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Indice degli argomenti Toggle Conto Termico 3.0 e biomasse: novità in vistaBiomasse al posto dei combustibili fossiliOra solo impianti 5 stelleI vantaggi per le aziendeLa presentazione della domanda e le novità premiantiFAQ Conto Termico 3.0 e biomasseOltre al futuro Conto Termico 3.0, per le biomasse su quali altre misure incentivanti si può contare?Quali possono essere i possibili abbinamenti tecnologici premianti anche per le biomasse e che potrebbero essere premianti col Conto Termico 3.0?Biomasse e solare termico possono coesistere? Tra le soluzioni che saranno incentivate dal Conto Termico 3.0, le biomasse trovano spazio e opportunità, per quanto riguarda la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Per questa finalità, viene contemplata l’adozione di generatori a biomassa ad alta efficienza per sostituire gli impianti di climatizzazione esistenti. Una volta che il Conto Termico 3.0 sarà a regime (occorre attendere fino a gennaio-febbraio 2026), cosa si dovrà considerare nella scelta di accesso per l’acquisto di un impianto a biomassa? Conto Termico 3.0 e biomasse: novità in vista Partiamo dalle novità del Conto Termico 3.0 sulle biomasse. Diego Rossi, responsabile area tecnologica e progettazione AIEL «Rispetto alla precedente – tuttora valida – la versione 3.0 ha ampliato soprattutto due punti principali: la tipologia degli interventi eseguibili e la tipologia degli utilizzi», afferma Diego Rossi, responsabile area tecnologica e progettazione AIEL. «Il Conto Termico, storicamente, è un incentivo volto alla climatizzazione in ambito residenziale, pubblico e terziario. Quello che viene introdotto con la versione 3.0 è il calore di processo, aspetto che avevamo considerato come critico». L’Associazione Italiana Energie Agroforestali da tempo aveva sollecitato l’inclusione del calore di processo (l’energia termica necessaria per un’attività produttiva specifica) tra gli interventi incentivabili dal Conto Termico per promuovere la decarbonizzazione. Sebbene il Conto Termico 3.0 si concentri principalmente su interventi residenziali, le proposte di AIEL mirano ad ampliare l’incentivo anche per le imprese che producono energia termica per i propri processi produttivi e per le reti di teleriscaldamento. Biomasse al posto dei combustibili fossili Un’altra importante apertura del Conto Termico 3.0 alle biomasse riguarda la sostituzione di combustibili fossili prima insostituibili, di fatto, e l’introduzione del GPL e del gas naturale. «Prima tutti potevano sostituire biomasse, gasolio e btz e solo le aziende agricole e forestali il GPL in aree non metanizzate. Con il Conto Termico 3.0 tutti possono sostituire biomasse gasolio btz, gpl e gas naturale. Tuttavia, per GPL e gas naturale ci sono requisiti molto più sfidanti che si possono ottenere solo con caldaie con separatori elettrostatici». Un limite, dal punto di vista della tipologia degli interventi effettuabili con le biomasse, è il caso del nuovo intervento. Esso rimane, come nella versione precedente, un’esclusiva per le aziende agricole e quelle operanti nel settore forestale. Solo queste categorie sono ammesse all’incentivo, oltre che per la sostituzione, anche per “l’installazione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti o per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa, compresi i sistemi ibridi e bivalenti a pompa di calore”, si legge nel Decreto 7 agosto 2025. Ora solo impianti 5 stelle Altra novità importante, sempre sul fronte Conto Termico 3.0 per le biomasse, riguarda le caratteristiche dei prodotti. «Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha considerato le biomasse uno degli ambiti su cui puntare maggiormente nel richiedere dei requisiti particolarmente stringenti – illustra Rossi –. Col nuovo decreto è stato fissato, tra i requisiti d’accesso, l’adozione di generatori a biomassa ad alte prestazioni certificati in classe ambientale 5 stelle». Inoltre, In caso di sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL o a gas naturale, le caldaie devono assicurare emissioni di particolato non superiori a 1 mg/Nm3. «Questo passaggio riduce significativamente le opzioni disponibili, ma sul mercato esistono già alcuni prodotti in grado di raggiungere tale limite». Il responsabile AIEL segnala l’aumento, anche se non particolarmente significativo, del coefficiente euro per kilowatt. «Attualmente una tecnologia prende di più euro kilowatt, però sono stati anche innalzati i coefficienti premianti, il cosiddetto CE, che andava a premiare fino a un 20% o addirittura fino a un 50% in più dell’incentivo, a seconda delle prestazioni in termini di emissioni degli apparecchi. Quel coefficiente premiante (1,5) che prima era appannaggio di quasi tutti gli apparecchi domestici, ora diventa molto sfidante». Il risultato è un aumento, fino anche al 125-130%, dell’incentivo precedente, anche se in alcuni casi si registra una leggera diminuzione (90-95% rispetto alla versione precedente). «Va considerato, però, che i livelli incentivanti introdotti nel Conto Termico nel 2012 non erano cambiati nel 2016. Se si confrontano i prezzi del 2012 con quelli del 2025, la differenza invece è significativa. Quindi, l’entità degli incentivi non è cambiata molto» I vantaggi per le aziende Nel considerare il valore del Conto Termico 3.0 sulle biomasse, chi ne trarrà i maggiori benefici? «Per i privati non cambia molto. Invece si aprono opportunità per le imprese che nei prossimi anni saranno