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Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in più di un’occasione, ha dichiarato che il Superbonus non sarà prorogato nella prossima Legge di Bilancio perché il costo della misura, che ha interessato meno del 3% del patrimonio immobiliare, è insostenibile per le Casse dello Stato. Eppure, se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici e considerando la Direttiva Case Green, non si può certamente prescindere dal pianificare capillari interventi di riqualificazione sostenibile ed efficiente del patrimonio edilizio. Il Coordinamento FREE, nato con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel nostro paese, ha fatto un’analisi di tutti gli aspetti, positivi e negativi, del Superbonus, e ha presentato la propria proposta a sostegno della riqualificazione degli immobili, che sia la più ampia e inclusiva possibile in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di vivere in edifici salubri, confortevoli e con spese di gestione contenute. Attilio Piattelli Presidente del Coordinamento FREE, ha sottolineato che Superbonus e cessione del credito hanno aiutato la ripresa dell’economia dopo il COVID, lo sviluppo di tutta la filiera e hanno stimolato l’attenzione per gli interventi di riqualificazione degli immobili, garantendo un facile accesso all’utilizzo dei fondi disponibili perché l’impegno finanziario richiesto da parte dei beneficiari era minimo. D’altra parte Piattelli ha anche evidenziato cosa non ha funzionato della misura, a partire dalla spesa più alta del previsto per lo Stato e dall’aumento, in alcuni casi incontrollato, dei prezzi. In qualche caso inoltre gli interventi sono stati fatti in velocità per il timore che scadessero i termini, senza la dovuta attenzione alla scelta dei migliori materiali da un punto di vista energetico e ambientale. Ora però esiste una reale preoccupazione che in mancanza di Superbonus e cessione del credito e con l’aumento dei tassi di interesse, si apra “uno scenario di drastica riduzione degli interventi attesi già a partire dal 2024, con il serio rischio di generare un forte contraccolpo a tutte le imprese, soprattutto PMI, oggi attive nella filiera delle costruzioni e ristrutturazioni”. Con ripercussioni a livello economico, sociale e ambientale, considerando gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Le proposte del Coordinamento FREE Obiettivo delle proposte di lungo periodo elaborate dal Coordinamento FREE è garantire la continuità degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, rendendoli più efficaci e meno costosi e permettendone l’accesso a tutte le fasce della popolazione, “attraverso la rimodulazione degli incentivi esistenti e l’introduzione di un fondo di garanzia e conto interessi per facilitare l’accesso ai capitali privati», ha spiegato Dario di Santo direttore di FIRE, Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia. Proprio per garantire la necessaria continuità, le proposte del Piano si dovrebbero pianificare almeno fino al 2030. Confermare sia le detrazioni fiscali – razionalizzandole e rimodulandole in un range tra il 55% e l’80%, in modo che siano premiate le soluzioni che garantiscano il miglior impatto energetico-ambientali – e il conto termico, che andrebbe ampliato anche al settore privato per quanto concerne gli interventi di riqualificazione energetica e sia aperto anche a chi, per varie ragioni, non è ammesso alle detrazioni fiscali. Per le persone incapienti, introdurre una misura specifica, basata sul conto termico, che permetta di realizzare interventi di riqualificazione a costo 0, con l’investimento anticipato da imprese qualificate. Garantire misure, quali cessione del credito e sconto in fattura (magari rivisti o limitati a specifici casi), volte a superare le barriere finanziarie, in modo da permettere a tutte le classi sociali di poter fare gli interventi. In alternativa a cessione del credito abbinato a sconto in fattura si potrebbe prevedere un fondo di garanzia abbinato a un preciso meccanismo di incentivazione, quale il conto termico o l’ecobonus, favorendo il coinvolgimento di capitali privati. Le risorse si potrebbero reperire anche attraverso l’emissione annuale di Titoli di Stato ad hoc, in modo da mobilitare parte dei risparmi fermi sui conti correnti di famiglie e imprese Prevedere “mutui verdi” in accordo con ABI volti agli interventi di riqualificazione non legati all’acquisto dell’immobile. Monitorare i dati dei consumi energetici pre e post intervento, così da valutare in modo preciso l’impatto delle varie misure individuando le soluzioni più efficienti. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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