Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
Indice degli argomenti Toggle Che cos’è l’indipendenza energeticaGli NZeb sono energeticamente indipendenti?Quanta energia serve a un edificio per funzionareIndipendenza energetica: sì, ma solo con una progettazione accurataGli impianti per le energie rinnovabiliFAQ Indipendenza energetica negli edificiUn edificio può essere davvero completamente autonomo dalla rete elettrica?Quali sono le principali difficoltà per l’indipendenza energetica degli edifici esistenti?Quanto è importante l’accumulo energetico per raggiungere l’indipendenza energetica? L’indipendenza energetica è un obiettivo molto ambizioso. Con la crescente necessità di combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e il susseguirsi di criticità geopolitiche e macroeconomiche, parlare di autoconsumo e autoproduzione è ormai una necessità. Un edificio che ambisce all’indipendenza energetica sfrutta in modo strategico le tecnologie e le possibilità offerte dall’innovazione, offrendo interessanti vantaggi anche in termini economici. Raggiungere questo traguardo, però, non è affatto semplice e, in alcuni casi, gli investimenti richiesti potrebbero essere importanti, tanto da richiedere un ridimensionamento degli obiettivi. Che cos’è l’indipendenza energetica L’indipendenza energetica è un tema centrale nella transizione ecologica, nella pianificazione urbana e nella strategia di decarbonizzazione. Il termine può assumere diverse connotazioni a seconda del campo di applicazione a cui si fa riferimento. In generale, comunque, fa parla della capacità di un sistema di non dipendere energeticamente da parti terze. Se ne parla anche a livello di nazione, ma in questo caso il raggiungimento dell’obiettivo è sicuramente più complesso e lontano. Nel contesto edile, l’indipendenza energetica si traduce nella capacità di produrre e gestire localmente tutta l’energia necessaria al proprio funzionamento, riducendo al minimo, fino ad annullare, il fabbisogno da fonti esterne. La chiave di ciò è chiaramente l’energia rinnovabile, essenziale per garantire il corretto funzionamento di ogni impianto e dispositivo attivo installato. Gli NZeb sono energeticamente indipendenti? Il concetto di indipendenza energetica non deve essere confuso con quello di edificio a energia quasi zero, il cui acronimo è NZeb (dall’inglese Nearly Zero Energy Building). Un edificio a energia quasi zero, infatti, consuma molto poco, grazie anche allo studio di tutte le possibili strategie per ridurre il fabbisogno energetico. Si parla, quindi, di elevata efficienza, ma anche di soluzioni passive per ridurre necessità connesse al riscaldamento, al raffrescamento e all’illuminazione. Oltre a ciò, si incoraggia la produzione di energia rinnovabile. Nel caso dell’indipendenza energetica, invece, non ci si concentra sul quanto si consuma in termini assoluti, ma piuttosto sulla fonte energetica: l’energia utilizzata deve essere prodotta in loco. Ciò significa che l’edificio è completamente autonomo da un punto di vista energetico. Per via teorica, potrebbe essere disconnesso dalla rete (off-grid). Al momento questa situazione si verifica principalmente in contesti remoti o in località in cui non è possibile connettersi alla rete. Quanta energia serve a un edificio per funzionare Quanto detto non significa che in un edificio energeticamente indipendente non si debbano mettere in campo strategie per ridurre il fabbisogno. Tutt’altro. Al momento, infatti, è davvero complesso raggiunge il 100% di autosufficienza energetica senza mettere in campo specifiche strategie di risparmio. I principali consumi, in un edificio di natura residenziale, sono connessi alle funzioni primarie di riscaldamento invernale, raffrescamento estivo, illuminazione, produzione di acqua calda sanitaria e funzionamento di tutti i dispositivi elettrici ed elettronici installati. A questi, negli edifici contemporanei, si aggiunge la ventilazione meccanica controllata, alimentata a energia elettrica. Questa domanda può e deve essere significativamente ridotta con tecnologie di efficienza energetica, per poi essere soddisfatta attraverso la produzione locale da rinnovabili, creando le condizioni per un’eventuale indipendenza. È impensabile puntare sull’autosufficienza se i consumi sono molto elevati. Indipendenza energetica: sì, ma solo con una progettazione accurata Gli ingredienti per raggiungere (o avvicinarsi) all’indipendenza energetica sono il risparmio energetico, l’efficienza energetica e l’innovazione tecnologica. Per raggiungere il primo, si devono attuare alcune strategie progettuali specifiche, quali la realizzazione di un involucro opaco e trasparente altamente performante, che riduca le dispersioni e limiti il surriscaldamento. Lo studio dell’orientamento e della forma dell’edificio sono altrettanto importanti, in quanto sfruttare a pieno l’irraggiamento solare, il vento e l’ombreggiamento offerto da alberi o altri elementi è importantissimo per favorire il funzionamento passivo dell’edificio. Efficienza energetica e innovazione, invece, fanno principalmente riferimento alle soluzioni impiantistiche installate, che devono essere performanti e perfettamente calibrate rispetto alle esigenze dell’edificio. Inoltre, grazie alla domotica e