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Indice degli argomenti: Le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio La fonte energetica utilizzata Edificio nuovo o ristrutturazione? La tipologia di impianto di distribuzione presente I costi degli impianti Il generatore di calore è il componente principale di un impianto di riscaldamento, il responsabile della produzione di energia necessaria per riscaldare gli ambienti. Esistono diverse soluzioni impiantistiche tra cui scegliere, sulla base di una serie di fattori e considerazioni relative sia al generatore stesso, che al contesto in cui lo si installa. La scelta deve essere fatta in modo attento, anche a seguito di opportuni calcoli di dimensionamento, di cui si può occupare un termotecnico. Installare l’impianto sbagliato può portare a conseguenza come inefficienza energetica, costi elevati per la climatizzazione, comfort interno ridotto. Le soluzioni impiantistiche più diffuse oggi sono: la caldaia a condensazione, la pompa di calore, le caldaie a biomassa e i sistemi ibridi, che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione. Chiaramente, ne esistono molte varianti e modelli. Ecco, allora, 5 aspetti da considerare prima di acquistare un generatore di calore. Le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio Può sembrare banale, ma non lo è: per ogni tipologia di edificio, c’è un impianto più o meno adatto per raggiungere performance soddisfacenti in termini di comfort ed efficienza. Le caratteristiche che incidono maggiormente sono le dimensioni dell’edificio e le prestazioni dell’involucro, ossia il livello di isolamento termico. Questi aspetti, insieme alle funzioni che vi si svolgono e al numero di persone presenti, incidono sulla potenza termica richiesta all’impianto per il riscaldamento. Proprio questo è il calcolo di cui si occupa il termotecnico, per capire, in base alla potenza richiesta, quale impianto e di che dimensione deve essere installato. Ovviamente, si prendono in considerazione anche aspetti come la zona climatica in cui si colloca l’edificio e le funzionalità richieste all’impianto: dovrà solo riscaldare o anche produrre ACS? La fonte energetica utilizzata I generatori di calore possono essere classificati sulla base delle fonti di energia utilizzata per produrre calore, che sono principalmente 3: il gas, l’elettricità e le biomasse. Il gas è stato il combustibile più utilizzato per molto tempo, veniva utilizzato nelle vecchie caldaie e, ancora oggi, nelle più efficienti e meno inquinanti caldaie a condensazione. Sono proprio i difetti del gas, come la sua esauribilità e le emissioni causate dalla combustione, a favorire la diffusione dei generatori alimentati a elettricità. Chiaramente, anche quando si parla di elettricità è bene fare attenzione al modo in cui viene prodotta, in quanto è questa fase che incide concretamente sulla sostenibilità di questa forma di energia. Tra le produzioni meno inquinanti ci sono l’idroelettrico, il geotermico, il fotovoltaico e l’eolico. Infine, ci sono i generatori a biomasse, che producono energia termica mediante la combustione di sostanze come il legno o il pellet. Sono considerate fonti rinnovabili in quanto si rigenerano velocemente in natura, ma è bene prestare attenzione al livello di emissioni causato dal generatore scelto in fase di combustione. Edificio nuovo o ristrutturazione? Un altro importante aspetto da non trascurare è la situazione che porta a dover scegliere l’impianto di riscaldamento per un edificio. Quando si interviene sull’esistente, infatti, è necessario fare i conti con vincoli e problematiche che, nelle nuove costruzioni, non ci sono. Se si sostituisce una vecchia caldaia in un edificio che però si decide di non riqualificare, quindi senza isolamento e sostituzione del sistema di distribuzione, la soluzione migliore è probabilmente una caldaia a condensazione. Una pompa di calore a bassa temperatura, abbinata ai radiatori e in un edificio altamente disperdente, perderebbe di efficienza. La tipologia di impianto di distribuzione presente Come anticipato nel punto precedente, è importante considerare anche la combinazione del generatore di calore con il sistema di distribuzione. Ciascun terminale richiede differenti livelli di temperatura e, di conseguenza, influisce sul lavoro del generatore. L’esempio di prima sui radiatori si spiega con il fatto che questi richiedono una temperatura dell’acqua di circa 65°-70°, mentre la pompa di calore a bassa temperatura lavora meglio, come dice lo stesso nome, a temperature inferiori. Ci sono comunque tutte le tecnologie necessarie a risolvere le più svariate esigenze, tanto che in commercio si trovano anche radiatori a bassa temperatura, dove la mandata dell’acqua è sufficiente a 40°, ma anche pompe di calore ad alta temperatura, in grado di scaldare l’acqua a temperature maggiori senza perdere di efficienza. I costi degli impianti L’ultimo criterio con cui scegliere, valido per qualsiasi tipologia di intervento si voglia eseguire, è sicuramente il budget a disposizione. Il costo di acquisto e installazione dei diversi generatori può cambiare molto da un modello all’altro. Nel fare questa valutazione è bene considerare i costi, ma anche i vantaggi offerti in termini di risparmio energetico (e quindi economico) durante la successiva fase di utilizzo. Inoltre, le detrazioni fiscali permettono di alleggerire l’entità degli investimenti in impianti energeticamente efficienti. 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