Bioedilizia: casa di paglia, dalla progettazione alla realizzazione partecipata

In Provincia di Pesaro e Urbino sorgerà un edificio in legno e paglia a 2 piani. Una scelta di bioedilizia, voluta dalla committenza che parteciperà alla sua realizzazione

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Bioedilizia: casa di paglia, in Provincia di Pesaro e Urbino

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Progettare case in legno e paglia «significa impiegare materiali naturali e farlo nell’ottica di una bioedilizia avanzata». Lo afferma Davide Santi, ingegnere esperto di edifici in legno, più nello specifico specializzato in servizi di ingegneria del legno e nella progettazione e calcolo di strutture in legno.

Insieme a Stefano Baldeschi e Daniele Mori è socio dello studio FOSD Engineering, che si è occupato della progettazione di un edificio bifamiliare in provincia di Pesaro e Urbino. Un’opera che coinvolgerà attivamente anche i suoi committenti: nel caso specifico i futuri proprietari hanno già espresso l’intenzione di provvedere alla posa del materiale isolante, ovvero della paglia.

Progettare una casa in bioedilizia in legno e paglia: gli aspetti da considerare

L’intervento di edilizia sostenibile consiste nella realizzazione di un edificio bifamiliare all’interno di una pratica di demolizione e ricostruzione.

Si tratta di una struttura di circa 470 mq calpestabili a due piani con un corpo centrale, due annessi laterali e due porticati. La struttura in elevazione sarà in legno, mentre in fondazione è prevista una piastra in cemento armato su pali trivellati. Il fabbricato è in classe energetica A4.

Bioedilizia: casa di paglia, in Provincia di Pesaro e Urbino

La realizzazione di una casa di paglia e legno è una scelta consapevole della committenza, «che non solo vuole costruire espressamente con questo materiale, ma spesso intende partecipare attivamente alla sua costruzione – spiega Santi – Talvolta gli edifici sono in parte auto-costruiti, dove possibile: i clienti spesso si occupano in prima persona delle finiture».

Lo studio si è già occupato di abitazioni in legno e paglia, una pratica edilizia che sta cominciando a prendere piede nel settore immobiliare, conferma il progettista. «Uno degli aspetti più interessanti di impiegare la paglia e che essa richiede di plasmare la struttura sull’isolante; di solito accade il contrario. Con la paglia occorre modificare lievemente le scelte strutturali sulle dimensioni della balla». Il reperimento della materia prima viene fatto attraverso produttori locali, che la mettono da parte nella stagione proprio per questi usi.

«Un aspetto vincolante è legato alla balla di paglia normalmente utilizzata. Essa va in qualche modo a vincolare la disposizione degli elementi strutturali e della componente impiantistica, che va parzialmente tagliata su misura – rileva Santi – Ma i benefici di impiegare questa materia prima combinata al legno sono tangibili in termini di comfort abitativo e di isolamento termico-acustico».

Purtroppo per la normativa vigente in Italia, «contrariamente a quanto avviene in altri Paesi europei, la paglia non è ammessa per la parte strutturale; ma godiamo comunque del suo abbinamento col legno per realizzare strutture molto performanti, anche in termini anti sismici».

Bioedilizia: casa di paglia, in Provincia di Pesaro e Urbino

Si tratta di strutture leggere, veloci da realizzare e spesso con una garanzia di prezzo fisso perché parte di questi moduli possono essere prefabbricati in parte già in stabilimento. In pratica, è possibile arrivare in cantiere con la parete già pre-assemblata su moduli e chiusa su di un lato. Sul posto poi va posato e inserito il materiale isolante.

«Lavoriamo da circa 14 anni prevalentemente su edifici e strutture di legno, su cui ci siamo specializzati», racconta Santi. Oggi è un settore molto dinamico e con una richiesta in progressiva crescita, ma ricorda come che nei primi anni in cui sono partiti si percepiva diffidenza per il legno «perché era ingiustamente considerato un materiale povero e fragile».

Casa in legno e paglia: le caratteristiche del progetto marchigiano

La struttura lignea è stata concepita con tecnologia costruttiva “platform-frame”, ovvero un telaio leggero in legno KVH «e lastra in gessofibra chiodata tramite cambrette al telaio con funzione di controvento di parete», illustra il co-fondatore dello studio FOSD Engineering.

Precisa che in questo caso particolare è stata la struttura, nello specifico il passo dei montanti e la dimensione dei fogli di controvento, a doversi adattare alle dimensioni del coibente (paglia in balle), in modo da «ridurre la manodopera necessaria per modificare o tagliare le balle di paglia, rendendo così la messa in opera più agevole possibile, nonché al fine di ottimizzare il materiale minimizzando gli sfridi».

Bioedilizia: casa di paglia, in Provincia di Pesaro e Urbino

L’obiettivo prioritario della progettazione edilizia strutturale è stato trovare soluzioni atte a diminuire i costi di produzione e messa in opera della struttura. «Solaio e copertura alta saranno a vista con travi in legno lamellare e coibente sempre realizzato con balle di paglia. Per le pareti interne si prevede di riempire il telaio con terra cruda e paglia. Intonaci esterni in calce e interni in terra cruda».

Lo stesso Santi spiega che per garantire la durabilità delle porzioni strutturali e non, le pareti esterne verranno posate su un cordolo in cemento armato posto al di sopra della platea su pali. «Tale cordolo garantirà la completa sopraelevazione dell’intradosso della struttura in legno e della coibentazione in balle di paglia dal piano finito interno ed esterno. Sulla base di questo particolare costruttivo è stato poi studiato l’apposito dettaglio di attacco a terra».

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