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Indice degli argomenti Toggle Cosa si intende per coibentazione termica?Quale è il migliore materiale per l’isolamento termico?Come isolare termicamente un edificio?Coibentazione termica delle pareti esterneCoibentazione termica della coperturaCoibentazione termica dei solaiE la pittura termica?I vantaggi di una buona coibentazione termicaFAQ sulla coibentazione termica Quali sono i principali vantaggi della coibentazione termica in un edificio sostenibile?Quali materiali naturali possono essere utilizzati per l’isolamento termico?Come influisce l’isolamento termico sul consumo energetico di una casa?Qual è la differenza tra isolamento a cappotto esterno e interno?Quali sono le tecniche di isolamento termico più efficaci per le ristrutturazioni?Quali incentivi o agevolazioni fiscali esistono per interventi di coibentazione termica in Italia? La coibentazione termica è una tecnica costruttiva fondamentale affinché un involucro edilizio non scambi calore con l’esterno, in uscita nelle stagioni fredde e in entrata durante l’estate: l’isolamento termico si ottiene attraverso l’utilizzo di specifici materiali interposti tra i due spazi da isolare. Solo in tal modo gli ambienti interni possono infatti garantire un ottimale livello di comfort, mantenuto nel segno del risparmio energetico. L’isolamento termico degli ambienti interni, consente di aumentare l’efficienza energetica dell’edificio, permettendo un significativo risparmio sulle bollette e aiutando a rispettare l’ambiente. Cosa si intende per coibentazione termica? La coibentazione (spesso definita erroneamente coimbentazione) è un’operazione necessaria per ridurre i costi del riscaldamento e avere così delle ottime condizione climatiche interne. Pensate alla vostra casa: un ambiente confortevole è caratterizzato da una condizione climatica favorevole sia in estate che in inverno. Per evitare lo scambio di calore, la coibentazione termica si attua dotando la pelle architettonica di un apposito materiale isolante, solitamente applicato esternamente per rendere l’intero organismo costruito omogeneo ed evitare il più possibile ponti termici, abbassando la trasmittanza senza ridurre lo spazio abitativo (come avviene con un isolamento interno). Il trasferimento di calore in natura avviene per conduzione, convezione, irraggiamento: il primo è quello che maggiormente interessa l’edilizia, ovvero il passaggio attraverso i setti murari a contatto con l’aria esterna. La coibentazione termica è dunque efficace nel ridurre questo trasferimento: i materiali isolanti, infatti, hanno una bassa conducibilità termica, vale a dire sono in grado di opporsi al passaggio di calore. Quale è il migliore materiale per l’isolamento termico? Non esiste un materiale migliore tout court per la coibentazione termica di un edificio, ma ogni soluzione ha pro e contro a seconda della tipologia architettonica, delle esigenze funzionali, delle condizioni ambientali del luogo. E in alcuni casi anche dal budget a disposizione. I materiali più comuni per la coibentazione termica sono raggruppabili in quattro categorie, in base alla derivazione: minerale, come la lana di roccia, ottenuta dalla lavorazione ad alta temperatura di minerali ri-solidificati in fibre, o il vetro cellulare, costituito di vetro riciclato con aggiunta di una piccola percentuale di altri ingredienti naturali, espanso a cellula chiusa; Hardrock 1000 di ROCKWOOL Hardrock 1000 di ROCKWOOL è un pannello rigido in lana di roccia a doppia densità, calpestabile e dalla elevata resistenza a compressione, perfetto come isolante termico e acustico. Permeabile al vapore, non subisce variazioni dimensionali in base alle condizioni termiche e igrometriche, ed è sicuro in caso di incendio, poiché incombustibile. Per questo risulta ideale da posare in situazioni a tetto caldo, con impermeabilizzazione di membrane sintetiche e bituminose e su coperture con pannelli fotovoltaici: la lana di roccia, resiliente al fuoco e in grado di resistere a temperature di oltre 1000 °C, contiene il fuoco, impedendone la propagazione. chimica, come il polistirene, sia espanso sinterizzato (EPS) sia estruso (XPS), o l’aerogel; XPS ECO di URSA XPS ECO di URSA è l’evoluzione degli isolanti in polistirene estruso: dal contenuto di riciclato medio del 70% nel prodotto finito, viene imballato con packaging eco-friendly e movimentato con bancali a “zero consumo”, realizzati con sfridi di produzione. Anche lo stabilimento di produzione rientra nel programma Zero Landfill, contenendo l’impatto ambientale e azzerando il quantitativo di rifiuti da smaltire in discarica. Adatto all’isolamento termico, non richiede manutenzione e ha un’ottima resistenza, sia meccanica sia all’acqua, con