Geotermia in Europa: 43 GW sotto i 100 €/MWh e un potenziale che cambia il mix energetico

Un recente report di Ember propone un nuovo scenario di sviluppo per la geotermia elettrica in Europa: 43 GW sviluppabili sotto i 100 €/MWh, 301 TWh/anno stimati e un potenziale moltiplicato dal deep drilling. Tra competitività, sicurezza energetica e sfide regolatorie, ecco cosa cambia per l’UE e quali sono le implicazioni per l’Italia.

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Geotermia in Europa: 43 GW sotto i 100 €/MWh e un potenziale che cambia il mix energetico

La geotermia elettrica sta attraversando una fase di trasformazione strutturale: non più tecnologia confinata a contesti vulcanici o a nicchie territoriali, ma opzione industriale competitiva nel cuore dell’Europa continentale.

Secondo il report “Hot stuff: geothermal energy in Europe” pubblicato nel febbraio 2026 da Ember, nell’Unione Europea ci sono circa 43 GW di capacità geotermica avanzata sviluppabile oggi a costi inferiori a 100 €/MWh, una soglia allineata ai costi marginali di carbone e gas nei mercati elettrici europei nel 2025.

La stima si traduce in una produzione potenziale di 301,3 TWh/anno, equivalente a circa il 42% della generazione a carbone e gas dell’UE nel 2025. Un dato che, se letto nel contesto della progressiva uscita dal carbone, della volatilità del gas e dell’incremento del carbon pricing, assume una valenza sistemica per la sicurezza energetica e la competitività industriale europea.

Il potenziale tecnico-economico: deep drilling, costi e produzione stimata

Dalla geotermia convenzionale agli Enhanced Geothermal Systems

Per decenni la geotermia elettrica è stata legata a condizioni geologiche particolari: alta temperatura e permeabilità naturale del giacimento geotermico. Oggi il salto tecnologico è rappresentato dagli Enhanced Geothermal Systems (EGS), che consentono di creare o migliorare artificialmente la permeabilità in rocce calde profonde, ampliando enormemente la platea di siti potenzialmente sfruttabili.

L’evoluzione si fonda su tre driver:

  • tecniche di perforazione profonda derivate dall’oil & gas;
  • progettazione e gestione avanzata del giacimento geotermico;
  • sistemi di conversione elettrica in grado di operare a temperature più basse.

Il risultato è un’estensione della geografia geotermica europea ben oltre le tradizionali aree ad alta entalpia.

Costi competitivi e LCOE

Il Levelised Cost of Electricity (LCOE) medio stimato per la geotermia in Europa è di circa 60 USD/MWh, inferiore alla generazione fossile europea, che si colloca attorno ai 100 USD/MWh. La soglia dei 100 €/MWh utilizzata come benchmark nel report coincide con la fascia di oscillazione dei costi marginali di breve periodo di carbone e gas (90–150 €/MWh nel 2025).

La differenza strutturale è che la geotermia non ha costi di combustibile, non è esposta alla volatilità del gas ed è meno vulnerabile all’aumento dei costi ETS.

Il principale driver di CAPEX resta la perforazione. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, i costi dei pozzi si sono ridotti di circa il 40%, rendendo economicamente accessibili risorse più profonde e più calde.

La variabile profondità nel potenziale geotermico

Il potenziale tecnico cresce in modo esponenziale con l’aumento della profondità di perforazione.

Le stime indicano che:

  • limitando l’accesso a 2.000 metri si ottiene un potenziale tecnico di circa 139 GW;
  • estendendo a 5.000 metri il potenziale aumenta di oltre 50 volte;
  • a 7.000 metri l’incremento raggiunge circa 180 volte.

In diversi Stati membri sono già in costruzione progetti che superano i 4.000 metri, con esperienze operative prossime ai 5.000 metri, il che dimostra che l’accesso a risorse profonde è già tecnicamente e commercialmente praticabile.

Tabella di sintesi dei principali dati UE 

Indicatore Valore stimato UE
Capacità geotermica sviluppabile < 100 €/MWh 43 GW
Produzione potenziale annua 301,3 TWh
Quota rispetto a carbone + gas (UE 2025) 42%
LCOE medio geotermia ~60 USD/MWh
Potenziale tecnico stimato a 2.000 m 139 GW
Riduzione costi di perforazione (ultimo decennio) ~40%

Sistema elettrico, regole europee e implicazioni per l’Italia

La geotermia non è solo una fonte rinnovabile, ma una risorsa programmabile. I giacimenti possono essere gestiti modulando i tassi di iniezione e produzione, consentendo di “caricare” e “scaricare” energia termica e di pressione. Le simulazioni indicano capacità di accumulo per diversi giorni, con efficienze comparabili alle batterie agli ioni di litio.

