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Indice degli argomenti Toggle Foreste urbane: uno scudo contro caldo e inquinamentoGeneration Restoration Cities: le città che rigenerano la natura urbana FAQ – Domande sulla foreste urbaneCos’è una foresta urbana?Perché Toronto è considerata un modello di foresta urbana?Quali benefici porta la foresta urbana ai cittadini?Come funziona la strategia di Toronto per la gestione del verde?Le foreste urbane possono davvero contrastare il cambiamento climatico? Con una popolazione di oltre tre milioni di abitanti, Toronto è la città più grande del Canada e una delle metropoli in più rapida espansione del Nord America. Nonostante la crescita incessante di grattacieli e quartieri residenziali, Toronto è riuscita a fare spazio a un’immensa rete di aree verdi che oggi costituisce la sua foresta urbana. Questa “urban forest” è frutto di un progetto illuminato che ha preso vita a partire dagli anni Cinquanta, quando la città, dopo una devastante alluvione, decise di vietare nuove edificazioni in aree a rischio idrogeologico come gole e vallate (ravines). Da allora, Toronto ha trasformato zone industriali dismesse, cave abbandonate e aree marginali in spazi naturali vivi, come nel caso del Don Valley Brick Works, una cava di argilla riconvertita in una zona umida abitata da anatre, volpi, castori e perfino cervi. Questi corridoi verdi coprono circa 11.000 ettari, pari al 17% della superficie cittadina. Oggi, i ravines ospitano zone umide restaurate o artificiali, che assorbono l’acqua piovana e riducono il rischio di inondazioni. Ci sono oltre 300 chilometri di sentieri accessibili e persino fiumi navigabili in canoa per i residenti. Toronto ospita oltre undici milioni di alberi tra aceri, pini e cicute, custoditi in gole, parchi e lungo le strade. Questi alberi non sono solo una cornice di bellezza: sono veri alleati nella lotta ai cambiamenti climatici. Con la loro ombra abbassano la temperatura urbana contrastando le isole di calore, filtrano l’aria dalle polveri sottili e trattengono CO₂, aiutando la città a rispettare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni. Come racconta Mirey Atallah, responsabile del ramo Adaptation and Resilience dell’UNEP: «Integrando la natura nel tessuto urbano, Toronto sta creando ciò che sempre più cittadini desiderano: città vivibili, sostenibili e con la natura al centro». A supportare questa attenzione vi è un quadro normativo solido: leggi, regolamenti e strategie municipali che riconoscono come la salute e la resilienza della città — inclusa la capacità di mitigare e adattarsi al cambiamento climatico — dipendano dalla natura Foreste urbane: uno scudo contro caldo e inquinamento In molte parti del mondo, la crescita incontrollata delle popolazioni urbane ha portato a uno sviluppo frenetico che distrugge gli ecosistemi. Con oltre metà della popolazione mondiale che già vive nelle città, percentuale che si prevede aumenterà, gli esperti ritengono fondamentale ridurre le emissioni di gas serra e fermare la perdita di biodiversità anche in contesti urbani. Toronto è la prova che rigenerare spazi naturali in città non è solo un gesto estetico ma una strategia lungimirante per proteggere la salute delle persone e dell’ambiente. Le foreste urbane, infatti, mitigano le ondate di calore estive, uno degli effetti più drammatici del cambiamento climatico nelle grandi metropoli. Le chiome degli alberi forniscono ombra e favoriscono l’evaporazione dell’acqua dal suolo, contribuendo ad abbassare la temperatura dell’aria. Questo effetto è vitale per ridurre l’uso di condizionatori, con un conseguente risparmio energetico e una minore emissione di gas serra. Ma c’è di più. Gli alberi catturano inquinanti atmosferici come ozono, biossido di azoto e particolato, migliorando la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. Le zone umide, invece, agiscono come spugne naturali: assorbono le acque piovane e riducono il rischio di allagamenti, un problema sempre più frequente in aree urbane densamente impermeabilizzate. Generation Restoration Cities: le città che rigenerano la natura urbana Non è un caso che Toronto sia stata inserita dall’UNEP nel Generation Restoration