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Indice degli argomenti Toggle Cosa sono i giardini verticaliCome funzionano i giardini verticali: le tipologie di giardinoDifferenze tra giardino verticale idroponico e con terraQuali sono i vantaggi dei giardini verticali negli edificiGiardini verticali per interniQuali piante si utilizzano nei giardini verticaliManutenzione dei giardini verticaliQuanto dura un giardino verticale nel tempoCosto di installazione giardino verticaleFAQs Giardini verticaliCosa sono i giardini verticali e come funzionano?Dove si possono realizzare i giardini verticali?I giardini verticali migliorano l’isolamento termico degli edifici?Quanto costa realizzare un giardino verticale?I giardini verticali migliorano la qualità dell’aria?Quali strutture servono per installare un giardino verticale?Quali sono le differenze tra giardino verticale e parete verde?Quali sono i benefici dei giardini verticali?Come si installa un giardino verticale in casa? I giardini verticali sono una soluzione (una delle varie che l’architettura propone) per rispondere a esigenze quali la ricerca di maggior sostenibilità o il riportare equilibrio nei contesti altamente urbanizzati. Il verde verticale, infatti, oggi non si configura come un semplice elemento decorativo, bensì come un dispositivo tecnologico-ambientale integrato nell’architettura, che fa parte delle soluzioni messe in campo per costruire edifici sostenibili. I giardini verticali rappresentano una strategia propria della progettazione architettonica e si inseriscono nel più ampio paradigma dell’architettura sostenibile contemporanea, che integra soluzioni naturali e passive per adattarla al contesto attuale e combattere le principali criticità ambientali del momento. Cosa sono i giardini verticali I giardini verticali, noti anche come green wall o pareti verdi, sono una struttura architettonica verticale realizzata appositamente per essere ricoperta da vegetazione, supportata da un sistema tecnico che consente crescita, irrigazione e nutrizione delle piante. A differenza di quanto avviene in parchi, giardini e tetti verdi, sfrutta superfici che non avrebbero alcun altro scopo, come facciate o pareti interne. Dal punto di vista tecnico, un sistema di giardino verticale è composto da una struttura portante, generalmente metallica, sulla quale si sviluppa la vegetazione. A seconda della tipologia di parete, poi, può essere inserito anche uno strato di impermeabilizzazione e un substrato destinato alla crescita delle essenze. In ogni caso, si costruisce un sistema di irrigazione (preferibilmente automatico). Questa configurazione permette la crescita vegetale anche in luoghi in cui non vi è alcuna disponibilità di suolo naturale, rendendo il sistema molto versatile e applicabile in contesti urbani densamente costruiti. Come funzionano i giardini verticali: le tipologie di giardino Il principio che sta alla base di ogni giardino verticale e parete verde è sostanzialmente la capacità di alcune piante di sopravvivere e crescere anche senza terreno. Grazie alla fotosintesi, molte specie sfruttano infatti solo acqua, ossigeno, anidride carbonica, pertanto possono essere messe a dimora praticamente ovunque ci sia un substrato di aggancio adatto. Esistono diverse tipologie di giardino verticale, che funzionano in modo differente proprio in base alla loro conformazione. La principale distinzione riguarda la scelta di radicare o meno a terra la vegetazione. In questo caso, si selezionano piante rampicanti che crescono lungo la struttura verticale di sostegno realizzata. L’irrigazione e la fertilizzazione riguardano, quindi, solo la base della facciata verde. È un sistema di più semplice realizzazione e manutenzione. Nelle pareti vegetali dette “attive”, invece, il substrato è integrato nella stratigrafia della parete, proprio come avviene nei tetti verdi. In questo caso è essenziale proteggere la parete e progettare attentamente la struttura di supporto. Inoltre, si realizza un sistema tecnologico di supporto per l’irrigazione e la cura della vegetazione più complesso, che può essere idroponico o modulare. In questo secondo caso, si deve sviluppare un sistema di irrigazione per tutta la superficie, motivo per cui spesso si opta per elementi modulari. In ogni caso il sistema di irrigazione deve coprire e raggiungere ogni area della parete. Offre la possibilità di variare maggiormente la vegetazione, ma richiede una progettazione molto accurata, che consideri i carichi strutturali, i costi di realizzazione e la manutenzione richiesta. Infine, è