Giornata Internazionale della Luce: illuminare il futuro con efficienza e per il benessere 15/05/2026
Efficienza energetica in Italia: 53-62 miliardi investiti nel 2025, ma senza stabilità normativa il 2030 resta lontano 14/05/2026
Nature-based Solutions: perché sono essenziali per costruire la resilienza climatica dell’Europa 04/06/2026
Riqualificazione energetica dei condomini: a Milano le torri Ca’ Granda passano dalla classe F alla C 03/06/2026
Impianto termico o di climatizzazione (invernale/estiva): tipologie, caratteristiche e componenti 28/05/2026
Indice degli argomenti: Quando non può essere applicato il Bonus facciate Approfittare del Bonus facciate per ridipingere la propria casa Un’occasione per isolare casa con un nuovo cappotto L’importanza di restaurare edifici di valenza storica Pulitura della facciata, anche per il benessere dell’intonaco Intervenire anche sui balconi Il Bonus rifacimento facciata è stato introdotto con la Legge di Bilancio del 2020, che lo rende indipendente rispetto alle detrazioni già in vigore anche nello scorso anno per i lavori di ristrutturazione (50%) e di riqualificazione energetica (65%). Il Bonus facciate è una detrazione Irpef fino al 90% del valore degli interventi realizzati durante quest’anno per recuperare le superfici esterne degli edifici, siano essi condominiali o meno. Anche questo incentivo, viene percepito in 10 rate annuali, di pari importo. Il Bonus è pensato per favorire tutti quei lavori che permettono il recupero delle facciate, con un impatto positivo sulla qualità dei centri abitati italiani. Rientrano, infatti, diverse tipologie di lavori, anche di semplice manutenzione ordinaria. Inoltre, va ricordato che il bonus facciata è cumulabile ad altre detrazioni, come ad esempio l’Ecobonus. Quando non può essere applicato il Bonus facciate Al Bonus facciate sono stati messi dei limiti, sia in relazione alla tipologia di intervento ammissibile, che alla zona in cui si trova l’edificio in questione. Infatti, pensato proprio per riqualificare e rigenerare le aree urbane del Paese, il Bonus può essere applicato solo nelle zone A e B individuate con il decreto del Ministero dei Lavori pubblici del 2 aprile 1968, n. 1444. In sostanza, nelle prime rientrano tutti i centri urbani storici, con valore artistico o altri pregi ambientali; mentre nelle zone B ricadono le aree urbane totalmente o parzialmente edificate. “Parzialmente edificate” significa che la superficie coperta con gli edifici deve superare il 12,5% e che la densità territoriale deve essere maggiore di 1,5 mc/mq. Questo limite, di conseguenza, esclude tutti i territori con una densità abitativa inferiore. Per sapere in quale di queste situazioni ci si trova, è necessario fare riferimento al proprio Comune. Per quanto riguarda gli interventi ammessi ed esclusi, invece, si può fare riferimento alla scheda informativa emanata dall’Agenzia delle Entrate, in cui sono elencati una serie di lavori che non beneficiano del bonus facciata. Tra questi, ci sono tutti quelli relativi agli impianti di illuminazione, agli infissi, ai pluviali, alle gronde e ai cavi TV. Approfittare del Bonus facciate per ridipingere la propria casa Con il passare del tempo, le facciate esterne degli edifici mostrano alcuni tipici segni di degrado. Infatti, oltre a determinare l’aspetto di una casa, la finitura esterna serve per proteggere i muri da tutti quegli agenti potenzialmente pericolosi, come la pioggia, la neve, il vento e anche l’inquinamento.Nel caso si decida di ridipingere la facciata della casa, si potrà usufruire delle detrazioni Irpef fino al 90% della spesa sostenuta, anche se si sceglie di farlo con lo stesso colore. Prima di iniziare i lavori, ci sono un paio di cose da valutare, ovvero la presenza di crepe, distacchi o altri danni alle opere murarie e le condizioni del sottofondo. La vernice, infatti, non va posata su un sottofondo irregolare, umido o sporco. Per scegliere la pittura si possono valutare i vari prodotti presenti sul mercato. Esistono prodotti ecologici e naturali, traspiranti, lavabili, resistenti agli attacchi biologici e così via. Un’occasione per isolare casa con un nuovo cappotto Se durante i lavori di ristrutturazione della facciata è necessario intervenire anche sull’intonaco esistente, si dovranno rispettare i requisiti richiesti per le prestazioni termiche degli edifici. Questa prescrizione è valida nel momento in cui è interessata una porzione di intonaco superiore al 10% della superficie intonacata.Ciò significa che i valori di trasmittanza delle pareti dovranno essere a norma di legge e per riuscirci, una delle operazioni più semplici è la posa di un cappotto. I requisiti di prestazione energetica sono indicati, nello specifico, nel DM 26 giugno 2005 e i valori di