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Indice degli argomenti Toggle Eventi climatici estremi e patrimonio edilizio esistenteOltre l’efficienza energetica, il concetto di resilienzaLe strategie da mettere in campo per la resilienza climaticaScelta dei materiali, involucro performanteImpianti tecnologici e risorseDigital twin e progettazione predittivaFAQ adattamento climatico degli edificiChe cosa si intende per adattamento climatico degli edifici?Qual è il ruolo delle coperture nella resilienza climatica?Cosa si intende per resilienza impiantistica?Perché è importante la continuità operativa degli edifici?Che cos’è un evento climatico estremo? L’impatto dei cambiamenti climatici sul mondo dell’edilizia non si limita alla necessità di attuare e studiare strategie per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi. Gli edifici non devono solo consumare meno, ma anche sopravvivere a lungo e meglio. Difatti, il quadro climatico impone un cambio di paradigma per la progettazione degli edifici: ondate di calore persistenti, piogge estreme concentrate in poche ore, grandinate violente, periodi di siccità alternati a eventi alluvionali, venti intensi e fenomeni anomali stanno trasformando profondamente le condizioni di esercizio del patrimonio edilizio europeo. Il modo in cui il costruito risponde a queste condizioni, diventa centrale tanto quanto quello dell’efficienza energetica. In un paese come l’Italia, inoltre, la situazione è aggravata dall’età del patrimonio edilizio, generalmente molto vetusto. Eventi climatici estremi e patrimonio edilizio esistente Moltissimi edifici, in Italia, sono stati costruiti diversi decenni fa. Ciò significa che le loro caratteristiche, potrebbero non essere più adeguate alle esigenze contemporanee. Da un lato, infatti, il tempo e il degrado possono compromettere le prestazioni di materiali e componenti edilizi, dall’altro normative e regole di riferimento erano differenti rispetto ad oggi. L’edificio del Novecento, infatti, era concepito anche per condizioni climatiche relativamente stabili. Le strategie energetiche tradizionali si basavano su cicli prevedibili, come l’alternanza delle stagioni con un inverno freddo, un’estate moderata, precipitazioni distribuite nel tempo. Oggi il problema non è più la media climatica annuale, ma l’intensificazione dei picchi. Dal punto di vista progettuale questo cambia radicalmente le priorità ed è difficile che un edificio esistente possa dimostrarsi altamente performante in condizioni estreme. Ciò causa criticità da diversi punti di vista, sia per quanto riguarda la sicurezza, che il comfort interno. Inoltre, anche quando i danni sono contenuti e non impattano sull’abitabilità dell’edificio, possono in ogni caso comportare spese impreviste per manutenzioni straordinarie. Oltre l’efficienza energetica, il concetto di resilienza Un edificio energeticamente efficiente può risultare estremamente vulnerabile sotto il profilo climatico e non è sufficiente che le nuove costruzioni siano capaci di ridurre i propri consumi per risultare adeguati alle esigenze odierne. Ad esempio, involucri molto isolati, ma privi di strategie di dissipazione termica possono causare carenza di comfort in estate, o ancora, sistemi impiantistici altamente ottimizzati, ma incapaci di funzionare in condizioni di blackout o di stress idrico non possono essere considerati la soluzione più idonea in qualsiasi edificio. Si parla, infatti, di resilienza climatica, ossia della capacità di assicurare il funzionamento sicuro dell’edificio anche a fronte di condizioni climatiche particolari ed eventi estremi. Ciò richiede di prendere in considerazione alcuni aspetti, come la capacità di mantenere comfort minimo in condizioni estreme, la tolleranza di impianti e strutture ai guasti, la capacità dell’immobile di adattarsi nel tempo. Le strategie da mettere in campo per la resilienza climatica L’adattamento climatico degli edifici richiede un approccio progettuale ampio, che va oltre la semplice protezione dell’involucro o il miglioramento dell’efficienza energetica. L’obiettivo è aumentare la resilienza complessiva dell’organismo edilizio, rendendolo capace di continuare a funzionare anche in presenza di eventi climatici estremi. Questo significa progettare sistemi critici ridondanti, in grado di garantire continuità operativa anche in caso di guasti o malfunzionamenti, ma anche sviluppare edifici adattabili nel tempo. È importante, nella scelta dei materiali, valutarne alcune caratteristiche, come ad esempio la resistenza a cicli termo-igrometrici aggressivi e a fenomeni di degrado accelerato. Anche l’adozione di strategie dinamiche per la gestione dell’acqua meteorica, orientate non solo allo smaltimento ma anche alla laminazione, all’accumulo e al riuso, possono essere molto interessanti. A queste strategie si affianca il tema della recuperabilità a seguito dell’evento calamitoso, in quanto un edificio resiliente non evita semplicemente il danno, ma è in grado di