prevista anche una vasca di raccolta per l’acqua in eccesso, che può essere anche riutilizzata. Differenze tra giardino verticale idroponico e con terra I giardini verticali possono essere realizzati sia utilizzando la tecnica della coltivazione in terriccio che sfruttando la tecnica dell’idroponica. A differenza delle piante coltivate in terra, che al suo interno sviluppano le radici e da cui assorbono i nutrienti necessari alla loro crescita, l’idroponica permette la crescita della vegetazione soltanto utilizzando acqua e sostanze nutritive, senza l’utilizzo di terreno. Si tratta di una tecnica relativamente recente che ha portato grandi vantaggi nel settore dell’agricoltura e ne offre altrettanti nell’ambito della coltivazione domestica. I giardini verticali idroponici vengono installati su un’apposita struttura portante che integra il sistema di irrigazione. La struttura può essere prefabbricata o costruita con il fai-da-te utilizzando tubi in PVC e altre materie plastiche. Le piante che meglio si adattano alla coltivazione idroponica sono quelle che richiedono una minore quantità di terreno e che crescono in verticale. Per quanto riguarda l’irrigazione esistono diversi sistemi idroponici, tra cui il sistema a gocciolamento, il sistema NFT (Nutrient Film Technique) e il sistema aeroponico. A differenza della tradizionale coltivazione in terra, l’idroponica offre il vantaggio di poter coltivare le piante in qualsiasi momento dell’anno, evitando i problemi legati alle stagioni e alle condizioni atmosferiche avverse, e da vita a piante più sane e vigorose, grazie alla maggior quantità di sostanze nutritive fornite alle radici. Quali sono i vantaggi dei giardini verticali negli edifici Un giardino verticale offre differenti vantaggi, soprattutto di natura ambientale, in quanto concorrono a dar vita a edifici sostenibili. Prima di tutto, inserire la vegetazione nei contesti urbanizzati, aiuta a regolare il microclima locale. Le piante, infatti, attraverso l’evapotraspirazione e l’ombreggiamento della parete, interferiscono e modificano la temperatura superficiale degli edifici, regolata in modo più efficace, sia in inverno che in estate. Durante la stagione fredda il giardino verticale contribuisce a limitare le dispersioni termiche e aumentare la coibentazione dell’edificio, proteggendo la parete verde anche dal vento. Benché sia pressoché impossibile calcolare in modo preciso l’entità del risparmio energetico garantito da un sistema vivo e quindi variabile, si è stimato che lo strato di fogliame di un giardino verticale sia in grado di aumentare la resistenza termica della parete di circa il 6%. Durante il periodo estivo il giardino verticale, tramite l’ombreggiamento, garantisce la riduzione della temperatura superficiale della parete dell’edificio. Il carico solare sulla superficie può essere ridotto fino al 30% e la temperatura superficiale della facciata può scendere anche di 10°C. Inoltre, nei casi in cui la parete verde si trovi ad alcuni centimetri di distanza dall’edificio, si forma un’intercapedine d’aria che offre i vantaggi di una parete ventilata, aumentando la resistenza termica della parete. In estate si regola l’innalzamento della temperatura superficiale e in inverno il suo abbassamento. In estate, questo aiuta anche a ridurre la temperatura dell’aria circostante, combattendo l’innalzamento delle temperature che si registra nei centri densamente abitati e costruiti e riducendo così l’effetto isola di calore. Per gli stessi meccanismi, la vegetazione è un ottimo sistema per regolare il livello di umidità. Un altro importante vantaggio riguarda il miglioramento della qualità dell’aria, in quanto i giardini verticali possono funzionare come dei “filtri” naturali, assorbendo anidride carbonica, particolato, polveri sottili e altri composti nocivi. Tutto ciò si traduce in un maggior benessere delle persone, con un aumento della qualità dell’aria e del benessere nei centri urbani. Senza contare, poi, che la presenza di verde aiuta ad accrescere la biodiversità urbana. Per quanto riguarda gli edifici stessi, invece, lo strato verde aiuta a migliorare l’isolamento termico e l’isolamento acustico, con un maggior comfort anche all’interno degli edifici. Una valida strategia, quindi, per aumentare l’efficienza energetica e aumentare il valore immobiliare dell’edificio. Giardini verticali per interni I giardini verticali interni sono sistemi vegetali installati in ambienti chiusi, che offrono benefici per chi vive gli spazi in cui sono realizzati. Non cambiano, infatti, i