Questa caratteristica la rende strategica in un sistema elettrico caratterizzato da elevata penetrazione di eolico e fotovoltaico, necessità di capacità programmabile e riduzione dell’utilizzo di impianti a gas per il balancing.

Geotermia e domanda dei data center

La crescita della domanda elettrica legata all’intelligenza artificiale e ai data center rappresenta un ulteriore driver. Analisi citate nel report indicano che negli Stati Uniti la geotermia potrebbe coprire fino al 64% dell’incremento di domanda dei data center nei primi anni 2030, in scenari di clustering territoriale, ovvero se più data center vengono concentrati nella stessa area geografica.

La combinazione tra produzione continua 24/7 e stabilità dei costi rende la geotermia particolarmente attrattiva per siti energivori e per politiche di reshoring industriale*.

Posizionamento europeo e quadro regolatorio

L’Europa è stata pioniera della geotermia: la prima produzione elettrica risale al 1904 in Italia. Nel 2024 il continente contava 147 impianti operativi, 3,5 GW installati e circa 20 TWh prodotti. Tuttavia, la generazione è fortemente concentrata in pochi Paesi.

Il report evidenzia un rischio di perdita di leadership a favore di Stati Uniti e Canada, dove strumenti come l’Inflation Reduction Act hanno rafforzato i segnali economici per gli investitori.

A livello europeo, nel 2024 Consiglio e Parlamento hanno sostenuto l’idea di una European Geothermal Alliance e si attende un European Geothermal Action Plan.

L’efficacia del quadro europeo dipenderà dalla capacità di ridurre il rischio esplorativo attraverso strumenti di risk mitigation condivisi, semplificare e armonizzare i permitting e riconoscere il valore sistemico della geotermia nel market design e nella pianificazione energetica.

Implicazioni per l’Italia

Per l’Italia, che vanta una tradizione storica nella geotermia, la nuova fase tecnologica apre scenari significativi tra cui la possibilità di espansione oltre i distretti storici ad alta entalpia, l’integrazione della geotermia nella decarbonizzazione industriale e lo sviluppo di competenze deep drilling** e supply chain nazionale.

La sfida è accelerare autorizzazioni, integrare la geotermia nei meccanismi di capacity market e valorizzarne il contributo come capacità programmabile a basse emissioni.

FAQ – Domande sulla geotermia elettrica in Europa

Quanta capacità geotermica può essere sviluppata oggi in Europa a costi competitivi?

Circa 43 GW nell’Unione Europea possono essere sviluppati a costi inferiori a 100 €/MWh, secondo le stime più recenti.

Quanta energia potrebbe produrre questa capacità?

La produzione stimata è di circa 301 TWh all’anno, pari al 42% della generazione a carbone e gas dell’UE nel 2025.

La geotermia è davvero competitiva rispetto al gas?

Il LCOE medio stimato è intorno a 60 USD/MWh, inferiore alla generazione fossile europea e non esposto alla volatilità dei combustibili.

Cosa sono gli Enhanced Geothermal Systems (EGS)?

Sono sistemi che creano o migliorano artificialmente la permeabilità del reservoir in rocce calde profonde, consentendo la produzione elettrica anche fuori dalle aree vulcaniche.

Qual è il ruolo della geotermia nella transizione energetica italiana?

Può contribuire come fonte programmabile a basse emissioni, supportare la decarbonizzazione industriale e rafforzare la sicurezza energetica nazionale.


*L’espressione “politiche di reshoring industriale” indica l’insieme di strategie pubbliche e aziendali volte a riportare attività produttive precedentemente delocalizzate all’estero nuovamente all’interno del Paese o dell’Unione Europea.


**Il deep drilling (perforazione profonda) è l’insieme delle tecniche di trivellazione che consentono di raggiungere profondità elevate nel sottosuolo, tipicamente oltre i 3.000–4.000 metri, per intercettare risorse energetiche o geologiche ad alta temperatura o pressione.

Nel contesto della geotermia elettrica avanzata, il deep drilling è un elemento abilitante perché permette di accedere a:

  • rocce più calde (temperature superiori ai 150 °C, soglia minima per molte applicazioni power);
  • risorse distribuite anche al di fuori delle aree vulcaniche;
  • sistemi geotermici non convenzionali, come gli Enhanced Geothermal Systems (EGS).

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