Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Indice degli argomenti Toggle Un settore che innovaBio e nanotecnologie, la frontiera del restauroIl problema dell’umidità di risalita: le nuove risposteCento storie, una mappa dell’eccellenza italianaFAQ Restauro greenChe cos’è il restauro sostenibile e perché è importante?Che cos’è il rapporto “100 Italian Green Architectural Conservation Stories”?Quali tecnologie innovative vengono usate oggi nel restauro degli edifici storici?Cos’è la biopulitura e come viene applicata al patrimonio culturale?Come si affronta il problema dell’umidità di risalita negli edifici storici? Custodire il passato consumando meno risorse, riqualificare gli edifici storici senza snaturarne l’identità, usare nanotecnologie e intelligenza artificiale per salvare affreschi e pietre millenarie: non è fantascienza, ma la realtà di una filiera italiana che sta ridisegnando i confini del restauro sostenibile. A raccontarla è “100 Italian Green Architectural Conservation Stories. Innovazione, sostenibilità, bellezza“, il nuovo rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia, con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il volume è stato presentato il 17 marzo 2026 a Venezia, davanti a istituzioni, imprese, ricercatori e protagonisti del settore. Un settore che innova Il messaggio del rapporto è chiaro fin dalle prime pagine: nel restauro, la qualità non si misura soltanto in termini di conservazione, ma anche nella capacità di rendere il patrimonio costruito più efficiente e resiliente, senza comprometterne il valore storico e culturale. Le 100 storie raccolte restituiscono l’immagine di una filiera altamente specializzata che, nella transizione ecologica, si conferma un autentico motore di innovazione. Imprese, laboratori, università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile lavorano ogni giorno per migliorare le prestazioni degli edifici esistenti, riducendo sprechi, consumi e impatti ambientali. In questa prospettiva, il restauro sostenibile non è una nicchia: è uno dei terreni più avanzati della trasformazione ecologica nell’intero settore delle costruzioni. E rappresenta anche una risposta concreta a un’urgenza che non riguarda solo il patrimonio culturale, ma la qualità della vita negli edifici storici, le emissioni di CO₂ e il consumo di suolo. «La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto alla cultura e alla bellezza — afferma Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola —. Innovare nel restauro green significa misurarsi con una doppia sfida, culturale e ambientale: custodire l’identità dei luoghi e, allo stesso tempo, renderli più efficienti e resilienti. Il nostro Paese è un laboratorio importante di tecnologie e competenze per il restauro». Bio e nanotecnologie, la frontiera del restauro Tra le innovazioni più promettenti emergono le biotecnologie applicate alla conservazione. La biopulitura consente di intervenire sulle superfici artistiche e murarie in modo più sostenibile rispetto ai metodi tradizionali: anziché usare sostanze chimiche aggressive, si impiegano microrganismi e loro derivati — batteri, funghi, alghe, enzimi anche di origine marina — per rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici. Il risultato è un intervento più sicuro per l’ambiente e per gli operatori, con minori rischi di danni alle superfici trattate. Un momento della presentazione del Rapporto Le nanotecnologie, invece, stanno offrendo soluzioni inedite per la rigenerazione del patrimonio storico. Si va dallo sviluppo di malte e calcestruzzi a base di geopolimeri — capaci di sostituire il cemento tradizionale con materiali a minore impronta ambientale — fino a prodotti che proteggono le superfici architettoniche da acqua, sbalzi termici, agenti atmosferici e inquinanti. Alcuni di questi materiali sono anche in grado di assorbire sostanze nocive presenti nell’aria, risultando meno tossici per chi li applica. Il problema dell’umidità di risalita: le nuove risposte Uno dei problemi più diffusi e complessi negli edifici in muratura è l‘umidità di risalita, che non solo compromette affreschi e superfici decorate — provocando efflorescenze saline e distacchi cromatici — ma incide negativamente anche sulle prestazioni energetiche dell’edificio. Per affrontare questa criticità, alcune imprese italiane hanno sviluppato tecnologie più sostenibili rispetto alle soluzioni tradizionali a base di iniezioni chimiche. Stanno trovando spazio sistemi elettrofisici ed elettrocinetici e soluzioni elettroniche non invasive, capaci di regolare i campi magnetici ed elettromagnetici delle murature, ostacolando la risalita dell’acqua dal terreno e favorendo il suo ritorno al suolo per gravità. Un approccio che coniuga efficacia e rispetto per le strutture esistenti. Cento storie, una mappa dell’eccellenza italiana Il cuore del rapporto è la raccolta di 100 casi concreti