Sicurezza energetica: la priorità del MASE è il gas, poi le rinnovabili

Nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 del Ministero dell’Ambiente si pone come primo asse strategico la sicurezza energetica e neutralità tecnologica per la decarbonizzazione, anche attraverso il nucleare sostenibile. Il gas naturale risulta prioritario ed essenziale anche in futuro. Al secondo posto, l’accelerazione delle rinnovabili

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Sicurezza energetica: la priorità del MASE è il gas, poi le rinnovabili

Gas prioritario, rinnovabili secondarie. In estrema sintesi, si possono leggere così gli intendimenti del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE).

Difficile non pensare altrimenti, guardando alle priorità politiche del triennio oggetto del Piano, che parte da un contesto di riferimento che narra di un’economia europea collocata in uno scenario “di crescita moderata e di graduale rientro dell’inflazione verso i valori obiettivo, dopo gli shock energetici e geopolitici”.

Da qui si arriva a delineare il quadro di finanza pubblica che richiede un “impiego selettivo delle risorse”, con priorità verso investimenti in grado di rafforzare sicurezza energetica, resilienza climatica e competitività, salvaguardando al contempo l’equilibrio dei conti pubblici.

Tra sicurezza energetica e dipendenza

Posto che la sicurezza energetica non riguarda solo l’accesso ininterrotto all’energia, ma anche la garanzia di forniture energetiche a un prezzo accessibile, definizione data dalla IEA, il primo elemento di dubbio è questo: è legittimo basare la sicurezza energetica nazionale su una fonte fossile, come il gas naturale, tanto più se largamente importata?

Si pensi al GNL degli Stati Uniti. Secondo una recente analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa) entro il 2030, il 40% delle importazioni totali di gas e GNL dell’UE potrebbe provenire dagli Stati Uniti, rispetto al 27% del 2025. Tuttavia, “se l’UE rispettasse tutti i suoi accordi di fornitura di GNL statunitense e i suoi sforzi di riduzione della domanda di gas vacillassero, il blocco potrebbe rifornirsi dagli Stati Uniti del 75-80% delle sue importazioni di GNL nel 2030, rispetto al 57% del 2025”.

Dalla stessa analisi Ieefa, l’Italia rappresenta il quarto Paese UE per import di gas naturale liquefatto statunitense. Siamo così convinti di passare da una dipendenza energetica (quella dal gas russo) a un’altra (il GNL USA)?

È vero che il maggiore quantitativo di gas naturale arriva dall’Algeria, principale fornitore di gas per l’Italia, coprendo circa il 36% del totale delle importazioni italiane di gas via gasdotto. In ogni caso, la dipendenza energetica del nostro Paese, ovvero il rapporto tra importazioni nette e disponibilità energetica al netto delle scorte, è pari al 76,1% (dato 2023, fonte: Ispra).

Gli assi strategici del Piano integrato del MASE

Nell’incipit del documento si ricorda che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è l’organo di Governo preposto all’attuazione della politica ambientale e svolge “un ruolo chiave per la tutela dell’ambiente”.  Nel Piano integrato 2026-28 sono contemplate le diverse azioni e gli intendimenti finalizzati allo scopo.

Al MASE sono attribuite, per legge, funzioni e compiti relativi allo sviluppo sostenibile e alla sicurezza energetica. Lo stesso garantisce la sicurezza delle infrastrutture e dei sistemi energetici e geominerari, l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività, nonché la promozione delle energie rinnovabili.

Gli assi strategici del Piano integrato del MASE per la sicurezza energetica

Tutte queste finalità si ritrovano nelle priorità politiche del dicastero, articolate nello stesso Piano integrato in cinque assi strategici:

  • Sicurezza energetica e neutralità tecnologica per la decarbonizzazione, anche attraverso il nucleare sostenibile.
  • Accelerazione delle fonti rinnovabili, sviluppo delle reti e dei sistemi di accumulo.
  • Decarbonizzazione industriale ed economia circolare nelle filiere strategiche.
  • Resilienza climatica, prevenzione inquinamenti e tutela del capitale naturale.
  • Rafforzamento della capacità amministrativa e della consapevolezza ambientale, nonché degli investimenti e del presidio dei dossier europei e internazionali.

Sicurezza energetica (e gas) al primo posto…

Il documento illustra il contesto di riferimento cui si è arrivati per attuare determinate scelte che possano garantire rifornimenti sufficienti di energia. Il perdurare delle tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati energetici impongono di mantenere la sicurezza energetica quale priorità essenziale dell’azione di Governo, “coniugando diversificazione delle fonti e degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività del sistema produttivo”.

Il Ministero – come si legge –

“orienta le proprie politiche secondo il principio di neutralità tecnologica, valorizzando tutte le soluzioni in grado di contribuire credibilmente alla decarbonizzazione, nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali.”

Posto questo, il primo intendimento è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, promuovendo: il consolidamento degli accordi di fornitura di gas naturale con i Paesi partner e ulteriore diversificazione delle rotte di importazione; l’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture esistenti di rigassificazione e valutazione degli adeguamenti necessari; l’incremento e la valorizzazione della produzione nazionale di gas.

