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Isolare il cassonetto e il sottofinestra per migliorare l’efficienza energetica

L’efficienza energetica di un edificio è il risultato delle prestazioni globali dello stesso. Interventi di grande importanza, anche economica, come la sostituzione dei serramenti, possono essere vanificati se ci si dimentica di altre (apperentemente) piccole cose, come coibentare il cassonetto per risolvere il problema dei ponti termici.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Migliorare l’efficienza energetica: isolare il cassonetto e il sottofinestra

 

Indice degli argomenti:

Cassonetto e sottofinestra: cos’è un ponte termico

I cassonetti delle tapparelle e il sottofinestra sono un esempio di ponte termico. I ponti termici altro non sono che punti deboli dell’involucro, attraverso i quali si ha uno scambio di calore con l’esterno differente rispetto alle strutture circostanti.

 

Si tratta di due punti critici per moltissimi edifici costruiti negli scorsi decenni, in quanto i cassonetti installati sono vecchi e molto frequentemente sotto le finestre si trova una porzione di muratura differente dal resto della parete, realizzata per favorire l’installazione dei radiatori.

 

Durante l’inverno queste zone sono punti freddi, a causa di discontinuità dei materiali utilizzati o della geometria, come avviene anche in corrispondenza di spigoli o tra parete e solaio.

 

Individuare i ponti termici tramite la termografia

La termografia permette di individuare i punti in cui si rileva una differente temperatura superficiale

 

Una delle indagini non invasive più immediate e utilizzate per verificare quanto detto è la termografia, che permette di “scattare delle fotografie” che mostrano le radiazioni termiche emesse dall’edificio. In base alla temperatura delle superfici, ogni zona apparirà con un colore e tipicamente proprio l’area dei serramenti si distingue per la temperatura costantemente differente rispetto a quella dell’involucro circostante.


Coibentare il cassonetto: perché è importante

I cassonetti degli avvolgibili (che comunemente chiamiamo tapparelle) e il sottofinestra sono punti critici che causano un peggioramento del comportamento energetico dell’edificio.

 

Isolare il cassonetto della tapparella per il miglior comfort

 

Intervenire è importante per garantire un adeguato comfort termico interno ed evitare la diffusione di fenomeni quali muffe e condensa, che favoriscono la diffusione di batteri nocivi per la salubrità degli ambienti interni. Oltre a questi aspetti, è importante considerare che intervenire su cassonetti e sottofinestra permette anche di migliorare il comfort acustico degli ambienti, soprattutto nel caso di edifici affacciati su strade trafficate.

 

Il cassonetto per risolvere i ponti termici

Risolvere il ponte termico in corrispondenza del cassonetto che contiene l’avvolgibile non significa necessariamente sostituirlo per installarne uno nuovo.

 

Oggi esistono i materiali adatti ad isolare le strutture esistenti, riqualificando il cassonetto già presente. Il metodo di intervento dipende principalmente dal tipo di cassonetto installato, ma se si vuole lasciare inalterato l’aspetto attuale è possibile inserire uno strato isolante interno al cassonetto, a patto che quest’ultimo sia in buone condizioni. Per coibentare i cassonetti esistenti è opportuno scegliere materiali che siano di facile posa e con potere isolante elevato nonostante lo spessore ridotto dello strato che si inserirà all’interno del cassonetto.

 

Sul mercato è possibile trovare diversi prodotti, come l’ISOLATUTTO che propone De Faveri, una soluzione ottimale per la coibentazione dei cassonetti esistenti.

 

Isolatutto di De Faveri per la coibentazione dei cassonetti

La soluzione ISOLATUTTO è composta da un kit che comprende 4 pannelli sagomati, facili da tagliare su misura in base alla necessità, realizzati con materiale isolante con valori di lambda pari a 0,035 w/mk. I pannelli devono essere incollati con schiuma a bassa espansione all’interno del cassonetto.

 

Oltre all’inserimento del materiale isolante, è fondamentale sigillare anche eventuali spifferi, così da risolvere anche il problema delle infiltrazioni d’aria. Prima dell’intervento va comunque sempre fatta una valutazione, in quanto in molti casi la scelta più efficace per risolvere il problema, per quanto più radicale, è quella di sostituire i cassonetti esistenti con altri nuovi già isolati e più performanti.

 

Come risolvere il sottofinestra

Al di sotto delle finestre è possibile che, per facilitare l’installazione dei radiatori, sia stata realizzata una muratura di materiale differente e di spessore ridotto rispetto a quella della facciata corrispondente. Proprio per questo motivo, il sottofinestra può presentare alcune criticità in termini di prestazioni termiche.

 

Un primo intervento, che permette almeno di non disperdere il calore prodotto dai termosifoni, è quello di applicare una pellicola termoriflettente alla parete retrostante.

 

Per una soluzione più efficace è necessario un piccolo intervento murario e la soluzione più semplice, sempre considerando di caso in caso le specifiche condizioni delle muratura, è probabilmente quella di prevedere l’installazione di un pannello isolante, eventualmente combinato ad una barriera al vapore. Lo spessore dipende anche dalla presenza radiatore, che deve comunque essere mantenuto almeno ad una distanza di alcuni centimetri. Un’alternativa, quando c’è sufficiente spazio e l’impianto lo permette, è quella di prevedere uno strato isolante, anche non rigido, chiuso da un pannello in cartongesso.

 

In generale, qualsiasi scelta si decida di compiere sia in merito l’isolamento del cassonetto che del sottofinestra, è fondamentale che sia stato valutato e svolto anche un intervento – se necessario – sugli infissi esistenti, che devono a loro volta essere performanti, per non rendere superfluo il lavoro fatto.

TEMA TECNICO:

Efficienza energetica

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