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Condizionatore senza unità esterna: cos’è, come funziona e perché è la scelta ideale per il tuo appartamento

Hai mai desiderato l’aria condizionata in casa, ma ti sei trovato bloccato dal condominio, dai vincoli del centro storico o semplicemente dalla mancanza di uno spazio dove installare l’unità esterna? Non sei il solo. Sempre più persone cercano oggi una soluzione di climatizzazione domestica che sia efficiente, discreta e soprattutto installabile senza stravolgere la facciata del proprio edificio. La risposta si chiama condizionatore senza unità esterna, un climatizzatore monoblocco che racchiude tutto il necessario in un unico corpo, eliminando completamente la necessità di un motore esterno. Linstallazione è semplice, ma è bene valutare con un tecnico se si tratta della soluzione adatta alle proprie esigenze. In questo articolo scoprirai cos’è, come funziona, quali sono i vantaggi reali rispetto allo split tradizionale e in quali situazioni rappresenta la scelta più intelligente.

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Condizionatore senza unità esterna: cos'è, come funziona e perché è la scelta ideale per il tuo appartamento

Indice degli argomenti

Il condizionatore è un elettrodomestico ormai indispensabile per affrontare il caldo estivo, soprattutto alla luce delle crescenti temperature registrate in questa stagione.

In ufficio, negli ambienti commerciali, ma anche a casa, è una delle tecnologie responsabili del comfort interno durante il periodo estivo. Laddove possibile, la scelta ricade generalmente sull’installazione di una soluzione multisplit a pompa di calore, con un’unità esterna collegata a più unità interne, responsabile della diffusione dell’aria raffrescata. Si tratta della scelta più comune, con indubbi vantaggi.

Scegliere il condizionatore giusto per la propria casa non è un’operazione semplice. Uno degli elementi che influenza maggiormente la decisione riguarda lo spazio a disposizione e gli eventuali vincoli della facciata esterna. Non tutti, infatti, possono installare condizionatori con motori esterni. Chi fosse impossibilitato può scegliere un condizionatore senza unità esterna, senza rinunciare al comfort di avere una casa fresca in estate con temperatura regolabile. Questi condizionatori, esattamente come gli altri, sono agevolati tramite bonus statali cosa che rende il loro acquisto particolarmente vantaggioso.

I condizionatori senza motore esterno sono la soluzione ideale per chi vuole rinfrescare la propria casa senza alterare la facciata dell’edificio. Sono comodi, si montano facilmente e non richiedono particolare manutenzione.

Un condizionatore senza unità esterna può essere la soluzione ideale per chi cerca un sistema di climatizzazione discreto ed efficiente. Valutando attentamente i pro e i contro, così come i consumi energetici, è possibile fare una scelta informata che soddisfi le proprie esigenze.

Come funzionano, quali sono i consumi e ci sono svantaggi? In questa guida tutto ciò che c’è da sapere sul condizionatore senza unità esterna.

Condizionatore senza unità esterna, come funziona

Un condizionatore senza unità esterna — detto anche climatizzatore monoblocco o condizionatore senza motore esterno — è un sistema di climatizzazione che integra in un unico apparecchio tutte le componenti necessarie al raffrescamento e spesso anche al riscaldamento di un ambiente.

A differenza del classico sistema split, dove un’unità interna è collegata tramite tubature a un motore esterno posizionato sulla facciata dell’edificio o sul balcone, il monoblocco non necessita di alcuna struttura all’esterno.

Perché scegliere un condizionatore senza unità esterna: pro, contro e consumi

Il dispositivo si installa direttamente a parete, con la sola necessità di praticare uno o due piccoli fori nel muro per il passaggio dell’aria. Questo lo rende particolarmente adatto a contesti in cui l’installazione tradizionale è vietata, difficile o semplicemente indesiderata.

Come funziona e cos’è il ciclo frigorifero

Il principio di funzionamento è lo stesso di qualsiasi sistema di climatizzazione a compressione: un fluido refrigerante assorbe il calore dall’aria interna, lo trasporta attraverso uno scambiatore di calore e lo espelle verso l’esterno. La differenza sostanziale rispetto a uno split è che tutte queste operazioni avvengono all’interno di un unico chassis montato sulla parete interna dell’ambiente, senza che nulla debba essere collocato fuori dall’edificio.

