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Arrivano i primi commenti al decreto anti crisi

Riportiamo qui di seguito alcuni dei commenti che sono stati rilasciati, in seguito all'approvazione del Decreto Legge 185/2008 "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", il cosiddetto Decreto Anticrisi, da alcuni autorevoli esponenti del settore ambientale.

Da una nota stampa del WWF
"Altro che salva-crisi, questo provvedimento mette le mani direttamente nelle tasche dei cittadini, quelli più virtuosi e che avrebbero beneficiato del taglio dei costi in bolletta grazie agli interventi di efficienza nella propria casa.
L’Italia è fuori dal mondo, politicamente e in pratica, perché non ha visione del futuro, dice il WWF, sottolineando come il pacchetto anti-crisi remi contro lo sviluppo della forma di energia più intelligente, a portata di mano, ovvero, quella che i cittadini possono risparmiare, e far risparmiare al Paese, con semplici interventi di efficienza energetica.
E ancora più grave dal momento che tutti coloro che hanno già avviato la messa in efficienza della propria casa non hanno la certezza del rimborso, dovendo sottostare alla verifica dell’Agenzia delle Entrate.
Inoltre la costituzione stessa del Fondo istituito per gli eventuali rimborsi ancora in pendenza è un segnale gravissimo, segno che questo Paese non riesce ad investire illimitatamente in una fonte di energia di sicura rendita economica e ambientale come è l’efficienza energetica. Nel decreto anti-crisi – prosegue il WWF – andrebbe introdotto il principio che subordina ogni aiuto alle imprese al taglio delle emissioni di CO2 e andrebbero previsti sostegni concreti per le famiglie disagiate per aiutarle risparmiare energia, non a consumarne di più: è quello che sta facendo il resto del mondo, un modo per aiutare la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche per aiutare davvero l’economia a ripartire su basi nuove. Occorre avere finalmente una visione strategica. Il segnale sconfortante che viene dal decreto anti-crisi si scontra ‘frontalmente’ con la parte consistente d’Italia che stiamo incontrando in questi giorni nel road show sull’Anno del Clima (Comuni, Regioni e tanti cittadini), desiderosa di essere in linea con Kyoto e in attesa di strumenti e strategie concrete per poter agire concretamente sul taglio di emissioni."

Commento di Sergio Silvestrini segretario generale della Cna
"E' sorprendente che un decreto legge varato in funzione anticrisi dell'economia nazionale disponga, di fatto, la forte riduzione dell'attività' per il 2009 e il 2010 di un settore innovativo e trainante come quello del risparmio energetico.
Per sapere se si ha diritto all'agevolazione fiscale del 55% e' necessario attendere il mese di giugno 2009 o 2010", e questo "significa affossare l'attività' di un intero settore.
Un settore che, aiutato dalla detrazione fiscale del 55%, ha decisamente contribuito alla crescita dell'economia italiana - prosegue Silvestrini - infatti le oltre 230.000 domande presentate in 2 anni portano a calcolare un volume di 3,3 mld di investimenti in ristrutturazioni e isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e impianti a maggiore efficienza.
E' poco comprensibile - conclude - che un decreto motivato da interventi a sostegno delle imprese e dei consumi contenga disposizioni che penalizzano uno strumento che interviene positivamente su uno dei fattori strategici del nostro sviluppo futuro".

Commento di Walter Girardi Presidente Federazione Provinciale dei Verdi di Varese
"Quello che emerge è che il Governo ha eliminato e cancellato un provvedimento che era stato utilizzato da 230 mila famiglie e che avevo messo in moto un meccanismo di affari superiore ai 3 miliardi di euro. La miopia di questo Governo su questi argomenti è decisamente preoccupante. Gli incentivi per le fonti rinnovabili vanno per oltre il 70 % a sostegno della costruzione di inceneritori (che sono l'opposto di una fonte rinnovabile!!!) e il resto viene speso per incentivare una fonte come il Nucleare che oltre ad essere pericoloso ed inquinante ha dei costi enormi sia per il recupero delle materie prime, per la costruzione di centrali e lo smaltimento delle scorie".

La posizione del Kyoto Club nell'editoriale di Gianni Silvestrini (direttore scientifico del Kyoto Club).

"C’è un settore nel quale l’appello di Berlusconi a non ridurre gli acquisti rimarrà disatteso. Parliamo delle tecnologie per il risparmio energetico – caldaie a condensazione, solare termico, infissi, isolamento termico, pompe di calore efficienti, caldaie a biomassa – per le quali si utilizza la detrazione fiscale del 55%.
Si tratta di una norma introdotta da Bersani che stava ottenendo un buon successo come dimostrano i 230.000 interventi realizzati tra il 2007 e il 2008 con riduzioni delle importazioni di combustibili e delle le emissioni di CO2. Lo slancio nei comparti dell’efficienza ha poi evidentemente comportato benefici economici e occupazionali per le aziende del settore.
Si possono stimare in 0,5 miliardi di euro le maggiori entrate derivanti dall’emersione del lavoro sommerso e dall’incremento dell’Iva, una cifra cioè dello stesso ordine di grandezza dei maggiori incentivi per l’efficienza energetica. Le mancate entrate legate al passaggio dalla detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie alla detrazione del 55% per gli interventi legati all’efficienza energetica sono infatti stimabili in 0,63 miliardi euro nel biennio 2007-8.
Questi numeri evidenziano come, anche dal punto di vista strettamente economico, il provvedimento comporta un impatto minimo sulle casse dello Stato, oltre a garantire minori importazioni di combustibili e un taglio delle emissioni.
Secondo il decreto legge 185/2008 approvato venerdì 28 novembre dal Governo, l’accesso agli incentivi passerebbe attraverso una pratica burocratica più complessa ma soprattutto verrebbero posti limiti massimi di spesa di 82,7 milioni di euro per il 2008, 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
Ipotizzando che queste cifre coprano le minori entrate misurate come differenza tra le detrazioni al 36% e quelle al 55%, la somma prevista per il 2008 coprirebbe solo un quarto degli interventi effettuati.
Se invece, come è più probabile, il tetto si riferisce alla quota annuale dell’intero 55% si coprirebbe solo un terzo degli interventi del 2008, 2009 e 2010 nell’ipotesi di mancata crescita degli interventi.
E’ evidente che un simile provvedimento presterebbe il fianco a una valanga di ricorsi per cui probabilmente verrà rivisto.
E tutto questo mentre oggi a Poznan si apre la 14 Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e inizia il mese decisivo per le scelte europee sul pacchetto 2020. L’Italia si presenta a questi appuntamenti criticando gli impegni da assumere e contemporaneamente smantellando alcuni dei provvedimenti più innovativi di riduzione delle emissioni di CO2, con l’attacco alle detrazioni fiscali seguito a quello alla certificazione energetica degli edifici. Mentre Francia e Germania, ad esempio, rafforzano il pacchetto anticrisi proprio con misure a favore dell’efficienza energetica nell’edilizia.
Comunque, considerati i vasti interessi toccati - cittadini, piccole imprese, industrie dell’efficienza - e vista l’assurdità di una manovra retroattiva è presumibile che contro questo provvedimento si scatenerà una forte reazione."

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