benefici prima citati. Chiaramente, si migliora la qualità dell’aria interna e il comfort percepito all’interno degli ambienti, ma per i medesimi meccanismi. Dal punto di vista funzionale, infatti, agiscono come biofiltri, riducendo inquinanti indoor (VOC, polveri sottili) e regolando l’umidità attraverso l’evapotraspirazione. Offrono anche benefici acustici, assorbendo il rumore, e psicologici, favorendo benessere e produttività. Quali piante si utilizzano nei giardini verticali La scelta delle piante nei giardini verticali è un aspetto cruciale, poiché incide su resa estetica, durabilità e manutenzione del sistema. È necessario selezionare le specie in base alla tipologia di giardino che si vuole realizzare. Nelle facciate verdi con vasi posti nella parte inferiore si dovrà optare necessariamente per dei rampicanti. Nel caso dei giardini con substrato verticale, invece, si consigliano essenze con apparato radicale contenuto, resistenti e adattabili alle condizioni ambientali specifiche, come esposizione, clima e disponibilità di luce. Nei sistemi esterni si utilizzano soprattutto piante robuste, perenni e aromatiche, mentre negli ambienti interni si possono considerare specie tropicali in grado di vivere con luce indiretta e condizioni controllate. Nei progetti più avanzati si combinano diverse piante per migliorare stabilità ed effetto visivo. La miscela di essenze diverse, con foglie più o meno grandi, diverse tonalità cromatiche e a sviluppo differenziato, permette di variare la stratigrafia dell’insieme, ricreando una superficie mossa, ritmata nei volumi, molto scenografica. Una scelta errata può compromettere il funzionamento del giardino verticale, aumentando costi e necessità di manutenzione; per questo è fondamentale un’accurata progettazione integrata. Uno studio realizzato qualche anno fa (si tratta del lavoro fatto a Birmingham su una Living wall nella New street railway station in cui tutte le specie di piante studiate hanno dimostrato di aver rimosso una vasta gamma di elementi dall’atmosfera, compresi i metalli pesanti; nda), ha evidenziato che le specie a foglia larga potrebbero fornire migliori performance nel catturare la frazione di particolato fine, il PM1, particolarmente dannoso alla salute. Mentre quelle con foglie caratterizzate dalla presenza di cera epicuticulare e da una particolare morfologia superficiale, possono intrappolare tutte le frazioni di particolato. In generale, gli effetti positivi di una Living wall sulla concentrazione di PMx dipendono dalle caratteristiche specifiche delle piante: dalla forma all’epidermide, dalla rugosità al livello di inquinamento atmosferico nella zona. Manutenzione dei giardini verticali Prima di realizzare un giardino verticale e puntare a un reale miglioramento delle prestazioni ambientali dell’edificio sostenibile, è indispensabile affrontare in modo approfondito il tema della manutenzione, sia sotto il profilo economico sia sotto quello tecnico-operativo. A differenza di altri elementi architettonici passivi, infatti, i sistemi di verde verticale sono organismi complessi e dinamici, caratterizzati dalla presenza di componenti biologiche vive che richiedono cure costanti e altamente specializzate lungo tutto il ciclo di vita. In primo luogo, i giardini verticali necessitano di un sistema di irrigazione continuo e controllato, spesso automatizzato tramite appositi impianti. Questo implica non solo un consumo idrico costante, ma anche la gestione di pompe, sensori, centraline e sistemi di distribuzione, che devono essere periodicamente verificati per evitare malfunzionamenti, perdite o disomogeneità nella distribuzione dell’acqua. Parallelamente, è necessario prevedere un monitoraggio fitosanitario regolare, volto a individuare tempestivamente eventuali patologie vegetali, infestazioni parassitarie o squilibri nutrizionali. Un ulteriore aspetto riguarda gli interventi diretti sulla vegetazione, che includono potature, sostituzioni di specie non attecchite o deteriorate e operazioni di rinnovo parziale del sistema. I sistemi più avanzati di giardino verticale integrano addirittura impianti di controllo dell’irrigazione, della fertilizzazione, dell’illuminazione da remoto, capaci di avvisare giardiniere o proprietario in tempo reale in caso di problemi o di guasti. Generalmente gli interventi di manutenzione da eseguire sui giardini verticali includono opere di: Potatura e pulizia stagionali (due volte nell’arco di un anno), Verifica a cadenza mensile del corretto funzionamento dell’impianto automatico di irrigazione e