La griglia di ventilazione del climatizzatore senza unità esterna

Come in ogni pompa di calore, il compressore ha la responsabilità di comprimere il gas refrigerante utilizzato, così da modificarne la temperatura, per poi trasferirlo al condensatore e, infine, all’evaporatore, dove il gas refrigerante evapora assorbendo il calore interno dell’ambiente. È compito di un sistema di ventole, poi, distribuire l’aria raffrescata all’interno, espellendo quella calda. Il calore espulso viene convogliato verso l’esterno tramite le griglie di ventilazione, che si affacciano direttamente sul muro perimetrale.
Nei modelli più avanzati, la tecnologia DC Inverter consente di modulare continuamente la potenza del compressore in base alla temperatura rilevata, ottimizzando al tempo stesso i consumi e il livello di rumore percepito.

Condizionatore senza unità esterna, estetica, installazione e libertà architettonica

Quando si parla di condizionatore senza unità esterna non si fa necessariamente riferimento a un condizionatore monoblocco. Vi sono anche alcune soluzioni portatili, responsabili anche di deumidificare l’aria: questi sistemi sono dotati di un serbatoio per la raccolta dell’acqua o possono essere collegati all’esterno, tramite un tubo “di scarico”.

Che cos’è un condizionatore senza unità esterna

Questo tubo può essere fatto passare attraverso un infisso accostato, ma il consiglio è quello di creare in un serramento una specifica apertura. Molto più efficiente e interessante, però, è il condizionatore monoblocco a pompa di calore a parete.

Si tratta, fondamentalmente, di un climatizzatore che in un unico elemento unisce tutti i componenti presenti in una pompa di calore più “tradizionale”.

Il vantaggio più immediato è estetico e pratico: la facciata dell’edificio rimane pulita, senza scatole metalliche, tubi o staffe a vista. L’installazione è semplice e rapida: bastano uno o due fori nel muro, senza tubature del refrigerante da posare né opere murarie importanti. L’intervento è spesso completabile in poche ore.

Sul piano burocratico, in molti condomini non è necessario chiedere l’autorizzazione dell’assemblea, poiché non si interviene sulle parti comuni né si altera la facciata esterna. Nei centri storici e nelle zone soggette a vincoli architettonici, dove i regolamenti comunali o le soprintendenze vietano qualsiasi modifica alle facciate, il monoblocco rappresenta spesso l’unica alternativa legale alla climatizzazione. E per chi abita in un appartamento senza balcone o loggia, elimina il problema alla radice, senza compromessi.

Freddo d’estate, caldo d’inverno: tutto in uno

I modelli dotati di pompa di calore possono essere utilizzati sia in estate per il raffrescamento che in inverno come sistema di riscaldamento, tutto con un unico apparecchio e senza necessità di impianti aggiuntivi. Si tratta di un vantaggio considerevole sia in termini economici che pratici: un solo acquisto, una sola installazione, una sola manutenzione per gestire il comfort termico dell’ambiente durante tutto l’arco dell’anno.

Le prestazioni di raffreddamento sono concrete e affidabili. I climatizzatori monoblocco moderni, soprattutto quelli dotati di tecnologia inverter, sono in grado di mantenere la temperatura desiderata in modo stabile in ambienti di medie dimensioni. La potenza disponibile sul mercato va generalmente dai 9.000 BTU ai 18.000 BTU, coprendo stanze da circa 20 fino a 45-50 metri quadri.

È comunque importante dimensionare correttamente l’apparecchio: una stanza molto soleggiata, con grandi vetrate esposte a sud, potrebbe richiedere un modello con potenza superiore rispetto a quanto si sceglierebbe con uno split classico.

Condominio e normativa, cosa sapere prima di procedere

In linea generale, poiché il condizionatore senza unità esterna non occupa parti comuni dell’edificio e non altera la facciata in modo visibile, non è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea condominiale. L’iter burocratico è sistematicamente meno complesso rispetto a quello richiesto per uno split tradizionale con unità esterna a vista.

Tuttavia, è sempre consigliabile verificare il regolamento condominiale specifico e, nei Comuni soggetti a tutela paesaggistica o storica, ottenere un nulla osta dagli uffici competenti prima di procedere con l’installazione. Un’informazione preventiva evita contestazioni successive e garantisce serenità nell’utilizzo dell’impianto nel lungo periodo.

