad alcuni elementi che consentono il recupero dell’energia cinetica esercitata dal passaggio degli utenti.

 

La piscina in copertura del Green Pea di Torino

La piscina in copertura 

 

L’edificio è quasi interamente costruito a secco, sia nelle strutture portanti, che nei tamponamenti esterni e nei tramezzi interni; una soluzione tecnica che consente l’allungamento del ciclo di vita attraverso il riciclo dei materiali e dei componenti. La struttura, escluse limitate porzioni di irrigidimento in cemento armato, è interamente in acciaio, con colonne, travi principali e secondarie assemblate reciprocamente attraverso piastre imbullonate.

 

Le lamelle in legno della facciata sono di abete rosso termo-trattato, in modo da renderlo adatto a una applicazione in esterno. 

Tra otium e negotium 

I diversi piani contengono spazi espositivi e di vendita. Ai primi tre livelli sono previste attività commerciali al dettaglio di diversi settori merceologici (prodotti in legno da foreste certificate, vestiti in cotone bio, lana da allevamenti certificati, plastiche riciclate, cosmetici naturali), una lavanderia e alcuni punti informativi sulle energie rinnovabili e sulla connettività. Ai piani superiori, affacciate sul verde pensile della copertura, apriranno le aree di intrattenimento con ristorante, piscina, aree relax e cocktail bar.

 

Il layout spaziale è basato su una immediata riconoscibilità dei percorsi, sull’uso diffuso di luce naturale e sul rapporto con il verde progettato all’esterno. 

Green Pea Retail Park

  • Località: Torino, via Nizza
  • Committente: Eataly Real Estate
  • Progetto architettonico: ACC Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti Associati
  • Direzione lavori: Cristiana Catino e Carlo Grometto
  • Progetto strutture e geotecnica: Ceas
  • Progetto impianti: Studio Sapi
  • Superficie lorda pavimento: 10.500 mq
  • Superficie di vendita: 5.600 mq
  • Superficie ristorante e wellness: 4.900 mq
  • Piani: 5 fuori terra
  • Spazi di vendita: 35 
  • Posti auto: 500
  • Inizio lavori: dicembre 2018
  • Fine lavori: agosto 2020
  • Credit img @studio ACC

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Tema Tecnico

Architettura sostenibile

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