all’IoT, è possibile raggiungere livelli di monitoraggio elevati, con un funzionamento sempre più puntuale degli impianti. In sostanza, si elimina ogni spreco e si ottimizzano i consumi. Gli impianti per le energie rinnovabili Può sembrare scontato, ma per raggiungere l’autosufficienza è indispensabile investire sulle soluzioni tecnologiche per la produzione e lo stoccaggio dell’energia rinnovabile. Per la produzione è possibile valutare diverse soluzioni, quali il fotovoltaico, il solare termico, il geotermico o l’eolico. Per risultati concreti, generalmente, è necessario combinare tra loro queste soluzioni. Tutto ciò non è sufficiente. Rinunciare al rifornimento da rete, significa dover essere indipendenti in qualsiasi momento. L’unica soluzione è installare anche adeguati sistemi di storage, ossia accumuli per conservare l’energia prodotta, al fine di utilizzarne in un secondo momento. Sono evidenti le principali criticità che si possono riscontrare, connesse agli elevati costi iniziali richiesti, tali da compromettere la convenienza economica dell’investimento; oltre che dalla riduzione dell’affidabilità del sistema, soprattutto in alcune zone climatiche. In ogni caso, la direzione è sicuramente quella di aumentare quanto possibile l’autosufficienza, eventualmente senza arrivare alla totale indipendenza. Il giusto compromesso vede in equilibrio il livello di indipendenza energetica con la sostenibilità economica e ambientale dell’operazione. FAQ Indipendenza energetica negli edifici Un edificio può essere davvero completamente autonomo dalla rete elettrica? Da un punto di vista tecnico, un edificio può essere autosufficiente e indipendente dalla rete pubblica se ben progettato, previsto di impianti efficienti e alimentato a energia rinnovabile prodotta in loco. Da un punto di vista pratico, non sempre è possibile coprire tutto il fabbisogno con le rinnovabili e soprattutto l’investimento economico richiesto può essere elevato. Quali sono le principali difficoltà per l’indipendenza energetica degli edifici esistenti? Gli edifici esistenti pongono diverse sfide, in quanto si parte generalmente da prestazioni di isolamento termico e impiantistico limitate. Diviene fondamentale una completa riqualificazione, che però deve essere compatibile con l’esistente, le normative vigenti e il budget a disposizione. Tuttavia, con un’analisi energetica preliminare e un progetto integrato completo, è possibile ottenere alti livelli di autosufficienza anche negli edifici datati. Quanto è importante l’accumulo energetico per raggiungere l’indipendenza energetica? L’accumulo energetico è fondamentale per raggiungere l’autosufficienza. Senza batterie o sistemi di accumulo termico è molto complesso garantire il corretto funzionamento di ogni impianto durante le diverse ore del giorno e nell’arco delle stagioni. Per l’indipendenza, quindi, l’accumulo è basilare. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
01/06/2026 IREX Annual Report 2026: investimenti stabili, storage in forte crescita, ma il permitting resta il nodo irrisolto A cura di: Stefania Manfrin Il rapporto IREX Annual Report 2026 di Althesys analizza investimenti, costi, permitting e storage nel mercato ...
27/05/2026 L.R. 7/2025: aree idonee per le rinnovabili in Umbria. Critiche le associazioni ambientaliste A cura di: Erika Bonelli Aree idonee rinnovabili Umbria: la L.R 7/2025, aggiornata dalla L.R. 4/2026 definisce regime autorizzativo, fasce di ...
15/05/2026 Comunità energetiche rinnovabili: la nuova raccomandazione Ue per accelerare le CER A cura di: Stefania Manfrin La nuova Raccomandazione della Commissione Ue chiede meno burocrazia, più condivisione dell’energia per accelerare CER e ...
14/05/2026 PdL Aree Idonee in Lombardia: approvata la norma sulle rinnovabili, ma le critiche non mancano A cura di: Erika Bonelli Il Consiglio regionale della Lombardia approva il PdL 175 sulle aree idonee per le rinnovabili. Obiettivi, ...
11/05/2026 Rinnovabili 24/7: IRENA misura il costo dell’energia pulita programmabile A cura di: Erika Bonelli Il report IRENA 2026 misura costi, storage e firm LCOE delle rinnovabili 24/7 per industria e ...
24/04/2026 Frenano le rinnovabili in Italia, -6% per la nuova capacità installata A cura di: Stefania Manfrin Renewable Energy Report 2026: nel 2025 le rinnovabili calano del 6% in Italia, ma PPA e ...
21/04/2026 Heat Pump 2027, focus pompe di calore e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin Heat Pump Technologies torna il 7-8 aprile 2027 a Milano e amplia lo sguardo oltre le ...
14/04/2026 Da crisi energetica a sicurezza energetica: l'analisi di IRENA sulle rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin Per IRENA le rinnovabili sono una leva di sicurezza energetica, resilienza dei sistemi e minore esposizione ...
13/04/2026 Energy Release 2.0: al via il bando GSE per la partecipazione alla procedura competitiva A cura di: Stefania Manfrin Il GSE ha pubblicato il bando per la partecipazione alla procedura competitiva del programma Energy Release ...
03/04/2026 Rinnovabili, nel 2025 capacità globale a 5.149 GW: il fotovoltaico trascina la crescita A cura di: Stefania Manfrin Nel 2025 le rinnovabili a livello globale salgono a 5.149 GW: fotovoltaico ed eolico guidano crescita ...