Come scegliere con consapevolezza

Sul piano dell’efficienza energetica pura, i migliori split A+++ consumano meno a parità di lavoro svolto. Le potenze disponibili sono inoltre più limitate rispetto al mondo split, e per ambienti molto grandi — oltre i 50 metri quadri — l’offerta si assottiglia sensibilmente. Poiché compressore e ventilatori si trovano nello stesso chassis collocato nella stanza, il livello sonoro percepito internamente può essere leggermente superiore rispetto a uno split di pari fascia. Infine, è necessaria una parete perimetrale libera con accesso diretto all’esterno: chi ha appartamenti disposti esclusivamente su cortili interni chiusi potrebbe trovarsi in difficoltà.

Detto questo, per la maggioranza degli utenti che cercano una soluzione pratica, discreta e senza complicazioni burocratiche o estetiche, questi svantaggi sono ampiamente compensati dai benefici concreti che questa tecnologia offre.

Consumi energetici, la verità sui numeri

Il consumo energetico di un monoblocco dipende da diversi fattori: la potenza dell’apparecchio, la tecnologia del compressore, la classe energetica e le condizioni d’uso. I modelli inverter di fascia medio-alta possono raggiungere classi energetiche A o A+, con consumi per il raffrescamento comparabili a quelli di uno split entry-level. È corretto riconoscere che, a parità di potenza nominale, uno split di classe A+++ consumerà meno di un monoblocco A+. Tuttavia, se il confronto reale è tra un monoblocco inverter e un condizionatore portatile, il monoblocco vince nettamente in termini di efficienza, comfort acustico e prestazioni complessive.

L’installazione dei condizionatori senza unità esterne

La condizione fondamentale è avere almeno una parete esterna disponibile, ovvero un muro che confini direttamente con l’esterno dell’edificio. Questa parete deve essere abbastanza spessa da consentire il passaggio dei fori di ventilazione e non deve essere ostruita da ostacoli sul lato esterno. I contesti più comuni e adatti sono gli appartamenti in condominio anche senza balcone, le camere da letto con parete perimetrale libera, gli studi e gli uffici ricavati in edifici storici, le case vacanza dove si vogliono lavori minimi, e i locali commerciali in edifici con facciate vincolate.

L’installazione di un condizionatore senza unità esterna non è particolarmente onerosa. A livello murario, è necessario predisporre i fori nel muro, generalmente di un diametro di circa 15-16 centimetri. È necessario il collegamento alla corrente elettrica, per il funzionamento della macchina che, come tutte le pompe di calore, alimenta i suoi componenti mediante energia elettrica.

L’installazione non può essere effettuata in autonomia, è necessario rivolgersi a tecnici del settore, in grado di gestire tutte le operazioni di posa e l’avvio dell’impianto. Tendenzialmente è il fornitore stesso dell’impianto che offre il servizio di installazione.

Monoblocco da parete o condizionatore portatile, cosa scegliere

Il condizionatore portatile è spesso la prima soluzione a cui si pensa quando si vuole evitare l’unità esterna, ma il confronto con il monoblocco da parete non regge quasi su nessun fronte. I portatili sono spesso ingombranti, rumorosi, necessitano comunque di un tubo di scarico che fuoriesce dalla finestra limitandone l’apertura, e hanno un’efficienza energetica notoriamente bassa.

Il monoblocco da parete è invece fisso, silenzioso, invisibile dall’interno e non occupa spazio vivibile. Non lascia nessun cavo o tubo a vista, non ostruisce le finestre e garantisce prestazioni stabili e controllabili tramite telecomando o, nei modelli più recenti, tramite app domotica. Se si sta valutando un portatile solo perché si pensa di non poter installare un fisso, bisogna verificare prima se c’è una parete esterna disponibile: nella maggior parte dei casi, la soluzione monoblocco è concretamente accessibile.

Condizionatore INNOVA ..2.0: sottile e silenzioso

Troppo spesso climatizzare significa accettare un compromesso estetico: scatole metalliche sul balcone, tubi a vista, unità condensanti che deturpano le facciate dei palazzi. INNOVA ha deciso di affrontare il problema alla radice con il condizionatore ..2.0, un monoblocco senza unità esterna progettato per inserirsi perfettamente in ambienti domestici già esistenti, offrendo ottime prestazioni energetiche e quasi scomparendo alla vista per minimizzare al massimo l’impatto estetico.

