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Il mercato fotovoltaico italiano è ancora un mercato florido. Con 18 GWp di potenza, il nostro Paese occupa la seconda posizione a livello globale, dopo la Germania, come potenza installata sul territorio. Tuttavia, nonostante stiano diminuendo le nuove installazioni fotovoltaiche di svariati MW, c’è un altro segmento di business che sta prendendo piede: il revamping, ovvero la “ristrutturazione” di impianti fotovoltaici già esistenti. Il nostro Paese è una grande miniera da sfruttare, costituita da numerosi impianti fotovoltaici da migliorare e rendere più efficienti. Il modo migliore per valorizzare questo patrimonio è quello di effettuare un revamping, un processo di rigenerazione dell’impianto che ne permette la revisione e la ristrutturazione completa con l’obiettivo di estenderne la vita utile e aumentarne la produttività. Effettuare il revamping di un impianto significa superare i limiti progettuali e tecnologici che lo hanno caratterizzato nel passato, integrando il progetto originale con soluzioni attuali e all’avanguardia. L’ammodernamento degli impianti fotovoltaici esistenti è sicuramente meno costoso di un’installazione ex novo e permette un migliore risultato complessivo, poiché si conoscono già alcune peculiarità dell’impianto specifico. Pioniera in questo tipo di operazioni è SMA Italia: la filiale di SMA Solar Technology, prima azienda a livello mondiale nella produzione di inverter fotovoltaici, ha infatti acquisito esperienza in questo nuovo segmento di business, tramite casi di successo in Italia. Grazie a una struttura integrata e a un servizio di assistenza tecnica professionale che opera su tutto il territorio italiano, l’azienda è intervenuta su una vera e propria ristrutturazione e su un miglioramento dell’efficienza di diversi impianti. “Siamo in contatto con un numero crescente di investitori che ha tra le mani impianti con tecnologia non performante, acquistata magari di corsa nel momento di picco del fotovoltaico in Italia” afferma Attilio Bragheri, responsabile della divisione Power Plant Solutions che si occupa di grandi impianti fotovoltaici. Proprio a causa della “corsa all’installazione”, le fasi di design, procurement e costruction di alcuni impianti sono state fatte in maniera troppo accelerata e frettolosa. A ciò si sono aggiunte alcune difficoltà di approvvigionamento dei fornitori, che hanno portato a una notevole frammentazione in termini di qualità delle installazioni e di tecnologie utilizzate, con conseguenti problematiche dal punto di vista tecnico e qualitativo degli impianti installati. Conseguenza tangibile di questo percorso accelerato è che ad oggi, in diversi progetti, la produzione prevista dal business plan non corrisponde a quanto effettivamente prodotto dagli impianti e conseguentemente remunerato. Ciò ha un impatto importante dell’IRR dell’investimento anche solo dopo pochi anni di vita dell’impianto, che può solo aggravarsi con il passare del tempo. “La tariffa incentivante legata a impianti allacciati negli scorsi anni è davvero ottima – Primo, Secondo e Terzo Conto Energia – tuttavia ogni giorno gran parte del compenso viene perduto poiché gli inverter installati non consentono di produrre quanto promesso” continua Bragheri. Un recente studio effettuato su una base installata di diverse decine di MW ha evidenziato come i malfunzionamenti dell’inverter siano responsabili di oltre il 69% dei guasti per mancata produzione dell’interoimpianto fotovoltaico. Ciò vuol dire che se le performance di un inverter non sono al 100%, l’intero business plan dell’investimento ne risente. “Oggi molti produttori non esistono più, sono falliti o hanno abbandonato il settore del fotovoltaico. I gestori degli impianti, e di conseguenza gli investitori, si trovano di fronte ad impianti con tecnologia obsoleta o che non hanno più un’assistenza tecnica tale da garantire il corretto funzionamento delle macchine” continua Bragheri. In questo contesto, si inserisce e si rende necessaria l’operazione di revamping: sostituendo l’inverter, si ha un impatto diretto e rapido sull’IRR dell’impianto e si aumenta immediatamente il valore sul mercato secondario del fotovoltaico. Come si effettua un’operazione di revamping SMA Italia, grazie alla propria struttura integrata, diventa