fertilizzazione, Controllo periodico dello stato di salute delle piante utile alla prevenzione, o alla cura, di patologie fungine o attacchi parassitari. In conclusione, è importante sottolineare come, nei casi di progettazione inadeguata o approssimativa, la manutenzione possa diventare la principale criticità operativa. Quanto dura un giardino verticale nel tempo La durata di un giardino verticale dipende da diversi fattori, come la qualità del progetto e del sistema costruttivo, dalla scelta delle piante, dall’esposizione alla luce del sole e dalla corretta manutenzione eseguita nel tempo. In generale, un giardino ben progettato e curato può mantenersi efficiente e decorativo diversi anni, con alcuni componenti (come strutture modulari e impianti idroponici) che possono durare anche oltre vent’anni se sottoposti a regolare manutenzione. In sostanza, un giardino verticale può vivere a lungo se progettato con attenzione tecnica, selezionando piante appropriate e prevedendo un piano di manutenzione regolare, trasformandosi così in un investimento sostenibile sia ambientale sia estetico. Costo di installazione giardino verticale I costi per la realizzazione di un giardino verticale possono variare a seconda di diversi fattori: materiale della struttura portante, tipologia e quantità di essenze prescelte, sofisticazione dei sistemi tecnici di irrigazione, estensione della superficie, posizionamento. Se l’impegno economico della manutenzione dei giardini verticali nel tempo è minore rispetto a uno spazio verde tradizionale (acqua e fertilizzanti vengono forniti in automatico), le cifre finali sono comunque relativamente alte. In un preventivo vanno infatti contemplate anche tutte le opere accessorie, come ad esempio l’allacciamento all’impianto di distribuzione idrica e a quello elettrico, la necessità di un cantiere in verticale, le eventuali indagini preliminari statiche o ingegneristiche. Più contenuti i costi di una parete verde, anche se le discriminanti sono pressoché le stesse di un giardino verticale, ovvero sistema portante, tipo di piante, allaccio agli impianti tecnici. FAQs Giardini verticali Cosa sono i giardini verticali e come funzionano? I giardini verticali, o pareti verdi, sono chiusure verticali vegetate il cui inverdimento può essere realizzato con specie vegetali piantumate al suolo a sviluppo rampicante, ancorate direttamente alla superficie dell’edificio oppure supportate da reti, graticci o cavi ancorati alla facciata o strutture che siano parte integrante della chiusura verticale. Giardino verticale e parete verde possono fare riferimento a due diverse tipologie di inverdimento, ovvero diretto e indiretto. Dove si possono realizzare i giardini verticali? I giardini verticali possono essere realizzati in differenti contesti, sia all’esterno, in corrispondenza di facciate di edifici esistenti o di nuova costruzione, che all’interno. In base alle condizioni climatiche locali, si dovrà progettare di conseguenza anche il giardino. I giardini verticali migliorano l’isolamento termico degli edifici? I giardini verticali possono contribuire all’isolamento termico degli edifici, soprattutto nel caso in cui si predisponga un substrato lungo tutta la parete. In questo caso, lo strato di vegetazione aiuta a regolare gli scambi di calore e protegge le pareti, sia in inverno che in estate. Nella stagione estiva, anche il semplice ombreggiamento favorisce la riduzione della temperatura superficiale, contenendo i problemi connessi al surriscaldamento. Quanto costa realizzare un giardino verticale? Le pareti vegetali presentano costi imputabili alla progettazione e all’installazione iniziale, oltre che alla gestione successiva, visto che richiedono una manutenzione regolare nel tempo. Tuttavia, tali costi possono essere compensati dai benefici che queste soluzioni assicurano e, in alcuni casi, anche da eventuali incentivi utili per la loro realizzazione (come il Bonus Ristrutturazione o l’Ecobonus se con determinati requisiti). I giardini verticali migliorano la qualità dell’aria? I giardini verticali contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, sia nel caso siano installati all’interno degli edifici, che quando sono realizzati all’esterno. Le piante, infatti, assorbono CO₂, VOC (composti organici volatili) e polveri sottili. Quali strutture servono per installare un giardino verticale? Per installare un giardino verticale è necessario prevedere la realizzazione di una struttura portante, da progettare in base alla tipologia di giardino che si vuole costruire. Può essere un telaio