Il secondo proposito è sostenere lo sviluppo e l’ammodernamento delle infrastrutture energetiche strategiche, con particolare riferimento al potenziamento della rete di trasmissione nazionale, anche al fine di gestire l’integrazione della crescita delle fonti rinnovabili; allo sviluppo delle infrastrutture dedicate all’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, in coerenza con i corridoi energetici europei. In questo caso, oltre all’idrogeno verde (rinnovabile) viene compreso anche quello a basse emissioni, ovvero ottenuto da gas e nucleare.

…e spazio al “nucleare sostenibile”

Terzo intendimento della priorità uno contempla la necessità di “dare continuità al percorso sul nucleare sostenibile”.

Sulla spiegazione del termine, nel testo del Piano integrato non c’è traccia. Ma lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, solo l’anno scorso aveva prefigurato in futuro “un mix energetico che comprenda anche il nucleare”, sottolineando che “accanto ai grandi sforzi per accrescere la produzione da fonti rinnovabili è indispensabile il contributo del nucleare di nuova generazione”. Le soluzioni che rientrano nella definizione sono gli Small Modular Reactors (SMR), I reattori modulari avanzati di quarta generazione (AMR – Advanced Modular Reactors), con particolare attenzione ai reattori veloci raffreddati al piombo (LFR – Lead-cooled Fast Reactor), e i microreattori.

Nucleare sostenibile tra gli assi strategici del Piano integrato del MASE

Dopo aver dettagliato le tecnologie innovative, viene anche ricordato che “resta prioritario l’obiettivo della realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi”, di cui si aspetta ancora di sapere la sede in cui verrà ubicato, malgrado siano trascorsi più di 15 anni dal Decreto che ne ha stabilito la realizzazione.

Accelerare le fonti rinnovabili…

Dopo aver trattato, al punto uno, anche della necessità di attuare il nuovo quadro europeo sulle materie prime critiche e di consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo, si arriva alle rinnovabili, la cui accelerazione è posta come secondo asse strategico.

Energie rinnovabili tra gli assi strategici del Piano integrato del MASE

Il Piano ricorda che il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 e della neutralità climatica al 2050 “richiede un incremento significativo e strutturale della capacità installata da fonti rinnovabili, accompagnato da un parallelo rafforzamento delle reti e dei sistemi di accumulo”.

Risulta necessario, innanzitutto, per raggiungere gli obiettivi posti nel PNIEC e in risposta al REPowerEU, semplificare e accelerare le procedure autorizzative, assicurando la piena attuazione del nuovo quadro normativo sui regimi autorizzativi per le fonti rinnovabili e le infrastrutture energetiche.

ma poi si parla del ruolo essenziale del gas, anche in futuro

Stride constatare che, al punto intitolato “accelerazione delle fonti rinnovabili, sviluppo delle reti e dei sistemi di accumulo”, a pag. 24, si legga:

ferma la necessaria promozione dell’efficienza energetica, si ritiene che, secondo il principio di neutralità tecnologica il ruolo del gas naturale, combustibile fossile più pulito, “rimanga essenziale anche nel prossimo futuro per il nostro sistema energetico”.

Per questo, scrive il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, resta fondamentale sviluppare una strategia di diversificazione degli approvvigionamenti di gas e di maggiore sfruttamento della produzione nazionale, valorizzando l’esistente e dando attuazione alle misure di “Gas Release” “consentendo la messa in produzione di riserve certe già rinvenute, soprattutto nell’offshore italiano, nel rispetto degli standard di sicurezza e monitoraggio della sismicità”.

Secondo Assorisorse, con una serie di azioni volte a valorizzare i titoli esistenti, la produzione potrebbe aumentare da 3,3 miliardi di metri cubi nel 2021 a circa 6 miliardi di metri cubi/anno entro il 2025 e oltre 7 negli anni successivi. Per favorire la ricerca, il Ministero ha concesso lo scorso anno 34 licenze.

Il ruolo delle rinnovabili per la sicurezza energetica e per l’indipendenza

È da notare, inoltre, che in un paragrafo idealmente focalizzato sulle fonti rinnovabili, queste ultime vengano citate diverse pagine dopo.

Nel delineare il ruolo delle FER nel perseguire la sicurezza energetica, c’è un passaggio indicativo:

“Anche nell’ottica di accrescere la sicurezza energetica del Paese, particolare attenzione sarà rivolta allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ivi incluso lo stoccaggio dell’energia, delle tecnologie di rete avanzate, dell’idrogeno rinnovabile e low-carbon, del biometano e dei combustibili e carburanti rinnovabili in generale, ivi inclusi gli e-fuels, nonché dell’energia nucleare – sia da fissione che da fusione – e delle tecnologie per la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2, in linea con quanto previsto dal Regolamento comunitario “Net Zero Industry Act” che assegna una priorità allo sviluppo di filiere industriali ‘Net Zero’”.

Come leggere quella congiunzione “anche” nell’introdurre il ruolo delle rinnovabili? Abbiamo ricordato che il nostro Paese è fortemente dipendente dall’import di energia dall’estero. È bene ricordare, inoltre, che negli anni questa dipendenza si è ridotta grazie al contributo di fotovoltaico, eolico & C. Lo stesso MASE, nel Piano Integrato, segnala quali priorità specifiche, la volontà di semplificare e accelerare le procedure autorizzative, di rendere pienamente operativi i nuovi schemi di incentivazione, di promuovere lo sviluppo dei sistemi di accumulo, oltre che rafforzare le politiche di efficienza energetica e accrescere la trasparenza dei mercati energetici e la tutela degli utenti.

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