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Sofitel The Palm Dubai


  • Luogo
    Dubai, EMIRATI ARABI
  • Cronologia
    - realizzazione: da 2012 a 2013
  • Committente
    Sofitel Hotels
  • Impresa
    Khansaheb Joinery & Interior
  • Categoria di intervento
    STRUTTURE TURISTICO ALBERGHIERE

 

Il frassino americano ricrea i simboli emblematici della cultura polinesiana al Sofitel The Palm di Dubai

Con una sontuosa cerimonia d’apertura nel novembre del 2013 Sofitel Luxury Hotels ha festeggiato l’inaugurazione del Sofitel The Palm Dubai, l’orgoglio della catena francese a Dubai. All’esclusiva soirée organizzata presso il resort, ubicato sulla mezza luna orientale di Palm Jumeirah, hanno partecipato oltre 1.500 ospiti, tra cui numerosi dignitari e celebrità locali e internazionali, Gregory Maliassas, Senior Vice President di Sofitel Medio Oriente, Africa e Oceano Indiano, e Patrick Blanc, botanico francese di fama mondiale e ispirato creatore degli spettacolari giardini verticali che caratterizzano il resort.

Situato nell’East Crescent di Palm Jumeirah, il resort è circondato da una striscia lunga 500 metri di spiaggia privata madreperlacea che permette agli ospiti di godere di un panorama marino mozzafiato. Con una superficie totale superiore a 100.000 metri quadrati, questo hotel francese di lusso è caratterizzato da riferimenti ai ricchi elementi iconici della cultura e della civiltà polinesiana: infatti, grazie al ricorrere della splendida architettura organica e ai lussureggianti giardini verticali, il resort è in grado di comunicare uno spirito senza tempo e un fascino tropicale.

"Il Sofitel The Palm Dubai è pronto a servire il mercato turistico di lusso nonché i viaggiatori del segmento business che cercano location rigeneranti oltre alle tradizionali destinazioni urbane centrali," ha affermato Gregory Maliassas, Senior Vice President, Sofitel Medio Oriente, Africa e Oceano Indiano. "Gli esclusivi elementi di design concettualizzati da Mirk Architecture e Patrick Blanc permettono agli ospiti di sentirsi completamente al di fuori del caos cittadino di Dubai."

L’hotel dispone di 361 camere e suite, nonché di un residence di 182 appartamenti ideali per soggiorni più lunghi, e vanta svariati ristoranti fra cui in particolare: Studio du Chef, che offre una moderna interpretazione della tradizionale cucina francese; Porterhouse, lo steak restaurant; Manava, il ristorante aperto tutto il giorno; Hong Loong, che propone autentica cucina cinese; Moana, dove i deliziosi frutti di mare vengono preparati con ingredienti locali freschi; e il Maui Beach Bar and Restaurant che permette agli ospiti di rilassarsi godendosi gli aromi del barbecue.

Ambientato su 3 livelli, il 2LIV Nightclub concede agli amanti delle feste di ammirare panorami senza eguali del Golfo Arabo e di avere il meglio in termini di divertimento notturno. Con una superficie di 2.500 metri quadrati e 28 stanze di trattamento, la So Spa offre agli ospiti il massimo per il relax e il ringiovanimento grazie ai trattamenti tradizionali della spa tailandese. Inoltre, 1.500 metri quadrati di spazi per meeting, compresi una sala da ballo e 4 sale conferenze, garantiscono la copertura del segmento conferenze, meeting, incentive, eventi e matrimoni, con la possibilità di ospitare fino a un massimo di 700 persone.

"Volevamo creare un’alternativa ai comuni hotel tipo resort della città, combinando la tradizionale ospitalità Sofitel con il tema polinesiano. Dai riscontri che abbiamo ricevuto finora, sentiamo di aver  raggiunto lo scopo," spiega Christophe Schnyder, General Manager, Sofitel The Palm Dubai.  

La filosofia di design

Nel tentativo di riportare il lusso alle sue origini, il Sofitel The Palm Dubai è stato sviluppato secondo lo stile di un villaggio polinesiano, dove la frescura è garantita da alberi a foglia verde, mentre gli arredi in stile cabana e l’acqua in continuo movimento salutano gli ospiti subito al loro arrivo. L’ambiente lussureggiante, verde e vivace è frutto del lavoro di Mahnaz Liaghat, CEO di Mahnaz International Design & Planning ed ex Design Director di Mirk, che ha focalizzato l’attenzione in particolare sul tema dell’isola. La stessa lobby è organizzata sotto una tradizionale cabana in legno naturale, con tranquilli bacini d’acqua a completare le aree di relax per gli ospiti.