metallico, composta di pannelli modulari o tramite supporti e cavi per piante rampicanti se si tratta di una facciata verde più semplice. Sicuramente è importante prevedere anche un sistema di irrigazione e tutti gli accessori necessari per il monitoraggio e la manutenzione, come sensori o drenaggi. Nel caso di verde distribuito sulla facciata, serve una barriera impermeabilizzante e antiradice e il substrato per la crescita delle piante. Quali sono le differenze tra giardino verticale e parete verde? I giardini verticali utilizzano substrati integrati e sistemi tecnologici complessi, come idroponica e irrigazione automatica, per ospitare piante ed essenze di varie tipologie. Le pareti verdi, o green wall, di solito fanno riferimento a soluzioni che si basano su piante rampicanti o container esterni, con manutenzione più semplice e minor tecnologia. La principale differenza sta quindi in complessità, autonomia del sistema e varietà botanica. La progettazione architettonica è un’attività che richiede l’abilità di esplorare con creatività le infinite possibilità che permettono al progettista di rispondere in anticipo a esigenze di diverso tipo, senza rinunciare all’estetica. Quando si progettano edifici, infatti, è possibile spaziare tra numerosi stili, diverse geometrie e utilizzo di svariati materiali, rispondendo sia a richieste di tipo estetico che alla necessità di rendere funzionale ogni spazio ed elemento. Quali sono i benefici dei giardini verticali? Giardino verticale e parete verde possono apportare diversi benefici, legati alla gradevolezza dell’effetto finale ma soprattutto alla qualità dell’ambiente circostante. La presenza delle piante aiuta, infatti, a contenere la dispersione termica di un setto murario – funzionando quasi da cappotto naturale – e di conseguenza a risparmiare in energia per riscaldamento e raffrescamento degli ambienti interni. Il tappeto verde verticale regola il livello di umidità e, grazie in parte ai materiali morbidi a supporto delle radici, attutisce il rumore ambientale. Anche il riverbero luminoso si abbatte sensibilmente, con l’effetto di migliorare percezione e vivibilità di uno spazio urbano. Le piante, inoltre, sono strumenti sofisticati per la qualità dell’aria: come dei veri e propri purificatori riescono a ridurre polveri sottili e sostanze chimiche nocive per la salute dell’uomo, mentre assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. La vegetazione influisce anche sulla regolazione termica del sistema edificio, con vantaggi sia in inverno che in estate. La presenza di vegetazione diffusa nella città offre un altro grande vantaggio: la riduzione dell’effetto isola di calore, un problema persistente nei centri urbani. Il verde è una delle soluzioni possibili, perché non accumula il calore assorbito dalla radiazione solare. Buone prestazioni anche in termini di isolamento acustico, poiché lo strato di fogliame del giardino verticale riduce la trasmissione del rumore all’interno dell’edificio, assorbendo le onde sonore provenienti dall’esterno. Come si installa un giardino verticale in casa? Realizzare una parete verde in interni è molto più semplice di quanto non si pensi. Esistono infatti sistemi industrializzati che facilitano il lavoro: pannelli modulari di materiali diversi – plastici rigidi o morbidi di feltro – con apposite tasche per contenere una quantità ridotta di terriccio, vasi ad hoc aggregabili, strutture autoportanti semplicemente da addossare al muro. Perfetti anche i pannelli il più delle volte utilizzati in esterno, assemblati in stabilimento con piante già parzialmente cresciute. Ovviamente, indoor la scelta deve ricadere su essenze che non patiscono il microclima degli ambienti chiusi, privilegiando composizioni ad hoc per il grado di illuminazione, di soleggiamento, di temperatura diurna e notturna del locale. Tra le possibilità anche il verde stabilizzato, prodotto naturale ottenuto immergendo muschi o licheni in una soluzione conservante ecologica. Un procedimento rispettoso dell’ambiente, che cristallizza nel tempo l’aspetto esteriore delle piante per evitare ogni tipo di manutenzione nel tempo. Le pareti verdi così concepite – dalle ottime proprietà fonoassorbenti e di regolazione dell’umidità – non devono infatti essere innaffiate o bagnate, dato che la sopravvivenza della composizione dipende esclusivamente dall’umidità dell’aria. 25/11/2024 L’evoluzione dei giardini verticali in architettura A cura di: Fabiana Murgia Marcella Ottolenghi Se già i Babilonesi avevano sperimentato con i giardini pensili una nuova