ripristinare rapidamente le proprie funzioni. Scelta dei materiali, involucro performante Un clima instabile richiede involucri dinamici e capaci di adattarsi ed essere performanti anche in condizioni climatiche molto differenti tra loro. Si possono utilizzare schermature che mutano in base alle esigenze, materiali a cambiamento di fase, rivestimenti riflettenti, facciate ventilate e tutte quelle strategie che permettono di ottimizzare il comportamento dell’edificio in eventi climatici opposti. Allo stesso tempo, ogni tecnologia e componente selezionato, deve essere valutato in base alle prestazioni che assicura nel tempo. Questi fenomeni climatici possono impattare sul normale processo di degrado dei materiali. Le oscillazioni termo-igrometriche estreme, infatti, possono causare un degrado accelerato, fenomeni di corrosione, deformazione, rottura, che portano alla perdita delle prestazioni nel tempo. In molti casi il problema non è il singolo valore estremo, ma la frequenza dei cicli, per questo l’adattamento climatico richiede anche una nuova cultura della durabilità. Impianti tecnologici e risorse L’intensificazione degli eventi meteorologici estremi sta trasformando profondamente il ruolo tecnologico degli edifici, imponendo una revisione sia delle strategie di gestione delle acque meteoriche sia dell’affidabilità dei sistemi impiantistici. Le reti fognarie urbane, spesso progettate su dati climatici ormai superati, risultano inadeguate a gestire precipitazioni intense concentrate in tempi brevi. In questo scenario assumono particolare rilevanza le coperture degli edifici, che devono essere capaci non solo di trattenere e rallentare il deflusso dell’acqua, ma anche di mitigare le temperature superficiali, incrementare la biodiversità urbana, produrre energia e proteggere le membrane impermeabili. Parallelamente emerge il tema della resilienza impiantistica, spesso sottovalutato rispetto agli aspetti architettonici. Le ondate di calore mettono sotto stress gli impianti HVAC. Per questo motivo la continuità operativa richiede sistemi flessibili e robusti, basati su decentralizzazione, modularità, accumuli energetici, sistemi ibridi e strategie passive di emergenza. Digital twin e progettazione predittiva Tra le innovazioni più interessanti, quando si parla di come la trasformazione digitale offra un valido supporto anche alla progettazione civile, c’è sicuramente l’integrazione tra modellazione digitale e adattamento climatico. I digital twin, infatti, possono simulare il comportamento reale dell’edificio rispetto a scenari climatici futuri, con un cambio profondo dell’approccio progettuale. Permettono di valutare come reagirà a eventi futuri un determinato edificio, considerando quali saranno i suoi punti deboli e dove perderà efficienza e prestazione. Non solo, l’integrazione tra sensoristica, monitoraggio ambientale e intelligenza artificiale può anche aprire la strada a edifici capaci di adattare dinamicamente il proprio comportamento. FAQ adattamento climatico degli edifici Che cosa si intende per adattamento climatico degli edifici? Quando si parla di adattamento climatico degli edifici si fa riferimento all’insieme di strategie progettuali e tecnologiche che rendono gli edifici capaci di resistere e funzionare in condizioni climatiche estreme e mutevoli, riducendo la vulnerabilità complessiva. Qual è il ruolo delle coperture nella resilienza climatica? Le coperture degli edifici non possono essere considerate come meri elementi passivi. Si tratta, infatti, di trasformarle in sistemi attivi capaci di assolvere a più funzioni, come trattenere l’acqua, ridurre il calore, produrre energia. Cosa si intende per resilienza impiantistica? La resilienza impiantistica è la capacità degli impianti di continuare a funzionare anche in condizioni critiche grazie a modularità, ridondanza e sistemi energetici distribuiti. In sostanza, per quanto possano essere ridotte le loro prestazioni rispetto alle condizioni standard, si adattano a nuove situazioni e assicurano continuità all’edificio. Perché è importante la continuità operativa degli edifici? Negli edifici strategici non basta ridurre i consumi, è fondamentale garantire il funzionamento minimo anche durante eventi climatici estremi. Si parla, quindi, di continuità operativa, intesa come la capacità di continuare ad assolvere almeno alle funzioni basilari anche in condizioni non favorevoli. Ciò è importante in tutti gli edifici, ma diventa davvero essenziale in alcuni luoghi strategici, come ospedali o scuole. Che cos’è un evento climatico estremo? Gli eventi climatici estremi per i quali si deve parlare di resilienza nel settore edile possono avere differenti origini e caratteristiche. Si parla di forti precipitazioni concentrate in poche ore, temperature anomale, sbalzi termici molto forti, venti imprevedibili, trombe d’aria, tempeste molto intense e così via. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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