Una caratteristica speciale del pian terreno è un giardino verticale a “parete vivente”, piantumato dal rinomato botanico Patrick Blanc, che sembra estendersi per chilometri davanti agli occhi degli ospiti quando entrano per la prima volta nell’hotel, e che permette di vivere una meravigliosa esperienza “outdoor indoor”. Il Koru, una felce tradizionale che simboleggia l’espressione della nuova vita, caratterizza lo speciale giardino verticale grazie ai suoi viticci a spirale che gli conferiscono movimento e vita. Inoltre, corridoi e spazi più piccoli sono stati studiati in particolare per evocare la sensazione di fresco di un villaggio immerso nel verde, grazie al frassino americano, al bambù e all’ambiente circostante nei toni della terra. Fare una passeggiata in hotel, infatti, è come camminare nei boschi, dove la luce solare screziata penetra tra le foglie degli alberi.

Secondo Mahnaz, la società cliente voleva che il resort si configurasse come un luogo di riscoperta e incanto: ecco perché il suo design rimanda allo stile delle isole della Polinesia francese in una più moderna interpretazione e traduzione della sua cultura, i cui simboli iconici danno corpo al progetto generale che conferisce al resort la sua identità unica e memorabile. Questi simboli sono stati integrati in tutto il progetto per creare un effetto di omogeneità nei singoli spazi e trasmettere un messaggio positivo.  

“Per noi è stata una sfida riuscire a far assomigliare un edificio di sei piani a un resort polinesiano, ma, soprattutto, volevamo esprimere un nuovo modo di definire il “lusso” attraverso l’esperienza fornita dal resort. In linea con il principio secondo cui “meno è più”, abbiamo progettato il resort integrando materiali naturali (di prima generazione) come pietra, legno, acqua e natura, e li abbiamo completati con elementi di design subliminale, in altre parole la quarta dimensione, che influenzano il nostro subconscio per far percepire lo spazio in maniera più grandiosa e completa,” ha affermato Mahnaz.

I temi polinesiani

Ovunque vadano, i clienti sono sempre accompagnati da motivi polinesiani tradizionali: intricati dettagli che ricordano felci, gechi, la divinità Tiki, tartarughe, farfalle e fiori di Tiarè si possono identificare su porte, pareti e piani, tutti a simboleggiare pace, libertà, energia, connessione, vita e nuovo inizio. La divinità Tiki, in particolare, si propone in molte forme, offrendo protezione dagli spiriti maligni, ma in generale assumendo tratti che rimandano a ciò che ognuno desidera che Tiki esprima: ecco perché l’ingresso dell’hotel presenta il simbolo di Tiki sulle porte in legno massiccio. Secondo Mahnaz, il soffitto in legno dell’ingresso richiama quello che si trova nella lobby, per offrire ai clienti un invito all’esplorazione.

Uno spazio può essere un semplice punto di passaggio, un ponte verso un paradiso che si trova appena dietro l’angolo. Come tale, la lobby del Sofitel The Palm Dubai accompagna l’ospite fino all’esterno del resort, dove lo attende una personale nuova scoperta. Il soffitto è progettato come l’interno di una cabana con un uso intensivo di frassino americano (American ash) per rafforzarne l’esperienza. Inoltre, i due lati della lobby sono caratterizzati dalla presenza di puri e semplici corsi d’acqua e da pareti verticali di piante floreali, che immergono l’ospite in un lussureggiante ambiente verde e vivace, proprio come nei villaggi polinesiani. Per enfatizzare l’esperienza, le luci si diffondono dal legno sul soffitto e si combinano con la parete verde per conferire un significato davvero spirituale a questo spazio memorabile. Inoltre, i materiali naturali come l’acqua, la pietra, e il legno, nonché il contrasto di ombre e sfumature chiare e scure così catturate simboleggiano il viaggio attraverso i villaggi e il passaggio a nuove esperienze.

Mahnaz aggiunge: “Il soffitto in canne e un sentiero ci guidano verso una “Wall of History” (Parete della Storia) che è stata studiata per richiamare un tradizionale villaggio polinesiano e la traduzione dei suoi elementi distintivi in un contesto moderno. La parete spiega visivamente il significato dei simboli usati nel progetto, e passeggiando all’interno del resort riusciamo a percepire la connessione con la cultura e la tradizione. Inoltre, le piante verticali e il forte contrasto di luce e oscurità che penetra dai lati attraverso la galleria commerciale creano un legame delicato e piacevole. Il soffitto a tendalino è stato progettato per ricordare una passeggiata attraverso le strade che collegano diversi villaggi.”