idea di natura assoggettata all’uomo, l’architetto argentino Emilio Ambasz a partire dagli anni Settanta del secolo scorso porta alla ribalta l’invenzione, rivestendo tutte le sue costruzioni con il verde. Ma l’ideatore del giardino verticale moderno è considerato il biologo francese Patrick Blanc, che a metà degli anni Ottanta realizza il primo muro vegetale a Parigi, alla Cité des sciences et de l’industrie de la Villette. A questo iniziale esperimento ne seguiranno diversi, non solo nel suo paese (in Italia all’Acquario di Genova), così come gli emulatori. Emilio Ambasz, Centro ACROS a Fukuoka (1995) Il Consortium for Sustainable Urbanization (CSU), istituzione newyorchese attiva nella promozione di progetti e iniziative sui temi della sostenibilità, il 23 marzo 2023 ha assegnato il President’s Award a Emilio Ambasz per il suo impegno nell’architettura green. Un pioniere nella ricerca di un rapporto originale tra costruito e ambiente – “green over the grey” il suo costante motto – che ha anticipato il lavoro di molti colleghi. “Ogni costruzione costituisce un’intrusione nel regno vegetale – spiega lo stesso Ambasz – ed è una sfida alla natura: dobbiamo concepire un’architettura che si erga come l’incarnazione di un patto di riconciliazione tra natura e costruzione, progettare edifici così intrinsecamente legati al paesaggio circostante che risulti impossibile si disimpegnino l’uno dall’altro.” Sull’onda di questa ricerca la fondazione a suo nome ha recentemente donato al Metropolitan Museum of Modern Art di New York dieci milioni di dollari per la nascita dell’Istituto Emilio Ambasz per lo studio congiunto di ambiente costruito e naturale. Una realtà di ricerca e di dibattito sull’interazione tra i due termini, ma soprattutto sull’urgente necessità di un ricalibro ecologico. Tra le tante opere dell’architetto, il Centro ACROS a Fukuoka del 1995 è esemplare: un imponente edificio piramidale nel centro della città, il cui involucro verde lascia solo trapelare la struttura trasparente sottostante. Quali sono le principali tipologie di giardini verticali Le soluzioni di giardino verticale definite Living wall sono costituite da pannelli e moduli di produzione industriale, integrati da appositi sistemi di irrigazione, che vengono fissati alle facciate degli edifici e servono per alloggiare e tenere in vita un mix di essenze vegetali di differente specie e provenienza Nel caso di un sistema di verde giustapposto alla parete di un edificio, o facciate verdi, si realizza una struttura a graticcio che viene fissata alla facciata, sulla quale si sviluppano specie arboree di natura rampicante. Il rivestimento della parete verde può essere totale o parziale ed è necessario accertarsi che non vi siano interazioni negative tra la vegetazione e lo strato di finitura della facciata dell’edificio. Tra le tecnologie più utilizzate per la realizzazione dei giardini verticali, la principale è quella che prevede la predisposizione di una rete metallica, con cavi in acciaio inossidabile tirati e fissati alla parete grazie a elementi distanziatori metallici. In base alla superficie da ricoprire e al tipo di piante scelto, è possibile optare anche per strutture in legno, plastica o fibre di vetro. Se il sistema di verde è integrato nell’involucro (Living Walls) è previsto l’utilizzo di elementi modulari in materiali inorganici, nei quali viene predisposto il terriccio e la coltura delle essenze scelte. Ogni elemento può essere affiancato agli altri fino a ricoprire superfici molto estese. Questa soluzione permette di intervenire direttamente su una facciata, ad esempio da recuperare. I blocchi vengono fissati alla parete in modo meccanico, generalmente tramite fasce metalliche ed apposite viti. Le aziende specializzate hanno studiato differenti soluzioni, ma tendenzialmente i pannelli sono predisposti per il deflusso dell’acqua da un elemento all’altro, senza smuovere il terriccio o fermarsi in alcuni punti della facciata. Questa tecnica può essere usata anche per rivestire pareti interne in ambienti con sufficiente illuminazione. Ricordiamo, infine, che esistono altri due sistemi di parete verde: uno è quello che viene utilizzato per rivestire i muri di contenimento, ad esempio in corrispondenza di terrapieni; l’altro è quello che prevede la realizzazione di sistemi verdi indipendenti come elementi di schermatura. La versione orizzontale dei giardini verticali: il tetto a giardino La versione orizzontale dei giardini verticali è il tetto a giardino o tetto verde, che al posto del manto tradizionale ha un