trasmittanza si trovano nel DM 26 gennaio 2010. Anche in questo caso, si potrà detrarre il 90% dell’investimento. La posa di un cappotto permette di aumentare le prestazioni di isolamento, eliminare i ponti termici e migliorare il comfort interno. Si dovrà provvedere alla preparazione del supporto, ripristinandolo se necessario e pulendolo, e alla scelta dei materiali, decidendo tra isolanti sintetici, minerali e naturali. Spetterà all’ENEA monitorare i lavori effettuati e il rispetto dei requisiti normativi. L’importanza di restaurare edifici di valenza storica Moltissimi edifici nei centri storici sono stati ristrutturati internamente, per ricavare nuovi appartamenti. Ma soprattutto nel caso di edifici di valenza storica, il Bonus facciate offre l’occasione di intervenire e manutenere le facciate esterne di queste abitazioni, spesso anche molto belle e di un certo valore architettonico.Restaurare queste facciate, significa fare un’attenta analisi dei materiali e dello stato dell’esistente, provvedendo poi anche al ripristino delle decorazioni e dei rilievi che spesso le contraddistinguono. È fondamentale rivolgersi a ditte specializzate nel restauro delle facciate, in grado di ridonare all’edificio l’aspetto originario. Molto spesso questo comporta il rifacimento di elementi in pietra o cemento, come balconi, pilastri, gronde e decori. Pulitura della facciata, anche per il benessere dell’intonaco La pulitura della facciata può essere svolta indipendentemente dalla necessità di un restauro o dal rifacimento della finitura esterna. Il traffico, l’inquinamento atmosferico, la pioggia con il tempo “sporcano” l’edificio. Eliminare la sporcizia, oltre a migliorare l’estetica di un edificio, assicura anche una prolungata resistenza dell’intonaco e della struttura nel tempo. Inoltre, pulendo la facciata talvolta si scoprono alcuni danni strutturali sui quali si può intervenire in modo tempestivo. La pulitura, a seconda dei casi, può essere effettuata con acqua, attraverso la sabbiatura o anche con appositi prodotti chimici. Intervenire anche sui balconi I balconi sono considerati parte della facciata, in quanto ne determinano l’immagine e la geometria. Proprio per questo, interventi come la manutenzione dei frontalini e dei parapetti rientra nei lavori che possono beneficiare del Bonus facciate.Capita molto spesso di vedere edifici, soprattutto condomini, con balconi in parte danneggiati o rovinati, a causa della loro maggio esposizione agli agenti atmosferici. Provvedere alla loro manutenzione e, se danneggiati, al loro ripristino, assicura un aspetto migliore all’intera facciata e aumenta la sicurezza di questi elementi. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...
04/06/2026 PNRR, nono pagamento: la Commissione europea eroga 12,8 miliardi all'Italia La Commissione europea eroga il nono pagamento RRF: 12,8 miliardi per energia, edilizia e transizione. L'Italia ...
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...
29/05/2026 Clima 2026-2030: il rapporto WMO prevede record di temperatura e anomalie artiche senza precedenti A cura di: Raffaella Capritti Il Global Annual to Decadal Climate Update WMO 2026-2035 prevede temperature record nei prossimi cinque anni, ...
28/05/2026 Nature-Based Solutions per il Parco Monte Stella: Milano reinventa uno spazio storico A cura di: Stefania Manfrin Riqualificazione basata su Nature-Based Solutions per il Monte Stella a Milano: gestione acque, biodiversità e adattamento ...
27/05/2026 L.R. 7/2025: aree idonee per le rinnovabili in Umbria. Critiche le associazioni ambientaliste A cura di: Erika Bonelli Aree idonee rinnovabili Umbria: la L.R 7/2025, aggiornata dalla L.R. 4/2026 definisce regime autorizzativo, fasce di ...
26/05/2026 Parco Agrisolare PNRR: aggiornate le modalità di rendicontazione. Scadenza al 30 giugno 2026 A cura di: Stefania Manfrin Il MASAF aggiorna il Regolamento Operativo del Parco Agrisolare PNRR: scadenze, documentazione e modalità di rendicontazione ...
25/05/2026 Transizione energetica, la roadmap IRENA 2026 per uscire dai combustibili fossili: elettrificazione e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin IRENA 2026: elettrificazione, rinnovabili e reti al centro della roadmap 1,5°C. Obiettivi, dati e investimenti per ...
22/05/2026 L'ONU adotta la risoluzione sul clima: la tutela ambientale diventa obbligo giuridico internazionale A cura di: Stefania Manfrin L'Assemblea Generale ONU approva il 20 maggio 2026 la risoluzione sul clima: recepisce il parere ICJ ...
21/05/2026 Elettrificazione dei consumi domestici per proteggere le famiglie europee dagli shock energetici A cura di: Erika Bonelli Elettrificazione dei consumi: pompe di calore e veicoli elettrici potrebbero far risparmiare alle famiglie italiane circa ...