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Il Mise ha pubblicato la Relazione sulla situazione energetica nazionale che presenta l’andamento del settore energetico del 2015. Sul sito del MISE è on line la Relazione sulla situazione energetica nazionale – 2015 che nella prima parte analizza l’evoluzione del mercato internazionale del petrolio, del gas, delle fonti rinnovabili e del carbone, il mercato dell’energia in Italia (la domanda di energia in Italia con il trend delle singole fonti energetiche), gli impieghi finali dell’energia, le spese sostenute dalle famiglie per i consumi energetici, i prezzi dell’energia e dei carburanti, l’efficienza energetica, il valore aggiunto del settore energetico, le imposte sull’energia e la spesa per ricerca e sviluppo nel settore dell’energia. In Italia lo scorso anno, dopo un trend negativo di 4 anni, è aumentata la domanda di energia primaria del 3,2% rispetto al 2014, sostenuta dalla più favorevole congiuntura economica. Per quanto riguarda in particolare il settore Elettrico le stime preliminari relative al 2015 indicano una contrazione della produzione rinnovabile del 12% circa, in gran parte attribuibile al ritorno della produzione idroelettrica sui valori medi degli ultimi 15 anni. Le stime per il 2015 indicano che la fonte rinnovabile maggiormente utilizzata per la produzione di energia elettrica continua a essere quella idraulica (41% della generazione da FER), seguita da quella solare (21%), dalle bioenergie (biomasse solide, bioliquidi, biogas e frazione rinnovabile dei rifiuti: 18%), dalla fonte eolica (14%) e da quella geotermica (6%). Per quanto riguarda invece il settore Termico, dati preliminari relativi al 2015 indicano una crescita della produzione complessiva rispetto all’anno precedente stimabile in circa 0,7 Mtep (+6,6% circa), collegata principalmente alle temperature più rigide rispetto al 2014 e al conseguente maggiore utilizzo di legna da ardere e pellet. La fonte rinnovabile di gran lunga più importante per la produzione di energia termica è costituita dalle bioenergie (7,7 Mtep secondo le stime preliminari del 2015). È ancora piuttosto limitato, invece, lo sfruttamento della risorsa geotermica e di quella solare (complessivamente 0,1 Mtep – 0,2 Mtep), mentre è da sottolineare il contributo rilevante delle pompe di calore (2,6 Mtep sia nel 2014 che nel 2015). L’italia ha raggiunto, già dal 2014, in anticipo l’obiettivo dalla Direttiva per il 2020 del 17% in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia e non è lontana distante dall’obiettivo individuato dalla Strategia Energetica Nazionale (19-20%) Stima degli impiegati nelle energie rinnovabili in Italia Il GSE ha sviluppato una metodologia e un modello di calcolo per stimare le ricadute economiche e occupazionali connesse allo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, considerando lavoro diretto e indotto, temporaneo e a tempo indeterminato. Nel complesso, le ricadute occupazionali dello sviluppo delle fonti rinnovabili nel 2014 sono stimate in circa 20.400 ULA temporanee (compreso l’indotto) e 54.900 ULA permanenti (compreso l’indotto); il contributo maggiore si deve al settore fotovoltaico, rispettivamente con 7.138 e 19.033 ULA. Rilevante è anche il contributo fornito dal settore delle bioenergie, che comprende i comparti del biogas, delle biomasse solide e dei bioliquidi (4.084 ULA temporanee e 18.073 ULA permanenti). Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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