rivestimento di vegetazione. Definito estensivo – aggettivo che si contrappone al termine intensivo, solitamente abbinato al verde di un giardino pensile –, sfrutta specie vegetali ad hoc e soluzioni tecnico-materiche per ottenere un pacchetto dalla stratigrafia isolante. Al di sotto dello strato superiore a vista, colturale e naturale, si devono infatti prevedere diversi livelli di tenuta all’acqua e alle radici, di accumulo idrico sotto alla pioggia e di drenaggio quando quest’ultima o l’irrigazione supera il fabbisogno delle piante, di filtraggio. Come per giardino verticale e parete verde, i benefici di un tetto verde sono molteplici: isolamento termico e acustico, abbattimento dei picchi di calore urbano, riduzione delle polveri sottili, mitigazione dei danni da precipitazioni violente. Senza contare, anche in tal caso, la possibilità di trasformare la superficie a giardino in un’isola a salvaguardia della biodiversità e di migliorare il benessere psicofisico delle persone. Progetto I-ZEB Il terzo accordo quadro tra CNR e Regione Lombardia I-ZEB “Verso edifici intelligenti a energia zero per la crescita della città intelligente” ha affrontato il tema dell’efficienza energetica e della qualità ambientale in modo integrato, ricreando degli involucri architettonici sperimentali in cui testare prodotti e soluzioni. Tra i modelli, in scala reale, un laboratorio ZEB in cui monitorare sul lungo periodo consumi, qualità dell’aria, comfort di un luogo di lavoro dotato di due postazioni computer. Lo spazio, allestito con diverse soluzioni tecnico-impiantistiche, prevedeva anche una superficie di 10 mq di “living wall”, parete verde realizzata da Sundar. La ricerca, durata un anno (nel 2020), ha evidenziato come la presenza di un giardino verticale indoor – ottenuto con pannelli vegetali piantumati in serra, messi in opera su struttura portante a muro – abbia migliorato la qualità dell’aria, l’acustica, il comfort generale. Le strumentazioni di rilevazione (con sensori tra l’altro di umidità, di temperatura, di velocità dell’aria, di illuminazione, di concentrazione di anidride carbonica), oltre a dimostrare la rispondenza ai requisiti di legge in termini di isolamento acustico delle partizioni tra unità immobiliari, hanno sottolineato una sensibile riduzione di concentrazione di CO2 e una migliore percezione della qualità dell’aria da parte delle persone, anche in caso di assenza di ricambio. Progetto CLEVER Cities Il progetto CLEVER Cities, finanziato dalla Comunità European attraverso il programma Horizon 2020, coinvolge politici e cittadini di diverse città europee nella ricerca di soluzioni urbane sostenibili in cui la natura sia protagonista. Nel nostro paese il luogo di riferimento per la sperimentazione di nuove NSB, “nature-based solutions”, è Milano, in cui un team interdisciplinare (che coinvolge direttamente anche gli abitanti) si è occupato concretamente della stazione ferroviaria Tibaldi e poi di un nuovo parco al Giambellino. Inaugurata a fine 2022, l’infrastruttura ferroviaria si contraddistingue per l’integrazione sperimentale del verde, al fine di dimostrare come quest’ultimo – declinato sia come giardino verticale sul fronte del fabbricato sia in modo più tradizionale – possa decisamente migliorare la qualità ambientale, la biodiversità, l’identità degli spazi pubblici pertinenti. Sempre nel capoluogo lombardo è stata promossa una campagna di sensibilizzazione per far conoscere l’importanza degli involucri architettonici verdi, a cui sono seguite azioni di incentivazione, come finanziamenti ad hoc per le realizzazioni ed individuazione di soggetti interessati a partecipare a progetti pilota o di professionisti qualificati nella progettazione di giardini verticali e tetti verdi. Dai dati raccolti nella ricerca di Clever Cities, tra i cui partner tecnici figura anche la società di studi e ricerche Ambiente Italia, emerge che se si utilizzano sistemi di inverdimento con pareti verdi si ottengono alcuni benefici: una diminuzione della temperatura di 4,5 gradi centigradi e risparmi energetici per raffrescamento del 43% e dal 4 al 6,3% per riscaldamento. Un altro beneficio del giardino verticale riguarda l’abbassamento della temperatura dell’aria dell’ambiente circostante l’edificio: alcune stime parlano di una riduzione dell’aria ambiente tra lo 0,5 e i 4,1 gradi centigradi, misurati a una distanza di due metri dalla parete. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2019 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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