Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo 2026: un mare da record tra Marine Heatwaves ed El Niño 08/07/2026
Depaving: cos’è e come funziona la deimpermeabilizzazione urbana contro il cambiamento climatico 06/07/2026
Indice degli argomenti Toggle Il recupero dei piccoli borghi è un’urgenza diffusaLa complessità degli interventi di recupero dei borghi storiciEfficienza energetica degli edifici storiciPolitica nazionale e incentivi per la rigenerazione dei borghiFAQ La sfida del recupero edilizio nei piccoli borghi italianiCos’è necessario verificare prima di avviare un intervento di recupero edilizio in un borgo?Quali incentivi e fondi sono disponibili per il recupero nei borghi?Quanto contano i vincoli storici e paesaggistici nell’intervento edilizio?È possibile recuperare un borgo abbandonato con funzioni non residenziali?Quali sono i principali rischi nell’avviare un progetto di rigenerazione edilizia nei piccoli borghi? In Italia sono moltissimi i borghi a rischio, sia di abbandono che di degrado, per quanto rappresentino una preziosa risorsa da conservare e rilanciare, in favore di nuovi modelli sociali e abitativi, oltre che di un turismo sempre più sostenibile. Sono migliaia, infatti, i borghi che racchiudono esempi di strutture edilizie storiche, impianti urbanistici tipici, paesaggi naturali di valore e tradizioni secolari. La sfida per la loro salvezza e per una nuova crescita, però, è tutt’altro che banale. Tra le principali criticità c’è proprio il recupero edilizio del patrimonio esistente, datato e spesso abbandonato per molti anni. Gli interventi richiedono investimenti ingenti, ma anche competenze tecniche e conoscenze specifiche, spesso multidisciplinari. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni sono sorte diverse iniziative per agevolare il recupero di questi borghi. Il recupero dei piccoli borghi è un’urgenza diffusa Il recupero dei piccoli borghi è un’urgenza diffusa in tutto il Paese, eventualmente con alcune differenze regionali, ma in ogni caso può essere considerato un tema di valenza nazionale. Si parla, nello specifico, di Comuni al di sotto di 5.000 abitanti, in alcuni casi anche meno di un centinaio, che hanno vissuto nel corso del secolo scorso fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione. Ciò ha sua volta causato anche un generale abbandono edilizio, con un crollo del valore immobiliare. Il degrado degli edifici storici è così cresciuto, portando a situazioni spesso critiche e di complessità significativa quando si parla di recupero. Oltretutto, considerando la stretta connessione con questi fenomeni sociali, il recupero dei borghi è ben lontano dall’essere una mera operazione edilizia. Si tratta di una scelta strategica, per salvare interi territori, preservare tradizioni e testimonianze storiche, riavviare nuove economie locali. Senza contare che questi siti possono essere la risposta a nuovi problemi urbani e sociali, sviluppati proprio con il crescere delle città, il sovraffollamento e le difficoltà economiche che colpiscono molte famiglie oggi. La complessità degli interventi di recupero dei borghi storici I borghi italiani racchiudono un patrimonio edilizio di grande valore storico e architettonico, con edifici in pietra, strutture rurali, centri storici compatti, tessuti urbani minimi. A seconda della regione e della località, si possono scoprire tradizioni costruttive differenti, tecnologie e materiali locali, spesso dimenticati. Per quanto le dimensioni siano contenute, infatti, le caratteristiche tecniche, costruttive e impiantistiche di questi borghi rendono il recupero complesso. Da un lato è necessario preservare il valore della testimonianza storica che trasmettono, dall’altro è essenziale introdurre in questi piccoli centri nuove funzioni e adeguare gli edifici alla normativa vigente. Quando si parla di recupero edilizio nei borghi, infatti, ci si imbatte in alcune costanti tematiche, quali