Luce naturale: soluzioni per illuminare gli ambienti chiusi

L’illuminazione naturale è una risorsa preziosa che favorisce il benessere delle persone e la riduzione dei consumi energetici, tanto che la luce artificiale diventa “solo” uno strumento per colmarne eventuali mancanze e assicurare il comfort in modo costante durante il giorno. Ecco alcune idee per aumentare o aggiungere la luce naturale negli ambienti chiusi.

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Luce naturale: soluzioni per illuminare gli ambienti chiusi

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L’importanza della luce negli ambienti chiusi

Quando si progetta un edificio, qualsiasi sia la sua destinazione, lo studio dell’illuminazione è essenziale per ottenere un buon risultato finale, misurabile in comfort e facilità di esecuzione delle specifiche attività previste.

Questo significa che in un ufficio la luce dovrà essere adeguata allo svolgimento di attività come la lettura e la scrittura, favorire la concentrazione e la produttività; a differenza di quanto avviene, invece, in un salotto dedicato al relax, in cui la luce sarà più calda, diffusa e con intensità ridotta.

Esaminare le condizioni migliori di illuminazione è lo scopo dei progetti illuminotecnici, che studiano la natura di uno spazio chiuso, le sue funzioni e le condizioni di illuminazioni desiderate, combinando differenti fonti luminose, sia naturali che artificiali.

L’importanza della luce naturale negli ambienti chiusi

Uno dei primi temi da affrontare in un progetto, quindi, diventa proprio l’equilibrio tra la luce naturale e la luce artificiale. La luce artificiale, in un certo senso, diventa uno strumento utile ad integrare la luce naturale, per assicurare le medesime condizioni di comfort durante il trascorrere della giornata. Il tutto deve essere ponderato sulla base delle esigenze funzionali dell’edificio e dell’utenza, della tipologia del clima locale e dell’efficienza energetica.

I vantaggi della luce naturale

Nel corso degli anni si è acquisita sempre più consapevolezza sull’importanza della luce naturale, sia per gli effetti benefici che ha sulle persone, sia per il risparmio energetico che permette.

La luce naturale, infatti, è una risorsa gratuita e importantissima per il comfort luminoso interno e sfruttare al meglio questa risorsa permette di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione artificiale.

I vantaggi della luce naturale

La luce naturale, inoltre, incide sul benessere psicofisico delle persone: regolarità dei cicli biologici del nostro corpo, affaticamento visivo, cambi d’umore, capacità di concentrazione, ritmo del sonno, sono solo alcuni esempi di aspetti su cui ha effetto la luce naturale.

L’illuminazione naturale può diffondersi all’interno degli edifici con tre modalità diverse:

  • Illuminazione laterale, o sidelighting, che proviene dalle finestre aperte nelle pareti opache;
  • Illuminazione zenitale, o toplighting, che consiste nell’introduzione della luce all’interno di un edificio attraverso la presenza di aperture, cupole e lucernari posizionati sulla copertura;
  • Illuminazione dall’interno, o corelighting, che consiste nel portare la luce all’interno di un edificio attraverso atri, cortili, chiostri o condotti.

Come si misura la luce naturale

In ogni progetto di illuminotecnica, lo studio delle migliori condizioni di illuminazione parte dall’analisi della luce naturale in un ambiente.

La valutazione del contributo di luce naturale viene effettuata mediante l’uso di appositi indici, come il Fattore di Luce Diurna (FLDm), che considera il rapporto tra l’illuminazione esterna e interna, o il Useful Daylight Index (UDI), che valuta il contributo di luce naturale utile (sopra i 100 lux) nell’arco della giornata. Sono interessanti anche altri indici, che invece prendono in considerazione aspetti come l’esposizione solare annuale.

Come si misura la luce naturale

Sulla base dei vari risultati ottenuti, poi, si studia un progetto illuminotecnico per integrare la luce artificiale, non solo considerando il valore medio ottenuto, ma anche la distribuzione della luce, che potrebbe essere concentrata in un’area della stanza e scarsa in un’altra. Per quanto riguarda la progettazione dell’illuminazione di interni residenziali domestici con luce artificiale, a luglio 2021 è stata pubblicata la nuova norma UNI 11826 che si applica agli impianti nuovi e alla trasformazione di quelli esistenti, stabilendo le modalità per definire le caratteristiche di un impianto di illuminazione artificiale per interni residenziali domestici. .

Ma anche se la luce artificiale deve in ogni caso sopperire completamente alla mancanza di luce naturale, a livello progettuale è possibile percorrere diverse strade prima di colmare semplicemente le mancanze di luce naturale con quella artificiale. Come? Studiando soluzioni che aumentino la luce naturale in un ambiente rispetto allo stato di fatto o al progetto di partenza. Ecco alcuni consigli.

Attenzione all’orientamento delle stanze

Per favorire la luce naturale, il primo passo è sicuramente quello di studiare attentamente l’orientamento dell’edificio e, di conseguenza, la disposizione degli ambienti interni.

Infatti, alla stessa ora del giorno e all’interno del medesimo edificio, due stanze orientate in modo completamente differente possono distinguersi in modo molto forte per gli apporti luminosi naturali.