quindi il partner ideale per utenti finali e asset manager che intendono migliorare le performance del loro impianto fotovoltaico. Da un lato, infatti, l’azienda può vantare un’elevata affidabilità nel settore, dimostrata da oltre trent’anni di attività nel fotovoltaico, e una gamma prodotti contraddistinti da tecnologia all’avanguardia. Dall’altro lato, invece, SMA Italia fornisce servizi di due diligence di inverter già installati sul campo, tramite simulazioni sia tecniche che finanziarie, e un servizio di assistenza tecnica, formato da professionisti estremamente qualificati, tutti dipendenti diretti dell’azienda. L’analisi di sensitività effettuata da SMA Italia prima di ogni operazione di revamping prende in esame due principali caratteristiche dell’impianto: la qualità degli inverter (efficienza di conversione, deratingtermico, perdite per autoconsumo, etc) e il servizio erogato dal produttore di inverter, direttamente correlato alla producibilità e alla remunerazione dell’impianto. Se rispetto a quanto calcolato nel business plan iniziale si nota che l’impianto sta subendo una perdita di produzione, vuol dire che le performance dell’inverter non sono in linea con quelle attese. Ciò può dipendere sia da una perdita nell’efficienza di conversione del prodotto sia da una diminuzione della disponibilità operativa dell’inverter, legata ai servizi di assistenza tecnica del produttore di inverter. In questo caso, la produzione dell’impianto si attesta a un valore molto minore rispetto a quanto preventivato nel business plan: questo significa che si hanno dei mancati guadagni a causa del malfunzionamento di un componente chiave. Per sopperire alla perdita di produzione e quindi di guadagno, andando ad impattare direttamente e rapidamente sull’IRR dell’impianto, SMA valuta, in collaborazione con il cliente, la possibilità di effettuare un’operazione di revamping, ovvero la sostituzione dell’inverter: così facendo, si aumenta immediatamente la produzione dell’impianto, e quindi la remunerazione, e il valore sul mercato secondario del fotovoltaico. Un caso concreto Tra le operazioni di revamping già effettuate da SMA Italia, una di grande successo è stata quella della sostituzione dell’inverter in un impianto da 1 MW a terra, situato a Cuneo. L’inverter precedentemente installato era ancora funzionante, ma le sue prestazioni erano piuttosto basse. Inoltre, a causa del fallimento del produttore degli inverter, il gestore non poteva contare su un servizio di assistenza tecnica, ma doveva provvedere lui stesso alla manutenzione dell’impianto. A due anni e mezzo dall’installazione, quindi, lo scenario che si aveva di fronte era quello di un impianto che, sebbene ancora funzionante, produceva circa il 6% in meno rispetto a quanto calcolato nel business plan e quindi subiva una perdita economica non di poco conto. A lungo termine, il discostamento della produzione effettiva rispetto al business plan, e quindi il conseguente mancato guadagno, era destinato ad aumentare. L’operazione di revamping, seguita interamente da SMA Italia, ha invertito questo trend negativo. L’intervento di sostituzione dell’inverter è stato eseguito durante la notte, ovvero in un momento in cui l’impianto non era produttivo e non si rischiava di causare ulteriori fermi di produttività. Il commissioning, ovvero l’allaccio dell’impianto, è stato invece effettuato durante le prime ore del mattino, garantendo così la messa in parallelo dell’impianto già dalle 9. Seguendo quella che era la struttura e il dimensionamento originario dell’impianto, sono stati installati due inverter SMA Sunny Central CP, ciascuno con potenza da 500 kW. L’inverter centralizzato, che raggiunge un’efficienza pari al 98.6%, garantisce rendimenti elevati: in particolare, l’eliminazione del trasformatore integrato (bassa-bassa) permette di aumentare la resa dell’impianto, risparmiando un’ulteriore conversione; ne consegue una riduzione dei costi specifici del prodotto. “L’intervento di revamping sull’impianto da 1 MW ha permesso di ottenere immediatamente una produzione di energia giornaliera maggiore del 5-6%” ha affermato Bragheri. “La produzione che abbiamo stimato sui 20 anni è di un aumento, rispetto al business plan originario, che supera il 15%” conclude Bragheri. 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