il rispetto di materiali e tecniche tradizionali, l’importanza di valutare attentamente il contesto sismico, una complessa morfologia del territorio. Molti edifici sono realizzati con pietra locale, mattoni, legno e richiedono competenze specialistiche per interventi che assicurino la compatibilità con l’esistente. Spesso i piccoli borghi sono in zone ad elevato rischio sismico o franoso e l’intervento di recupero deve tenere conto di norme antisismiche e stabilità geologica. Anche la stessa morfologia del territorio può essere una complicazione, soprattutto in contesti montani o collinari. Senza contare che in questi luoghi gli edifici storici sono spesso contigui e il tessuto urbano risulta compatto, per cui ogni intervento può impattare anche sulla staticità e sulle strutture degli edifici vicini. Infine, un ultimo aspetto da considerare riguarda la logistica e la difficoltà di gestione di alcuni cantieri. L’accessibilità ridotta, i costi di trasporto maggiori, scarsa concorrenza tra le imprese locali e mancanza di professionisti qualificati sul territorio, possono rendere l’esecuzione dell’intervento non solo più difficoltosa, ma anche molto più costosa. Efficienza energetica degli edifici storici Merita una riflessione più approfondita il tema dell’efficienza energetica, ormai prioritario in qualsiasi intervento di recupero edilizio. Il tempo e l’abbandono possono avere impatti molto ingenti sugli edifici, con infiltrazioni, dissesti strutturali e degrado di impianti e componenti edilizi. A ciò, si aggiunge il fatto che possono sussistere vincoli paesaggistici e di valenza storica e culturale. Di conseguenza, migliorare le prestazioni energetiche di un edificio storico può essere davvero complesso. Il primo passo, dopo un’approfondita diagnosi dell’esistente, è quello di risanare quanto da conservare, risolvendo le criticità in essere, per poi agire sull’isolamento termico dell’involucro, sulla tenuta all’aria e sugli impianti installati. Come in ogni edificio storico, molto spesso non si possono percorrere le strade più comuni, per cui è necessario studiare su misura la miglior soluzione. Ad esempio, per la coibentazione difficilmente si opterà per un cappotto, ma piuttosto per un isolamento interno e per materiali ad alta efficienza e basso spessore. Le soluzioni, le conoscenze tecniche e le tecnologie non mancano, pertanto si tratta principalmente di studiare attentamente il progetto e mantenere in equilibrio le esigenze di efficienza energetica con la preservazione dell’esistente e i costi di intervento. Politica nazionale e incentivi per la rigenerazione dei borghi Negli ultimi anni sono state promosse diverse iniziative a livello nazionale per incentivare la rigenerazione dei borghi e il loro ripopolamento. A partire dal PNRR, che ha stanziato diversi milioni proprio per questo scopo. Si parla, in particolare, della Missione 1, in parte dedicata a turismo e cultura. L’investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, prevede un miliardo di euro per la rigenerazione dei piccoli borghi e il rilancio turistico. Si individuano due linee di finanziamento, la prima relativa a dei borghi pilota, per i quali si punta alla rinascita culturale e sociale, la seconda ad altri progetti locali selezionati mediante bando pubblico. Gli interventi si dovrebbero attuare mediante lo strumento appositamente previsto per lo scopo, ossia il Piano Nazionale Borghi. Questi fondi rappresentano un’occasione concreta per attivare il recupero edilizio, ma evidenziano anche che la dimensione economica è solo un aspetto della sfida. Il recupero non è solo una “ristrutturazione” in questi contesti, ma anche riconversione funzionale, con valenza sociale ed economica. Un edificio residenziale storico può trasformarsi in albergo diffuso, in uno spazio per il coworking, in co-housing, in un piccolo museo, in uno spazio per artigianato o start-up culturali. Il recupero dei borghi può