Acque potabili, una nuova direttiva UE detta le regole sulla prevenzione. Multe salate per chi non si adegua

Diventa operativa la Direttiva UE 2020/2184 sulle acque potabili, a oltre 20 anni dall’ultimo intervento. L’Italia e gli altri Stati membri avranno tempo fino a gennaio 2026 per adeguarsi elevando gli standard di salvaguardia della salute e dell’ambiente.

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Acque potabili, un nuova direttiva UE detta le regole sulla prevenzione. Multe salate per chi non si adegua

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Acque potabili, si cambia rotta dopo nuova la direttiva UE volta a prevenire i danni alla salute e a sensibilizzare la popolazione europea. Secondo qualcuno il “motto” di questo intervento è quello di prevenire il rischio limitando gli interventi ex post.

Come? La direttiva UE 2020/2184 stabilisce nuovi standard – più elevati – sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, nonché una serie di iniziative per informare correttamente autorità e popolazione. L’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà adeguarsi entro il 2026, pena le sanzioni previste dalla lunga norma europea.

Grazie a questo intervento, finalmente, si supera in via definitiva la precedente Direttiva 98/83/CE, ormai obsoleta.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede riguardo agli obblighi in capo ai singoli Paesi su sorveglianza, informazione e garanzia dei cittadini.

Nuova direttiva UE, cosa cambia per la gestione delle acque potabili

La direttiva UE 2020/2184, dopo vent’anni dall’ultimo intervento sulla materia, adotta un approccio mai seguito prima: il controllo preventivo sulla catena di approvvigionamento delle acque destinate ad uso alimentare e igienico.

Nuova direttiva UE, cosa cambia per la gestione delle acque potabili

L’obiettivo dell’UE è “mappare” i rischi per la salute umana a tutela della collettività. Al suo interno, infatti, sono definitivi nuovi standard microbiologici e chimici che ogni Stato membro dovrà rispettare. Ciò serve, soprattutto, a ridurre la quantità di microplastiche, interferenti endocrini e prodotti farmaceutici nelle acque domestiche oltre che a prevenire il rischio di legionella e concentrazione di piombo.

La stessa direttiva indica i “locali prioritari” in cui i nuovi standard dovranno essere assicurati con maggior rigore, parliamo di ospedali, centri di ricovero/assistenza per anziani e disabili, strutture ricettive, scuole di ogni ordine e grado ed esercizi pubblici. Insomma è richiesta maggiore attenzione in tutti quegli spazi e ambienti frequentati ogni giorno da un gran numero di persone.

Altro aspetto importante della nuova direttiva UE riguarda i materiali che possono entrare a contatto con le tubature dove scorre l’acqua potabile domestica. Anche in questo caso è richiesto un rigore maggiore rispetto al passato per limitare i rischi alla salute.

Tutti questi accorgimenti servivano anche a incentivare i cittadini a bere l’acqua del rubinetto, buona e salutare, limitando l’acquisto di quella in bottiglia e quindi il consumo della plastica.

Come cambierà il sistema idro-potabile

Ciò su cui la direttiva Ue va ad intervenire è il metodo di approccio all’acqua potabile a livello europeo: non più retrospettivo, quindi rivolto al passato, al contrario sarà basato sulla prevenzione dei rischi.

Nuova direttiva UE, cosa cambia per la gestione delle acque potabili
Per fare ciò bisogna intervenire su diversi fronti:

  • distribuzione delle acque potabili
  • fognature
  • depurazione
  • tubature

Si parla in pratica di rivoluzionare l’intero sistema idro-potabile italiano entro 5 anni.

Sorveglianza, comunicazione e accesso all’acqua potabile

Comunicare e informare la popolazione residente è un degli obiettivi che si prefigge la Direttiva 2020/2184:

“Le due finalità principali della Direttiva, ossia migliorare l’accesso all’acqua e l’informazione pubblica, rispondono alle richieste dei cittadini di modernizzare la comunicazione e di mettere a loro disposizione informazioni aggiornate e pertinenti sulla qualità delle acque potabili”.

Le parole dell’avvocato Paola Rita Esposito, esperta e consulente di diritto delle acque e Legal Advisor di Celeris.

L’attività di sorveglianza e informazione sarà portata a compimento attraverso:

  • raccolta periodica dei dati
  • valutazione e gestione del rischio per ogni punto di estrazione dell’acqua
  • monitoraggio costante della qualità dell’acqua potabile domestica
  • monitoraggio dei fenomeni di contaminazione

A tal fine la normativa impone l’istituzione di un sistema informativo di raccolta dati centralizzato, cioè l’AnTeA – Anagrafe Territoriale dinamica delle Acque potabili.

Multe per chi gli Stati che non si adeguano entro il 2026

Come anticipato, la direttiva sulle acque potabili prevede delle sanzioni economiche per i Paesi che non si adeguano o si adeguano tardivamente alla nuova normativa. La data da prendere in considerazione per l’allineamento ai parametri indicati è il 12 gennaio 2026.
Mentre nel 2027 tutti e 27 gli Stati membri devono istituire un “Piano di valutazione e gestione dei rischi” per monitorare bacini idrografici e punti di estrazione presenti sul territorio.

Entro il 2029, invece, le autorità di competenza dovranno introdurre misure ad hoc per promuovere l’utilizzo dell’acqua domestica al consumo umano e redigere il “Piano di valutazione dei rischi per i sistemi di distribuzione e di fornitura”.

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