Cities, progetto nato per aiutare le città di tutto il mondo a valorizzare, ripristinare e proteggere gli ecosistemi, integrandoli nei processi di pianificazione e sviluppo urbano, diventando un punto di riferimento internazionale per chi vuole restituire spazio alla natura. La città investe risorse anche per rendere accessibili queste aree verdi alle comunità più vulnerabili, coinvolgendo i residenti nella cura dei nuovi alberi piantati e collaborando con le comunità indigene per tramandare pratiche tradizionali di gestione del territorio, come i fuochi controllati per ripristinare ecosistemi di savana nel famoso High Park. Oltre a Toronto, altre città modello nel progetto Generation Restoration sono Montreal, la seconda città più grande del Canada, e Glasgow, la terza del Regno Unito. Montreal sta portando avanti un piano 2020–2030 focalizzato su clima, natura e sport, che prevede la piantumazione di 500.000 alberi, la rinaturalizzazione delle sponde dei fiumi, la conversione dei prati municipali in praterie ricche di biodiversità e l’espansione dell’agricoltura urbana. A Glasgow, invece, grande importanza è data al coinvolgimento delle comunità, anche attraverso le scuole, per accrescere la consapevolezza e il senso di appartenenza agli spazi verdi, con campagne di piantumazione e manutenzione degli alberi e nuove opportunità di attività all’aperto. Toronto dimostra che la natura non è un ornamento, ma un’infrastruttura essenziale per la resilienza urbana. Ogni albero piantato è un passo in avanti verso città più fresche, sane e accoglienti. È una lezione preziosa per ogni grande metropoli che voglia affrontare seriamente il riscaldamento globale e migliorare la qualità di vita dei propri cittadini. FAQ – Domande sulla foreste urbane Cos’è una foresta urbana? Una foresta urbana è l’insieme degli alberi, dei parchi, delle gole, delle zone umide e di tutti gli spazi verdi presenti all’interno di un contesto cittadino. Non si tratta solo di parchi isolati, ma di un vero ecosistema integrato che contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, ridurre le temperature e offrire habitat per la biodiversità. Perché Toronto è considerata un modello di foresta urbana? Toronto è stata riconosciuta dall’UNEP come città modello perché, nonostante una crescita urbana rapida e costante, ha saputo proteggere e rigenerare aree naturali strategiche come i ravines, reti di gole verdi che attraversano la città per centinaia di chilometri. Ex cave e siti industriali dismessi sono stati trasformati in zone umide e sentieri accessibili, creando un polmone verde di oltre undici milioni di alberi. Quali benefici porta la foresta urbana ai cittadini? Le foreste urbane riducono le isole di calore urbane, assorbono CO₂, filtrano gli inquinanti atmosferici e attenuano il rischio di alluvioni grazie alle zone umide. Offrono spazi di svago e benessere psico-fisico, rafforzano la resilienza della città agli eventi climatici estremi e generano valore economico in termini di risparmio energetico e costi sanitari ridotti. Come funziona la strategia di Toronto per la gestione del verde? Dal 1954 Toronto ha imposto limiti allo sviluppo edilizio nelle aree a rischio idrogeologico, proteggendo le gole e i fondovalle. La città applica piani di gestione forestale, strategie per la biodiversità e regolamenti per preservare gli alberi lungo le strade. Prevede incentivi per la piantumazione di nuovi alberi soprattutto nelle aree più svantaggiate, coinvolge i residenti nella manutenzione e valorizza le conoscenze tradizionali delle comunità indigene per pratiche di cura del territorio. Le foreste urbane possono davvero contrastare il cambiamento climatico? Sì. Gli alberi urbani contribuiscono in modo significativo ad assorbire anidride carbonica, ridurre la temperatura dell’aria, mitigare gli effetti delle ondate di calore e migliorare la gestione delle acque piovane. In una grande città come Toronto, l’impatto di una rete verde così vasta è un esempio concreto di come infrastrutture naturali e pianificazione urbana possano lavorare insieme per la resilienza climatica. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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