che coprono l’intera filiera: dalle certificazioni alla diagnostica, dall’impiantistica ai materiali, dalla progettazione alla ricerca. Tra i più emblematici c’è Artemide, storica icona del design italiano, che ha trasformato l’illuminazione in un punto d’incontro tra estetica e sostenibilità. I suoi sistemi LED — come il proiettore Vector 55 — sono stati impiegati nel restauro di Palazzo Butera a Palermo, con componenti riciclabili, lunga durata e ridotta perdita di prestazioni nel tempo. Brenta, startup di Lonigo (Vicenza) specializzata in nanotecnologie per il restauro, ha brevettato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari la tecnologia Nasier, alla base di detergenti green per la pulitura enzimatica avanzata di superfici artistiche. La tecnologia è stata applicata al Duomo di Milano, alla Reggia di Caserta e a Villa Giulia a Roma. Il rapporto cita anche La Calce del Brenta, che da oltre un secolo valorizza la calce naturale nella produzione di finiture biocompatibili, e Mario Cucinella Architects, studio internazionale capace di coniugare sostenibilità, design e restauro, come nel recupero dello storico palazzo che oggi ospita il Museo d’Arte Fondazione Luigi Rovati a Milano. FAQ Restauro green Che cos’è il restauro sostenibile e perché è importante? Il restauro sostenibile è un approccio alla conservazione del patrimonio architettonico che integra efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e rispetto dell’identità storica degli edifici. È importante perché permette di rigenerare il patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo, contribuendo concretamente agli obiettivi climatici dell’Agenda 2030. Che cos’è il rapporto “100 Italian Green Architectural Conservation Stories”? È un volume realizzato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, che raccoglie 100 casi concreti di eccellenza italiana nel restauro green. Presentato a Venezia il 17 marzo 2026, il report documenta imprese, laboratori, università e centri di ricerca che lavorano per coniugare conservazione del patrimonio e transizione ecologica. Quali tecnologie innovative vengono usate oggi nel restauro degli edifici storici? Le frontiere più avanzate includono la biopulitura con microrganismi ed enzimi, le nanotecnologie per la protezione delle superfici, i sistemi elettrofisici ed elettrocinetici contro l’umidità di risalita, le pompe di calore per l’efficienza energetica, i sensori predittivi per il monitoraggio in tempo reale e i LED a basso consumo per la riqualificazione illuminotecnica. Cos’è la biopulitura e come viene applicata al patrimonio culturale? La biopulitura è una tecnica che utilizza microrganismi — come batteri, funghi, alghe ed enzimi anche di origine marina — per rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici dalle superfici artistiche e murarie. Rispetto ai metodi chimici tradizionali, è più sicura per l’ambiente, per gli operatori e per le superfici trattate. Come si affronta il problema dell’umidità di risalita negli edifici storici? Accanto alle tradizionali iniezioni di resine chimiche, oggi esistono soluzioni più sostenibili e meno invasive: i sistemi elettrofisici ed elettrocinetici agiscono sui campi magnetici ed elettromagnetici delle murature, ostacolando la risalita dell’acqua dal terreno e favorendone il ritorno al suolo per gravità, senza alterare la struttura dell’edificio. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
02/09/2026 Siccità, all'Italia costa 24 miliardi di euro e 330.000 posti di lavoro A cura di: Stefania Manfrin Uno studio CMCC-Politecnico stima il costo della siccità in Italia, 24 miliardi che triplicano con +2°C ...
01/09/2026 Rischio climatico in Italia: fino al 6% di PIL in meno e infrastrutture energetiche sotto pressione entro il 2050 A cura di: Erika Bonelli Rischio climatico: il report Deloitte stima impatti fino al -6% del PIL italiano al 2050. Ecco ...
31/08/2026 Comunità climatiche: la transizione energetica si attua a scala di quartiere A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto europeo, guidato dal Comune di Cesena, sperimenta un modello replicabile verso l’autosufficienza energetica: le ...
26/08/2026 Giornata Mondiale dei Laghi 2026, proteggere l'acqua dolce del pianeta A cura di: Raffaella Capritti Il 27 agosto 2026 torna la Giornata Mondiale dei Laghi, seconda edizione. Dati ONU, minacce e ...
21/08/2026 Il Politecnico di Torino punta sulle alghe brune per rispondere alla sfida della dissalazione A cura di: Laura Murgia Un idrogel ricavato da alghe brune dissala l'acqua marina sfruttando calore di scarto a bassa temperatura: ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
30/07/2026 Earth Overshoot Day 2026: il 30 luglio l'umanità esaurisce le risorse della Terra A cura di: Raffaella Capritti Oggi è l’Overshoot Day, le risorse rinnovabili sono finite, dal 31 luglio inizia il sovrasfruttamento della ...