Condizionatore INNOVA ..2.0: sottile e silenzioso
Condizionatore INNOVA ..2.0

Il design è curato in ogni dettaglio: ..2.0 è un vero oggetto di arredo, sottile e compatto, dove la forma segue la funzione. Il corpo è realizzato al 100% in metallo per garantire solidità, robustezza e una sensazione di qualità percepita immediatamente.

Modulo condizionatore senza unità esterna Innova 2.0

Le dimensioni dei componenti interni sono state ridotte e ottimizzate per includere tutte le funzioni necessarie in un profilo di soli 16 centimetri di profondità: uno spessore ultrasottile che si traduce in un impatto estetico minimo sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

Grazie alla tecnologia DC Inverter, le potenze sono ottimizzate per ottenere il massimo comfort con il minor consumo e il minor rumore possibile. La funzione Dual Power consente di sfruttare la potenza massima per raggiungere rapidamente la temperatura desiderata, dopodiché il sistema si regola automaticamente per mantenere il comfort nel tempo senza sprechi energetici.

Le nuove griglie del Condizionatore senza unità esterna INNOVA ..2.0
Le nuove griglie

Un dettaglio tecnico di rilievo sono le griglie esterne pieghevoli: si aprono automaticamente quando la macchina è in funzione e si richiudono quando è spenta, minimizzando l’ingresso di polvere, riducendo il rumore residuo e massimizzando il benessere complessivo dell’ambiente.

..2.0 funziona sia per la climatizzazione estiva che, in modalità pompa di calore, per il riscaldamento invernale: tutto in un unico modello, con la massima semplicità di installazione.

Vantaggi e svantaggi dei condizionatori senza unità esterna

Scegliere di installare un condizionatore senza unità esterna offre alcuni vantaggi interessanti soprattutto in alcune circostanze. Prima di tutto l’assenza di un’unità esterna visibile è ideale per chi non ha spazio per l’unità esterna o deve rispettare alcuni vincoli, anche in contesti condominiali. L’installazione è molto semplice e viene fatta direttamente dall’interno di casa, senza opere murarie complesse o particolarmente costose. Anche i tempi, proprio per la semplicità delle operazioni, sono decisamente brevi. Inoltre l’assenza dell’unità esterna semplifica la pulizia e la manutenzione periodica dell’apparecchio.

Per contro, è importante sapere che da un punto di vista prestazionale, i condizionatori senza unità esterna sono meno efficienti delle tradizionali pompe di calore, con un maggior costo dovuto a più elevati consumi elettrici. Il compressore inserito nella macchina interna, poi, può generare un rumore maggiore rispetto a quanto avviene con gli spit connessi all’unità esterna. Infine, è necessario calcolare attentamente la potenza della macchina, sulla base delle dimensioni dell’ambiente da raffrescare. Infine, occupa più spazio rispetto ai normali split, proprio perché deve ospitare tutti i componenti dell’impianto.

Quanto costa montare un condizionatore senza unità esterna

Il costo si compone di due voci principali: il prezzo dell’apparecchio e il costo dell’installazione. Sul mercato si trovano modelli a partire da circa 700-800 euro per le taglie più piccole, fino a 1.500-2.000 euro e oltre per i modelli di fascia alta con pompa di calore e tecnologia inverter avanzata. L’installazione, grazie alla semplicità dell’intervento, ha generalmente un costo inferiore rispetto a quella di uno split: non è necessario un tecnico abilitato alla manipolazione del gas refrigerante per tutta la fase di posa, e i tempi di lavoro sono ridotti. In totale, un impianto completo si attesta generalmente tra i 1.000 e i 2.500 euro, rendendolo competitivo rispetto a uno split di qualità equivalente.

Ci sono diversi fattori che influenzano il prezzo di un condizionatore:

  • la classe energetica dell’apparecchio (più è alta la classe energetica e più sarà alto il costo ma anche il risparmio nel lungo termine)
  • la potenza
  • le eventuali funzionalità aggiuntive

Altro elemento che influenza i costi è la presenza dell’inverter. Esistono condizionatori senza unità esterna con inverter la cui potenza viene regolata a seconda della temperatura della stanza da raffreddare/riscaldare; oppure senza inverter la cui potenza erogata si regola in base all’accensione/spegnimento del compressore.