una durata nel tempo estremamente lunga. EPS RESPHIRA di Fassa Fa parte del sistema Fassatherm di Fassa EPS RESPHIRA, il pannello brevettato in EPS microforato per isolamento termico a cappotto. Garantisce ottimo isolamento termico, traspirabilità e resistenza ai colpi e agli urti. Lo spessore della lastra viene definito in base alle esigenze di isolamento termico Aeropan di Ama Composites Aeropan di Ama Composites è un pannello formato da un isolante nanotecnologico in Aerogel accoppiato a una membrana traspirante in polipropilene armato con fibra di vetro. Si caratterizza per il basso spessore di 10 mm e l’ottima conducibilità termica pari a 0,015 W/mK vegetale, come le fibre di legno, di cellulosa, di canapa, di lino, di cocco, o il sughero animale, come la lana di pecora. Tutti hanno ovviamente una bassa conducibilità termica, ma ciascuna tipologia ha delle peculiarità specifiche. Così, ad esempio, gli isolanti minerali resistono all’umidità e sono traspiranti – ovvero consentono il passaggio del vapore acqueo, per evitare la formazione di condensa –, oltre ad essere riciclabili, ma non hanno grande resistenza meccanica. Quelli di produzione chimica sono invece leggeri e versatili, ma non tutti traspiranti. E ancora, la coibentazione termica di origine vegetale o animale può risultare assolutamente ecologica ma più pesante, rispetto ad altre soluzioni, e costosa, oltre che meno duratura nel tempo. Come isolare termicamente un edificio? La coibentazione termica può essere applicata a ogni tipo di superficie strutturale, sia esterna sia interna, di una costruzione. Coibentazione termica delle pareti esterne Il materiale isolante viene applicato sulle facciate, curando particolarmente gli spigoli e i risvolti delle aperture (il cosiddetto “nodo finestra”), affinché non si creino discontinuità materiche e di conseguenza ponti termici. Si tratta della soluzione più efficace, poiché protegge l’intero volume costruito, riducendo globalmente ogni scambio termico. In presenza di muri perimetrali “a cassa vuota”, ovvero con intercapedine d’aria interna, ma anche di sottotetti disabitati, una tecnica alternativa alla posa superficiale è quella del riempimento dello spazio tra le pareti con un materiale isolante (come la fibra di cellulosa), per insufflaggio. Coibentazione termica della copertura Gran parte del calore si disperde attraverso il tetto: ecco perché è importante studiare un progetto che consenta di coibentarlo in maniera efficace. Il tetto, se non correttamente coibentato, porta alla dispersione del calore d’inverno e al surriscaldamento degli ambienti sottostanti in estate. Perché coibentare termicamente il tetto? Un buon isolamento termico della copertura ci consente di ridurre i consumi di energia e dunque garantirci un buon risparmio in bolletta. L’isolamento delle coperture esistenti è fondamentale per garantire il miglior comfort ed evitare la dispersione energetica. La coibentazione isola il tetto – piano o inclinato – con soluzioni a pacchetto, che possono integrare strati funzionali aggiuntivi, come ad esempio una camera per la ventilazione naturale o una guaina impermeabile. Con la presenza sempre più diffusa in copertura di pannelli fotovoltaici, la coibentazione termica in tal caso va selezionata con opportuni requisiti, affinché sia efficiente e soprattutto sicura dal punto di vista della resistenza al fuoco. Coibentazione termica dei solai Le superfici orizzontali possono essere termicamente protette superiormente o inferiormente, a seconda delle esigenze e soprattutto dei vincoli strutturali e abitativi. Ad esempio, nel caso di un solaio di sottotetto, l’isolamento superiore risulta sicuramente più semplice e meno invasivo, oltre che maggiormente prestazionale, di una coibentazione inferiore. La quale andrebbe a modificare lo spessore del soffitto di una unità immobiliare, risultando inoltre il più delle volte discontinua (per la presenza magari di travi e di travetti o di punti luce) e di conseguenza meno performante. La coibentazione termica applicata all’esterno del solaio La coibentazione termica applicata all’esterno del solaio è una soluzione veloce e poco invasiva: in questo caso vengono applicati dei materiali coibenti direttamente sulla superficie del solaio. Tra i materiali isolanti menzioniamo quelli di origine naturale come la fibra di legno, cellulosa, ma anche il sughero e la fibra di canapa. Si tratta di materiali atossici, naturali, biodegradabili che garantiscono un ottimo isolamento termico e acustico. La coibentazione interna del solaio Invece per quanto riguarda la coibentazione interna del solaio si attua nel momento in cui non è possibile intervenire esternamente utilizzando un materiale coibentante. In questo caso l’azione è quella