Illuminazione naturale: Attenzione all’orientamento delle stanze

Quindi, oltre che per questioni di comfort termico, è indicato posizionare gli ambienti in modo non casuale, ma in relazione alla quantità di luce necessaria e al momento in cui vengono utilizzati. Ad esempio, se un’aula scolastica viene usata solo durate il mattino, è bene posizionarla ad est.

Scelta di materiali, tende e arredi

Per migliorare la percezione delle condizioni luminose in un ambiente chiuso, è bene studiare attentamente anche i materiali, i colori e la tipologia di arredo che si sceglie. In un ambiente poco luminoso, è meglio prediligere pavimentazioni e finiture chiare, tende di tessuti leggeri e arredi che non ostacolino l’ingresso della luce dalle aperture esistenti.

Sfruttare la trasparenza del vetrocemento

Sia in casa, che in ufficio, molto spesso ci sono ambienti piccoli e poco illuminati, che per questo motivo non risultano accoglienti e confortevoli. Una possibile soluzione è quella di inserire una parete in vetrocemento.

Luce naturale: soluzioni per illuminare gli ambienti chiusi 1

Se non ci sono finestre, infatti, è importante “catturare” la luce dagli ambienti confinanti, attraverso la trasparenza delle superfici. Il vetromattone è un blocco di misure standard di vetro trasparente e in commercio se ne trovano di varie sfumature e colorazioni. Questa parete garantisce il passaggio della luce, senza essere del tutto trasparente.

Costruire muri trasparenti

Vale il medesimo principio, ovvero attingere alla luce naturale presente negli ambienti circostanti. A differenza del vetrocemento, realizzare un intero divisorio in vetro, richiede una valutazione più attenta delle funzionalità di questi spazi e del livello di privacy che si deve garantire.

Pareti di vetro per ottimizzare l'illuminazione naturale

Una parete in vetro permette sicuramente il passaggio di una maggiore quantità di luce ed è una soluzione molto utilizzata negli edifici per uffici. Nelle residenze è una soluzione che, invece, si presta ad esempio per separare la zona giorno dalla cucina, oppure per un bagno privato in una stanza da letto. Due alternative, per ovviare al problema della privacy, sono scegliere una superficie che non sia del tutto trasparente, ma satinata, o realizzare in vetro solo una parte del divisorio, sopra una certa altezza.

Infissi interni trasparenti

Anche le porte interne possono essere in vetro, ed eventualmente trattate per risultare opacizzate o con decorazioni che ne riducono la trasparenza. Questa soluzione permette di avere un po’ più di luce in ambienti come corridoi, dispense, ripostigli, disimpegni.

Porte in vetro scorrevoli o a battente di Eclisse
Eclisse propone porte in vetro, scorrevoli o a battente, disponibili in diverse finiture a seconda delle esigenze- trasparente, satinato, fumé oppure extrachiaro,

Possono avere aspetto o forme differenti, ad esempio ci sono porte a tutta altezza o porte scorrevoli che occupano un’intera parete. Se si preferisce ridurre la superficie trasparente, si può optare per delle porte con sopraluce, ovvero opache fino ad una certa altezza e trasparenti solo nella parte superiore.

Aperture nel soffitto e finestre per tetti

Per illuminare un ambiente senza finestre, ma anche per aumentare la luce naturale in una stanza, si possono valutare alcuni interventi strutturali.

Una volta verificata la fattibilità ed eseguite le pratiche del caso, è possibile realizzare un’apertura nel solaio, creando una fonte di luce zenitale anche in un ambiente altrimenti buio. Si tratta di luce diretta che, attraverso l’ambiente superiore, raggiunge la stanza sottostante. L’illuminazione in questo caso ha un carattere diffuso, non provoca riflessi, né fenomeni di abbagliamento. Il foro nel solaio, chiuso con un elemento in vetro, deve essere studiato attentamente in termini di dimensioni, forma e posizione.

In alternativa, se ci si trova in mansarde e ultimi piani, è possibile prevedere l’inserimento di finestre per tetti, che assicurano l’ingresso di luce naturale durante tutta la giornata. L’inserimento di queste aperture comporta diversi vantaggi, come rendere più vivibile gli ambienti su cui si affacciano, ridurre problematiche relative all’umidità e migliorare la ventilazione naturale.

 Finestre da tetto super-termoisolanti FTT di Fakro. Illuminazione naturale e risparmio energetico
Le finestre da tetto super-termoisolanti FTT di Fakro, progettate in conformità con i requisiti degli edifici passivi, assicurano illuminazione naturale e risparmio energetico

Camini e mensole di luce

Un ulteriore sistema per migliorare le condizioni di luce naturale è l’installazione di un camino di luce che, captando luce dall’esterno della copertura, la trasporta attraverso un apposito tubo fino all’ambiente desiderato. Un camino di luce può illuminare sia le stanze che confinano con il sottotetto, sia quelle a piani inferiori, fino ad una distanza di circa 10 metri dalla copertura. I tunnel solari sono dei diffusori telescopici di un diametro di circa 30 cm. Trasportano la luce naturale, ma non aiutano in termini di ventilazione naturale negli ambienti ciechi.

Le mensole di luce, invece, sono dei componenti orizzontali che hanno la funzione di riflettere la luce naturale e di diffonderla in un ambiente chiuso. Sono posizionate nella parte superiore di una parete, vicino ad una superficie trasparente da cui penetra la luce.


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