In qualsiasi caso, chi compra uno o più condizionatori senza unità esterna in classe energetica alta può usufruire del bonus condizionatori, ovvero della detrazione Irpef da indicare nella Dichiarazione dei redditi che prevede detrazioni in 10 anni del 50% per abitazione principale (o con ristrutturazione) e 36% per seconde case.

Passando ai consumi, più l’apparecchio è performante dal punto di vista energetico minore sarà la spesa in bolletta. Per consumare meno si dovrebbe scegliere un apparecchio in classe A+++ . Parlando del refrigerante, invece, il più ecologico ed efficiente è l’R32, con elevate prestazioni sia in fase di raffreddamento che di riscaldamento.

FAQ Condizionatore senza unità esterna 

Cos’è un condizionatore senza unità esterna?

Un condizionatore senza unità esterna è un climatizzatore monoblocco che racchiude in un unico apparecchio tutte le componenti necessarie al raffrescamento e, in molti casi, anche al riscaldamento. A differenza dei sistemi split tradizionali, non richiede l’installazione di un motore esterno, rappresentando una soluzione discreta e pratica per abitazioni e uffici.

Può essere installato ovunque un condizionatore senza unità esterna?

L’installazione di un condizionatore senza unità esterna non presenta particolari limiti, purché all’interno dell’edificio, negli ambienti da raffrescare, vi sia lo spazio necessario. Si devono realizzare i fori nella parete e verificare che l’edificio non presenti vincoli tali per cui non è possibile procedere in questo modo. La tipologia di impianto, inoltre, dovrebbe essere ponderata in base alle dimensioni degli ambienti, così da capire se si tratta di una soluzione efficienze per le specifiche esigenze del caso.

Come funziona un climatizzatore senza motore esterno?

Il suo funzionamento si basa sul ciclo frigorifero a compressione. Un fluido refrigerante assorbe il calore dall’aria interna e lo espelle all’esterno attraverso apposite griglie collegate a uno o due fori nel muro. Tutti i componenti sono integrati in un unico dispositivo installato sulla parete, senza necessità di unità esterne.

Quali sono i vantaggi di un condizionatore monoblocco senza unità esterna?

Questo sistema offre numerosi vantaggi, tra cui un’installazione semplice e rapida, l’assenza di impatto sulla facciata dell’edificio e minori vincoli burocratici. È particolarmente indicato per centri storici, condomini e immobili soggetti a restrizioni architettoniche, oltre a garantire efficienza, comfort e un’estetica pulita.

Un condizionatore senza unità esterna raffredda davvero come uno split tradizionale?

Sì, soprattutto negli ambienti di medie dimensioni. I modelli moderni, dotati di tecnologia inverter, assicurano prestazioni affidabili e temperature stabili. Tuttavia, a parità di potenza nominale, uno split tradizionale può risultare leggermente più efficiente in spazi molto ampi.

Quanto costa un condizionatore senza unità esterna?

Il prezzo varia in base alla potenza, alle prestazioni e alle funzionalità. I modelli base partono da circa 700–800 euro, mentre quelli di fascia alta possono superare i 1.500–2.000 euro. Considerando anche l’installazione, il costo complessivo si colloca generalmente tra 1.000 e 2.500 euro.

Dove si può installare un condizionatore senza unità esterna?

Può essere installato su qualsiasi parete perimetrale che confini direttamente con l’esterno. È una soluzione ideale per appartamenti in condominio, edifici storici, abitazioni prive di balcone, uffici e locali commerciali.

Il condizionatore senza unità esterna è portatile?

Si tratta di due differenti soluzioni per la climatizzazione degli ambienti interni. Il condizionatore portatile è un impianto che può essere liberamente posizionato all’interno di casa e si sposta facilmente dove necessario. Il condizionatore senza unità esterna, invece, è in ogni caso una macchina fissa, che viene installata a parete proprio come di solito avviene con gli split interni della pompa di calore.

Quanto costa un condizionatore senza unità esterna?

Il costo può variare molto in base al modello che si decide di installare, ma generalmente può risultare più costoso rispetto ai modelli multisplit tradizionali. Nella maggior parte dei casi si parla di una spesa superiore ai mille euro, determinata non solo dal marchio prescelto, ma anche dalla potenza e dal livello di efficienza desiderato.

