Idrogeno verde da biomasse: dai boschi un tesoro sostenibile per l’Italia

Il patrimonio forestale italiano, tra i più ampi in Europa, potrebbe fornire la materia prima per produrre idrogeno verde, con uno sfruttamento sostenibile. Le possibilità tecnologiche ci sono

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Idrogeno verde da biomasse: dai boschi un tesoro sostenibile per l’Italia

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Produrre idrogeno verde dalle biomasse è un’idea che si deve fare strada in Italia, anche grazie allo sfruttamento sostenibile dei boschi. L’Italia è ammantata per più di un terzo da foreste, più precisamente il 36,7 % del territorio nazionale. Non solo: la superficie boschiva è aumentata del 18,4% in vent’anni. Parliamo di un incremento di quasi 587mila ettari per un valore complessivo superiore a 11 milioni di ettari di foresta, come evidenziano i dati CREA. Sono tutti metri cubi di biomassa scarsamente valorizzata: boschi e foreste nazionali sono sfruttate per meno del 30% contro una media europea del 75%.

L'Italia è coperta per un terzo da foreste

Da qui si deve partire, consapevoli che «con prelievi sostenibili da boschi e foreste si può ottenere bio idrogeno verde a basso costo, inferiore a 3 euro al kg», afferma Franco Cotana, professore di fisica tecnica industriale dell’Università di Perugia e membro del Comitato di Gestione del CRB – Centro di Ricerca sulle Biomasse, riferimento italiano per la ricerca sui biocarburanti e le biomasse a uso energetico.

Idrogeno verde da biomasse: un potenziale italiano tutto da scoprire

La superficie boschiva è in forte aumento tanto in Italia quanto in Europa. Manca però una gestione accurata. «A livello nazionale stiamo perdendo un’opportunità consistente nel mancato sfruttamento sostenibile dei boschi, mentre continuiamo a richiedere buona parte del legno dall’estero per soddisfare le esigenze di vari settori – evidenzia Cotana –. Solo per soddisfare la domanda di pellet, il nostro Paese importa dall’estero i due terzi del fabbisogno nazionale, e anche la legna da ardere viene importata».

L'Italia importa due terzi del fabbisogno di pellet

Spesso in Italia manca una gestione forestale adeguata ai tempi moderni, anche se non mancano esempi di gestione integrata. Uno dei più recenti, in Umbria, è frutto di un’intesa tra 32 Comuni finalizzata alla valorizzazione e tutela del patrimonio boschivo, di circa 80mila ettari.

«Il bosco è un patrimonio, ma anche una risorsa energetica, anche sotto forma di produzione di idrogeno verde da biomasse. Da questo punto di vista ci sono aziende in Italia che stanno avviando l’opportunità di produrre idrogeno dal legno», segnala ancora l’esperto del CRB.

«In particolare dal legno rinnovabile con prelievi sostenibili da boschi e foreste è possibile ottenere bio idrogeno a basso costo: come riporta uno studio di IEA Bionenergy la produzione di idrogeno verde da biomassa tramite gassificazione può essere un’alternativa promettente: i rendimenti di conversione da biomassa a idrogeno possono portare a prezzi di vendita dell’idrogeno fino a 2,7 euro/kg.» La previsione di costo è basata su un processo produttivo in centrali alimentate con truciolare di legno e di potenza superiore a 50 MW.

Ma quanto idrogeno sarebbe possibile produrre con le biomasse? «Servono 12 kg di cippato di legno per un kg di idrogeno – evidenzia Cotana –. Questo è possibile grazie al Steam Gasification (gassificazione a vapore), processo diretto di conversione che permette di trasformare il legno in ossido di carbonio, idrogeno e – in piccola parte – in metano. Il vapore non fa altro che cedere la molecola di ossigeno formando CO2 ma liberando ulteriore idrogeno, arrivando a una quota pari al 75% di idrogeno nella miscela gassosa».

Produrre idrogeno da biomasse è sostenibile, a livello ambientale ed economico

Il processo di Steam Gasification è interessante anche dal punto di vista della sostenibilità economica. «Pensiamo solo all’uso nel settore automotive: con un chilogrammo di idrogeno una vettura percorre circa 100 km. Nel bilancio di retribuzione del cippato abbiamo stimato un prezzo di acquisto del 20% superiore a quello di mercato, quindi 80 euro a tonnellata. Quindi la filiera è ricca e sostenibile».

Anche dal punto di vista della produzione di biogas e biometano è sostenibile, economicamente parlando. «Si aggiunga poi che il sottoprodotto del biogas è digestato che può essere impiegato per sostituire i fertilizzanti di origine chimica nei campi – conclude Cotana –. Come CRB abbiamo calcolato che per ogni tonnellata prodotta di idrogeno con Steam Gasification o Steam reforming si ottiene rispettivamente una quantità di CO2 di 2 o 3 tonnellate stoccata o nel biochar o nel compost: entrambi vengono immessi entrambi nel terreno che ne trae grande beneficio».

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