di applicare dei pannelli di materiale isolante. Isolamento del solaio inferiore Nel caso di isolamento del solaio inferiore andremo ad agire al di sopra del pavimento: un’operazione non semplicissima che va valutata attentamente. In questo caso verranno posti dei pannelli di lana di roccia o di vetro, mentre al di sotto dello strato isolante si inserirà uno strato impermeabile a contrastare l’umidità. E la pittura termica? Finitura di pochi millimetri, frutto di ricerche nanotecnologiche, la cosiddetta pittura termica in un progetto sistemico di coibentazione termica può essere una possibilità complementare, che non è sicuramente alternativa al cappotto – esterno o intero che sia – ma che può apportare alcuni benefici. Disponibile in diverse formulazioni – con granuli di sughero, con microsfere cave di vetro, con particelle ceramiche..,) crea uno strato protettivo, isolante o riflettente la radiazione termica a seconda delle specifiche proprietà dei materiali in essa contenuti, capace di ridurre il passaggio del calore attraverso i setti murari, nel contempo evitando formazione di condensa e successivamente di muffa. I vantaggi di una buona coibentazione termica Isolare termicamente offre diversi vantaggi, energetici e ambientali in primis, oltre che di conseguenza di comfort ed economici. Una buona coibentazione infatti, evitando lo scambio termico con l’esterno, riduce la necessità di riscaldamento invernale e di raffrescamento estivo. Questo significa abbassare sensibilmente i consumi energetici e aumentare il risparmio economico, ma soprattutto diminuire l’impatto ambientale. Inoltre, una soluzione isolante di qualità aiuta ad ottenere spazi abitativi più caldi o più freschi a seconda delle stagioni, con un deciso miglioramento del benessere delle persone. FAQ sulla coibentazione termica Quali sono i principali vantaggi della coibentazione termica in un edificio sostenibile? La coibentazione termica riduce lo scambio di calore tra interno ed esterno, migliorando l’efficienza energetica, abbattendo i costi di riscaldamento e raffrescamento e garantendo un maggiore comfort abitativo. Inoltre contribuisce a diminuire l’impatto ambientale grazie alla riduzione delle emissioni di CO₂. Quali materiali naturali possono essere utilizzati per l’isolamento termico? Tra i materiali naturali più diffusi troviamo il sughero, la fibra di legno, la cellulosa, la canapa, la lana di pecora e il lino. Si tratta di soluzioni ecologiche, traspiranti e biodegradabili, ideali per chi cerca un isolamento sostenibile. Come influisce l’isolamento termico sul consumo energetico di una casa? Un edificio ben isolato mantiene la temperatura interna costante, riducendo il bisogno di impianti di riscaldamento in inverno e di raffrescamento in estate. Questo comporta un risparmio significativo sui consumi energetici e quindi sulle bollette. Qual è la differenza tra isolamento a cappotto esterno e interno? Il cappotto esterno è applicato sulle facciate e protegge l’intero involucro, eliminando i ponti termici ed evitando di ridurre lo spazio abitativo. L’isolamento interno, invece, si utilizza quando non è possibile intervenire all’esterno, ma può comportare una riduzione della superficie utile e una minore continuità dell’isolamento. Quali sono le tecniche di isolamento termico più efficaci per le ristrutturazioni? Per gli edifici esistenti si adottano soluzioni diverse: il cappotto esterno quando possibile, l’insufflaggio nelle intercapedini, la coibentazione del tetto e dei solai con pannelli naturali o sintetici. In alternativa, si possono usare soluzioni innovative (ma spesso meno efficaci) come la pittura termica. Quali incentivi o agevolazioni fiscali esistono per interventi di coibentazione termica in Italia? Nel 2025 gli interventi di coibentazione termica possono accedere a più misure fiscali: Ecobonus (riqualificazione energetica): per le spese sostenute nel 2025 spetta una detrazione del 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale del contribuente; per seconde case e altri immobili la detrazione è del 36%. La ripartizione è in 10 quote annuali. Bonus ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR): nel 2025 riconosce una detrazione del 50% sulla prima casa e del 36% sulle seconde case, con tetto di 96.000 € per unità immobiliare e ripartizione in 10 anni. È utilizzabile quando la coibentazione viene inquadrata come manutenzione straordinaria/ristrutturazione e non rientra (o non conviene far rientrare) nell’Ecobonus. La normativa può subire aggiornamenti periodici, quindi è sempre consigliabile verificare i requisiti e le aliquote in vigore al momento dell’intervento. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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