chiamate a ridurre il loro impatto ambientale». A questo proposito, poter contare sulla possibilità di sostituire il gas nel caso di calore di processo diventa un’opportunità molto interessante, anche in ottica ESG e conseguentemente per la propria reputazione e per l’accesso a finanziamenti da parte degli istituti bancari. «Quest’ultimo passo potrebbe essere di grande aiuto anche nel superare i limiti del costo iniziale dell’investimento», sottolinea Rossi. La presentazione della domanda e le novità premianti Sugli aspetti da considerare per fare domanda e accedere agli incentivi del Conto Termico 3.0, «seppure sia un discorso prematuro, va detto che sull’attuale meccanismo, tuttora valido fino a fine 2025, la rete vendita del settore si è specializzata e ha maturato solide competenze negli anni per lavorare col Conto Termico. Quindi, da questo punto di vista, la differenza tra il precedente e la versione 3.0 non vediamo particolari criticità. Le differenze principali sono due, entrambe positive non solo per le biomasse, ma per tutti i tipi di prodotto», sottolinea il responsabile AIEL. La prima novità è l’allungamento dei termini di presentazione da 60 a 90 giorni. La seconda riguarda il massimale per ottenere l’incentivo in un’unica rata. Se nella versione attuale è fissato a 5mila euro, nella futura formulazione passerà a 15mila euro. «Stiamo parlando di una importante novità, aperta a sostenere interventi di privati. L’aspetto più interessante, anche per il nostro settore e che viene confermato anche nel Conto Termico 3.0 riguarda il mandato irrevocabile all’incasso». Si tratta di un accordo in cui il cliente (mandante) autorizza il fornitore/installatore (mandatario) a incassare direttamente dal GSE l’incentivo spettante per un intervento di efficienza energetica. «Questo si traduce in una possibilità decisamente vantaggiosa per il cliente finale, ma anche per le imprese che possono contare sulla possibilità di rientrare in 3-4 mesi dall’invio della lettera di accettazione, ottenendone un minore impatto finanziario», sottolinea Rossi. Si stima che gli utilizzatori di biomassa a livello di Bacino Padano siano pari a circa il 22% (fonte: ARPA Veneto – report PREPAIR, dato 2019). AIEL ha predisposto una piattaforma cui potersi rivolgere per cercare un rivenditore autorizzato per chi è interessato a un impianto di riscaldamento a legna e pellet: si chiama AIELfinder ed è un riferimento di realtà verificate dalla stessa Associazione. «L’importanza di un operatore qualificato, com’è un rivenditore autorizzato, non si limita alla vendita del prodotto. Affianca il cliente sia per la scelta della tipologia su misura per le effettive esigenze e necessità, ma assicura anche una corretta installazione, il post-vendita e la possibilità di seguirlo per tutto quello che serve a ottenere l’incentivo», specifica Rossi. È bene ricordare, a tal proposito, che il cliente scelga di affidarsi a un soggetto qualificato. Anzi è un obbligo introdotto da uno specifico decreto (DPR 74/2013). Inoltre tra i requisiti necessari per poter installare e intervenire sulle apparecchiature e sugli impianti di climatizzazione è l’abilitazione secondo la Lettera C del DM n. 37/2008. FAQ Conto Termico 3.0 e biomasse Oltre al futuro Conto Termico 3.0, per le biomasse su quali altre misure incentivanti si può contare? Sono ancora attivi sia l’Ecobonus sia il Bonus Casa. La modifica intervenuta a inizio 2025 che è andata a ridurre i bonus fiscali, non ha toccato particolarmente la biomassa, che già contava su un’aliquota pari al 50% per l’abitazione principale. «Restano, quindi, opportunità interessante soprattutto per le nuove installazioni, che nel Conto Termico non sono incentivate», specifica Diego Rossi, di AIEL. Dal punto di vista più industriale, un’altra novità interessante segnalata dal responsabile area tecnologica e progettazione AIEL è la pubblicazione del nuovo decreto Certificati Bianchi, che va ad aggiornare il sistema dei TEE per il 2025-2030. «Un elemento di rilievo è costituito dall’incremento del tempo entro cui si possono ottenere i certificati. Si passa, infatti, da 7 a 10 anni: ciò si traduce in un aumento del 30% dell’incentivo». Quali possono essere i possibili abbinamenti tecnologici premianti anche per le biomasse e che potrebbero essere premianti col Conto Termico 3.0? Il nuovo meccanismo ha chiarito un aspetto riguardante l’impianto ibrido “pompa di calore più biomassa” che viene qualificato all’interno dello strumento. È un’opportunità importante, che permette all’utente di poter approfittare sempre della fonte di energia più conveniente, dal punto di vista economico e ambientale. L’impianto ibrido, in tal senso, si rivela una combinazione ideale per approfittare al meglio dei vantaggi di entrambe le tecnologie. Nel Conto Termico 3.0 viene aperta la possibilità di costituire un sistema ibrido bivalente. Il progettista può prevedere di installare una caldaia a biomassa e una pompa di calore anche di due marche diverse. L’essenziale è che i due generatori siano attrezzati per comunicare tra loro e per valorizzare al massimo il sistema, garantendo la massima efficienza. Biomasse e solare termico possono coesistere? Sì. C’è un’altra possibilità di combinazione virtuosa e riguarda proprio l’installazione di un impianto a biomassa e di un solare termico. Anche in questo caso si possono cogliere i vantaggi di entrambe le tecnologie, per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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