Altri elementi di nota nell’hotel comprendono il banco di checkout realizzato con tronchi di frassino americano (American ash) scolpiti: un addio impossibile da dimenticare, secondo Mahnaz. L’atrio degli ascensori, che collega le diverse isole polinesiane, mescola legno, canne e luce indiretta per far affiorare i ricordi come durante una passeggiata nella natura. Attraverso i corridoi, la sottile miscela di luce, ombra e sfumati che si effondono dal legno e dalla pietra simboleggia il viaggio attraverso villaggi e passaggi a nuove esperienze. Inoltre, la grandiosa sala da ballo celebra la vita e la sua ricchezza attraverso il soffitto in frassino americano, che è stato studiato per assomigliare al fondo di una canoa, l’imbarcazione simbolo della cultura polinesiana che rappresenta lo snodarsi della vita, la vita che cambia, il viaggio e l’avventura.                                                                                       

Vivere naturale

Design delicato, materie prime naturali e attenzione al dettaglio si combinano perfettamente in ciascuna camera e nel residence al Sofitel The Palm Dubai. Mobili e accessori sono stati realizzati in legni scuri naturali, prevalentemente frassino americano tinto, pietra grezza e onice chiara. L’illuminazione indiretta in tutti gli spazi di living evoca l’ambiente del sottobosco forestale, con la luce solare che penetra attraverso le foglie, facendo sentire gli ospiti come se davvero fossero in un villaggio polinesiano.

All’interno, il frassino americano tinto di scuro, dal look esotico, i colori ricchi e vivaci, e il lusso soffuso caratterizzano ogni stanza. Tutti i bagni sono stati creati pensando all’aria aperta, con pietra naturale sul pavimento e doccia effetto pioggia in alto. Le vasche da bagno in pietra si affacciano sugli ariosi spazi di living mentre i tessuti color blu e porpora completano l’effetto di lusso soffuso e permettono agli ospiti di rilassarsi in una vasca di pietra circondati da decorazioni in onice con uno sguardo al salotto e al terrazzo, oppure, semplicemente, nelle camere ispirate alla natura. In generale, i rigogliosi fiori colorati, l’abbondante uso del legno di frassino e l’illuminazione indiretta che si effonde da pietra e legno si combinano per creare un momento di pace e serenità in ogni stanza.

Spiegando la decisione di usare il frassino americano, Mahnaz afferma: “All’inizio volevamo il noce africano ricostituito per cercare di rimanere nel budget iniziale. Tuttavia, il cliente preferiva un legno esotico, che in quel momento non combaciava bene con l’estetica del progetto. Di conseguenza abbiamo scelto il noce americano e abbiamo lavorato al modello iniziale delle camere. Tuttavia, considerando la quantità di legno necessario per il progetto, sarebbero serviti oltre cinque anni per completare l’approvvigionamento. Il frassino americano invece, con la sua porosità e la texture uniformemente marcata, costituiva la migliore alternativa prontamente disponibile, in linea con il budget, per soddisfare i requisiti di design. Guardando al resort oggi, sono orgoglioso che sia un prodotto unico e che renda testimonianza a un design completo.”

L’abbraccio dello spazio esterno

Questo paradiso evoca eleganza e serenità con la sua architettura organica: linee morbide, curve e contorni delicati si susseguono davanti all’occhio umano e avventurarsi nel resort è come passeggiare in un villaggio, lungo sentieri di mattoni, sfilando davanti a capanne dai tetti in paglia che gradualmente vanno dissolvendosi verso l’incontaminata linea costiera. Costeggiata da alberi di palma, la striscia nascosta di spiaggia concede panorami magnifici sulla mezzaluna orientale dell’iconica Palm Island di Dubai, e fino a perdita d’occhio sulle acque azzurre cristalline del Golfo Arabo

Fotografie: Eric Cuvillie

AHEC

L’American Hardwood Export Council (AHEC) è la più importante associazione per il commercio internazionale di legno di latifoglia americano, e rappresenta le società USA impegnate nell’esportazione, nonché le maggiori associazioni statunitensi per il commercio di prodotti in legno di latifoglia. AHEC gestisce un programma a livello mondiale per la promozione dei legni di latifoglia americani in oltre 50 mercati di esportazione ed è sempre a disposizione di architetti, designer e clienti finali per fornire le informazioni tecniche sulle specie disponibili, i prodotti e le fonti di approvvigionamento.

Inoltre, AHEC produce anche un’ampia gamma di pubblicazioni tecniche che si possono scaricare o richiedere gratuitamente al sito www.americanhardwood.org

 

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