Serve il permesso del condominio per installare un climatizzatore senza unità esterna?

In linea generale non è necessario, poiché l’apparecchio non altera visibilmente la facciata e non occupa parti comuni. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare il regolamento condominiale e le normative locali, soprattutto in presenza di vincoli paesaggistici o architettonici.

I condizionatori senza unità esterna sono rumorosi?

I modelli più moderni garantiscono livelli di rumorosità contenuti. Sebbene il compressore sia integrato nell’unità interna, la tecnologia inverter e i sistemi di isolamento acustico assicurano un comfort elevato, rendendoli adatti anche alle camere da letto.

Quanto consuma un climatizzatore senza unità esterna?

I consumi dipendono dalla classe energetica, dalla potenza e dalle condizioni d’uso. I modelli inverter di fascia medio-alta raggiungono classi energetiche A o A+, con prestazioni comparabili a quelle di uno split entry-level e superiori rispetto ai condizionatori portatili.

Quanti fori nel muro servono per installarlo?

Generalmente sono necessari uno o due fori sulla parete esterna, indispensabili per consentire lo scambio d’aria con l’esterno e garantire il corretto funzionamento del dispositivo.

Un condizionatore senza unità esterna può anche riscaldare?

Sì, i modelli dotati di pompa di calore possono essere utilizzati anche in inverno. Questa funzione consente di raffrescare e riscaldare gli ambienti con un unico apparecchio, offrendo una soluzione pratica ed efficiente per tutto l’anno.

Come scarica la condensa un condizionatore senza unità esterna?

Non avendo un’unità esterna, i condizionatori monoblocco gestiscono la condensa in modi diversi a seconda del modello. Nei più semplici, l’acqua di condensa viene raccolta in una vaschetta interna che va svuotata periodicamente, come avviene nei climatizzatori portatili. Nei modelli più evoluti, la condensa viene espulsa automaticamente verso l’esterno attraverso apposite bocchette a parete (invisibili dall’esterno), oppure può essere convogliata in uno scarico dedicato o in una grondaia, senza richiedere interventi manuali.

È possibile installarlo senza lavori invasivi?

Sì, l’installazione è semplice e richiede interventi minimi. Sono sufficienti uno o due fori nel muro, senza la posa di tubazioni del refrigerante o opere murarie complesse, con tempi di lavoro generalmente ridotti a poche ore.

Quali sono i pro e quali i contro del condizionatore senza unità esterna?

Come abbiamo visto, questa soluzione è particolarmente adatta a chi non ha balconi o abita in edifici la cui facciata è vincolata. Questo elettrodomestico, come tutti, ha vantaggi e svantaggi.

Vediamo i principali.

Parlando dei “pro”:

  • si adatta a tutti gli ambienti grazie alla vastità di modelli
  • permette di superare limiti e vincoli architettonici (ad esempio in palazzi storici)
  • richiede poca manutenzione

Ecco, invece, alcuni “contro” da considerare”:

  • efficienza energetica minore rispetto ai modelli standard
  • potenza inferiore
  • sono più voluminosi
  • maggiore rumore percepito

Qual è la differenza tra condizionatore portatile e senza unità esterna?

Il condizionatore portatile è mobile e richiede un tubo di scarico da posizionare alla finestra, risultando spesso più rumoroso e meno efficiente. Il modello senza unità esterna è invece fisso, più silenzioso, esteticamente discreto e capace di garantire prestazioni superiori e maggiore comfort.

Quali sono gli svantaggi dei climatizzatori senza unità esterna?

Tra i principali limiti si annoverano un’efficienza leggermente inferiore rispetto ai migliori split A+++, una gamma di potenze più ridotta per ambienti molto grandi e una rumorosità interna lievemente superiore. Inoltre, è necessaria la presenza di una parete perimetrale libera.

Per quali ambienti sono più adatti questi sistemi?

Questi climatizzatori sono ideali per appartamenti in condominio, centri storici, edifici vincolati, uffici, camere da letto, case vacanza e locali commerciali. Rappresentano la soluzione perfetta in tutti i contesti in cui non è possibile installare un’unità esterna o si desidera preservare l’estetica dell’edificio.


Prima pubblicazione giugno 2024, articolo aggiornato

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