incrementare il valore patrimoniale e immobiliari, con ritorni economici e sociali. FAQ La sfida del recupero edilizio nei piccoli borghi italiani Cos’è necessario verificare prima di avviare un intervento di recupero edilizio in un borgo? Prima di iniziare, occorre un rilievo strutturale e architettonico approfondito, l’analisi degli impianti esistenti e necessari, la verifica di eventuali vincoli storici o paesaggistici. Sulla base delle funzionalità che si vogliono poi ospitare nell’edificio, si considereranno anche aspetti quali l’accessibilità, l’adeguatezza degli spazi e la disponibilità di connettività. Quali incentivi e fondi sono disponibili per il recupero nei borghi? Esistono strumenti di diversa natura, ma i principali investimenti sono connessi al PNRR, che insieme a bandi regionali e fondi nazionali permette di coprire parte dei costi per rigenerazione culturale, sociale, turistica e edilizia. Sono state più volte sperimentate anche iniziative quali la vendita di case a un euro, con obbligo di ristrutturazione e rifunzionalizzazione. Quanto contano i vincoli storici e paesaggistici nell’intervento edilizio? Nei borghi storici molti edifici sono soggetti a tutela architettonica e paesaggistica, quindi ogni intervento deve rispettare materiali, volumetrie, prospetti e contesto urbano. Ciò può aumentare tempi e costi e richiede competenze specifiche. È essenziale rivolgersi a tecnici qualificati e competenti per la redazione del progetto. È possibile recuperare un borgo abbandonato con funzioni non residenziali? Il recupero può includere conversioni in attività ricettive (sempre più apprezzato è l’albergo diffuso), spazi culturali, coworking, artigianato e turismo. L’importante è che la funzione sia sostenibile, rispettosa del contesto e integrata nel territorio. Quali sono i principali rischi nell’avviare un progetto di rigenerazione edilizia nei piccoli borghi? Per quanto i benefici siano molti e molto importanti, vi sono effettivamente alcuni rischi da considerare. I principali includono costi imprevisti dovuti alle strutture o alle condizioni di degrado, la mancanza di domanda o utenza per la nuova funzione, infrastrutture locali carenti e dipendenza eccessiva da incentivi pubblici senza un piano economico stabile. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
10/07/2026 Gas, l'IEA rivede le stime: domanda globale in calo nel 2026, prezzi sotto pressione A cura di: Raffaella Capritti Il Gas Market Report IEA prevede domanda globale di gas in calo dello 0,5% nel 2026, ...
08/07/2026 HEYSUN 2026, l'hub euro-mediterraneo per la transizione energetica A cura di: Erika Bonelli Dal 30 settembre al 2 ottobre a Catania torna HEYSUN 2026, la fiera della transizione energetica ...
07/07/2026 AIKO Solar: tecnologia ABC, sostenibilità e prospettive per il mercato italiano A cura di: Laura Murgia In occasione di Intersolar Europe 2026, la fiera di riferimento per il fotovoltaico e le energie ...
06/07/2026 Intacture, in Val di Non il primo data center europeo in una miniera attiva A cura di: Erika Bonelli Inaugurato in Val di Non Intacture, primo data center europeo in miniera attiva: PUE sotto 1,25 ...
03/07/2026 Qualità dell'aria in Europa: nel 2025 migliora, ma persistono gli episodi critici A cura di: Raffaella Capritti Il report CAMS 2025 conferma il miglioramento della qualità dell'aria in Europa, ma persistono episodi di ...
02/07/2026 The smarter E Europe: numeri record e un messaggio chiaro sul futuro dell'energia A cura di: Laura Murgia The smarter E Europe 2026 si è conclusa con numeri che confermano la centralità dell'evento: 105.000 ...
26/06/2026 Rapporto SDG 7 2026: 655 milioni di persone senza elettricità, progressi diseguali verso l'energia per tutti A cura di: Stefania Manfrin Tracking SDG 7 2026: 655 milioni senza elettricità, rinnovabili in crescita ma efficienza e fondi insufficienti ...
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...